^'V'^ [Aivia Demon] 175010 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 1 hour ago, Loney said: Non mi sono mai trovata in una situazione simile ovviamente, e devo ammettere che leggendo tutto questo avevo sminuito molto tutti i passaggi. Non so nemmeno se sarei in grado di far fronte a tutto questo… sinceramente nella mia idea non avevo pensato a certi passaggi, speravo di uscirne a piccoli passi e senza dover per forza mettere di mezzo terze persone. In emergenza si improvvisa, ed è normale. Ma quando una situazione la vedi arrivare, anche solo in parte, non è più solo emergenza: diventa qualcosa che puoi preparare. Preparare non significa fare tutto subito, né coinvolgere per forza mezzo mondo, né trasformare la tua vita in una guerra. Significa ridurre il numero di cose che dovrai decidere quando sarai stanca, sotto pressione, spaventata o piena di sensi di colpa. Il piano non serve perché andrà sicuramente male. Serve perché non sappiamo come andrà. A spanne, può succedere questo: in una parte dei casi non ti servirà quasi nulla di ciò che hai preparato, perché le cose andranno abbastanza lisce. In molti casi ti serviranno solo alcuni pezzi. Nei casi peggiori, invece, ti farà una differenza enorme avere già pensato a casa, documenti, soldi, bambino, persone affidabili, reazioni possibili e gestione delle emergenze. Prepararsi allo scenario difficile non vuol dire credere che succederà. Vuol dire non lasciare tuo figlio e te stessa appesi alla speranza che tutto fili liscio. Anche l’idea di uscirne a piccoli passi è giusta. Probabilmente è anche la più realistica. Però i piccoli passi funzionano solo se hanno una direzione. Altrimenti rischiano di diventare solo altri mesi in cui resisti, rimandi e speri che qualcosa si sistemi da solo. Serve costruire una via d’uscita che regga anche se lui reagisce male, se la sua famiglia si mette in mezzo, se tu ti senti in colpa, se i soldi non bastano subito, se tuo figlio ha bisogno di stabilità, o se qualcuno che proprio non ti aspettavi prova a farti cambiare idea nel momento in cui sei più fragile. Io per carattere detesto pianificare. Mi piace improvvisare, e pensavo anche di cavarmela bene così. Poi mi è stata spiegata una cosa derivata da molta esperienza su teatri difficili: si pianifica proprio per poter improvvisare. Se tutta la tua energia mentale viene usata per decidere in tempo reale cose che potevano essere preparate prima — dove dormo, chi chiamo, quali documenti prendo, cosa faccio se lui minaccia di farsi del male, come proteggo mio figlio, cosa dico al lavoro, cosa faccio se la sua famiglia interviene — quando arriva l’imprevisto vero non hai più lucidità. E nel mondo reale gli imprevisti arrivano. Il piano serve a liberare spazio mentale. Le cose prevedibili le prepari prima. Se non succedono, meglio. Così, quando succede qualcosa che non avevi previsto, hai la testa libera per valutare, adattarti e decidere. Sulle terze persone capisco benissimo la tua resistenza. Nessuno vuole sentirsi “un caso”, nessuno vuole raccontare la propria vita a estranei, e nessuno vuole allargare una situazione già pesante. Però coinvolgere qualcuno non significa raccontare tutto a tutti. Significa scegliere pochissime persone giuste, o un professionista, che sappiano abbastanza da aiutarti se serve. Una persona fidata, un avvocato, un centro competente, qualcuno che non si faccia manipolare e che non vada da lui “per chiarire”. Non è una perdita di controllo sul tuo privato ma una rete minima di sicurezza. Ne ho bisogno io che sono un uomo fatto e finito senza figli al seguito, potresti averne bisogno. C’è anche un altro punto importante. Quando una persona è messa in stallo, cioè quando non riesce più a muoversi perché tu hai preparato bene la tua parte e non può più usare le solite leve, tenderà a fare una di queste due cose, soprattutto se è intelligente o se viene consigliata da qualcuno. La prima: si attaccherà a sondare i dettagli. Dettagli piccoli, pratici, apparentemente secondari, ma capaci di cambiare il quadro se presi uno alla volta. La seconda: chiamerà in campo altri giocatori. Familiari, amici, persone che vogliono “mediare”, qualcuno che ti fa sentire in colpa, qualcuno che minimizza, qualcuno che ti dice che stai esagerando, qualcuno che prova a spostare il problema da “come ci separiamo in modo sicuro” a “perché gli stai facendo questo”, qualcuno a cui non avevi pensato e che non hai visto arrivare. E lì serve lucidità. Perché anche se hai pianificato bene, certi dettagli e certi player non li avevi calcolati perché non probabili, o perché non ci avevi proprio pensato. L'altra persona non è un burattino mosso dal computer, è un agente, uno con contatti che danno consigli che non ti aspetti, con idee, che non dorme la notte per pensare a come fare, quando si trova sotto scacco. Se non hai pianificato niente, quei dettagli e quei nuovi giocatori ti travolgono. Ti costringono a rispondere a tutto il resto più tutto quello, subito, sotto pressione. E quando sei sotto pressione, è molto più facile tornare indietro, cedere, giustificare, rimandare o accettare condizioni che non