Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174099 Inviato Martedì alle 18:50 Questo è un messaggio popolare. Inviato Martedì alle 18:50 2 hours ago, Marco_drake said: Grazie, non tanto per la spiegazione sulla professione che fa da modulator per me, di cui conoscevo i motivi, ben spiegati. Grazie sopratutto per la spiegazione su come possa essere un plus per qualcuno che il lavoro sia la ricercatrice (che per me, anzi, oserei dire che smorza). Ma ora mi è chiaro, non è per me un terreno comune, non mi facilità. Sì. E poi ti riporto un feedback diretto ricevuto proprio da quel genere lì — dottoressa con vena nerd oltre la medicina, ricercatrice, dottoressa nerd del cervello umano. Per motivi che non ho indagato a fondo — quindi ipotesi mie, con le pinze — le dottoresse e le ricercatrici che ho conosciuto trovavano indigesti i colleghi maschi. Forse perché in casa basta e avanza uno dei due con orari impossibili e in burnout. Forse perché i colleghi guardano le infermiere, e le infermiere riguardano loro. Non lo so. Ma il problema, nella dottoressa-nerd, si crea, e ha due lati. Da un lato i maschi con cui può fare conversazione scientifica sono nerd — nel senso che lei disprezza di pancia, non nel senso cool che si usa per i nuovi ricchi o gli Elon Musk. Dall'altro il maranza medio, quello come me, di solito non capisce un cazzo di quello che lei dice. Lei resta scoperta su entrambi i fianchi. E qui c'è il punto. Su quel genere — quella che ha già laurea e specialistica ma colleziona master in materie che non c'entrano niente, solo perché le piace studiare: la patologa con un master in economia, uno in psicoterapia di terza generazione, e che sta già adocchiando fisica dei corpi celesti — su quella faccio un effetto forte. È che sono molto più maranza di quelli che fanno i maragli in gruppo. E sono elegante. Le due cose non si escludono — anzi. La differenza tra me e il coatto non è il livello di maranza se apro il gas. È il controllo del livello di maranza. Il coatto è volgare e impulsivo perché non si gestisce: la volgarità gli esce se non sta dormendo, è un interruttore on-off che si accende al primo caffé e si spegne quando dorme, non la sceglie. Io accendo e spengo e modulo a manopola del gas, come quella graduata del volume. Stesso discorso al contrario: chi fa l'elegante per non andare in guerra non è elegante, è spaventato dal mondo reale. Se non sei una caricatura di te stesso — elegante per avoidance, cafone per incapacità di rispettare gli altri e te stesso — la registrazione la scegli tu. E tradotto in meccanismo, è il motivo per cui funziona: chi ha un valore non in discussione può permettersi di scendere di registro senza perderci. Non mi ricordo che studio fosse, parlava dell'uso di coprolalia, parolacce, ed era diffuso tra i più bassi livelli sociali e tra i più alti, invece i medi, i borghesi, cercano di semrare educati e parlare pulito per essere approvati dall'alto. A quelli più in basso non frega niente perché è troppo, in alto, quella approvazione e a quelli in alto non frega niente di essere approvati dai medi. Il mediocre deve segnalare verso l'alto tutto il tempo, non può rischiare di sembrare maranza. Io sì. Ha un nome — countersignaling: chi è troppo sopra per doverlo dimostrare gioca al ribasso apposta, e proprio quel ribasso è il segnale (Feltovich, Harbaugh & To, RAND Journal of Economics, 2002). Risultato: a parità di altezza, forma a V e sguardo, che sono cose che pesano, sono tra i pochissimi con cui può stare allo stesso tavolo su economia, patogeni e loro affascinante ciclo vitale, e psicoterapia III gen — senza essere né il collega noioso né il nerd che disprezza di pancia, ma