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Sei su IS perché sei interessato a... ?  

37 utenti hanno votato

  1. 1. Sei su IS perché ti interessa...

    • Lo sviluppo personale
    • Le relazioni uomo-donna
    • Il mondo dei pickup artist
    • Il mondo degli incel
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Messaggi raccomandati

^'V'^
Inviato
3 hours ago, Celeste said:

Mi dispiace, perché mi crea frustrazione.

Mi rode non aver lo stesso potere mediatico e pubblico di cui dispone una giornalista del canale di Fanpage o di una presunta “esperta di internet” su una newsletter famosa. 
Perché così mi è negato il piacere di sbugiardare, con la medesima efficacia comunicativa, punto per punto, l’autore di un contenuto non ragionato, e dunque non meritevole di cotale spazio.

Per mostrare a tale autore, che certi pensieri, pregni di giudizio e senso di superiorità, risultano in verità comici e terribilmente ingenui (al punto da apparire, davvero, persino tonti).

Alla persona che parlava di “one itis” con fare sconcertato, avrei chiesto, sorridendo, se potesse giurarmi di non aver mai tediato le amiche per un amore non corrisposto, di non aver mai sentito il mondo cadere addosso per la conclusione inaspettata di una relazione, di non aver mai seguito con passione una delle tante commedie romantiche passate sui nostri schermi, di provare accorata repulsione per articoli di giornale dal titolo come “10 modi per farlo innamorare”, eccetera.

Alle autrici di simili contenuti “informativi” avrei poi chiesto se davvero sinceramente credano che i loro attuali compagni non abbiano mai, mai, a un certo punto della vita, pensato a come massimizzare le conquiste sessuali, a come piacere di più, a come vincere la gara di seduzione con altri contendenti. E via dicendo.

E queste sono solo le prime cose a caso che mi vengono in mente. 

Ma dato che sono domande che non potrò fare, sono confronti diretti che non potranno avere luogo, sì, sono dispiaciuta.

Alla persona che parlava di one-itis con fare sconcertato, spiegherei che la capisco, dato che uno che ha una cotta per una sola tipa, è malato. 🤣

Detto questo, ti offro uno spunto prospettico per provare piacere.

Nel momento in cui tu prendi un'immagine di qualcosa del 2016, tagli via la descrizione e il contesto, perché strillano l'opposto di quello che stai dicendo, vuol dire che conosci descrizione e contesto, per cui sai di stare mentendo al momento in cui la usi.

Quando poi usi una cosa del 2016 per dire che una persona che non è stata mio cliente (son 4 gatti, li conosco uno per uno) è stata indotta da me a commettere un alleged crimine nel 2007, allora vuol dire che consideri il tuo pubblico una manica di idioti, ridotti ad uno stadio larvale di incapacità critica.

Questo già da solo ti rende, per me, simpatica.

Perché capisci, e scegli di agire in malafede.

Manca quella licenza morale del Don Giovanni, che vive e basta, seduce perché è forza immediata, natura, musica, desiderio senza tribunale interiore; e si entra invece nella proiezione più torbida di se stesso che Kierkegaard mette nel Diario del seduttore.

Per ridargli la colpa.

Perché il seduttore del suo romanzo non vive soltanto: riflette, calcola, pianifica, e sa di stare facendo qualcosa di moralmente sbagliato.

Può suonare strano oggi, ma sedurre una donna, nel contesto morale e culturale del suo tempo, poteva essere percepito come una condotta moralmente riprovevole, soprattutto quando implicava inganno, promessa, disonore o rovina reputazionale.

E questa cosa non è rimasta solo nell’aria dei romanzi o della morale religiosa: in Italia, fino al 1996, esisteva ancora nel Codice penale una fattispecie chiamata “seduzione con promessa di matrimonio”.

Non so perché solo lei — lei che inventa spaventapasseri in malafede per mendicare visualizzazioni — sia criticabile o punibile. 

Per la stessa ragione per cui non ho MAI capito perché la Wanna Marchi sia stata condannata per circonvenzione di incapace, mentre molti dei suoi clienti possono votare, disporre dei propri soldi e guidare automobili, o manovrare macchinari potenzialmente pericolosi.

Sono incapaci o no?

Se sono incapaci, ci vuole l’amministratore di sostegno.

Se non sono incapaci, allora prima o poi bisogna anche accettare che esista una quota di responsabilità individuale nel credere a certe cose, nel farsi trascinare da certe narrazioni, nel consegnare il proprio giudizio critico a chi strilla scemenze.

Quando poi manipoli date, fatti, immagini, prendi fotogrammi che non c'entrano niente, e manipoli con inferenze ed allusioni il tuo pubblico per fischiare al lupo, al lupo contro il manipolatore che risponde a tutti, in pubblica e senza retorica, allora sei ancora più simpatica, perché stai segnalando che il tuo pubblico è un pubblico di idioti e che ti nutri della loro inferiorità mentale.

Praticamente, stai facendo tu la macellaia e io posso avere la bistecca sul piatto senza sporcarmi le mani trattando io qualcuno da imbecille.

Questo è anche elegante perché, se lo faccio io, è bullismo e davvero low class; se lo fa lei, sono a pari peso e c'è una fairness in questo.

Sì, mi piace.

Per il resto, non mi genera nessuna amarezza perché tutte — non il 99% — delle cose che ho visto rappresentate dai media e di cui avevo esperienza diretta, insomma, c'ero, erano narrate in modo completamente falso, diverso dai fatti e strumentale a qualche posizione ideologica pregressa.

Questo è il motivo per cui le aziende serie prendono informazioni con abbonamenti che costano decine di K al mese, perché se operi nel mondo reale, con cause ed effetti reali, ti servono informazioni reali.

Quelle di cui parli sono pane e giochi, e sì, mi piace vedere la gente mangiare pane, e la gente guardare giochi.

Dopotutto sono miei competitor per lo stesso spazio, territorio, risorse.

Mi piace vederli auto-sabotarsi.

Sono anche tuoi, competitor.

Non nemici, ma di sicuro non ti pagano l'affitto e non ti portano da mangiare cucinato alla porta, per cui...

C'est la vie.

