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Tetsuo
Inviato
13 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Se li catturi con una trappola a vivo come faccio io, e li porti a meno di qualche km da casa, trovano il modo di tornare al nido.

Magari scappano dall'odore di urina di gatto e dai gatti.

Sai com'è, esistono dai tempi dei dinosauri, qualcosa avranno imparato, se ci sono ancora. 

Vivo in campagna, di topi ne so qualcosa.

Era un modo di dire, e fammene passare una ogni tanto 🤣

Tetsuo
Inviato
2 ore fa, Wave721 ha scritto:

Alla fine è solo questo il punto che ci divide. 

La mancanza di accountability.

Se firmi un impegno e poi decidi di pisciarci sopra.

E poi decidi qualunque motivo per razionalizzare la cosa affinchè sia giusto così.

Non devi convincerci che il matrimonio sia una pagliacciata, nè siamo già persuasi. Non si sta parlando di questo.

è la prima parte della frase su cui dovremmo concentrarci.

Se pisci su un contratto che hai firmato dopo pochi mesi.

Riguarda integrità personale, intenzionalità, accountability.

Qualità assai rare da trovare la fuori...

 

Ma io infatti a questi vorrei vederli a minimizzare quando in altri campi della vita il tizio random gli "piscia sul contratto" e gli fa perdere soldi, gli fa saltare le ferie, gli fa perdere il lavoro, gli fa passare qualche guaio con la giustizia.

Me li vedo proprio a dare una pacca sulla spalla al tizio e dirgli "Bbbravo, hai pisciato sul contratto, così si fa, mica sei un prete tu"

Poi mi dicono che bestemmio, maremma maiala.

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^'V'^
Inviato
8 minutes ago, Tetsuo said:

Vivo in campagna, di topi ne so qualcosa.

Era un modo di dire, e fammene passare una ogni tanto 🤣

Per me non c'è problema a lasciar passare questioni etologiche se posso avere in cambio un'attestazione, resa spontaneamente e colma d'amore, della esistenza dell'Imperatrice d'Europa (Grace and Beauty be Upon Her).

^'V'^
Inviato
3 minutes ago, Tetsuo said:

Ma io infatti a questi vorrei vederli a minimizzare quando in altri campi della vita il tizio random gli "piscia sul contratto".

Ritieni vi sia un'analogia tra l'esercizio del diritto di recesso da un vincolo matrimoniale, formalmente disciplinato dalla legge sul divorzio, e la violazione illegittima di un accordo societario che lede posizioni giuridiche soggettive tutelate dall'ordinamento?

Tetsuo
Inviato
8 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Ritieni vi sia un'analogia tra l'esercizio del diritto di recesso da un vincolo matrimoniale, formalmente disciplinato dalla legge sul divorzio, e la violazione illegittima di un accordo societario che lede posizioni giuridiche soggettive tutelate dall'ordinamento?

Abbi pazienza, figurati se posso pensare che un partner debba restare in una relazione e/o un matrimonio contro la sua volontà solo perchè ha firmato un "contratto"

Qui però stiamo parlando di un soggetto che in solo 3 anni è passato dal concepire un figlio, diventare genitore e sposarsi al flirtare con un collega e progettare abbandoni e divorzi.

Fermo restando che il mio era un discorso generico; una cosa seria come un matrimonio (e un figlio poi non ne parliamo) la si fa dopo aver ponderato attentamente per ANNI le cose; dando per scontata tale valutazione allo stesso modo non esiste che in una manciata di mesi si sia già sulla strada per mandare tutto a puttane, c'è qualcosa di serissimo che non funziona nel soggetto in questione... 

Non è una questione di tutele legali, leciti o illeciti, è una questione di principio sul valore stesso della persona nel momento in cui prende un impegno.

Non c'è nulla di scritto nè carte bollate, il mio ragionamento è qualcosa di più alto, e ritorniamo a quella parola che a quanto pare per molti è fuffa... VALORI. Non contano la carta e le firme, conta ciò che io prometto con quell'accordo che non nasce quando dico si davanti al sindaco (altro che preti) o quando firmo qualcosa, ma prima, quando metto sul piatto il mio impegno.

Non possiedo il tuo eloquio, meglio di così non so spiegarlo.

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^'V'^
Inviato
6 minutes ago, Tetsuo said:

Abbi pazienza, figurati se posso pensare che un partner debba restare in una relazione e/o un matrimonio contro la sua volontà solo perchè ha firmato un "contratto"

Qui però stiamo parlando di un soggetto che in solo 3 anni è passato dal concepire un figlio, diventare genitore e sposarsi al flirtare con un collega e progettare abbandoni e divorzi.

Fermo restando che il mio era un discorso generico; una cosa seria come un matrimonio (e un figlio poi non ne parliamo) la si fa dopo aver ponderato attentamente per ANNI le cose; dando per scontata tale valutazione allo stesso modo non esiste che in una manciata di mesi si sia già sulla strada per mandare tutto a puttane, c'è qualcosa di serissimo che non funziona nel soggetto in questione... 

Non è una questione di tutele legali, leciti o illeciti, è una questione di principio sul valore stesso della persona nel momento in cui prende un impegno.