essendo quella monaca di Monza al maschile, quel tizio con una camicia con le iniziali ricamate, con sotto i tatuaggi di un maraglio e le cicatrici di un sopravvissuto. Non un compromesso tra i due fianchi scoperti. La sintesi di entrambi. E qui il problema smette di essere suo e diventa mio. Perché se nessuno mi vede mai — se tutti vedono l'assenza di Mercedes — allora quelle poche a cui faccio quell'effetto diventano le uniche che mi fanno sentire di esistere. Capito. Visto. Di avere un valore, in un mondo che ogni giorno inventa un modo nuovo per svalutarmi, disprezzarmi, insultarmi. Così è come iniziano le opere di successo per donne, non per uomini. C'è la tipa mediocre esteticamente (pari valore del tipo che non ha status e successo economico) e questa tipa viene fatta sentire scelta, vista. Mr. Grey vede proprio lei. Il vampiro Cullen, vede proprio lei e vuole proprio lei. Bill, il vampiro di True Blood, vede proprio Sukie, perché lei ha un odore speciale. Ed è una sensazione pericolosa per un uomo. Va bene in una favola per donne. Pericolosa perché non parliamo della ragazza fresca ed entusiasta. Parliamo di una "con le unghie da uomo", con uno stress da uomo, che ha più bisogno di sfogarsi con una donna che di interagire da femmina con un maschio — solo che quasi nessuna donna capisce di cosa lei parli. Così resta sola con il suo carico, e quel carico lo scarica dove trova qualcuno che regge il peso della conversazione: me. E il rischio maggiore è un altro. Che io scambi l'essere finalmente visto per attrazione — la mia. Che confonda il sollievo di non essere solo con della gente che risponde al contrario di quello che ho detto, con il desiderio. Ho bisogno di uno specchio che mi dica che esisto? Forse, ma non dovrei innamorarmi di quello specchio per come mi fa sentire. Non è la storia di una ragazza che viene scelta, sono un uomo, sono io, che eventualmente riconosco alle altre persone se esistano. Si arriva ad un incontro di due fami diverse che si corteggiano abbastanza da incastrarci entrambi. E T1 — la vera domanda — in tutto questo non l'ho ancora nemmeno interrogato. E allora interroghiamolo, T1. Perché finché non lo faccio, tutto il resto è fumo. Prima però un dato che va detto, perché è il motivo per cui il rischio esiste. Quella intersezione — uno che regge il tavolo su economia, patogeni e psicoterapia III gen e ha altezza, forma a V, sguardo che comunque contano, e sa scendere di registro senza essere un cafone — è una casella quasi vuota sul mercato. I due bacini standard si spartiscono lo spettro: il nerd copre la testa e cede il corpo, il maranza copre il corpo e cede la testa. Io sto nell'incrocio, e nell'incrocio non c'è quasi fila. È lo stesso principio con cui costruisci un business che dura: non ti metti dove sono tutti, a meno che tu non abbia più soldi di tutti quelli presenti in quella nicchia. Se non hai tantissimi soldi, presidi il vuoto che nessuno copre ma che comunque ha del mercato, perché risolve un problema reale dei prospect, e possibilmente dove hai un vantaggio costoso che non è facile copiare per i competitor. Ma è proprio qui la trappola, ed è per questo che ne parlo invece di godermela. Un match di nicchia sottoservita reale è la cosa più facile del mondo da scambiare per amore. Quando il mercato ti ha svalutato per anni e poi compare l'unica che cerca proprio quello che offri — che ti vede dove tutti vedono la Mercedes — il "mi capisce" è così raro che somiglia al desiderio. Somiglia. E tu diventi così raro che, anche quella che ha sempre accettato che i maschi siano maschi e debbano variare, con te impazzisce e ti chiede di essere l'unica o la prima sul podio, un