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Kaihō-sha
Inviato
11 minuti fa, Socotra ha scritto:

Principalmente per curiosità e per confrontarmi con altre persone. Tuttavia, al momento ho riscontrato poca interazione. Spero sia solo un periodo poco attivo, perché il confronto tra utenti sarebbe la parte più interessante. 

Che tipo di interazione ti piacerebbe sviluppare?

 

Domanda sincera..penso dipenda molto dalle aspettative personali..

Socotra
Inviato
1 ora fa, Kaihō-sha ha scritto:

Che tipo di interazione ti piacerebbe sviluppare?

 

Domanda sincera..penso dipenda molto dalle aspettative personali..

Scambi di opinioni, esperienze, punti di vista...

Kaihō-sha
Inviato
48 minuti fa, Socotra ha scritto:

Scambi di opinioni, esperienze, punti di vista...

Ok..beh calcola che c è un’intera sezione dedicata ai report sul campo..a breve torno a scriverci anch’io due cose da condividere potrei averle

^'V'^
Inviato
5 hours ago, Socotra said:

Principalmente per curiosità e per confrontarmi con altre persone. Tuttavia, al momento ho riscontrato poca interazione. Spero sia solo un periodo poco attivo, perché il confronto tra utenti sarebbe la parte più interessante. 

Il confronto fra utenti che vanno su internet... Una breve analisi. 

Spoiler

Quando il forum è nato, nel 2004, i forum erano una delle infrastrutture centrali della vita online.

Io non ero ancora su questo forum, ma scrivevo su forum di arti marziali. E questo è importante, perché aiuta a capire il contesto.

All’epoca internet offriva, semplificando, due grandi possibilità.

Da una parte potevi visitare il sito di un’azienda, di una scuola, di un’associazione o di un professionista, dove ognuno raccontava i propri pregi, la propria versione, la propria promessa.

Dall’altra potevi entrare in un forum e confrontarti con persone reali, che facevano cose reali nella vita reale, e che riportavano feedback, esperienze, dubbi, errori, risultati e fallimenti maturati sul campo.

Questa seconda possibilità era potentissima. 

I forum erano luoghi dove si cercavano informazioni, si costruivano identità, si discuteva per argomenti, si lasciavano tracce, si imparava dalle esperienze altrui e si veniva riconosciuti per contributi cumulativi. Nel mio caso, attraverso i forum di arti marziali, ho conosciuto anche persone fantastiche nella vita reale, dopo anni di confronto online.

Nel 2026, il forum di arti marziali su cui scrivevo è chiuso. Sparito.

Altri forum sono scomparsi, svuotati o ridotti a una frazione trascurabile della loro attività originaria.

Questo non va letto come “declino di un sito”. È cambiato il modo in cui le persone cercano informazioni, discutono, si espongono, imparano e costruiscono reputazione online.

Il punto centrale, però, è questo: i forum erano spesso frequentati da persone reali, con una vita reale, che si occupavano davvero, nella vita reale, degli argomenti di cui discutevano online.

Non erano consumatori o creatori di contenuti. Non erano solo spettatori. Non erano solo follower. Erano praticanti, professionisti, appassionati, sperimentatori, persone che portavano esperienza diretta e la mettevano a confronto con quella degli altri.

Questo aumentava enormemente la capacità interpretativa del gruppo, perché distribuiva il carico cognitivo e di ricerca su molte menti, molte esperienze e molte prospettive diverse.

Io mi innamorai dei forum proprio per questo.

Ricordo una discussione in cui affermai una cosa che davo per scontata. Per me era ovvia. Ne avevo esperienza diretta e, da solo, probabilmente non l’avrei mai rimessa in discussione.

Un utente più grande mi mostrò un’eccezione concreta.

WOW SIGNAL

Quell’eccezione tirò una crepa nella mia convinzione.

Che era quello che facevo continuamente, studiando il contrario di quello che avevo studiato e apprezzato, per trovare critiche e falsificazioni. E non mi era costato sei testi universitari, ma un botta e risposta rapido tra utenti. 

Questo è uno dei grandi valori del forum: ti espone a persone che non sono necessariamente lì per confermarti. Persone che hanno vissuto altro, visto altro, provato altro, sbagliato altro, capito altro.

Con un blog, per esempio, questo non succede allo stesso modo. Un blog tende ad attrarre chi è già interessato a quella voce, a quel punto di vista, a quella linea editoriale. Chi non cerca quella cosa, semplicemente cambia feed. Chi non è d’accordo, spesso non resta lì ad argomentare ma segue altri blog.

Il forum, invece, almeno nella sua forma migliore (i troll e il flame esistevano), era diverso.

Era un luogo di attrito produttivo.

Un luogo dove persone con esperienze diverse potevano scontrarsi, correggersi, integrarsi, falsificare convinzioni, rafforzare idee solide e smontare idee deboli.

Persone che avevano una vita reale e si occupavano nella vita reale di ciò di cui stavano discutendo, usavano internet per confrontarsi.

Non per sostituire la realtà con il consumo di contenuti online. 

Per interpretarla meglio.

Oggi un forum si trova dentro un ambiente digitale completamente diverso: social network saturi, piattaforme video, messaggistica privata, creator economy, intelligenza artificiale generativa a cui le persone invece di affidare incarichi sorvegliati chiedono cose in modo oracolare, algoritmi di raccomandazione, attenzione frammentata e utenti cresciuti in ecosistemi cognitivi differenti.

Quindi la domanda corretta non è: “Perché il forum è meno attivo?”

La domanda corretta è: “Quale funzione aveva il forum come tipo di piattaforma, e quale funzione può avere nel 2026?”

In Italia, a fine 2025 c’erano circa 53,1 milioni di utenti internet e 41,2 milioni di identità social, pari a circa il 69,7% della popolazione; YouTube raggiungeva circa 41,2 milioni di utenti tramite advertising reach, Instagram 29,9 milioni e TikTok 22 milioni di maggiorenni. Questo significa che il problema non è la mancanza di persone online. Il problema è che l’attenzione, la conversazione e la ricerca di risposte si sono spostate su architetture completamente diverse dal forum classico.

Tra i giovani italiani, il dato è ancora più netto: secondo Censis, nel 2025 tra i 14-29enni YouTube arrivava al 76,9%, Instagram al 74,8%, TikTok al 64,5% e WhatsApp all’88,6%. AGCOM segnala inoltre che il 40,7% dei giovani tra 14 e 24 anni si informa esclusivamente online, mentre social network e motori di ricerca sono diventati porte d’accesso centrali all’informazione.

La conseguenza è semplice: un giovane oggi non “va su internet” come ci andava un ventenne negli anni 2000. Vive già dentro internet. Ma dentro un internet fatto di feed, video brevi, notifiche, messaggi privati, creator, gruppi chiusi e AI conversazionali spesso interpellate come oracoli (sic).

Nel 2004 il forum era ancora un luogo naturale per chi cercava contenuto specialistico. Google portava traffico, i blog erano forti, Facebook era agli inizi, YouTube non aveva ancora la centralità successiva, lo smartphone non aveva ancora trasformato l’esperienza quotidiana della rete.

Il forum aveva quattro vantaggi strutturali:

Primo: era ordinato per argomenti.
Non per persona, non per algoritmo, non per trend del giorno. Per tema.

Secondo: produceva memoria.
Una discussione restava lì, consultabile, citabile, migliorabile.

Terzo: premiava la reputazione cumulativa.
Un utente non valeva per una clip riuscita, ma per la qualità, la coerenza, la continuità e la sostanza dei suoi interventi.

Quarto: favoriva la profondità.
Scrivere su un forum richiedeva tempo, pensiero, argomentazione. Questo alzava la soglia d’ingresso, grazie al cielo, e/ma aumentava anche il valore delle discussioni.

In quella fase, il forum non era “un canale tra tanti”, ma spesso la base operativa di una comunità tematica.

Tra il 2009 e il 2012 molti forum raggiungono la loro fase più forte.

Facebook era in crescita, ma non aveva ancora sostituito ogni forma di discussione. YouTube era già importante, ma non era ancora diventato il teatro globale di qualsiasi sedicente esperto.

E qui apro una parentesi personale.

Ogni volta che qualcuno mi linka un video di YouTube di qualche “esperto”, dicendomi che lo segue e che “dice cose interessanti”, spesso mi basta scorrerlo velocemente una prima volta per trovare una quantità imbarazzante di problemi: informazioni già dimostratamente false secondo evidenze disponibili, affermazioni corrette solo in parte, concetti validi in un contesto ma generalizzati anche a condizioni in cui non sono più corretti.