 

  • Grazie! 6
unadonna
Inviato
2 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Che sfiga poveretta, che quando si innamora della Bestiolina, le diventa un biondino. 

Almeno un tenebroso moro, dai. Su. 

Grazie !

___

Ho votato anch'io "relazioni uomo-donna".

Ovviamente l'automiglioramento è la radice di tutto, chiaro, ma ho voluto sottolineare che per me il focus resta comunque sulle relazioni.

Imparare a capire meglio me stessa e l'uomo mi ha dato qualcosa che considero vicino a un superpotere.

Negli altri ambiti come fa la maggior parte delle persone, in un modo o nell'altro me la sarei cavata comunque.

Costruire una vita sentimentale sana e appagante invece ha avuto un impatto enorme sulla mia qualità di vita. 

__

Ps: mi spiace ma condivido la frustrazione di Celeste nel sentire quelle bestie commentare con fare arrogante e superiore qualsiasi cosa leggano qui. 

  • Grazie! 1
^'V'^
Inviato
16 hours ago, Socotra said:

In effetti, tra social, chat, AI, ecc, il modo di usare Internet è cambiato tantissimo e probabilmente si è abbassata anche la soglia media dell’attenzione.

Raccolgo con amore il tuo linguaggio probabilistico, e rilancio.

Penso che questo della soglia media dell'attenzione, soprattutto nelle sue associazioni con i secondi di un pesce rosso, sia una munizione retorica da boomer contro cose che non capisce perché multidimensionali. 

Credo sia entrata nel dibattito pubblico perché l'età media è alta ed è dai tempi di Platone che ci si lamenta "dei giovani d'oggi". 

L'attenzione non è più bassa, e dopo te ne faccio qualche esempio concreto. 

Quello che è cambiato è il teatro operativo. 

Spoiler

Prima avevi la carina della classe e ci pensavi, poi avevi la tipa del bar e la pensavi. 

Ora hai continuamente cento figurine più carine di loro che lottano con delle notifiche per farti vedere come stanno in mirror selfie in costume. 

Avevi mezz'ora da passare a guardare la strada alla panchina del bus, oppure immergerti nella narrazione di un buon libro. 

Ora hai notifiche, feed algoritmici studiati apposta sul tuo avatar per farti reagire, micro-ricompense, task in parallelo, messaggi asincroni, contenuti progettati e studiati per interromperti, e anche un'aspettativa sociale di reperibilità continua. 

Che una volta si pagava. 

Pertanto, non è che "i giovani hanno meno attenzione" (anche perché le stesse notifiche a martello pneumatico le ha la loro mamma instagrammabile). 

Le persone operano in un ambiente che frammenta più spesso l'attenzione e rende più costoso mantenerla su un punto o su un solo soggetto. 

Non dobbiamo cadere nell'arroganza di confondere la capacità dell'asset con la pressione dell'ambiente operativo. 

Se un operatore radio cambia segnale ogni 47 secondi, non significa per forza che non sia capace di ascoltare un canale, ma magari sta gestendo un ambiente con più segnali, alcuni dei quali richiedono il ricalcolo di priorità concorrenti, ed è ovviamente un ambiente con più interruzioni. 

Quando siamo passati da avere i tre canali della RAI, ad avere le TV private, molte persone che oggi prendono in giro "i giovani", passavano sei ore al giorno a fare zapping. Per chi se lo ricorda, cambiavano canale di continuo, sempre tremando all'idea di starsi perdendo qualcosa. 

Questa è una misura di switching behavior, non una pura misura della capacità neurocognitiva di sostenere attenzione profonda. 

Parlavo di 47 secondi perché c'è una delle fonti più citate che sostiene che, su schermo, il tempo medio prima di cambiare focus sia passato da 2 minuti e mezzo nel 2004 a 47 secondi. 

Ma il fatto che le persone non guardino video di minuti, non legga più libri, scrolli di continuo, è un indicatore di mercato dell'attenzione, non di capacità attentiva assoluta. 

Non lo dico come opinione, lo dico come insieme di fatti misurabili: 

La stessa persona che scrolla video ogni dieci secondi, può giocare ad un videogioco che gli interessa per un giorno e mezzo senza quasi andare in bagno o mangiare nel frattempo. 

La stessa persona può guardare una stagione intera di episodi su Netflix, senza cambiare posizione sul divano, e quando finisce la stagione, può chiedersi se valga la pena lunedì andare al lavoro avendo dormito due ore, ma almeno mangiare qualcosa dal frigo e iniziare la prossima stagione, che probabilmente porterà al sesto episodio prima di lasciar andare al giorno dopo. 

Può ascoltare podcast di due ore su un tema che gli interessa. 

Può guardare cento reels sul tubo, ma poi trovare un canale che gli interessa e stare ore a guardare video lunghi. 

Può arrivare a concentrarsi ad imbuto e ossessivamente su uno sport, sul dating, sul trading, sulla guerra da qualche parte nel mondo, sulla politica, sui videogiochi, il fitness, l'estetica, il make up, il lavoro, o anche il gossip e qualche celebrity.

Quindi, non manca l'attenzione, manca l'interesse. 

Significa che manca l'allocazione volontaria dell'attenzione verso contenuti che non vincono la competizione motivazionale. 

Ora evito la lista dei tipi di attenzione, perché sono diversi. 

Rimanendo all'interesse, oggi non puoi più limitarti a dire: “il pubblico non ha attenzione”.

Devi chiederti:

perché dovrebbe darla proprio a te?

Questa è la domanda.

quale interesse, quale tensione, quale utilità, quale promessa, quale riconoscimento, quale rischio, quale desiderio sto attivando perché quella persona scelga di restare?

Perché quando qualcosa conta davvero, la "soglia" magicamente si rialza a livelli normali. 

Quando c’è desiderio, paura, ambizione, curiosità, identificazione, vantaggio, urgenza o senso di appartenenza, le persone non solo stanno attente: si incollano, scavano, recuperano episodi vecchi, leggono commenti, cercano fonti, guardano approfondimenti, discutono, litigano, comprano, tornano.

Quindi no: non siamo davanti a una specie umana improvvisamente incapace di attenzione.

Siamo davanti a un ambiente in cui l’attenzione non viene più concessa per inerzia e mancanza di alternative. 