podio che è femminile, non maschile. Solita anisogamia. Quindi se in un modo diverso, dalla mia specifica nicchia, anche tu che leggi muovi, sopravvivi e operi in una nicchia sottoservita che ti dà un market positioning molto forte per una minoranza di donne. Le quali diventano più facili per te che per altri (possibilità, che modula T1 in te) e però anche più proclivi a deragliare e provare a tirarti in secca con ogni forza perché per loro sei raro, finendo per rovinare tutto. Ci serve un modo per distinguere match di nicchia rara e sottoservita da desiderio e amore. Non a sensazione — a freddo. Un test. Cinque domande, risposta secca, quella di pancia, non quella che vorrei dare. Uno. Se domani smettesse di capirmi e apprezzarmi, restando identica di corpo — T1 regge del tutto lo stesso o il modulatore è così forte che fa quasi tutto il lavoro sul trigger? Se il tiro crolla, non era attrazione. Era lo specchio, ero attratto dal sentirmi visto e capito. Ci sta, ma ricordo che non è il romanzo rosa della vita di una ragazza. Gli uomini etero quando fanno le ragazze finiscono molto male. Finiscono trattati da ragazze con gente che uomo non è, che gli chiede da sopra con chi siano stati a letto la settimana prima, inaccettabile. Due. La desidero anche in silenzio, zero conversazione, solo fisico? Mi dovrei masturbare se vedessi una foto di lei, lasciva e seminuda sul cofano di un'auto o vista da dietro con lei piegata sulla sella di una moto nera in minigonna sollevata, o il desiderio si accende solo quando mi fa sentire visto e capito? Se vive solo nel dialogo, è riconoscimento in un mondo che ti dice ogni giorno che non esisti, non T1 premuto forte da stimoli reali. Tre. Ne compare un'altra, identica su T1 ma che non mi capisce e non prova attrazione per quel lato di me. La preferisco comunque a lei? Se sì, T1 è vero. Se scelgo lei solo per il "mi capisce", sto scegliendo uno specchio che mi fa sentire bene perché visto, davanti a quello che davvero mi fa bene. Quattro. Cosa voglio, di preciso: prendermela, o essere visto e capito? Perché "mi taglierei un dito adesso per tre intercorsi con lei" o "cinque volte, senza guanto, e dopo posso morire, muoio felice" e "mi piace quando mi fa sentire più importante di quelli con la Mercedes che mi cagano in testa da tutta la vita" non sono la stessa frase, sono due categorie di frasi che ogni maschio conosce, e la grammatica del desiderio sappiamo che è molto diversa nelle due posizioni. Cinque. Quando non c'è, cosa mi manca — il suo corpo e i pompini ...o qualcuno che testimoni che esisto — quella con cui, mentre l'idiota davanti straparla, ci saremmo già detti tutto con mezzo sguardo, restando eleganti e senza ridere? Se tre risposte su cinque puntano allo specchio, abbiamo una diagnosi: non è una situazione man on woman, è fame di riconoscimento in un mondo per cui non esisti. È il leit-motiv di Rambo II: uno che non cerca davvero un'altra guerra, ma qualcuno che testimoni che vale, che esiste — in un paese che l'ha rimosso. La donna, lì, non è solo l'obiettivo sessuale che ovviamente ha triggerato T1, è bellissima. È il testimone: "Rambo, tu, per me... esisti". Frase che, se sei un maschio, ti può devastare infinitamente più di "Rambo, tu per me sei bellissimo, figo, una gran scopata". E lì stai per investire molto, sbagliando — l'ho detto all'inizio del thread: è la stessa donna "sempre di turno, stremata, pesante" da cui gli uomini che possono scegliere stanno alla larga. E qui chiudo, perché la contromisura non è romantica, è strutturale. Il pericolo non è la donna: è che una sola persona tra cento musi vuoti e sguardi fatui sia l'unico posto al mondo dove mi sento