Questo non significa che su YouTube non esistano contenuti eccellenti. Penso, per esempio, a canali come Veritasium o Kurzgesagt, che mostrano quanto il formato video possa diventare potente quando viene usato con metodo, ricerca, cura editoriale e rispetto della complessità.
Significa che la piattaforma video ha reso molto facile costruire autorità apparente attraverso tono, sicurezza, montaggio, presenza scenica e frequenza di pubblicazione, anche quando la sostanza è molto fragile.

Nel periodo 2009-2012, però, questa dinamica non aveva ancora raggiunto la scala attuale.

Instagram nasce nel 2010. TikTok non esiste. L’AI conversazionale di massa è fantascienza.

Io, all’epoca, mi firmavo spesso con una frase dedicata al Grillo Parlante che avevo da bambino, e a come ET nel film lo usa per contattare persone come lui, lontanissime:

“Sent by my Grillo Parlante WI-FI Powered by ET.”

Era una battuta, ma dentro c’era già un desiderio: sognavo una ragazza AI che mi aiutasse a formattare i testi. 

Il fatto che questa riga che stai leggendo sia stata effettivamente formattata da Mya, nel 2026, per me è un sogno diventato realtà.

In questa fase il forum funziona come:

archivio, perché conserva conoscenza;
piazza, perché permette discussione pubblica;
laboratorio, perché gli utenti testano idee e riportano esperienze;
filtro, perché chi resta tende a essere più motivato di chi passa per caso.
libro reale, perché ogni libro che ho letto, e ne ho letti almeno uno a settimana da prima delle elementari, ha il sapore amaro di una persona che ha cliccato invio dopo aver scritto tutto, e non c'è possibilità di replica e correzione in equipe capitolo per capitolo. Se lo avesse scritto capitolo per capitolo su un forum, di persone che fanno cose nella vita reale, non di creatori e consumatori di contenuti, non vivrei quella situazione grottesca per cui invece di usare la matita per sottolineare i passaggi più importanti, la uso per barrare i passaggi sbagliati, dimostratamente falsi, o di non dimostrata fondatezza. E sono al 64% di concetti barrati su testi non divulgativi, su quelli divulgativi dovrebbero chiamare in causa la convenzione di Ginevra: è sparare sulla croce rossa. 

Questo era anche il momento in cui molti utenti costruivano e cesellavano identità, reputazione e relazioni attraverso il forum. Ma qui nasce anche il problema futuro: la generazione forte del forum invecchia insieme al forum.

Un utente di 22 anni nel 2004 oggi ne ha 44.
Un utente di 30 anni nel 2004 oggi ne ha 52.
Un utente di 25 anni nel 2010 oggi ne ha 41.

Cambiano ritmi, priorità, disponibilità, energia e propensione a scrivere pubblicamente. Anche la tensione per stare svegli la notte a correggere qualcuno che ha detto una cosa sbagliata online, tende a calare dopo i 27 anni (intendo dire dopo la completa mielinizzazione degli assoni cerebrali). 

Dal 2013 in poi il forum inizia a perdere una funzione fondamentale: non è più il luogo in cui si passa automaticamente ogni giorno se qualcuno usa il PC per studio e/o lavoro. 

Lo smartphone cambia tutto. La rete non è più un posto in cui "vai", “entri”. È qualcosa che entra in te, e va a te.

Facebook, gruppi privati, Messenger, WhatsApp, poi Telegram e Instagram iniziano ad assorbire parti diverse della conversazione. Le discussioni diventano più rapide, meno archiviate, più emotive, più legate alla presenza quotidiana. La conversazione non è più organizzata intorno ai thread, ma intorno al flusso emotivo del momento. 

Questo produce una prima frattura:

Il forum resta migliore per pensare.
I social diventano migliori per restare agganciati emotivamente. 

E, nella vita reale, così come nelle comunicazioni elettorali, spesso vince ciò che tiene agganciati, non ciò che fa pensare meglio.

Tra il 2017 e il 2019 la piattaforma video diventa dominante. YouTube, Instagram Stories, dirette, podcast, canali personali, contenuti seriali: l’autorità si sposta sempre di più dalla qualità argomentativa alla presenza scenica.

Il forum dice: “Leggi, rifletti, confronta, rispondi.”
Il creator dice: “Guardami, ascoltami, fidati di me o reagisci a scatto come un idiota senza avere capito, così mi dai engagement.”

È una differenza enorme.

Il forum costruisce autorità attraverso contributi verificabili nel tempo.
Il creator costruisce autorità attraverso voce, volto, frequenza, sicurezza espressiva, montaggio, stile, intrattenimento.

Non è necessariamente un male: ci sono creator seri e divulgatori eccellenti. Ma l’ambiente algoritmico premia chi comunica con grande sicurezza cose fragili, parziali o completamente sbagliate. La forma video riduce lo sforzo dell’utente: non devi scrivere, non devi esporti, non devi discutere. Devi solo consumare. Con la bocca socchiusa, lo sguardo vitreo. 

Qui molti forum iniziano a sembrare “lenti”, “vecchi”, “faticosi”. In realtà non sono solo vecchi sistemi per lo stesso ecosistema cognitivo: sono costruiti per un’altra economia dell’attenzione.

Personalmente avevo sempre un libro in tasca, e se la corriera era in ritardo o era appena passata, lo estraevo ghiotto per studiare un nuovo capitolo e farmi domande, e fargli domande. Oggi le persone se devono aspettare sei minuti qualcosa iniziano a grattarsi, tremare e poi scorrono le notifiche.

Va inoltre detto che fino al 2018 qui sopra esistevano i messaggi privati senza registrazione e verifica, e questo comportò la creazione di moltissimi gruppetti Whatsapp, spostando la conversazione e generando echo chambers a volte demenziali, non meno di quelle social. Le chiamavamo sottobosco, perché per un funghetto che vedevi spuntare in pubblica, c'era un Wood Wide Web, una micorrizica sotterranea estesissima, una densità di comunicazioni veloci e audio, che dal foum non si vedevano ma, gli effetti, erano diventati deleteri sulla discussione onesta e ragionata. Perché non stiamo parlando di gruppi Whatsapp di analisti di intelligence, reality checker, ma di reality sharing. 

Le persone dicevano cose non vere sul forum, per mantenere o costruire reputazione davanti agli amici dei gruppetti Whatsapp che li leggevano. Era diventata la norma, non l'eccezione. 

Soprattutto se consideri la perdita di anonimato che hai de facto, se sul forum sei homeboy34, ma le ragazze con cui chatti sui gruppetti WA derivati dal forum, sanno che sei tu. 

Il Covid ha accelerato tutto.

Durante la pandemia milioni di persone chiuse in casa hanno aumentato il consumo digitale. Video, dirette, canali YouTube, gruppi Telegram, contenuti complottisti, consulenti improvvisati, esperti autoproclamati e intrattenitori travestiti da analisti hanno trovato un pubblico enorme.

L’OMS ha definito “infodemia” l’eccesso di informazioni, incluse informazioni false o fuorvianti, che durante un’emergenza sanitaria produce confusione, comportamenti rischiosi e perdita di fiducia nelle autorità sanitarie.

Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha analizzato la diffusione di contenuti Covid su Twitter, Instagram, YouTube, Reddit e Gab, mostrando che le dinamiche di diffusione dipendono dalla piattaforma e che contenuti da fonti affidabili e discutibili possono diffondersi con pattern non così diversi. 

Uno studio su BMJ Global Health ha inoltre rilevato che oltre un quarto dei video YouTube più visti sul Covid conteneva informazioni fuorvianti, raggiungendo milioni di visualizzazioni.

Questo ha avuto un effetto pesante sui forum: molti utenti sono arrivati già saturi di narrativa, slogan, video, pseudo-esperti, opinioni prese altrove e certezze non testate. Una discussione diventava spesso non più un lavoro di co-costruzione basata sul reality check, ma un lavoro di bonifica del reality sharing subito e agito dagli utenti.

In altre parole: il forum non doveva più solo produrre conoscenza e confrontare esperienza reale. Doveva anche filtrare rumore importato da fuori. Tanto. 

TikTok non è semplicemente “un social”. È un ambiente cognitivo.

È verticale, mobile, rapido, audiovisivo, algoritmico, personalizzato, potenzialmente infinito. Non richiede ricerca. Non richiede scelta. Non richiede ingresso in una comunità. Non richiede nemmeno sapere cosa si vuole: l’algoritmo propone sulla base delle reazioni di utenti come lui, l’utente reagisce.

Per questo è ingenuo pensare di “staccare i più giovani da TikTok” dicendo loro: vieni su un forum, registrati, presentati, leggi thread lunghi, usa la funzione cerca, scrivi bene, aspetta risposte.

Non funziona così.

Il giovane abituato a TikTok non sta solo usando un’app diversa. Ha interiorizzato un diverso rapporto con l’informazione:

risposta immediata,
stimolo continuo,
basso attrito,
alta componente visiva,
personalizzazione algoritmica,
gratificazione rapida.