Va conquistato l'interesse ad allocarla su una fonte, e questo al netto del costo di opportunità che una persona sta sopportando per non allocarla altrove.

E ci riguarda tutti, non solo quelli fritti da TikTok. 

Infatti, ho un casino di cose da fare e decine di messaggi non letti e cose da preparare per domani, ma ho allocato la mia attenzione a te, perché mi interessi. 

E mi interessa perculare i boomer che denigrano i giovanissimi. 

Me le ricordo, le cazzate cui davano attenzione loro. 

Dallas, Dynasty, Beautiful, quiz televisivi serali, programmi contenitore della domenica, festival di sanremo, gossip da parrucchiere, riviste scandalistiche, fotoromanzi, televendite della tuta snellissima per dimagrire, con la tipa sudata nel nylon, lotterie, totocalcio, schedine e la fissa per i numeri ritardatari con attenzione settimanale a calcoli di probabilità capiti malissimo. 

Postalmarket. Che per i maschi voleva dire molto, ma in generale era uno sfogliare per ore cataloghi analogici di desiderio, di consumo, confronto e immaginazione non diversi dallo scrollare. 

Enciclopedie comprate a rate come status symbol, quasi mai aperte, album di figurine dei calciatori con caccia ossessiva al doppione, scambi, collezione... gamification della faccia dei calciatori maschi, prima del digitale. 

Radiocronache, moviole, polemiche calcistiche. Ore e ore a sentirli discutere animatamente di fuorigioco, di un rigore, di una sostituzione o un presunto errore dell'allenatore. 

Il processo televisivo del lunedì sul calcio, con opinionisti urlanti con la stessa faccia da idiota di chi commenta a scatto sui social. 

Il Bar sport, dove generazioni hanno investito ore di attenzione in diagnosi tattiche, complotti arbitrali e cartellini gialli davanti a un caffè. 

Il telefono fisso occupato per ore, conversazioni lunghissime sul niente, con la famiglia che gridava di attaccare perché dovevano chiamare. 

Le catene di Sant'Antonio via lettera. Prima quella superstizione virale era cartacea, poi via SMS, poi le email.

Lo studio dei palinsesti televisivi per programmare il videoregistratore, coi film che venivano tagliati perché con la pubblicità si calcolava male il momento reale di inizio: attenzione logistica per contenuti spesso mediocri. 

Di buono c'erano i programmi anni '80 e '90 oggi definiti trash perché si vedevano seni in prima serata, ma era un mondo dove essere etero era ancora visto come biologicamente fondato. Ma seni o meno, la comicità era di bassissimo livello, come i varietà. 

Gente che guardava i reality come il grande fratello, adulti che poi spiegavano ai figli che internet rincoglionisce. 

Le telefonate ai cartomanti in TV, i numeri a pagamento, i maghi e la signora Famoso Iole, i medium, i sensitivi che oggi prosperano su TikTok con le live. 

Erano lì, i boomer, a rincoglionirsi. 

Li guardavo con piacere.

Collezionare statuette, piattini, cucchiaini, sorpresine dell'ovetto kinder, i fascicoli De Agostini, iniziati con entusiasmo e abbandonati al volume 7, dopo aver già comprato il raccoglitore della serie completa, i modellini e le promesse di completamento. 

Stavano ore a registrare la radio sperando che passasse la canzone attesa e che lo speaker non ci parlasse sopra sul più bello. Lo faceva. 

Il culto del numero uno in classifica musicale, le gare di zapping televisivo, la lettura compulsiva del televideo alle pagine 101, 102, 103, coi risultati sportivi, le notizie brevi... era Twitter in pochi brutti pixel. 

Le polemiche morali sui giovani di allora, rock, paninari, discoteche, motorini truccati, jeans strappati, videogiochi, fumetti, rap, piercing e tatuaggi... 

Le monetine bruciate una dopo l'altra, sempre a farsi cambiare la paghetta in spiccioli, per i videogiochi da bar. Ore davanti ai cabinati con la mano a forma di joystick (non bastava averlo sempre in mano in casa col Postalmarket), e gli adulti di allora a commentare che "questi ragazzi non faranno mai niente". 

Fumetti immensi, demonizzati - io dovevo nascondere Hokuto no Ken in una casa in costruzione vicina - letti di nascosto e accusati di rincoglionire, quando contenevano più valori e più sostanza della allora tv per adulti. 

Talk show politici strillati, seguiti come al colosseo in un'arena emotiva, invece che come formazione civica. 

La festa de l'Unità. Ho già detto tutto. 

Telegiornali guardati come si guarda il prete che benedice l'ostia, anche quando erano pieni di cazzate, cronaca nera spettacolarizzata, agenda setting pesantissimo e semplificazioni brutali. 

Cronaca nera morbosa, guardata come soap opere turche, casi seguiti per settimane, dettagli privati, processi mediatici fatti da gente senz'arte né parte, colpevoli scelti dal salotto con animo rancoroso. 

I miti urbani, le leggende metropolitane... non so quanti boomer mi hanno raccontato la storia del tipo che si è tolto il casco e gli si è aperta la testa, o della ragazza che al suo compleanno.... tutti con la faccia seria come ne fossero stati testimoni. 

Li guardi criticare chi discute tra Android e iPhone, ma me le ricordo le facce mentre litigavano sui consumi e le cilindrate di Alfa Romeo vs Fiat e del motore Aprilia vs Piaggio e... 

I giornalini specializzati, l'attesa del numero mensile della rivista del proprio hobby, o sport, e l'acquisto per corrispondenza delle videocassette proposte sugli stessi. 

La fissa per il "suono caldo" dell'HI-Fi stereo, ore ad ascoltare gente parlare delle sue casse, dell'impianto, di puntine, vinili. A volte valvole. 

La scelta dei film alla videoteca durata più del film, copertine delle videocassette guardate per ore come thumbnail del tubo, per ore senza riuscire a scegliere. 

Pubblicità e jingle e tormentoni ricordate a memoria, manipolazione attenzionale industriale prima dei social ads, pettegolezzi famigliari su zii, cugini, sulla serietà della nuova fidanzata del cugino, su matrimoni, eredità, separazioni, discorsi di ore buttate cominciati con "ho sentito che.." "hai saputo cos'ha fatto quella...". 