Non c'è nulla di scritto nè carte bollate, il mio ragionamento è qualcosa di più alto, e ritorniamo a quella parola che a quanto pare per molti è fuffa... VALORI. Non contano la carta e le firme, conta ciò che io prometto con quell'accordo che non nasce quando dico si davanti al sindaco (altro che preti) o quando firmo qualcosa, ma prima, quando metto sul piatto il mio impegno.

Non possiedo il tuo eloquio, meglio di così non so spiegarlo.

Ok, considerando che quando il matrimonio era un concetto, lo si ponderava per qualche mese e spesso lo ponderavano le famiglie prima degli interessati. 

Chi ha detto che un matrimonio lo si pondera per anni? 

Hanno avuto sei anni di relazione, per qualche pressione esterna è stata trascinata per inerzia in un matrimonio dal quale voleva scappare. 

Vuole scappare. 

I valori sono le cose cui diamo valore. 

Può una persona dare più valore alla propria esistenza, la propria vita e quella di suo figlio, che ad un contratto che è possibile rompere legalmente? 

Perché il tuo ragionamento pretende di essere più alto, nella scala di valori dell'utentessa, rispetto alla sua vita e a quella di suo figlio? 

Tu sei un uomo, hai solo la parola e la vita, non vali niente da che mondo è mondo, e sono centinaia di migliaia di anni che vieni attivamente selezionato per quanto pesa la tua parola, per la quale metti sul piatto la vita. 

Non sono tanti anni, che non si dirime una questione di parola data con un duello all'arma bianca. 

E ok, tieniti la barba e il peso di vivere coerentemente alla tua parola, perché se no TU non vali niente come uomo. 

Lei non ha la barba. 

Un collega le ha detto una frase che le ha fatto sentire di valere come donna. 

Dopo anni in cui come donna non valeva niente e non sentiva di valere niente. 

Stai giudicando un uomo, ma lei è una mamma, e una che vorrebbe ancora essere donna e valere come tale. 

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Marco_drake
Inviato
40 minuti fa, Tetsuo ha scritto:

Abbi pazienza, figurati se posso pensare che un partner debba restare in una relazione e/o un matrimonio contro la sua volontà solo perchè ha firmato un "contratto"

Qui però stiamo parlando di un soggetto che in solo 3 anni è passato dal concepire un figlio, diventare genitore e sposarsi al flirtare con un collega e progettare abbandoni e divorzi.

Fermo restando che il mio era un discorso generico; una cosa seria come un matrimonio (e un figlio poi non ne parliamo) la si fa dopo aver ponderato attentamente per ANNI le cose; dando per scontata tale valutazione allo stesso modo non esiste che in una manciata di mesi si sia già sulla strada per mandare tutto a puttane, c'è qualcosa di serissimo che non funziona nel soggetto in questione... 

Non è una questione di tutele legali, leciti o illeciti, è una questione di principio sul valore stesso della persona nel momento in cui prende un impegno.

Non c'è nulla di scritto nè carte bollate, il mio ragionamento è qualcosa di più alto, e ritorniamo a quella parola che a quanto pare per molti è fuffa... VALORI. Non contano la carta e le firme, conta ciò che io prometto con quell'accordo che non nasce quando dico si davanti al sindaco (altro che preti) o quando firmo qualcosa, ma prima, quando metto sul piatto il mio impegno.

Non possiedo il tuo eloquio, meglio di così non so spiegarlo.

Niente, non ti rendi proprio conto di fare il prete del medioevo. I VALORI ti fanno comodo solo quando sono i tuoi, vero? 

Il pensiero che altri possano trovare i tuoi valori ridicoli, ti dà così fastidio? 

Mettiamo al rogo le persone perché l'integrità è un valore importante per Tetsuo. Poi? Altre cose di cui ti vuoi arrogare il diritto morale ed universale che siano importanti per tutti perché sono importanti per te? 

Celeste
Inviato
1 ora fa, Tetsuo ha scritto:

Fermo restando che il mio era un discorso generico; una cosa seria come un matrimonio (e un figlio poi non ne parliamo) la si fa dopo aver ponderato attentamente per ANNI le cose; dando per scontata tale valutazione allo stesso modo non esiste che in una manciata di mesi si sia già sulla strada per mandare tutto a puttane, c'è qualcosa di serissimo che non funziona nel soggetto in questione... 

Non è una questione di tutele legali, leciti o illeciti, è una questione di principio sul valore stesso della persona nel momento in cui prende un impegno.

Non c'è nulla di scritto nè carte bollate, il mio ragionamento è qualcosa di più alto, e ritorniamo a quella parola che a quanto pare per molti è fuffa... VALORI. Non contano la carta e le firme, conta ciò che io prometto con quell'accordo che non nasce quando dico si davanti al sindaco (altro che preti) o quando firmo qualcosa, ma prima, quando metto sul piatto il mio impegno.

Non possiedo il tuo eloquio, meglio di così non so spiegarlo.

Ma è da praticamente ieri che ci si sposa dopo anni di convivenza e si aspetta ad aver una situazione economica stabile per figliare.