Il forum è quasi l’opposto:

risposta lenta,
testo lungo,
ricerca attiva,
confronto pubblico,
memoria permanente,
reputazione costruita nel tempo.

Il problema è che il forum chiede una postura mentale molto più costosa. Anche se è l'unica utile e spendibile IRL. 

Poi arriva l’AI generativa.

Qui cambia un’altra funzione storica del forum: fare domande.

Prima, se avevi un dubbio complesso, imbarazzante, personale o tecnico, potevi cercare su Google, leggere thread vecchi o aprirne uno nuovo. Oggi puoi chiedere direttamente a un’AI. Subito. In privato. Senza esporti. Senza essere giudicato. Senza aspettare.

TikTok ruba al forum tempo, attenzione e intrattenimento.
L’AI ruba al forum domande, vulnerabilità e primo livello di orientamento.

Prima una domanda ingenua generava un thread.
Oggi genera una conversazione privata con un chatbot.

Prima l’utente doveva esporsi.
Oggi può chiedere tutto senza lasciare traccia pubblica.

Prima l’errore del principiante era visibile e correggibile da una comunità.
Oggi può restare chiuso in un dialogo privato con una macchina, magari utile, magari sbagliato, magari incompleto.

Questo è un problema non da poco, perché per fare una domanda sensata su una materia, bisogna conoscere quella materia meglio dell'AI.

Saper fare domande e dare contesto, saper identificare le assunzioni esplicite ed implicite e provare a discuterle, non è cosa per inesperti di un topic. 

Altrimenti si fa una domanda priva di senso, dando assunzioni errate, un contesto generato dal livello attuale dell'utente, e l'AI risponde all'interno del contesto fornito e delle assunzioni fallaci fornite.

Questo riduce l’attività superficiale dei forum, soprattutto le domande base. Ma crea anche una nuova opportunità: il forum può diventare il luogo in cui le risposte vengono verificate da esseri umani con esperienza reale.

Attenzione: dire che i forum classici sono meno attivi non significa che la discussione online sia morta.

Reddit, che eredita molte logiche da forum e community tematiche, ha riportato 121,4 milioni di daily active uniques nel quarto trimestre 2025, con crescita del 19% anno su anno.

La conclusione non è: “La gente non vuole più discutere.”
La conclusione è: la gente discute dove l’architettura è coerente con il comportamento digitale attuale.

Reddit funziona perché combina comunità tematiche, ranking, app mobile, notifiche, discovery, feed, anonimato relativo, ricerca e una massa critica enorme. Il forum classico invece spesso conserva profondità, ma perde in accessibilità, distribuzione, UX mobile e capacità di onboarding.

Quindi il problema non è la forma comunitaria in sé. Il problema è il vecchio forum trattato come se l’ambiente digitale non fosse cambiato.

Un forum nato nel 2004 tende ad avere una stratificazione generazionale molto precisa.

Gli utenti storici hanno oggi spesso 40, 45, 50 anni o più. Hanno più esperienza, più memoria, più capacità di confronto. Ma hanno anche meno tempo, più responsabilità, meno voglia di ripetere le stesse discussioni e minore propensione a ingaggiare ogni nuovo arrivato.

Gli utenti entrati tra 2010 e 2016 sono spesso nella fascia 30-45. Sono probabilmente il segmento più interessante: abbastanza giovani da usare social e AI, abbastanza maturi da capire il valore di una discussione strutturata, abbastanza esperti da contribuire in modo serio.

Gli utenti sotto i 30 anni sono i più difficili da portare stabilmente su un forum. Non perché siano “peggiori”, ma perché hanno meno familiarità con il patto implicito del forum: leggere prima, scrivere bene, rileggere, argomentare, accettare correzioni, costruire reputazione nel tempo.

Gli under 25 spesso vivono l’ambiente digitale come flusso, non come archivio. Per loro chiedere a un’AI o guardare video brevi è più naturale che aprire una discussione pubblica.

Qui va evitato il moralismo da popolazione che invecchia. Non serve dire “i giovani non hanno pazienza”. È più preciso dire: sono stati addestrati da ambienti digitali che riducono continuamente l’attrito cognitivo.

Il forum, invece, aumenta l’attrito. E quell’attrito può essere un difetto per l’utente medio, ma una virtù per chi cerca profondità e verità. 

La minore attività di un forum nel 2026 produce effetti specifici.

Primo: meno conversazioni spontanee.
Una volta si aprivano thread anche per domande parziali, dubbi, esperienze confuse. Oggi quelle domande vengono assorbite da Google, YouTube, Reddit, Telegram, Discord, TikTok o AI.

Secondo: più lettori silenziosi.
Molti leggono ma non scrivono. Questo può dare l’impressione di morte anche quando l’archivio continua a generare valore. Più o meno il 90% dei miei clienti non scrive sul forum, ma mi ha conosciuto tramite il forum. 

Terzo: meno ricambio generazionale.
Se i nuovi utenti non entrano, o entrano senza integrarsi, la comunità tende a diventare un club di veterani. Questo aumenta la qualità media di certe discussioni, ma riduce vitalità, conflitto produttivo e varietà. In questo senso ho fatto delle battaglie, per portare donne sul forum, affrontando critiche ed attriti, e cose simili succedono quando utenti giovani che parlano a caso per sentito dire sui social, approdano e fiondano sotto terra il valore di una discussione, soffocandola al livello di un video del tubo, o di TikTok. Imparare a confrontarsi senza ferire i loro buffi idoli di poca forza, senza farli scappare dove gli danno like per una frase di Oscar Wilde, è l'arte lunga per una vita breve. E credo non sia nemmeno un'arte da dover reinventare: "basta" fare un upgrade della maieutica socratica integrandole l'approccio Rogeriano e l'approccio provocativo alla Farrelly. 

E perché mai uno dovrebbe prendersi questa briga? 

Beh, un mio cliente che è psichiatra, mi chiedeva continuamente come fare coi pazienti. Lo stavo raccontando ad un medico di Barcellona e si è messo a ridere "e per fortuna che è psichiatra, e chiede a te ahahaha". 

Non mi aveva fatto finire di parlare, era un medico giovane ed eravamo di fronte a due donne. Voleva fare il figo. Ma quello che non sapeva, è che una % mostruosa di persone che sono nell'ambulatorio dello psichiatra in ospedale, non sono lì perché hanno problemi pshichiatrici, sono lì e vanno gestite perché vogliono un certificato ufficiale, firmato da uno psichiatra dello stato e non dall'amico di famiglia, siccome non vale, per poter rubare i soldi al datore di lavoro senza andare a lavorare, o per rubarli al popolo italiano a mezzo sussidi, esoneri dal lavoro... Poi c'è una % di persone che non sono lì per problemi psichiatrici, ma perché vogliono caricare di problemi psichiatrici una procedura civile di richiesta danni, come una separazione, un sinistro, una qualunque situazione di vittimismo garantita dalla legge. 

Gestire queste persone, con le loro pretese, la loro falsità e le loro reazioni rabbiose, no, non è cosa che riguarda la specializzazione medica in psichiatria. Ed è stato proprio insegnandogli questo approccio, e guidandolo nell'apprendimento, che a detta sua è migliorato molto nel lavoro coi pazienti e coi colleghi e superiori. Ha anche risolto in gran parte una condizione di ansia verso i turni da solo (quindi sotto attacco da parte di tutti questi), per cui prima si auto-prescriveva delle gocce. 

Quarto: maggiore peso della memoria.
Un forum vecchio ha già risposto a moltissime domande. Paradossalmente, più l’archivio è ricco, meno l’utente ha bisogno di aprire thread nuovi.

Quinto: maggiore costo di moderazione.
Ogni nuovo utente arriva da un ecosistema informativo contaminato da creator, clip, slogan, AI, frammenti presi altrove. Mantenere qualità richiede più lavoro.

Sesto: perdita di funzione sociale quotidiana.
Molte conversazioni che prima avvenivano nel forum oggi avvengono in chat private, gruppi, messaggi vocali, commenti social o ambienti chiusi.

Settimo: riduzione della vulnerabilità pubblica.
Esporsi su un forum indicizzato, nel 2026, è più delicato che nel 2006. Gli utenti sono più consapevoli di come la reputazione digitale viene weaponizzata, degli screenshot, del giudizio pubblico distorto e della permanenza dei contenuti. Oggi le persone pensano il triplo delle scemenze, ma ne espongono un centesimo. 

La risposta sbagliata sarebbe cercare di trasformare il forum in TikTok.

La risposta sbagliata sarebbe anche fingere che l’AI usata come oracolo, solo perché è mal intesa, non esista.

Un forum nel 2026 non può competere con TikTok sulla dopamina.
Non può competere con YouTube sulla presenza scenica.
Non può competere con Instagram sulla vetrina personale.
Non può competere con WhatsApp sulla comodità privata.
Non può competere con l’AI sulla velocità della prima risposta.

