Cal815 [Lurker] 3 Inviato 21 Febbraio Inviato 21 Febbraio Ho 45 anni e vivo in Inghilterra. Mi sono iscritto per imparare e tentare di recuperare il tempo perduto. In passato per via di una timidezza estrema e un problema fisico (ora risolto) non ho avuto modo di avere tante esperienze. Ma finalmente adesso le cose si sono un po' sbloccate. Sono riuscito a frequentare qualche donna tramite app di incontri e qualche volta anche approcciandole in discoteca. Ho ancora molto da lavorare e non ho nessuna idea di come condurre il gioco al di fuori di app o discoteche, ad esempio in contesto lavorativo o legato ad altri ambienti. Spero di trovare una comunita' da cui imparare e crescere. Kaihō-sha ha reagito a questo 1
ALICE [Élite] 2229 Inviato 21 Febbraio Inviato 21 Febbraio Ciao Cal815, prima di tutto: rispetto. Non è affatto scontato presentarsi con questa onestà, soprattutto quando si parla di “tempo perduto” e di una timidezza che ha pesato così tanto. A 45 anni non stai recuperando nulla. Stai semplicemente iniziando una fase con più consapevolezza di quella che molti avevano a 25. Il fatto che tu abbia già iniziato a frequentare donne tramite app e che tu abbia approcciato in discoteca mi dice una cosa molto chiara: la timidezza non ti sta più guidando. Ora stai guidando tu. Quello che descrivi – la difficoltà nel “condurre il gioco” fuori da contesti strutturati come app o locali – è una transizione normale. App e discoteche sono ambienti ad alta energia e regole implicite semplici. Contesto lavorativo o sociale quotidiano richiede una calibrazione diversa, più sottile, più strategica. Ed è proprio qui che si cresce davvero. Mi piace molto una cosa che hai scritto: “Spero di trovare una comunità da cui imparare e crescere.” Questo mindset è già metà del lavoro. Qui non si tratta di “imparare tecniche”. Si tratta di sviluppare presenza, lettura del contesto, e soprattutto sicurezza interna che non dipenda dal luogo. Ti faccio una domanda semplice, ma potente: Nei contesti in cui ti senti più bloccato (lavoro, ambienti sociali normali), qual è la sensazione dominante? Timore di risultare inopportuno? Paura del giudizio? Oppure incertezza su come iniziare? Raccontacelo un po’. Da lì si può lavorare con precisione. Benvenuto. E no… non sei in ritardo. Sei nel momento giusto. – ALICE 🖤 Xeniade, Brif, Cal815 e 1 altro ha reagito a questo 1 1 2
Kaihō-sha [Élite] 3094 Inviato 21 Febbraio Inviato 21 Febbraio 4 ore fa, Cal815 ha scritto: Ho 45 anni e vivo in Inghilterra. Mi sono iscritto per imparare e tentare di recuperare il tempo perduto. In passato per via di una timidezza estrema e un problema fisico (ora risolto) non ho avuto modo di avere tante esperienze. Ma finalmente adesso le cose si sono un po' sbloccate. Sono riuscito a frequentare qualche donna tramite app di incontri e qualche volta anche approcciandole in discoteca. Ho ancora molto da lavorare e non ho nessuna idea di come condurre il gioco al di fuori di app o discoteche, ad esempio in contesto lavorativo o legato ad altri ambienti. Spero di trovare una comunita' da cui imparare e crescere. Benvenuto!! Confermo quanto detto da @ALICE parola per parola e ti auguro il meglio!!🖤 Cal815 e ^'V'^ ha reagito a questo 2