Perdonami, ma mi sembri totalmente scollato dalla realtà.

Mediamente ci si sposava e figliava ben prima dei trent’anni. Di che ponderazioni e valori parli?

Ci manca solo che iniziamo a parlare di matrimoni che una volta duravano una vita intera”: grazie al cazzo, dove vuoi che andasse una casalinga ignorante, senza arte né parte, e per di più con lo stigma sociale di zoccola fedifraga? 
 

Il cambiamento, e quindi il giudizio comunemente negativo verso scelte ora reputate premature o affrettate, se non compiute in una certa maniera o in assenza di determinati requisiti, è recentissimo.
Le nostre nonne si sono sposate e hanno figliato praticamente tutte ben prima dei 25 anni, con la seconda elementare, salvo rare eccezioni.

Valori e ponderazioni?

Quali profondità di pensiero pensi che abbia una diciannovenne a malapena alfabetizzata, che passa da un padrone all’altro, e tira però un sospiro di sollievo per essersi guadagnata la sopravvivenza e anche una posizione di relativo potere domestico che potrà esercitare sulla propria prole, sentendo di aver quindi assunto un ruolo riconosciuto nella sua comunità (come insegnatole da sua mamma)? 

Fino agli anni ‘90 la gente si è sposata senza aver mai dormito un’intera notte insieme, senza aver condiviso il sonno. Fai conto. 
 

Il matrimonio non è un istituto storicamente poetico, anzi, è piuttosto pragmatico, e ha tutta una sua logica e razionalità. Uno scopo, un’utilità nella regolazione di un fenomeno della vita umana.

La cinematografia hollywoodiana ci ha costruito sopra tutta una retorica romantica, e forse tu a quella fai riferimento quando parli di valori. Ma in realtà è solo un istituto giuridico, tanto quanto le obbligazioni o i diritti reali.

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Tetsuo
Inviato
17 minuti fa, Celeste ha scritto:

Ma è da praticamente ieri che ci si sposa dopo anni di convivenza e si aspetta ad aver una situazione economica stabile per figliare.

Perdonami, ma mi sembri totalmente scollato dalla realtà.

Mediamente ci si sposava e figliava ben prima dei trent’anni. Di che ponderazioni e valori parli?

Ci manca solo che iniziamo a parlare di matrimoni che una volta duravano una vita intera”: grazie al cazzo, dove vuoi che andasse una casalinga ignorante, senza arte né parte, e per di più con lo stigma sociale di zoccola fedifraga? 
 

Il cambiamento, e quindi il giudizio comunemente negativo verso scelte ora reputate premature o affrettate, se non compiute in una certa maniera o in assenza di determinati requisiti, è recentissimo.
Le nostre nonne si sono sposate e hanno figliato praticamente tutte ben prima dei 25 anni, con la seconda elementare, salvo rare eccezioni.

Valori e ponderazioni?

Quali profondità di pensiero pensi che abbia una diciannovenne a malapena alfabetizzata, che passa da un padrone all’altro, e tira però un sospiro di sollievo per essersi guadagnata la sopravvivenza e anche una posizione di relativo potere domestico che potrà esercitare sulla propria prole, sentendo di aver quindi assunto un ruolo riconosciuto nella sua comunità (come insegnatole da sua mamma)? 

Fino agli anni ‘90 la gente si è sposata senza aver mai dormito un’intera notte insieme, senza aver condiviso il sonno. Fai conto. 
 

Il matrimonio non è un istituto storicamente poetico, anzi, è piuttosto pragmatico, e ha tutta una sua logica e razionalità. Uno scopo, un’utilità nella regolazione di un fenomeno della vita umana.

La cinematografia hollywoodiana ci ha costruito sopra tutta una retorica romantica, e forse tu a quella fai riferimento quando parli di valori. Ma in realtà è solo un istituto giuridico, tanto quanto le obbligazioni o i diritti reali.

Tutto il pistolotto storico-sociale potevi anche risparmiartelo, non c'entra veramente niente e sono cose dette e ridette da mille anni... io parlo italiano ma o non so esprimermi o qualcuno non sa interpretare bene...

Ti rivolgi a me come fossi una specie di dinosauro bigotto, un quadro che se lo leggesse chi mi conosce di persona riderebbe fino al 2038 🤣

Io non so che dirti, se non hai capito che io non parlo affatto di ciò che è, di ciò che era o non era, ma molto semplicemente di come si drovrebbe comportare una persona seria in determinate situazioni nel 2026, non so più che dire

^'V'^
Inviato
1 hour ago, Tetsuo said:

come si drovrebbe comportare una persona seria in determinate situazioni nel 2026

Azzardo: 

  1. Formula un’ipotesi chiara.  
  2. La testa sul campo con esperimenti controllati e misurabili.  
  3. Raccoglie dati oggettivi e feedback cercando di fare un lavoro di equipe per mitigare filtri emotivi o bias.
  4. Analizza i risultati attraverso un rigoroso After Action Review (AAR).  
  5. Itera: raffina o scarta l’ipotesi e ripete il ciclo.

 

  • Haha 5

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