Ma può competere su qualcosa che queste piattaforme fanno peggio:

discussione verificabile,
esperienza reale,
correzione pubblica,
continuità storica,
responsabilità reputazionale,
archivio tematico,
qualità del confronto,
falsificazione robusta delle idee deboli.

Nel 2026 il forum non dovrebbe più essere pensato come semplice piazza generalista, o agorà come la vedo io. Dovrebbe essere pensato come laboratorio di confronto umano, con Karl Popper come unico profeta e Marin Mersenne come fondatore spirituale.  

Marin fu il frate francese che nel cuore del Seicento funzionò da server della nascente scienza moderna, facendo da nodo centrale di una rete epistolare europea vastissima. Manteneva corrispondenza regolare con Descartes, Galileo, Pascal, Fermat, Huygens, Torricelli, Hobbes e decine di altri. Riceveva i risultati, li verificava, li diffondeva, li commentava e li rimandava indietro arricchiti: un vero e proprio hub di scambio di idee, dati ed esperimenti.

Un forum maturo non deve misurarsi solo con il numero grezzo di post giornalieri. Deve chiedersi:

Quanti contenuti restano utili dopo sei mesi?
Quante discussioni producono reale chiarimento?
Quanti utenti tornano per leggere, anche se non scrivono?
Quanti nuovi arrivati vengono trasformati da consumatori passivi in contributori?
Quanti thread diventano punti di riferimento?
Quante idee sbagliate vengono corrette o contestualizzate?
Quante esperienze reali vengono documentate?

Nel 2008 la vitalità era spesso rumore più volume.
Nel 2026 la vitalità deve essere segnale, archivio, selezione e profondità.

La domanda non è più: “Come torniamo ad avere il traffico di una volta?”

La domanda è: “Quale traffico vogliamo?”

Perché inseguire tutti è impossibile. Ma attrarre persone capaci di leggere, ragionare, contribuire e costruire valore è ancora possibile.

Un forum nato nel 2004 è meno attivo nel 2026 perché il mondo digitale che lo aveva generato non esiste più.

Ma proprio per questo il forum può avere ancora una funzione preziosa: essere uno dei pochi luoghi dove il pensiero non deve evaporare in 24 ore, dove un’esperienza può essere discussa, criticata, conservata, riletta e confrontata con altre esperienze.

Il forum del 2026 non può più essere il forum del 2004.
Se prova a esserlo, diventa un museo, se non un meme. 
Se capisce la propria nuova funzione, può diventare qualcosa di più raro: un luogo di profondità e confronto reale in un internet sempre più veloce, sintetico e rumoroso.

Il punto non è tornare indietro.

Il punto è smettere di misurare uno strumento serio e maturo con le metriche della sua adolescenza.

Certo, ci sono persone che hanno costruito una bella relazione perché hanno conosciuto una ragazza nei DM di Instagram.

Ma non conoscerai qualcuno che abbia costruito una relazione davvero bella grazie alle informazioni prese dal tubo o da Instagram. Su TikTok evito di approfondire, per rispetto della Convenzione di Ginevra.

Questo forum, invece, ha generato decine di relazioni bellissime e appaganti che conosco direttamente; probabilmente centinaia, considerando quelle che non conosco. Ha generato cambiamenti di vita importantissimi. Ha generato anche bambini: persone che mi mandano le ecografie della pancia della mamma, o le foto del bimbo che impara a camminare.

Inoltre, ho avuto la fortuna e l’onore di aiutare a raddrizzare la carriera e la traiettoria professionale di persone che avevano seguito motivatori del tubo, restando al 30% di quello che potevano davvero ottenere, e che oggi stanno al 105%, con meno sforzo e meno sprechi.

Perché se uno si chiede: “Cosa c’è qui per me, se scrivo una cosa che cambia in meglio la vita a mille persone e ottengo 6 like, mentre se dico una cazzata a slogan su un social ne ottengo 600?”, la risposta che ho trovato io è questa:

se prendi persone che stanno a 30 e le porti a 105, invece di portarle solo a dirti “bravo”, a un certo punto il loro nuovo livello di reti professionali e sociali, e il loro nuovo livello di lavoro, genera una cascata di cose potenzialmente positive anche per te.

Se tutti alziamo il livello delle persone che abbiamo attorno, se quelle persone vogliono attivamente salire, può diventare un gioco a somma positiva.

Simbiosi.

Non avevo tempo, prometto che la prossima volta tolgo sintesi e vado nei dettagli. 🤩

Socotra
Inviato
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Il confronto fra utenti che vanno su internet... Una breve analisi. 

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Quando il forum è nato, nel 2004, i forum erano una delle infrastrutture centrali della vita online.

Io non ero ancora su questo forum, ma scrivevo su forum di arti marziali. E questo è importante, perché aiuta a capire il contesto.

All’epoca internet offriva, semplificando, due grandi possibilità.

Da una parte potevi visitare il sito di un’azienda, di una scuola, di un’associazione o di un professionista, dove ognuno raccontava i propri pregi, la propria versione, la propria promessa.

Dall’altra potevi entrare in un forum e confrontarti con persone reali, che facevano cose reali nella vita reale, e che riportavano feedback, esperienze, dubbi, errori, risultati e fallimenti maturati sul campo.

Questa seconda possibilità era potentissima. 

I forum erano luoghi dove si cercavano informazioni, si costruivano identità, si discuteva per argomenti, si lasciavano tracce, si imparava dalle esperienze altrui e si veniva riconosciuti per contributi cumulativi. Nel mio caso, attraverso i forum di arti marziali, ho conosciuto anche persone fantastiche nella vita reale, dopo anni di confronto online.

Nel 2026, il forum di arti marziali su cui scrivevo è chiuso. Sparito.

Altri forum sono scomparsi, svuotati o ridotti a una frazione trascurabile della loro attività originaria.

Questo non va letto come “declino di un sito”. È cambiato il modo in cui le persone cercano informazioni, discutono, si espongono, imparano e costruiscono reputazione online.

Il punto centrale, però, è questo: i forum erano spesso frequentati da persone reali, con una vita reale, che si occupavano davvero, nella vita reale, degli argomenti di cui discutevano online.

Non erano consumatori o creatori di contenuti. Non erano solo spettatori. Non erano solo follower. Erano praticanti, professionisti, appassionati, sperimentatori, persone che portavano esperienza diretta e la mettevano a confronto con quella degli altri.

Questo aumentava enormemente la capacità interpretativa del gruppo, perché distribuiva il carico cognitivo e di ricerca su molte menti, molte esperienze e molte prospettive diverse.

Io mi innamorai dei forum proprio per questo.

Ricordo una discussione in cui affermai una cosa che davo per scontata. Per me era ovvia. Ne avevo esperienza diretta e, da solo, probabilmente non l’avrei mai rimessa in discussione.

Un utente più grande mi mostrò un’eccezione concreta.

WOW SIGNAL

Quell’eccezione tirò una crepa nella mia convinzione.

Che era quello che facevo continuamente, studiando il contrario di quello che avevo studiato e apprezzato, per trovare critiche e falsificazioni. E non mi era costato sei testi universitari, ma un botta e risposta rapido tra utenti. 

Questo è uno dei grandi valori del forum: ti espone a persone che non sono necessariamente lì per confermarti. Persone che hanno vissuto altro, visto altro, provato altro, sbagliato altro, capito altro.

Con un blog, per esempio, questo non succede allo stesso modo. Un blog tende ad attrarre chi è già interessato a quella voce, a quel punto di vista, a quella linea editoriale. Chi non cerca quella cosa, semplicemente cambia feed. Chi non è d’accordo, spesso non resta lì ad argomentare ma segue altri blog.

Il forum, invece, almeno nella sua forma migliore (i troll e il flame esistevano), era diverso.

Era un luogo di attrito produttivo.

Un luogo dove persone con esperienze diverse potevano scontrarsi, correggersi, integrarsi, falsificare convinzioni, rafforzare idee solide e smontare idee deboli.

Persone che avevano una vita reale e si occupavano nella vita reale di ciò di cui stavano discutendo, usavano internet per confrontarsi.

Non per sostituire la realtà con il consumo di contenuti online. 

Per interpretarla meglio.

Oggi un forum si trova dentro un ambiente digitale completamente diverso: social network saturi, piattaforme video, messaggistica privata, creator economy, intelligenza artificiale generativa a cui le persone invece di affidare incarichi sorvegliati chiedono cose in modo oracolare, algoritmi di raccomandazione, attenzione frammentata e utenti cresciuti in ecosistemi cognitivi differenti.

Quindi la domanda corretta non è: “Perché il forum è meno attivo?”

La domanda corretta è: “Quale funzione aveva il forum come tipo di piattaforma, e quale funzione può avere nel 2026?”