visto. Chi ha una sola fonte di valore è un ostaggio, e fare l'ostaggio di Mr Grey può suscitare qualche fantasia in molte donne, fare l'ostaggio del vampiro Cullen che ha fame di te, può suscitare qualche fantasia in molte donne, ma un uomo ostaggio di una sola donna se ha superato i 12-14 anni e quella donna non è sua mamma, non fa una bella fine, non lui, non la storia tra loro. La cura è banale e feroce: moltiplicare le fonti del riconoscimento. Pari che ti capiscono, lavoro che restituisce valore misurabile, ambienti dove non dipendi da un solo paio d'occhi perché qualcuno sappia che vali qualcosa. Perché il paradosso è questo: più posti ho dove mi sento visto, più sono libero di volere una donna perché mi attrae — e non perché mi salva da un mondo che non fa una O dati un bicchiere e una matita. L'abbondanza di "essere visto" è esattamente ciò che ti ridà l'accesso pulito a T1 da una posizione man on woman. Chi non ce l'ha, T1 non lo sente nemmeno: sente solo la fame, e a volte se viene sfamata chiama quella sensazione amore. Ecco. Questo era il fianco scoperto mio. Una nicchia sottoservita e rara in cui ho successo dato un qualunque contatto o pretesto per comunicare, e in cui mi si attiva la botta di dopamina perché sento accendersi la possibilità molto vicina e probabile, è anche un fianco scoperto che può portare molti problemi e amarezze. Infatti, finisci per pseudo-innamorarti e partire con ponti sul futuro, per la stessa donna che in altro contesto avrebbe T1 appena sfiorato e T2 forse nemmeno pervenuto. Non stai reagendo a lei, ma al mondo. E' solo la mia esperienza? Ditemelo voi. Io il mio fianco scoperto l'ho messo sul tavolo. DNTGIVEAFUCK, Marco_drake, June* e 7 altri ha reagito a questo 1 4 4 1
unadonna [Donna] 1794 Inviato Mercoledì alle 15:58 Inviato Mercoledì alle 15:58 (modificato) 21 ore fa, ^'V'^ ha scritto: più posti ho dove mi sento visto, più sono libero di volere una donna perché mi attrae 21 ore fa, ^'V'^ ha scritto: E' solo la mia esperienza? Pur sentendomi vista, capita, e apprezzata in parecchi ambiti della vita, quando a farlo è il partner la sensazione è completamente diversa e l'impatto emotivo resta enorme. Forse perché facci(am)o (?) fatica a dare lo stesso valore al riconoscimento di chi conosce solo una parte di me/noi?! Il riconoscimento che arriva da qualcuno che conosce anche i nostri difetti, le fragilità e le parti meno presentabili, è normale che abbia molto più peso.. no? Non penso possa essere "diversificato" se le altre fonti confermano (solo) singole parti di noi ma il partner invece, idealmente vede l'insieme. Modificato Mercoledì alle 16:06 da unadonna
evolutionator [Partecipante] 477 Inviato Mercoledì alle 20:11 Inviato Mercoledì alle 20:11 Il 07/07/2026 at 18:13, ^'V'^ ha scritto: Ho descritto qualcosa in cui ti ritrovi, evolutionator? non del tutto, ma non pretendo tu possa capire, siamo parecchio diversi (o meglio, siamo entrambe uomini, la leggenda narra, ma a parte quello il 99% del resto della vita diverge) il contesto mi era più o meno chiaro, aprendo IS la mattina prima di iniziare a lavorare se mi trovo n post ognuno che richiede tipo un quarto d'ora per essere studiato e compreso non posso dedicarmici del tutto, e magari mi perdo qualcosa, amen idem adesso, vorrei descrivere qualcosa delle 7 piccole differenze enigmistiche sulla questione ricercatrice, ma devo andare a dormire
^'V'^ [Aivia Demon] 174099 Inviato Mercoledì alle 20:45 Inviato Mercoledì alle 20:45 45 minutes ago, evolutionator said: ma a parte quello il 99% del resto della vita diverge Confirmed 45 minutes ago, evolutionator said: ma devo andare a dormire È il bello di un forum, conoscere altre realtà, esperienze e vite. Se riesci a prendere il tempo per raccontare le 7 piccole differenze enigmistiche, ci arricchisci tutti. Marco_drake ha reagito a questo 1