Cal815 [Lurker] 3 Inviato 22 Febbraio Autore Inviato 22 Febbraio 14 hours ago, Kaihō-sha said: Benvenuto!! Confermo quanto detto da @ALICE parola per parola e ti auguro il meglio!!🖤 Grazie mille! @ALICE grazie mille! Apprezzo tantissimo la tua risposta. Quote Si tratta di sviluppare presenza, lettura del contesto, e soprattutto sicurezza interna che non dipenda dal luogo. Questa e' una cosa su cui sto lavorando. Sto facendo meditazione e sto tentando di imparare ad agire in maniera distaccata dal risultato, compiendo azioni che mi fanno un po' paura per uscire gradualmente dalla zona comfort. Agire senza attaccamento al risultato e' comunque piu' facile a dirsi che a farsi. Quote Nei contesti in cui ti senti più bloccato (lavoro, ambienti sociali normali), qual è la sensazione dominante? Timore di risultare inopportuno? Paura del giudizio? Oppure incertezza su come iniziare? Tutte e tre direi. Nessuno mi ha mai insegnato. In passato, nei miei 20 anni, avevo provato a buttarmi maldestramente in alcuni casi, fallendo puntualmente e sentendomi ridicolo, fino al punto di decidere di non farlo mai piu'. Nel mio primo post (che e' embedded qui) nella sezione over 30 ho descritto una situazione in cui non ho fatto nulla di eclatante se la guardo razionalmente ma che mi crea un sacco d'ansia. Una parte di me mi dice che ho messo la collega a disagio, che sono stato inopportuno e che non sono neanche riuscito a mostrare interesse forse. Forse lei pensa che sono interessato come amico o forse interpreta i miei comportamenti come semplicemente strani, fuori tempo, difficili da decifrare e forse creepy.
^'V'^ [Aivia Demon] 173007 Inviato 23 Febbraio Inviato 23 Febbraio On 2/22/2026 at 12:13 PM, Cal815 said: Questa e' una cosa su cui sto lavorando. Sto facendo meditazione e sto tentando di imparare ad agire in maniera distaccata dal risultato, compiendo azioni che mi fanno un po' paura per uscire gradualmente dalla zona comfort. Agire senza attaccamento al risultato e' comunque piu' facile a dirsi che a farsi. Ora, senza entrare nel merito del PREDATOR KATA — che automatizza esattamente questo processo — ti rispondo in modo diretto (se no devo imbeccare Alice e non voglio sia il mio burattino). Stai già facendo due cose corrette: meditazione exposure graduale Sono basi solide. Il punto è un altro. Se resti nel linguaggio “outcome independent”, “distacco dal risultato” — o, in chiave zen, mushutoku — ma senza una struttura operativa standardizzata di prova–verifica, rischi di girare a vuoto. E lì si scivola facilmente nella psicologia pop. La differenza sostanziale è questa: Non si tratta di “lavorare su di sé”. Si tratta di progettare il comportamento come un sistema. Sarebbe quindi utile slittare fuori dal perimetro dello “sviluppo personale” ed entrare nel design operativo del comportamento: azione definita rischio controllato metrica osservabile feedback correzione Quando strutturi così, il distacco dal risultato non è più un’idea filosofica. Diventa una conseguenza tecnica del sistema. Iniziamo con un reframe: da “stato mentale” a “sistema di manovra” La presenza non è (solo) una qualità mistica. È un output di un sistema: stimolo → risposta → feedback → correzione. “Agire senza attaccamento al risultato” diventa: eseguire azioni con esito incerto ma con danno controllato, e misurare ciò che accade davvero (non quello che “senti”). In Predator Kata, questa è la gray zone: tra condizione attuale e target, non fai piani perfetti, fai micro-cicli PDCA (Plan–Do–Check–Act) rapidi. Cerco di dirlo in modo secco, senza prediche sgradevoli tra coetanei: Quello che sto descrivendo non è ‘mindset motivazionale’. È training operativo: micro-esperimenti ripetuti, a rischio basso, con misure chiare. Il distacco dal risultato non è ‘zen’: è la conseguenza naturale di un sistema dove il risultato lo tratti come dato, non come giudizio. La struttura sperimentale in 60 secondi (che puoi applicare domani) Iniziamo con un “record” minimale (1 riga al giorno): A) Target Condition (7–14 giorni) Esempio: “In 2 settimane: inizio 1 micro-interazione/dì senza evitamento; ansia gestibile; nessun