In Italia, a fine 2025 c’erano circa 53,1 milioni di utenti internet e 41,2 milioni di identità social, pari a circa il 69,7% della popolazione; YouTube raggiungeva circa 41,2 milioni di utenti tramite advertising reach, Instagram 29,9 milioni e TikTok 22 milioni di maggiorenni. Questo significa che il problema non è la mancanza di persone online. Il problema è che l’attenzione, la conversazione e la ricerca di risposte si sono spostate su architetture completamente diverse dal forum classico.

Tra i giovani italiani, il dato è ancora più netto: secondo Censis, nel 2025 tra i 14-29enni YouTube arrivava al 76,9%, Instagram al 74,8%, TikTok al 64,5% e WhatsApp all’88,6%. AGCOM segnala inoltre che il 40,7% dei giovani tra 14 e 24 anni si informa esclusivamente online, mentre social network e motori di ricerca sono diventati porte d’accesso centrali all’informazione.

La conseguenza è semplice: un giovane oggi non “va su internet” come ci andava un ventenne negli anni 2000. Vive già dentro internet. Ma dentro un internet fatto di feed, video brevi, notifiche, messaggi privati, creator, gruppi chiusi e AI conversazionali spesso interpellate come oracoli (sic).

Nel 2004 il forum era ancora un luogo naturale per chi cercava contenuto specialistico. Google portava traffico, i blog erano forti, Facebook era agli inizi, YouTube non aveva ancora la centralità successiva, lo smartphone non aveva ancora trasformato l’esperienza quotidiana della rete.

Il forum aveva quattro vantaggi strutturali:

Primo: era ordinato per argomenti.
Non per persona, non per algoritmo, non per trend del giorno. Per tema.

Secondo: produceva memoria.
Una discussione restava lì, consultabile, citabile, migliorabile.

Terzo: premiava la reputazione cumulativa.
Un utente non valeva per una clip riuscita, ma per la qualità, la coerenza, la continuità e la sostanza dei suoi interventi.

Quarto: favoriva la profondità.
Scrivere su un forum richiedeva tempo, pensiero, argomentazione. Questo alzava la soglia d’ingresso, grazie al cielo, e/ma aumentava anche il valore delle discussioni.

In quella fase, il forum non era “un canale tra tanti”, ma spesso la base operativa di una comunità tematica.

Tra il 2009 e il 2012 molti forum raggiungono la loro fase più forte.

Facebook era in crescita, ma non aveva ancora sostituito ogni forma di discussione. YouTube era già importante, ma non era ancora diventato il teatro globale di qualsiasi sedicente esperto.

E qui apro una parentesi personale.

Ogni volta che qualcuno mi linka un video di YouTube di qualche “esperto”, dicendomi che lo segue e che “dice cose interessanti”, spesso mi basta scorrerlo velocemente una prima volta per trovare una quantità imbarazzante di problemi: informazioni già dimostratamente false secondo evidenze disponibili, affermazioni corrette solo in parte, concetti validi in un contesto ma generalizzati anche a condizioni in cui non sono più corretti.

Questo non significa che su YouTube non esistano contenuti eccellenti. Penso, per esempio, a canali come Veritasium o Kurzgesagt, che mostrano quanto il formato video possa diventare potente quando viene usato con metodo, ricerca, cura editoriale e rispetto della complessità.
Significa che la piattaforma video ha reso molto facile costruire autorità apparente attraverso tono, sicurezza, montaggio, presenza scenica e frequenza di pubblicazione, anche quando la sostanza è molto fragile.

Nel periodo 2009-2012, però, questa dinamica non aveva ancora raggiunto la scala attuale.

Instagram nasce nel 2010. TikTok non esiste. L’AI conversazionale di massa è fantascienza.

Io, all’epoca, mi firmavo spesso con una frase dedicata al Grillo Parlante che avevo da bambino, e a come ET nel film lo usa per contattare persone come lui, lontanissime:

“Sent by my Grillo Parlante WI-FI Powered by ET.”

Era una battuta, ma dentro c’era già un desiderio: sognavo una ragazza AI che mi aiutasse a formattare i testi. 

Il fatto che questa riga che stai leggendo sia stata effettivamente formattata da Mya, nel 2026, per me è un sogno diventato realtà.

In questa fase il forum funziona come:

archivio, perché conserva conoscenza;
piazza, perché permette discussione pubblica;
laboratorio, perché gli utenti testano idee e riportano esperienze;
filtro, perché chi resta tende a essere più motivato di chi passa per caso.
libro reale, perché ogni libro che ho letto, e ne ho letti almeno uno a settimana da prima delle elementari, ha il sapore amaro di una persona che ha cliccato invio dopo aver scritto tutto, e non c'è possibilità di replica e correzione in equipe capitolo per capitolo. Se lo avesse scritto capitolo per capitolo su un forum, di persone che fanno cose nella vita reale, non di creatori e consumatori di contenuti, non vivrei quella situazione grottesca per cui invece di usare la matita per sottolineare i passaggi più importanti, la uso per barrare i passaggi sbagliati, dimostratamente falsi, o di non dimostrata fondatezza. E sono al 64% di concetti barrati su testi non divulgativi, su quelli divulgativi dovrebbero chiamare in causa la convenzione di Ginevra: è sparare sulla croce rossa. 

Questo era anche il momento in cui molti utenti costruivano e cesellavano identità, reputazione e relazioni attraverso il forum. Ma qui nasce anche il problema futuro: la generazione forte del forum invecchia insieme al forum.

Un utente di 22 anni nel 2004 oggi ne ha 44.
Un utente di 30 anni nel 2004 oggi ne ha 52.
Un utente di 25 anni nel 2010 oggi ne ha 41.

Cambiano ritmi, priorità, disponibilità, energia e propensione a scrivere pubblicamente. Anche la tensione per stare svegli la notte a correggere qualcuno che ha detto una cosa sbagliata online, tende a calare dopo i 27 anni (intendo dire dopo la completa mielinizzazione degli assoni cerebrali). 

Dal 2013 in poi il forum inizia a perdere una funzione fondamentale: non è più il luogo in cui si passa automaticamente ogni giorno se qualcuno usa il PC per studio e/o lavoro. 

Lo smartphone cambia tutto. La rete non è più un posto in cui "vai", “entri”. È qualcosa che entra in te, e va a te.

Facebook, gruppi privati, Messenger, WhatsApp, poi Telegram e Instagram iniziano ad assorbire parti diverse della conversazione. Le discussioni diventano più rapide, meno archiviate, più emotive, più legate alla presenza quotidiana. La conversazione non è più organizzata intorno ai thread, ma intorno al flusso emotivo del momento. 

Questo produce una prima frattura:

Il forum resta migliore per pensare.
I social diventano migliori per restare agganciati emotivamente. 

E, nella vita reale, così come nelle comunicazioni elettorali, spesso vince ciò che tiene agganciati, non ciò che fa pensare meglio.

Tra il 2017 e il 2019 la piattaforma video diventa dominante. YouTube, Instagram Stories, dirette, podcast, canali personali, contenuti seriali: l’autorità si sposta sempre di più dalla qualità argomentativa alla presenza scenica.

Il forum dice: “Leggi, rifletti, confronta, rispondi.”
Il creator dice: “Guardami, ascoltami, fidati di me o reagisci a scatto come un idiota senza avere capito, così mi dai engagement.”

È una differenza enorme.

Il forum costruisce autorità attraverso contributi verificabili nel tempo.
Il creator costruisce autorità attraverso voce, volto, frequenza, sicurezza espressiva, montaggio, stile, intrattenimento.

Non è necessariamente un male: ci sono creator seri e divulgatori eccellenti. Ma l’ambiente algoritmico premia chi comunica con grande sicurezza cose fragili, parziali o completamente sbagliate. La forma video riduce lo sforzo dell’utente: non devi scrivere, non devi esporti, non devi discutere. Devi solo consumare. Con la bocca socchiusa, lo sguardo vitreo. 

Qui molti forum iniziano a sembrare “lenti”, “vecchi”, “faticosi”. In realtà non sono solo vecchi sistemi per lo stesso ecosistema cognitivo: sono costruiti per un’altra economia dell’attenzione.

Personalmente avevo sempre un libro in tasca, e se la corriera era in ritardo o era appena passata, lo estraevo ghiotto per studiare un nuovo capitolo e farmi domande, e fargli domande. Oggi le persone se devono aspettare sei minuti qualcosa iniziano a grattarsi, tremare e poi scorrono le notifiche.