E discussioni infinite su "come si faceva una volta", spacciato per più sensato rispetto a "come si fa dopo aver scientificamente falsificato le cazzate precedenti". 

Ecco, quindi andrei piano con la teoria secondo cui i giovani sarebbero bruciati e senza attenzione mentre prima l’attenzione veniva usata per Platone, geometria euclidea e meditazione trascendentale.

Ogni generazione ha avuto i suoi pozzi attentivi, le sue droghe narrative, i suoi feed, i suoi rituali di distrazione e le sue forme di intrattenimento a basso valore.

Solo che prima erano analogici, socialmente normalizzati e spesso più lenti.

Non per questo erano più nobili.

Oggi è più difficile tenere la rotta, e invece di tendere una mano a chi è in difficoltà, lo perculano e lo sminuiscono. 

E io allora perculo loro. 💖

 

^'V'^
Inviato
5 hours ago, unadonna said:

Ps: mi spiace ma condivido la frustrazione di Celeste nel sentire quelle bestie commentare con fare arrogante e superiore qualsiasi cosa leggano qui. 

E non ti danno fastidio quando fanno la stessa cosa su tutto il resto?

Quando commentano con la stessa ignoranza, la stessa cecità, la stessa incapacità di verifica, solo che in quel momento non stanno colpendo qualcosa che conosci bene?

Perché secondo me il punto è questo.

Ti dà fastidio adesso perché stanno parlando di un posto che conosci, di persone che conosci, di dinamiche che hai visto da dentro.

Quindi ogni errore ti salta agli occhi.

Spoiler

La frase falsa.

Il frame manipolato.

L’associazione vigliacca.

Il contesto rimosso.

La cronologia alterata.

Il soggetto confuso.

Il branco che abbaia senza aver controllato.

Ma non è che siano diventati così oggi.

Erano così anche ieri.

Solo che ieri stavano abbaiando contro qualcosa che non ti riguardava, e allora sembravano rumore di fondo.

Quando sputavano sterco su quello che aveva detto che la scienza non è democratica — che poi è una verità cristallina, perché non si decide per alzata di mano come funzionino le cose — dov’eravamo?

Quando trasformavano in colpevoli persone innocenti viste per trenta secondi in un servizio montato con la musica da mostro, dov’eravamo?

Quando inferivano complotti dietro ogni evento?

Quando leggono i titoli che dicono che secondo uno studio...e commentano tirando merda su quello, ma se vai a leggere il paper dice tutt'altro che il titolo per farli abboccare. 

Quando accusavano Obama di non essere americano e di non poter concorrere alla presidenza?

Che il suo team si è umiliato a mostrare il certificato di nascita, allora si sono messi a insinuare che fosse falso? 

Se uno dice che Obama non è americano, deve mostrare il certificato di nascita altrove, o stare muto. Zitto e mosca.

Quando spiegavano la nutrizione a un biologo nutrizionista perché avevano visto in un reel che la carota sarebbe velenosa?

Quando si facevano mangiare il cervello durante il COVID?

Quando sputavano sentenze sulle relazioni tra uomini e donne senza esperienza, senza contesto, senza verifiche, senza riscontro scientifico solido e senza nemmeno la decenza di chiedersi: “magari non ho capito”?

Dov’eravamo?

Erano ciechi anche allora.

Solo che non stavano pestando il nostro giardino.

Adesso sì.

E allora il rumore di fondo per qualcuno diventa frustrante.

Adesso sono dei ciechi che abbaiano dove sentono puntare il fischietto per cani.

Ed erano ciechi anche prima.

Chi muove il loro cervello e li agisce costruisce fantocci e gli scaglia contro le loro miserie.

Solo che, quando lo fanno contro qualcosa di cui non ci interessa, sembra rumore di fondo.

Quando lo fanno contro qualcosa che conosciamo bene, capisco che possa dare fastidio.

Capisco la rabbia.

Capisco l’amarezza.

Capisco anche il riflesso tribale di voler difendere il posto, le persone, la storia, le cose viste davvero, contro una massa di gente che non sa nulla e parla come se sapesse tutto.

Ma lo sai che...

Forse non lo sai.

Quando sono venuto qui, le persone seguivano alla lettera manualetti PUA americani, e pensavano fossi strambo.

Ma soprattutto, pensavano che stessi ottenendo status.

E pensavano che questo sarebbe saltato all’occhio delle quattro forummine presenti, per cui bisognasse in ogni modo sabotare questa possibilità.

SEI ANNI.

Dal 2012 ad aprile 2018, hanno costruito teorie del complotto, inventato ogni sorta di cazzate, creato gruppi WhatsApp in cui inventavano cose su di me.

Hanno costruito gruppi di “esperti” con Wikipedia sotto, per provare in tempo reale a reframmarmi — buona fortuna — e a reframmare gente che mi leggeva, spesso fin troppo facile.

Usavano un account, poi un altro, poi un altro ancora, uno ne aveva addirittura cinque, per far sembrare di essere svegli, per darsi like tattici, per sostenere chi faceva battute contro di me.

Gente che ha inventato di tutto.

Parlo proprio di gente che ha perso tre lavori di fila perché le ore pagate per lavorare le spendeva a ordire, in gruppo, cose contro di me.

E stiamo parlando di un forum, più piattaforma esterna, dove incasso due e pago quattro, per tenere in piedi la baracca e i burattini.

Gente che, quando abbiamo pulito dai cazzari — dimostratamente cazzari, con robuste e continuative evidenze alla mano — va ancora in giro a dire che si volessero eliminare i migliori per non avere concorrenza.

Concorrenza?

E in tutto questo, mi divertivo.

Perché continuavano a convincere persone che avrebbero potuto essere miei clienti a scappare.

E ci riuscivano.

Il 40-50% della gente che veniva manipolata, scappava.

Non gente idiota che reagisce a scatto sui social.

Gente che mi leggeva da due anni.

Gente che conosceva persone che mi conoscevano, e che testimoniavano che dico quel che faccio e faccio quel che dico.