rimuginio > 10 min post-azione.” B) Current Condition (oggi, fatti) Quante interazioni avvii? Dove ti blocchi (prima / durante / dopo)? Quanto rimugini dopo? (Low / Medium / High) C) Ostacolo #1 (uno solo) Esempio: “Mi parte il loop: ‘se va male è la prova che sono un fallito’.” D) Prossimo esperimento (single-factor) Un cambio solo, piccolo, ripetibile. E) Check (quando + cosa misuro) Domani / stasera, con 2 metriche. Questa è esattamente la logica delle 5 domande nel PREDATOR KATA: target, attuale, ostacolo, prossimo step, quando verifichi. 4) 3 micro-esperimenti pronti (safe-to-fail) per “distacco dal risultato” Eccoti tre opzioni preconfezionate: scegli e avviale (run). Esperimento 1 — “Output-only rep” (anti-self) Plan (predizione): “Se faccio 1 saluto + 1 domanda neutra, l’ansia sale ma scende entro 90 sec.” Do: saluto + domanda semplice (“Sai a che ora riaprono?” / “È buona qui?”). Stop. Check metriche: ansia picco 0–10, tempo di rientro a baseline. Act: ripeti x7 giorni. Obiettivo: spostare la vittoria dall’esito sociale al completamento della rep. Esperimento 2 — “Rejection inoculation controllata” Plan: “Se chiedo una micro-cosa non importante, un no non mi distrugge.” Do: chiedere una cosa con alta probabilità di no (senza dramma): “Posso sedermi qui?” “Hai una cartina?” Check: quanto rimugino dopo (minuti). Obiettivo: desensibilizzazione, ma con misure. Esperimento 3 — “Post-action cut-off” (anti-rumination SOP) Plan: “Se applico un debrief di 2 minuti, il rimuginio cala.” Do: dopo l’azione, scrive solo 3 righe: Cosa ho fatto (fatti) Cosa mi aspettavo Cosa è successo davvero Fine. Stop. Check: rimuginio totale (minuti). Questo è Reflection in stile coaching cycle. 5) Il punto che ti sblocca: “non serve coraggio infinito, serve danno controllato” Spiego: Se l’azione è “troppo grande”, non è che “non sei bravo”: è un esperimento mal disegnato. In gray-zone thinking, la regola è: passi piccoli, frequenti, correggibili. L’obiettivo non è “sentirti invincibile”: è installare un pattern che ti rende stabile anche quando non lo sei. Assunzioni / vincoli / blocker (rapido) Assunzione (alta confidenza): stai cercando “serenità” come prerequisito. In realtà serve protocollo + reps. Vincolo: se non misuri nulla, resta in narrativa. La narrativa è bella post-action, ma non come strumento pro-action. Blocker tipico: esperimenti troppo grandi → percezione di fallimento → evitamento. Soluzione: single-factor + safe-to-fail. Kaihō-sha, Brif, - Raiden - e 2 altri ha reagito a questo 3 2
City Hunter Resident [Élite] 162 Inviato 24 Febbraio Inviato 24 Febbraio 21 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Esperimento 1 — “Output-only rep” (anti-self) Plan (predizione): “Se faccio 1 saluto + 1 domanda neutra, l’ansia sale ma scende entro 90 sec.” Do: saluto + domanda semplice (“Sai a che ora riaprono?” / “È buona qui?”). Stop. Check metriche: ansia picco 0–10, tempo di rientro a baseline. Act: ripeti x7 giorni. Obiettivo: spostare la vittoria dall’esito sociale al completamento della rep. Operativo: Fatto primo Esperimento su timidezza: - Plan: Scuse dal vivo su battuta mal riuscita con ragazza conosciuta da poco davanti alle sue amiche. Do: Saluto, scuse sincere -> exit Check metriche: ansia picco 8. tempo di rientro 10 minuti Act: one shot experiment Cita Cosa ho fatto (fatti) Mi sono scusato con sincerità concentrandomi su di lei. Cita Cosa mi aspettavo Chiusura e/o risate di scherno Cita Cosa è successo davvero Nulla delle aspettative, ha apprezzato molto, con un sorriso dolce e un apertura nei miei confronti. Brif e Kaihō-sha ha reagito a questo 2
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