Va inoltre detto che fino al 2018 qui sopra esistevano i messaggi privati senza registrazione e verifica, e questo comportò la creazione di moltissimi gruppetti Whatsapp, spostando la conversazione e generando echo chambers a volte demenziali, non meno di quelle social. Le chiamavamo sottobosco, perché per un funghetto che vedevi spuntare in pubblica, c'era un Wood Wide Web, una micorrizica sotterranea estesissima, una densità di comunicazioni veloci e audio, che dal foum non si vedevano ma, gli effetti, erano diventati deleteri sulla discussione onesta e ragionata. Perché non stiamo parlando di gruppi Whatsapp di analisti di intelligence, reality checker, ma di reality sharing. 

Le persone dicevano cose non vere sul forum, per mantenere o costruire reputazione davanti agli amici dei gruppetti Whatsapp che li leggevano. Era diventata la norma, non l'eccezione. 

Soprattutto se consideri la perdita di anonimato che hai de facto, se sul forum sei homeboy34, ma le ragazze con cui chatti sui gruppetti WA derivati dal forum, sanno che sei tu. 

Il Covid ha accelerato tutto.

Durante la pandemia milioni di persone chiuse in casa hanno aumentato il consumo digitale. Video, dirette, canali YouTube, gruppi Telegram, contenuti complottisti, consulenti improvvisati, esperti autoproclamati e intrattenitori travestiti da analisti hanno trovato un pubblico enorme.

L’OMS ha definito “infodemia” l’eccesso di informazioni, incluse informazioni false o fuorvianti, che durante un’emergenza sanitaria produce confusione, comportamenti rischiosi e perdita di fiducia nelle autorità sanitarie.

Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha analizzato la diffusione di contenuti Covid su Twitter, Instagram, YouTube, Reddit e Gab, mostrando che le dinamiche di diffusione dipendono dalla piattaforma e che contenuti da fonti affidabili e discutibili possono diffondersi con pattern non così diversi. 

Uno studio su BMJ Global Health ha inoltre rilevato che oltre un quarto dei video YouTube più visti sul Covid conteneva informazioni fuorvianti, raggiungendo milioni di visualizzazioni.

Questo ha avuto un effetto pesante sui forum: molti utenti sono arrivati già saturi di narrativa, slogan, video, pseudo-esperti, opinioni prese altrove e certezze non testate. Una discussione diventava spesso non più un lavoro di co-costruzione basata sul reality check, ma un lavoro di bonifica del reality sharing subito e agito dagli utenti.

In altre parole: il forum non doveva più solo produrre conoscenza e confrontare esperienza reale. Doveva anche filtrare rumore importato da fuori. Tanto. 

TikTok non è semplicemente “un social”. È un ambiente cognitivo.

È verticale, mobile, rapido, audiovisivo, algoritmico, personalizzato, potenzialmente infinito. Non richiede ricerca. Non richiede scelta. Non richiede ingresso in una comunità. Non richiede nemmeno sapere cosa si vuole: l’algoritmo propone sulla base delle reazioni di utenti come lui, l’utente reagisce.

Per questo è ingenuo pensare di “staccare i più giovani da TikTok” dicendo loro: vieni su un forum, registrati, presentati, leggi thread lunghi, usa la funzione cerca, scrivi bene, aspetta risposte.

Non funziona così.

Il giovane abituato a TikTok non sta solo usando un’app diversa. Ha interiorizzato un diverso rapporto con l’informazione:

risposta immediata,
stimolo continuo,
basso attrito,
alta componente visiva,
personalizzazione algoritmica,
gratificazione rapida.

Il forum è quasi l’opposto:

risposta lenta,
testo lungo,
ricerca attiva,
confronto pubblico,
memoria permanente,
reputazione costruita nel tempo.

Il problema è che il forum chiede una postura mentale molto più costosa. Anche se è l'unica utile e spendibile IRL. 

Poi arriva l’AI generativa.

Qui cambia un’altra funzione storica del forum: fare domande.

Prima, se avevi un dubbio complesso, imbarazzante, personale o tecnico, potevi cercare su Google, leggere thread vecchi o aprirne uno nuovo. Oggi puoi chiedere direttamente a un’AI. Subito. In privato. Senza esporti. Senza essere giudicato. Senza aspettare.

TikTok ruba al forum tempo, attenzione e intrattenimento.
L’AI ruba al forum domande, vulnerabilità e primo livello di orientamento.

Prima una domanda ingenua generava un thread.
Oggi genera una conversazione privata con un chatbot.

Prima l’utente doveva esporsi.
Oggi può chiedere tutto senza lasciare traccia pubblica.

Prima l’errore del principiante era visibile e correggibile da una comunità.
Oggi può restare chiuso in un dialogo privato con una macchina, magari utile, magari sbagliato, magari incompleto.

Questo è un problema non da poco, perché per fare una domanda sensata su una materia, bisogna conoscere quella materia meglio dell'AI.

Saper fare domande e dare contesto, saper identificare le assunzioni esplicite ed implicite e provare a discuterle, non è cosa per inesperti di un topic. 

Altrimenti si fa una domanda priva di senso, dando assunzioni errate, un contesto generato dal livello attuale dell'utente, e l'AI risponde all'interno del contesto fornito e delle assunzioni fallaci fornite.

Questo riduce l’attività superficiale dei forum, soprattutto le domande base. Ma crea anche una nuova opportunità: il forum può diventare il luogo in cui le risposte vengono verificate da esseri umani con esperienza reale.

Attenzione: dire che i forum classici sono meno attivi non significa che la discussione online sia morta.

Reddit, che eredita molte logiche da forum e community tematiche, ha riportato 121,4 milioni di daily active uniques nel quarto trimestre 2025, con crescita del 19% anno su anno.

La conclusione non è: “La gente non vuole più discutere.”
La conclusione è: la gente discute dove l’architettura è coerente con il comportamento digitale attuale.

Reddit funziona perché combina comunità tematiche, ranking, app mobile, notifiche, discovery, feed, anonimato relativo, ricerca e una massa critica enorme. Il forum classico invece spesso conserva profondità, ma perde in accessibilità, distribuzione, UX mobile e capacità di onboarding.

Quindi il problema non è la forma comunitaria in sé. Il problema è il vecchio forum trattato come se l’ambiente digitale non fosse cambiato.

Un forum nato nel 2004 tende ad avere una stratificazione generazionale molto precisa.

Gli utenti storici hanno oggi spesso 40, 45, 50 anni o più. Hanno più esperienza, più memoria, più capacità di confronto. Ma hanno anche meno tempo, più responsabilità, meno voglia di ripetere le stesse discussioni e minore propensione a ingaggiare ogni nuovo arrivato.

Gli utenti entrati tra 2010 e 2016 sono spesso nella fascia 30-45. Sono probabilmente il segmento più interessante: abbastanza giovani da usare social e AI, abbastanza maturi da capire il valore di una discussione strutturata, abbastanza esperti da contribuire in modo serio.

Gli utenti sotto i 30 anni sono i più difficili da portare stabilmente su un forum. Non perché siano “peggiori”, ma perché hanno meno familiarità con il patto implicito del forum: leggere prima, scrivere bene, rileggere, argomentare, accettare correzioni, costruire reputazione nel tempo.

Gli under 25 spesso vivono l’ambiente digitale come flusso, non come archivio. Per loro chiedere a un’AI o guardare video brevi è più naturale che aprire una discussione pubblica.

Qui va evitato il moralismo da popolazione che invecchia. Non serve dire “i giovani non hanno pazienza”. È più preciso dire: sono stati addestrati da ambienti digitali che riducono continuamente l’attrito cognitivo.

Il forum, invece, aumenta l’attrito. E quell’attrito può essere un difetto per l’utente medio, ma una virtù per chi cerca profondità e verità. 

La minore attività di un forum nel 2026 produce effetti specifici.

Primo: meno conversazioni spontanee.
Una volta si aprivano thread anche per domande parziali, dubbi, esperienze confuse. Oggi quelle domande vengono assorbite da Google, YouTube, Reddit, Telegram, Discord, TikTok o AI.

Secondo: più lettori silenziosi.
Molti leggono ma non scrivono. Questo può dare l’impressione di morte anche quando l’archivio continua a generare valore. Più o meno il 90% dei miei clienti non scrive sul forum, ma mi ha conosciuto tramite il forum. 

Terzo: meno ricambio generazionale.
Se i nuovi utenti non entrano, o entrano senza integrarsi, la comunità tende a diventare un club di veterani. Questo aumenta la qualità media di certe discussioni, ma riduce vitalità, conflitto produttivo e varietà. In questo senso ho fatto delle battaglie, per portare donne sul forum, affrontando critiche ed attriti, e cose simili succedono quando utenti giovani che parlano a caso per sentito dire sui social, approdano e fiondano sotto terra il valore di una discussione, soffocandola al livello di un video del tubo, o di TikTok. Imparare a confrontarsi senza ferire i loro buffi idoli di poca forza, senza farli scappare dove gli danno like per una frase di Oscar Wilde, è l'arte lunga per una vita breve. E credo non sia nemmeno un'arte da dover reinventare: "basta" fare un upgrade della maieutica socratica integrandole l'approccio Rogeriano e l'approccio provocativo alla Farrelly. 