E a quella gente bastava sentire delle cazzate ripetute in qualche gruppo WhatsApp, per andare in paranoia e scappare.

Per sei anni, ho ricevuto almeno 5-15 screenshot al giorno di cose falsissime, incluse calunnie, non solo diffamazioni, che giravano su di me per il terrore che, dandomi un like o un riconoscimento, sarei potuto brillare agli occhi di quattro forummine.

Per cui, per esperienza, ti assicuro che l'idiozia, la menzogna e la paranoia non sono aliene al forum.

Non sono qualcosa che sta sui social e in televisione, e che attacca dall’esterno un forum degno e decente.

Non è “il social cattivo” che attacca un luogo puro.

L’idolatria del branco, la paranoia, la menzogna, il complottismo da sottoscala e la paura che qualcuno emerga sono sempre esistiti anche qui dentro.

Come fuori.

Con dinamiche diverse, con linguaggi diversi, con strumenti diversi.

Ma la struttura è la stessa.

Io qui sono in una posizione fragile.

Perché anche se non sono moderatore, né voglio esserlo, e non sono admin, se mi difendo quando la gente dice stronzate sembra che io possa avere la spada e il pastorale al contempo.

Sembra che possa farli bannare.

Sembra che non si possa parlare.

Lo hanno pensato.

Hanno pensato che lo avessi bannato io — e lo hanno spammato per giorni nei loro gruppetti, di cui mi arrivavano screenshot in tempo reale — quando ho difeso per mesi, dal ban, uno che inventava ogni sorta di cazzate su di me e contattava privatamente ogni mio cliente cercando di manipolarlo e dissuaderlo. 

Se non riusciva, allora gli regalava tutta la mia roba perché non avesse senso pagare.

Poi ha detto delle cose apertamente contro il regolamento, in pubblica, e non ho più potuto difenderlo.

Mi faceva comodo.

Uno spazzino che si ingoia l’immondizia.

Uno che mi fa le pulizie, tirandomi via di dosso chi era così idiota da bersi le sue cazzate.

Lo volevo.

Non ho più potuto difenderlo.

E quando lo hanno bannato per manifeste e auto-riportate violazioni gravi contro gli utenti del forum, le persone andavano dicendo che lo avessi fatto bannare io perché mi aveva fatto una battuta sarcastica.

Questo capiscono.

Sul forum.

Non sui social.

Qui.

Lo sai che quando Anton, nel 2007, è tornato da un lungo apprendistato — e costoso — in Russia, e dopo aver fatto mesi di pratica come istruttore in Ucraina...

Istruttore del loro metodo, che non esisteva in Europa, ma ha decine di migliaia di clienti soddisfatti; con i top del forum che vanno in televisione, intervistati per dare consigli sulle relazioni felici; e con le tipe che si vantano e si fanno le foto per dimostrare di essere state con uno che si dedica a questo...

Ha messo a 247 euro un corso che lui aveva pagato 7k.

Un corso che liberava quei poveri robottini sociali dalle cazzate dei PUA, dalle manipolazioni, dalla mancanza di autenticità, e dal terrore che venissero donne sul forum.

Nel 2007, allora, uno strillone col fischietto per cani ha gridato: “ci vogliono vendere qualcosa”.

Scappiamo.

Vogliamo un forum libero come prima.

Sì, libero perché pagava tutto Anton di tasca sua, facendo il cameriere e lo studente.

E metà del forum.

Non dei social per ritardati.

Del forum.

È diasporata nel forum nuovo che lo strillone ha costruito, copiando male e fuori contesto intere pagine sulla formazione obbligatoria aziendale, spacciata per linee guida su come debba essere la formazione di nicchia.

Dopo due mesi, ovviamente, avevano i loro corsi a pagamento.

E come paghi i costi e le ore uomo, altrimenti?

Sì, ma gli idioti che sono scappati perché uno gridava e puntava il fischio non erano “bestie dei social”.

Erano gente del forum.

La stessa identica cosa si è ripetuta nel 2018, quando abbiamo pulito da gente che raccontava menzogne a raffica e reclutava utenti via MP per fregarli, invitarli in gruppi dove lavorarli piano piano, e poi fargli vendere qualcosa da qualcuno.

Qualcosa di contrario al loro interesse.

Ma soprattutto contrario all’interesse delle donne coinvolte.

Anche in quel caso, aperto un altro forum, capito quanto costa, chiuso in tre mesi. 

Dicevamo donne coinvolte, indirettamente. Andiamo direttamente alle donne sul forum.

Sai che quando nel 2016 ho iniziato a chiedere ai maschioni di pagare almeno per se stessi, invece di far pagare metà costi a me — che faccio cinque lavori — perché avrei voluto pagare per avere più donne sul forum...

Non lo si trova indicizzato su temi che una cerca a caso, gratis.

Non è un caso quando una cerca una cosa e trova questo.

C’è un forum che usa la stessa piattaforma, dove le persone si scambiano recensioni sulle escort, e se fai un’analisi tecnica noti che avevano, anni fa — ora non saprei — almeno 500k € di backlink.

Uno lo trova e dice: che coincidenza, ho trovato questo.

No.

Non ci sono molte coincidenze nel mondo reale.

E poi ho rilanciato la richiesta delle donne sul forum: che i maschi pagassero per sé, invece di fare colletta di nascosto e passarsi tutto.

Era il 2018, o il 2019, ci feci un video.

Ricevevo audio di 40 minuti deliranti contro le donne sul forum.

La perdita di serietà delle trattazioni...

La serietà delle trattazioni.

Eh?

Soprattutto, perdevo decine di punti percentuali di clienti, perché vedevano che ero con le donne, e per le donne.

E per chi dovrei essere?

Sono in un forum dove si venera il femminile, le relazioni, il sesso.

Se volevo adorare dei maschi, me ne andavo nei forum sul calcio.

Quindi sì, sono in una posizione fragile.

Perché se qualcuno fa e dice cazzate contro di me, e mi difendo, sembra che non siamo alla pari.

Sembra che possa farlo bannare.

Sembra che non si possa rispondere.

Ma...

Dove sono tutte le persone che mi mandano 5-10 messaggi al giorno di ringraziamento e stima, quando gli idioti di turno parlano a caso?