Marco_drake [Élite] 1905 Inviato Mercoledì alle 21:18 Inviato Mercoledì alle 21:18 5 ore fa, unadonna ha scritto: Pur sentendomi vista, capita, e apprezzata in parecchi ambiti della vita, quando a farlo è il partner la sensazione è completamente diversa e l'impatto emotivo resta enorme. Forse perché facci(am)o (?) fatica a dare lo stesso valore al riconoscimento di chi conosce solo una parte di me/noi?! Il riconoscimento che arriva da qualcuno che conosce anche i nostri difetti, le fragilità e le parti meno presentabili, è normale che abbia molto più peso.. no? Non penso possa essere "diversificato" se le altre fonti confermano (solo) singole parti di noi ma il partner invece, idealmente vede l'insieme. Non credo che il partner abbia realmente una capacità diversa. Credo invece che sia la sua posizione, che gli/le permette di specchiare qualcosa che è raro venga specchiato da altri. Nello specchio del bagno di casa ci vedremo molto più spesso nudi, rispetto allo specchio nell'ascensore di un ufficio. Può mostrarci un pezzo dello stesso puzzle che abbiamo bisogno di completare. Ti faccio un esempio maschile perché mi riesce meglio. Ricevere validazione femminile sul fatto che la/le fai godere a letto... può essere importante. E non puoi riceverla da altri figure. Ma in realtà non si sta veramente cercando di essere Rocco Siffredi. Quello è un pezzo del puzzle. Il puzzle intero che si prova a comporre è la sensazione di sentirsi uomini. Che se la confondi con il pezzo del puzzle, in questo esempio, puoi viverla solo se dai orgasmi che le fanno tremare la gamba. Ma cosa succede se quel giorno non riesco a farla venire? Se lei non ha voglia? Se non sono Rocco siffredi? Se si è confuso il pezzo con il tutto, ci si sente privati di una parte importante della propria identità, creduta o sperata. Il partner dà e toglie (senza volerlo), come la droga. Ma, in questo esempio, il mio sentirmi uomo, capace, efficace, non viene (solo) da lì. Non è l'unica fonte. Viene, se guardo attentamente, anche dalle cose più inaspettate. Dal cucinare bene una omelette. Dal pianificare bene una giornata al mare. Poi, saggezza vuole, che si impari a nulla volere e nulla desiderare. E si sarà finalmente liberi di dipendendere da qualcuno o qualcosa di esterno. swayze ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174099 Inviato Mercoledì alle 21:21 Inviato Mercoledì alle 21:21 2 minutes ago, Marco_drake said: Nello specchio del bagno di casa ci vedremo molto più spesso nudi, rispetto allo specchio nell'ascensore di un ufficio. Grazie per aver ispirato una settimana di generazioni. swayze e Marco_drake ha reagito a questo 2
ALICE [Élite] 2381 Inviato Mercoledì alle 23:28 Inviato Mercoledì alle 23:28 Thought for 5s Non posso generare una scena di training sessuale / sexpionage con una donna in posizione sessualizzata a mani contro lo specchio e la mia valutazione esplicita delle sue natiche dentro l'ascensore di un ufficio. Posso però fare una versione compatibile, molto sensuale ma editoriale: private office lift / pre-mission dressing room, tu e io come coppia operativa che valutatiamo una candidata molto attraente in contesto di high-fashion vetting, con abito aderente, posa glamour, tablet/dossier, tensione seduttiva implicita, ma senza nudità, training sessuale o focus anatomico esplicito. Altrimenti, se posso provare a vivere una scena mia: Marco_drake, lola123, City Hunter Resident e 2 altri ha reagito a questo 4 1
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