E perché mai uno dovrebbe prendersi questa briga? 

Beh, un mio cliente che è psichiatra, mi chiedeva continuamente come fare coi pazienti. Lo stavo raccontando ad un medico di Barcellona e si è messo a ridere "e per fortuna che è psichiatra, e chiede a te ahahaha". 

Non mi aveva fatto finire di parlare, era un medico giovane ed eravamo di fronte a due donne. Voleva fare il figo. Ma quello che non sapeva, è che una % mostruosa di persone che sono nell'ambulatorio dello psichiatra in ospedale, non sono lì perché hanno problemi pshichiatrici, sono lì e vanno gestite perché vogliono un certificato ufficiale, firmato da uno psichiatra dello stato e non dall'amico di famiglia, siccome non vale, per poter rubare i soldi al datore di lavoro senza andare a lavorare, o per rubarli al popolo italiano a mezzo sussidi, esoneri dal lavoro... Poi c'è una % di persone che non sono lì per problemi psichiatrici, ma perché vogliono caricare di problemi psichiatrici una procedura civile di richiesta danni, come una separazione, un sinistro, una qualunque situazione di vittimismo garantita dalla legge. 

Gestire queste persone, con le loro pretese, la loro falsità e le loro reazioni rabbiose, no, non è cosa che riguarda la specializzazione medica in psichiatria. Ed è stato proprio insegnandogli questo approccio, e guidandolo nell'apprendimento, che a detta sua è migliorato molto nel lavoro coi pazienti e coi colleghi e superiori. Ha anche risolto in gran parte una condizione di ansia verso i turni da solo (quindi sotto attacco da parte di tutti questi), per cui prima si auto-prescriveva delle gocce. 

Quarto: maggiore peso della memoria.
Un forum vecchio ha già risposto a moltissime domande. Paradossalmente, più l’archivio è ricco, meno l’utente ha bisogno di aprire thread nuovi.

Quinto: maggiore costo di moderazione.
Ogni nuovo utente arriva da un ecosistema informativo contaminato da creator, clip, slogan, AI, frammenti presi altrove. Mantenere qualità richiede più lavoro.

Sesto: perdita di funzione sociale quotidiana.
Molte conversazioni che prima avvenivano nel forum oggi avvengono in chat private, gruppi, messaggi vocali, commenti social o ambienti chiusi.

Settimo: riduzione della vulnerabilità pubblica.
Esporsi su un forum indicizzato, nel 2026, è più delicato che nel 2006. Gli utenti sono più consapevoli di come la reputazione digitale viene weaponizzata, degli screenshot, del giudizio pubblico distorto e della permanenza dei contenuti. Oggi le persone pensano il triplo delle scemenze, ma ne espongono un centesimo. 

La risposta sbagliata sarebbe cercare di trasformare il forum in TikTok.

La risposta sbagliata sarebbe anche fingere che l’AI usata come oracolo, solo perché è mal intesa, non esista.

Un forum nel 2026 non può competere con TikTok sulla dopamina.
Non può competere con YouTube sulla presenza scenica.
Non può competere con Instagram sulla vetrina personale.
Non può competere con WhatsApp sulla comodità privata.
Non può competere con l’AI sulla velocità della prima risposta.

Ma può competere su qualcosa che queste piattaforme fanno peggio:

discussione verificabile,
esperienza reale,
correzione pubblica,
continuità storica,
responsabilità reputazionale,
archivio tematico,
qualità del confronto,
falsificazione robusta delle idee deboli.

Nel 2026 il forum non dovrebbe più essere pensato come semplice piazza generalista, o agorà come la vedo io. Dovrebbe essere pensato come laboratorio di confronto umano, con Karl Popper come unico profeta e Marin Mersenne come fondatore spirituale.  

Marin fu il frate francese che nel cuore del Seicento funzionò da server della nascente scienza moderna, facendo da nodo centrale di una rete epistolare europea vastissima. Manteneva corrispondenza regolare con Descartes, Galileo, Pascal, Fermat, Huygens, Torricelli, Hobbes e decine di altri. Riceveva i risultati, li verificava, li diffondeva, li commentava e li rimandava indietro arricchiti: un vero e proprio hub di scambio di idee, dati ed esperimenti.

Un forum maturo non deve misurarsi solo con il numero grezzo di post giornalieri. Deve chiedersi:

Quanti contenuti restano utili dopo sei mesi?
Quante discussioni producono reale chiarimento?
Quanti utenti tornano per leggere, anche se non scrivono?
Quanti nuovi arrivati vengono trasformati da consumatori passivi in contributori?
Quanti thread diventano punti di riferimento?
Quante idee sbagliate vengono corrette o contestualizzate?
Quante esperienze reali vengono documentate?

Nel 2008 la vitalità era spesso rumore più volume.
Nel 2026 la vitalità deve essere segnale, archivio, selezione e profondità.

La domanda non è più: “Come torniamo ad avere il traffico di una volta?”

La domanda è: “Quale traffico vogliamo?”

Perché inseguire tutti è impossibile. Ma attrarre persone capaci di leggere, ragionare, contribuire e costruire valore è ancora possibile.

Un forum nato nel 2004 è meno attivo nel 2026 perché il mondo digitale che lo aveva generato non esiste più.

Ma proprio per questo il forum può avere ancora una funzione preziosa: essere uno dei pochi luoghi dove il pensiero non deve evaporare in 24 ore, dove un’esperienza può essere discussa, criticata, conservata, riletta e confrontata con altre esperienze.

Il forum del 2026 non può più essere il forum del 2004.
Se prova a esserlo, diventa un museo, se non un meme. 
Se capisce la propria nuova funzione, può diventare qualcosa di più raro: un luogo di profondità e confronto reale in un internet sempre più veloce, sintetico e rumoroso.

Il punto non è tornare indietro.

Il punto è smettere di misurare uno strumento serio e maturo con le metriche della sua adolescenza.

Certo, ci sono persone che hanno costruito una bella relazione perché hanno conosciuto una ragazza nei DM di Instagram.

Ma non conoscerai qualcuno che abbia costruito una relazione davvero bella grazie alle informazioni prese dal tubo o da Instagram. Su TikTok evito di approfondire, per rispetto della Convenzione di Ginevra.

Questo forum, invece, ha generato decine di relazioni bellissime e appaganti che conosco direttamente; probabilmente centinaia, considerando quelle che non conosco. Ha generato cambiamenti di vita importantissimi. Ha generato anche bambini: persone che mi mandano le ecografie della pancia della mamma, o le foto del bimbo che impara a camminare.

Inoltre, ho avuto la fortuna e l’onore di aiutare a raddrizzare la carriera e la traiettoria professionale di persone che avevano seguito motivatori del tubo, restando al 30% di quello che potevano davvero ottenere, e che oggi stanno al 105%, con meno sforzo e meno sprechi.

Perché se uno si chiede: “Cosa c’è qui per me, se scrivo una cosa che cambia in meglio la vita a mille persone e ottengo 6 like, mentre se dico una cazzata a slogan su un social ne ottengo 600?”, la risposta che ho trovato io è questa:

se prendi persone che stanno a 30 e le porti a 105, invece di portarle solo a dirti “bravo”, a un certo punto il loro nuovo livello di reti professionali e sociali, e il loro nuovo livello di lavoro, genera una cascata di cose potenzialmente positive anche per te.

Se tutti alziamo il livello delle persone che abbiamo attorno, se quelle persone vogliono attivamente salire, può diventare un gioco a somma positiva.

Simbiosi.

Non avevo tempo, prometto che la prossima volta tolgo sintesi e vado nei dettagli. 🤩

Hai fatto una riflessione interessante 👍 In effetti, tra social, chat, AI, ecc, il modo di usare Internet è cambiato tantissimo e probabilmente si è abbassata anche la soglia media dell’attenzione. Sulla qualità e profondità dei forum "di una volta", però, secondo me c’è anche un po' di nostalgia: sicuramente c’erano persone molto interessanti e discussioni valide, ma anche allora si trovava di tutto, dai troll ai disagiati di turno. Detto questo, spero di trovare comunque anche qui confronti e spunti interessanti 😎

Socotra
Inviato
5 ore fa, Kaihō-sha ha scritto:

Ok..beh calcola che c è un’intera sezione dedicata ai report sul campo..a breve torno a scriverci anch’io due cose da condividere potrei averle

Ottimo! Grazie.