Non dico gli idioti sui social.

Quello è un problema di Zuckerberg, che dovrebbe tenere pulita casa sua, o dei cinesi con il loro TikTok.

Dove sono — sul forum — le persone che provano amarezza e frustrazione quando la gente parla a vanvera e spara cazzate per disagi personali e proiezioni proprie?

Non lo so.

L’altro giorno ho postato un Delivery Upgrade che, praticamente, spiega che ancora una volta darò troppo in cambio di sempre meno.

Uno — che nemmeno era interessato dalla comunicazione, dato che era rivolta ai clienti — ha scritto una serie di cazzate basate su assunzioni deliranti.

E ho aspettato.

E ho aspettato.

Due giorni.

Poi ho risposto io.

Perché, dopo 14 anni, sono ancora qui a dover difendere da solo grazia, giustizia, bellezza e verità.

A dover difendere i fatti contro le insinuazioni.

Non sto parlando di opinioni diverse.

Va bene.

Capisco la tua frustrazione.

Capisco anche il tribalismo che si può sentire quando si è parte attiva di una qualunque community ingiustamente accusata.

Ma se qui esiste un NOI vs LORO — cosa che non ho mai fomentato, anzi ho attivamente dissolto dall’inizio, e l’ho dissolta anche quando eravamo sotto attacco coordinato di trollate da parte degli incel — se esiste...

Qui il villain non sono “le bestie” che parlano da fuori senza conoscere, per farsi dire bravi da altri come loro.

Il villain è la stupidità umana quando sente qualcuno fischiare.

E questa stupidità non vive solo fuori dal forum.

Vive ovunque.

Come dentro, così fuori dal forum.

Per questo ti invito, coi tuoi tempi, e solo se lo vorrai, a provare oltre al disgusto anche pietà e piacere nell’osservarla.

Perché anche se alcune parole o alcuni comportamenti possono infastidirti, tu tieni d’occhio la traiettoria esistenziale di queste persone.

Guarda la demenzialità delle loro scelte.

Guarda gli effetti, nel tempo, di questa condizione scelta e riconfermata ogni giorno.

Osservali in modo longitudinale.

Ricorda i nomi.

Guardali anni dopo.

E prova a sentire entrambe le cose insieme.

Piacere e pietà.

 

Wyatt99
Inviato

Ho votato PUA perché quando mi iscrissi (lontano 2016) era nettamente più in voga di ora.

Rifarei la domanda: "Perché sei su IS?".

Risposta: "Perché devo riuscire a capovolgere la situazione con la ragazzina della mia classe di liceo, lontano 2016".

 

 

 

 

 

Anche grazie a 'sto forum ci riuscì.

Socotra
Inviato
16 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Raccolgo con amore il tuo linguaggio probabilistico, e rilancio.

Penso che questo della soglia media dell'attenzione, soprattutto nelle sue associazioni con i secondi di un pesce rosso, sia una munizione retorica da boomer contro cose che non capisce perché multidimensionali. 

Credo sia entrata nel dibattito pubblico perché l'età media è alta ed è dai tempi di Platone che ci si lamenta "dei giovani d'oggi". 

L'attenzione non è più bassa, e dopo te ne faccio qualche esempio concreto. 

Quello che è cambiato è il teatro operativo. 

  Mostra contenuto nascosto

Prima avevi la carina della classe e ci pensavi, poi avevi la tipa del bar e la pensavi. 

Ora hai continuamente cento figurine più carine di loro che lottano con delle notifiche per farti vedere come stanno in mirror selfie in costume. 

Avevi mezz'ora da passare a guardare la strada alla panchina del bus, oppure immergerti nella narrazione di un buon libro. 

Ora hai notifiche, feed algoritmici studiati apposta sul tuo avatar per farti reagire, micro-ricompense, task in parallelo, messaggi asincroni, contenuti progettati e studiati per interromperti, e anche un'aspettativa sociale di reperibilità continua. 

Che una volta si pagava. 

Pertanto, non è che "i giovani hanno meno attenzione" (anche perché le stesse notifiche a martello pneumatico le ha la loro mamma instagrammabile). 

Le persone operano in un ambiente che frammenta più spesso l'attenzione e rende più costoso mantenerla su un punto o su un solo soggetto. 

Non dobbiamo cadere nell'arroganza di confondere la capacità dell'asset con la pressione dell'ambiente operativo. 

Se un operatore radio cambia segnale ogni 47 secondi, non significa per forza che non sia capace di ascoltare un canale, ma magari sta gestendo un ambiente con più segnali, alcuni dei quali richiedono il ricalcolo di priorità concorrenti, ed è ovviamente un ambiente con più interruzioni. 

Quando siamo passati da avere i tre canali della RAI, ad avere le TV private, molte persone che oggi prendono in giro "i giovani", passavano sei ore al giorno a fare zapping. Per chi se lo ricorda, cambiavano canale di continuo, sempre tremando all'idea di starsi perdendo qualcosa. 

Questa è una misura di switching behavior, non una pura misura della capacità neurocognitiva di sostenere attenzione profonda. 

Parlavo di 47 secondi perché c'è una delle fonti più citate che sostiene che, su schermo, il tempo medio prima di cambiare focus sia passato da 2 minuti e mezzo nel 2004 a 47 secondi. 

Ma il fatto che le persone non guardino video di minuti, non legga più libri, scrolli di continuo, è un indicatore di mercato dell'attenzione, non di capacità attentiva assoluta. 

Non lo dico come opinione, lo dico come insieme di fatti misurabili: 

La stessa persona che scrolla video ogni dieci secondi, può giocare ad un videogioco che gli interessa per un giorno e mezzo senza quasi andare in bagno o mangiare nel frattempo. 

La stessa persona può guardare una stagione intera di episodi su Netflix, senza cambiare posizione sul divano, e quando finisce la stagione, può chiedersi se valga la pena lunedì andare al lavoro avendo dormito due ore, ma almeno mangiare qualcosa dal frigo e iniziare la prossima stagione, che probabilmente porterà al sesto episodio prima di lasciar andare al giorno dopo. 

Può ascoltare podcast di due ore su un tema che gli interessa. 

Può guardare cento reels sul tubo, ma poi trovare un canale che gli interessa e stare ore a guardare video lunghi. 