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^'V'^
Inviato
3 hours ago, Socotra said:

Hai fatto una riflessione interessante 👍 In effetti, tra social, chat, AI, ecc, il modo di usare Internet è cambiato tantissimo e probabilmente si è abbassata anche la soglia media dell’attenzione. Sulla qualità e profondità dei forum "di una volta", però, secondo me c’è anche un po' di nostalgia: sicuramente c’erano persone molto interessanti e discussioni valide, ma anche allora si trovava di tutto, dai troll ai disagiati di turno. Detto questo, spero di trovare comunque anche qui confronti e spunti interessanti 😎

Sì sì, il disagio esisteva. 

Ma pure prima di internet. 

Mi ricordo di me sedicenne, all'età in cui Rimbaud ha scritto la lettera del veggente, seduto dietro in macchina in mezzo a 4 adulti, uno di loro stava parlando con la faccia seria di come il vaticano nascondesse un alieno che possedeva un crono-visore al quarzo nella fronte, uno aveva appena parlato di medianità, uno stava per parlare dell'area 51 e già sapevo che il prossimo avrebbe toccato vette da Osho. Invece, disse che Sai Baba materializza la polvere magica dalle maniche lunghe, una polvere buona, che ti guarisce da tutti i mali. Ah, non l'avevo visto arrivare, ma lo sapevo che si sarebbe virato a Oriente, a quel California Oriente. Soprattutto, sapevo che dovevo crescere, prendere la patente, avere un'auto mia, e non trovarmi più costretto ad essere in auto con altri.

Se non per scelta volontaria e filtro, filtro. 

Filtro. 

Ma se la mente umana rimane quello che è, c'era una cosa che quasi non si trova nelle nuove generazioni: persone che facevano nel mondo reale e poi si confrontavano andando su internet per comunicare con altri, anche loro persone che facevano nel mondo reale, IRL. 

 

Celeste
Inviato

Ho votato “le relazioni uomo-donna” perché l’interesse a studiare le dinamiche umane, saperne di più proprio da un punto di vista sociologico, antropologico, è sempre stato il mio interesse preponderante. 
I contenuti del forum di certo non sostituiscono le riviste accademiche, è vero, ma sicuramente l’approfondimento che ho trovato qui, lo stimolo al ragionamento che ha innescato, ha contribuito alla costruzione di una comprensione del mondo e delle relazioni interpersonali, mi rendo conto, a volte ben maggiore rispetto a ciò che riscontro nei miei contatti quotidiani. Comprensione che non nasce necessariamente dall’aver sposato in maniera passiva o acritica le tesi maggioritarie o più autorevoli via via presenti sul forum nel corso degli anni, ma proprio dall’esercizio al ragionamento, dalla consapevolezza che ogni condotta umana abbia un proprio sottotesto passibile di analisi (e anche di ri-direzionamento).

Mi piacciono gli umani, sono l’unica cosa che davvero mi emoziona, molto più che un bel tramonto, e studiarne la complessità, poterne essere testimone, sono la ragione per cui per me valga la pena di vivere. Guardare che facciano, in un dato contesto, cosa pensino: è il mio acquario, il mio formicaio, che non mi annoierà mai. Il resto è contorno.

Chiaramente, tutto ciò ha poi una ricaduta importante anche in termini di sviluppo personale, di arricchimento. Ma quest’aspetto è sempre stato secondario per me. 
Io voglio sapere: e sapere cosa pensi il diverso da me per eccellenza, ossia l’uomo, è un richiamo per me irresistibile.

Mettetevi nei panni di una me diciottenne: trovo un luogo virtuale, pieno di uomini grafomani (cosa a me congeniale), di tutte le età, che hanno il piacere di raccontare con generosità il proprio punto di vista maschile, senza i filtri di solito adottati in presenza di un pubblico femminile, e gli argomenti vertono soprattutto sulle interazioni uomo-donna… la Mecca, in pratica.

Esistono poi differenti stagioni, e magari rileggere la testimonianza provante l’esistenza di una certa dinamica per la centesima volta non suscita più lo stesso interesse delle prime volte, ma ciò non sposta di un millimetro la gratitudine per la presenza di questo spazio, verso cui provo un grandissimo affetto 💕(e mi dispiaccio molto, quando invece non viene capito e finisce tutto stropicciato frettolosamente su qualche pagina di giornale). 

^'V'^
Inviato
38 minutes ago, Celeste said:

e mi dispiaccio molto, quando invece non viene capito e finisce tutto stropicciato frettolosamente su qualche pagina di giornale). 

A me fa piacere, perché una parte di me si nutre dell'inferiorità esistenziale e mentale delle persone che consumano informazione gratis (le informazioni, costano. Le informazioni processate, analizzate ed azionabili, ossia l'actionable intel, costa ancora di più) e mi piace molto vedere quelle scene. 

Come quando c'è una strillona manipolatrice e di dimostrabile malafede, che in "Dark Shadows" grida "io dico non nella mia città!" mettendo gli zotici paranoici contro il preziosissimo e dolcissimo protagonista, mi piace vedere come gli idioti accorrano, così come vanno dietro a Gastòn, contro la Bestia, mentre Belle tarda a capire. 

Ma poi capisce.

Che sfiga poveretta, che quando si innamora della Bestiolina, le diventa un biondino. 

Almeno un tenebroso moro, dai. Su. 

Mi trovo a chiedermi se delle persone che credono a giornali che non pagano salato o credono al reality sharing sui social, conservino il controllo degli sfinteri, se riescano a prepararsi dei pasti da sole, se riescano a fare di conto, se siano in grado di compiere lavori fisici sotto stretta supervisione, se possano provvedere al loro stesso sostentamento o comprendere concetti morali complessi. Magari sono in grado di comprendere pericoli immediati nella vita quotidiana, ma probabilmente non di pianificare strategie e di gestire una vita autonoma. 

Purtroppo, come asserisce Javier Milei, attuale capo di stato dell'Argentina, il politicamente corretto ha svutato il linguaggio di precisione. 

Termini della psicologia clinica e della psichiatria classica del XIX e inizio XX secolo come idiota, imbecille e cretino, allora usati in senso scientifico, sono stati censurati e tolti ufficialmente dai manuali diagnostici come il DSM perché stigmatizzanti, ma si è persa precisione nel definire quelle persone incapaci di com-prendere la realtà.

Uso “com-prendere” nel senso etimologico di prendere insieme, afferrare, portare dentro una struttura intelligibile, come omaggio al modo rinascimentale di pensare la conoscenza come presa attiva sulla natura delle cose, e soprattutto a quel “contemplazion della natura e perscrutazion di suoi secreti” di Giordano Bruno in De Magia Naturalis. 

Celeste, anche tu come me e come Desmond Morris, sei allo zoo e ti diverti. 

Capisco cosa intendi con "mi dispiace", ma dai, via la mascherina. 

Dillo, che ti piace. 

A me piace. 

Questo non toglie la sensazione di pietà, perché queste persone sono comunque vive, umane, sentono male se si pungono, sentono caldo attorno al mio stesso fuoco, hanno freddo d'inverno, piangono, e ridono.

Non serve odiare i gatti, per ridere e scompisciarsi nel vedere video in cui saltano per aver visto un cetriolo. Ami i gatti, e ti piace anche vederli perdere la testa per un cetriolo. 

It's OK to be real. 

  • Grazie! 4
Celeste
Inviato
4 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Capisco cosa intendi con "mi dispiace", ma dai, via la mascherina. 

Mi dispiace, perché mi crea frustrazione.

Mi rode non aver lo stesso potere mediatico e pubblico di cui dispone una giornalista del canale di Fanpage o di una presunta “esperta di internet” su una newsletter famosa. 
Perché così mi è negato il piacere di sbugiardare, con la medesima efficacia comunicativa, punto per punto, l’autore di un contenuto non ragionato, e dunque non meritevole di cotale spazio.

Per mostrare a tale autore, che certi pensieri, pregni di giudizio e senso di superiorità, risultano in verità comici e terribilmente ingenui (al punto da apparire, davvero, persino tonti).

Alla persona che parlava di “one itis” con fare sconcertato, avrei chiesto, sorridendo, se potesse giurarmi di non aver mai tediato le amiche per un amore non corrisposto, di non aver mai sentito il mondo cadere addosso per la conclusione inaspettata di una relazione, di non aver mai seguito con passione una delle tante commedie romantiche passate sui nostri schermi, di provare accorata repulsione per articoli di giornale dal titolo come “10 modi per farlo innamorare”, eccetera.

Alle autrici di simili contenuti “informativi” avrei poi chiesto se davvero sinceramente credano che i loro attuali compagni non abbiano mai, mai, a un certo punto della vita, pensato a come massimizzare le conquiste sessuali, a come piacere di più, a come vincere la gara di seduzione con altri contendenti. E via dicendo.

E queste sono solo le prime cose a caso che mi vengono in mente. 

Ma dato che sono domande che non potrò fare, sono confronti diretti che non potranno avere luogo, sì, sono dispiaciuta.

  • Grazie! 3

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