Può arrivare a concentrarsi ad imbuto e ossessivamente su uno sport, sul dating, sul trading, sulla guerra da qualche parte nel mondo, sulla politica, sui videogiochi, il fitness, l'estetica, il make up, il lavoro, o anche il gossip e qualche celebrity.

Quindi, non manca l'attenzione, manca l'interesse. 

Significa che manca l'allocazione volontaria dell'attenzione verso contenuti che non vincono la competizione motivazionale. 

Ora evito la lista dei tipi di attenzione, perché sono diversi. 

Rimanendo all'interesse, oggi non puoi più limitarti a dire: “il pubblico non ha attenzione”.

Devi chiederti:

perché dovrebbe darla proprio a te?

Questa è la domanda.

quale interesse, quale tensione, quale utilità, quale promessa, quale riconoscimento, quale rischio, quale desiderio sto attivando perché quella persona scelga di restare?

Perché quando qualcosa conta davvero, la "soglia" magicamente si rialza a livelli normali. 

Quando c’è desiderio, paura, ambizione, curiosità, identificazione, vantaggio, urgenza o senso di appartenenza, le persone non solo stanno attente: si incollano, scavano, recuperano episodi vecchi, leggono commenti, cercano fonti, guardano approfondimenti, discutono, litigano, comprano, tornano.

Quindi no: non siamo davanti a una specie umana improvvisamente incapace di attenzione.

Siamo davanti a un ambiente in cui l’attenzione non viene più concessa per inerzia e mancanza di alternative. 

Va conquistato l'interesse ad allocarla su una fonte, e questo al netto del costo di opportunità che una persona sta sopportando per non allocarla altrove.

E ci riguarda tutti, non solo quelli fritti da TikTok. 

Infatti, ho un casino di cose da fare e decine di messaggi non letti e cose da preparare per domani, ma ho allocato la mia attenzione a te, perché mi interessi. 

E mi interessa perculare i boomer che denigrano i giovanissimi. 

Me le ricordo, le cazzate cui davano attenzione loro. 

Dallas, Dynasty, Beautiful, quiz televisivi serali, programmi contenitore della domenica, festival di sanremo, gossip da parrucchiere, riviste scandalistiche, fotoromanzi, televendite della tuta snellissima per dimagrire, con la tipa sudata nel nylon, lotterie, totocalcio, schedine e la fissa per i numeri ritardatari con attenzione settimanale a calcoli di probabilità capiti malissimo. 

Postalmarket. Che per i maschi voleva dire molto, ma in generale era uno sfogliare per ore cataloghi analogici di desiderio, di consumo, confronto e immaginazione non diversi dallo scrollare. 

Enciclopedie comprate a rate come status symbol, quasi mai aperte, album di figurine dei calciatori con caccia ossessiva al doppione, scambi, collezione... gamification della faccia dei calciatori maschi, prima del digitale. 

Radiocronache, moviole, polemiche calcistiche. Ore e ore a sentirli discutere animatamente di fuorigioco, di un rigore, di una sostituzione o un presunto errore dell'allenatore. 

Il processo televisivo del lunedì sul calcio, con opinionisti urlanti con la stessa faccia da idiota di chi commenta a scatto sui social. 

Il Bar sport, dove generazioni hanno investito ore di attenzione in diagnosi tattiche, complotti arbitrali e cartellini gialli davanti a un caffè. 

Il telefono fisso occupato per ore, conversazioni lunghissime sul niente, con la famiglia che gridava di attaccare perché dovevano chiamare. 

Le catene di Sant'Antonio via lettera. Prima quella superstizione virale era cartacea, poi via SMS, poi le email.

Lo studio dei palinsesti televisivi per programmare il videoregistratore, coi film che venivano tagliati perché con la pubblicità si calcolava male il momento reale di inizio: attenzione logistica per contenuti spesso mediocri. 

Di buono c'erano i programmi anni '80 e '90 oggi definiti trash perché si vedevano seni in prima serata, ma era un mondo dove essere etero era ancora visto come biologicamente fondato. Ma seni o meno, la comicità era di bassissimo livello, come i varietà. 

Gente che guardava i reality come il grande fratello, adulti che poi spiegavano ai figli che internet rincoglionisce. 

Le telefonate ai cartomanti in TV, i numeri a pagamento, i maghi e la signora Famoso Iole, i medium, i sensitivi che oggi prosperano su TikTok con le live. 

Erano lì, i boomer, a rincoglionirsi. 

Li guardavo con piacere.

Collezionare statuette, piattini, cucchiaini, sorpresine dell'ovetto kinder, i fascicoli De Agostini, iniziati con entusiasmo e abbandonati al volume 7, dopo aver già comprato il raccoglitore della serie completa, i modellini e le promesse di completamento. 

Stavano ore a registrare la radio sperando che passasse la canzone attesa e che lo speaker non ci parlasse sopra sul più bello. Lo faceva. 

Il culto del numero uno in classifica musicale, le gare di zapping televisivo, la lettura compulsiva del televideo alle pagine 101, 102, 103, coi risultati sportivi, le notizie brevi... era Twitter in pochi brutti pixel. 

Le polemiche morali sui giovani di allora, rock, paninari, discoteche, motorini truccati, jeans strappati, videogiochi, fumetti, rap, piercing e tatuaggi... 

Le monetine bruciate una dopo l'altra, sempre a farsi cambiare la paghetta in spiccioli, per i videogiochi da bar. Ore davanti ai cabinati con la mano a forma di joystick (non bastava averlo sempre in mano in casa col Postalmarket), e gli adulti di allora a commentare che "questi ragazzi non faranno mai niente". 

Fumetti immensi, demonizzati - io dovevo nascondere Hokuto no Ken in una casa in costruzione vicina - letti di nascosto e accusati di rincoglionire, quando contenevano più valori e più sostanza della allora tv per adulti. 

Talk show politici strillati, seguiti come al colosseo in un'arena emotiva, invece che come formazione civica. 

La festa de l'Unità. Ho già detto tutto. 

Telegiornali guardati come si guarda il prete che benedice l'ostia, anche quando erano pieni di cazzate, cronaca nera spettacolarizzata, agenda setting pesantissimo e semplificazioni brutali. 

Cronaca nera morbosa, guardata come soap opere turche, casi seguiti per settimane, dettagli privati, processi mediatici fatti da gente senz'arte né parte, colpevoli scelti dal salotto con animo rancoroso. 

I miti urbani, le leggende metropolitane... non so quanti boomer mi hanno raccontato la storia del tipo che si è tolto il casco e gli si è aperta la testa, o della ragazza che al suo compleanno.... tutti con la faccia seria come ne fossero stati testimoni. 

Li guardi criticare chi discute tra Android e iPhone, ma me le ricordo le facce mentre litigavano sui consumi e le cilindrate di Alfa Romeo vs Fiat e del motore Aprilia vs Piaggio e... 

I giornalini specializzati, l'attesa del numero mensile della rivista del proprio hobby, o sport, e l'acquisto per corrispondenza delle videocassette proposte sugli stessi. 

La fissa per il "suono caldo" dell'HI-Fi stereo, ore ad ascoltare gente parlare delle sue casse, dell'impianto, di puntine, vinili. A volte valvole. 

La scelta dei film alla videoteca durata più del film, copertine delle videocassette guardate per ore come thumbnail del tubo, per ore senza riuscire a scegliere. 

Pubblicità e jingle e tormentoni ricordate a memoria, manipolazione attenzionale industriale prima dei social ads, pettegolezzi famigliari su zii, cugini, sulla serietà della nuova fidanzata del cugino, su matrimoni, eredità, separazioni, discorsi di ore buttate cominciati con "ho sentito che.." "hai saputo cos'ha fatto quella...". 

E discussioni infinite su "come si faceva una volta", spacciato per più sensato rispetto a "come si fa dopo aver scientificamente falsificato le cazzate precedenti". 

Ecco, quindi andrei piano con la teoria secondo cui i giovani sarebbero bruciati e senza attenzione mentre prima l’attenzione veniva usata per Platone, geometria euclidea e meditazione trascendentale.

Ogni generazione ha avuto i suoi pozzi attentivi, le sue droghe narrative, i suoi feed, i suoi rituali di distrazione e le sue forme di intrattenimento a basso valore.

Solo che prima erano analogici, socialmente normalizzati e spesso più lenti.

Non per questo erano più nobili.

Oggi è più difficile tenere la rotta, e invece di tendere una mano a chi è in difficoltà, lo perculano e lo sminuiscono. 

E io allora perculo loro. 💖

 

Io non stavo facendo un discorso sui giovani o sulle generazioni, che non ho proprio nominato. Stavo semplicemente dicendo che, con l’avvento dei social, delle chat, ecc., il modo di usare internet e di interagire online è cambiato e che forse oggi le persone dedicano meno tempo e attenzione ai forum rispetto a un tempo.
Questo è perlomeno ciò che sto riscontrando al momento. Il mio discorso di partenza era solo una semplice osservazione, ne è nato un trattato sociologico 😂

 

  • Abbraccio 1
unadonna
Inviato
13 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

E non ti danno fastidio quando fanno la stessa cosa su tutto il resto?

Si, infatti evito. In questo caso ho abbassato il filtro per curiosità. Errore mio.

Tetsuo
Inviato
12 minuti fa, Socotra ha scritto:

Io non stavo facendo un discorso sui giovani o sulle generazioni, che non ho proprio nominato. Stavo semplicemente dicendo che, con l’avvento dei social, delle chat, ecc., il modo di usare internet e di interagire online è cambiato e che forse oggi le persone dedicano meno tempo e attenzione ai forum rispetto a un tempo.
Questo è perlomeno ciò che sto riscontrando al momento. Il mio discorso di partenza era solo una semplice osservazione, ne è nato un trattato sociologico 😂

 

Sostituisci con peggiorato, decaduto, degradato, scaduto, una qualsiasi di queste, e il discorso fila.

I forum battono i social 25 a 0 su tutti i fronti, per informarsi, scambiare opinioni, conoscere persone e molto altro.

Oggi i forum sono in larga parte sostituiti dai gruppi facebook.

Io ho vissuto appieno l'era forum e avendo cento passioni ne ho frequentati a decine. Più facilmente fruibili, più versatili, più facili da spulciare e ricercare, più tutto. Se solo penso che laggente su fb usa nome cognome e la sua faccia e anzi uno dei commenti più gettonati è "Non ci metti neanche la faccia" mi viene lo scorbuto.

Per non parlare del pc che batte uno smartphone 50 a 0, io dopo un pò a usare quei cosi divento idrofobo.

E' uno strapiombo verso il basso, verso la mediocrità, che ha colpito questo come molti altri aspetti della nostra vita negli ultimi anni.

Basta vedere i miti dei ragazzi di oggi, gli influencer, e paragonarli agli "influencer" dei miei tempi.

Roba da prendersi i coglioni a martellate.

 

  • Grazie! 1
^'V'^
Inviato
16 hours ago, Wyatt99 said:

Ho votato PUA perché quando mi iscrissi (lontano 2016) era nettamente più in voga di ora.

Rifarei la domanda: "Perché sei su IS?".

Risposta: "Perché devo riuscire a capovolgere la situazione con la ragazzina della mia classe di liceo, lontano 2016".

Anche grazie a 'sto forum ci riuscì.

Ciao,

se la domanda del sondaggio fosse stata "Hai trovato IS perché eri interessato a...", il 45% degli utenti avrebbe scritto qualcosa riguardo al dolore per la fine di una relazione. 

E il 45% per capire come fare con una tipa specifica. Questo era il tuo caso. 

Ma penso che la domanda oggetto del sondaggio riguardasse il perché sei, su IS. 

Sono passati 10 anni, dal tuo 2016, eppure sei qui. 

Sei qui dopo 10 anni perché interessato a? 

City Hunter Resident
Inviato

Sono approdato qui in 3 momenti diversi:

- All'inizio per curiosità su le "tecniche" poi le trovavo ridicole da applicare(MM) e non ci ho fatto caso

- e poi sono tornato (come Wyatt99) per conquistare una ragazza che mi piaceva molto (Classica One-ITIS).

  • Mi piace! 1

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