ti proteggono. Se invece hai già preparato le cose principali, puoi riconoscere cosa sta succedendo. Puoi distinguere un problema reale da una manovra emotiva. Puoi capire se serve rispondere, aspettare, chiedere consiglio, mettere un confine, chiamare qualcuno o semplicemente non entrare nella discussione. Questa è la ragione vera della pianificazione: controllare tutto è impossibile e anche un po' cringe ossessionarcisi. Ma arrivare agli imprevisti con abbastanza spazio mentale da non farti controllare da loro è la ragione di fondo. Tu puoi anche muoverti a piccoli passi. Anzi, probabilmente devi farlo così. Ma piccoli passi non vuol dire farlo da sola, senza mappa e senza margine di errore perché stai improvvisando. Puoi partire da cose molto concrete e poco visibili: documenti, budget reale, opzioni abitative, una persona affidabile, una consulenza legale, un piano per tuo figlio, e una risposta già pronta nel caso lui usi la minaccia di farsi del male per farti star male. Lui prima di essere tuo marito, che è una convenzione sociale e non ha significato nelle tue viscere, è di fatto l'unico membro attuale della tua tribù sociale, da anni. Il suo dolore diventa tuo dolore, la sua disperazione diventa la tua colpa, sarai in balia di emozioni che a volte si possono gestire quando siamo sostenuti da una rete sociale, ma quando siamo rimasti soli come nel tuo caso, sono difficili da controllare. Non devi risolvere tutta la vita in una settimana. Però puoi smettere di pensare che “andare piano” significhi "andare senza un piano". Andare piano va bene. Oudeis, Remo Lupercali, AnnaKarenina e 6 altri ha reagito a questo 3 6
Celeste [Donna] 5804 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 5 minuti fa, Loney ha scritto: Ma guarda, non ho mai lasciato mio figlio da solo, dormiamo insieme e di certo non lo lascerò per una scopata! L’obiettivo é proprio rendermi indipendente, e cercare di gestire mio marito per evitare che crolli, o faccia stupidate. Abbiamo affrontato questi discorsi già mille volte e qualche mese fa, dopo averci messi in una situazione imbarazzante gli ho detto chiaramente che lo aiuto ad uscirne, ma che non ero certa di restare con lui, perché non voglio e non posso vivere così. Ma lui, sembra già essersi dimenticato di quella mia frase, sembra aver già archiviato il suo danno, perché tanto, nella mia ignoranza, sto gestendo tutto io. però, queste piccole attenzioni che ricevo non voglio negarmele. In un certo senso quasi sento di “meritarmele” Non leggo il piano, la parte progettuale. Avete avuto la possibilità di studiare? Se la risposta è no, valutate se questa opzione possa rientrare nel vostro bilancio familiare. Non dico che una laurea, qualunque laurea, aiuti a trovare lavoro, ma è spesso un requisito per iniziare una carriera che abbia un potenziale di crescita più ampio. Per dire, se adesso fai la cassiera, dovresti cercare un lavoro che paghi, ok, ugualmente pochino adesso, ma che magari già tra 3-4 anni ti permetta di doppiare la tua RAL attuale. Ci vuole progettualità, nel senso che non potete limitarvi a guardare il qui ed ora. Le piccole attenzioni tienitele pure, ma ora dovresti essere ossessionata dal collega a cui rubare competenze professionali (da far tue, per rivendertele in futuro), non dal flirt. Il punto su cui devi lavorare è proprio quello che hai tralasciato. Se metti il focus sulla faccenda sentimentale e non sulla progettualità “pratica”, stai solo ripetendo la condotta che ti ha portato a trovarti dove sei adesso. Sei giovanissima e puoi dare mille traiettorie alla tua vita, sul serio, ma ci vorrà tanta autoconsapevolezza e continuo ridirezionamento. In pratica, fare continuamente ciò a cui il nostro cervello vuole naturalmente sfuggire. Nulla è scritto, nulla è segnato, ti prego di non sentirti mai condannata a una certa vita, perché non è così, ma nulla accade se non hai un piano e una volontà per eseguirlo. Oudeis, Crescendo63 e AnnaKarenina ha reagito a questo 3
vanhalen [Élite] 6869 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 19 minuti fa, Celeste ha scritto: Non leggo il piano, la parte progettuale. Avete avuto la possibilità di studiare? Se la risposta è no, valutate se questa opzione possa rientrare nel vostro bilancio familiare. Non dico che una laurea, qualunque laurea, aiuti a trovare lavoro, ma è spesso un requisito per iniziare una carriera che abbia un potenziale di crescita più ampio. Per dire, se adesso fai la cassiera, dovresti cercare un lavoro che paghi, ok, ugualmente pochino adesso, ma che magari già tra 3-4 anni ti permetta di doppiare la tua RAL attuale. Ci vuole progettualità, nel senso che non potete limitarvi a guardare il qui ed ora. Le piccole attenzioni tienitele pure, ma ora dovresti essere ossessionata dal collega a cui rubare competenze professionali (da far tue, per rivendertele in futuro), non dal flirt. Il punto su cui devi lavorare è proprio quello che hai tralasciato. Se metti il focus sulla faccenda sentimentale e non sulla progettualità “pratica”, stai solo ripetendo la condotta che ti ha portato a trovarti dove sei adesso. Sei giovanissima e puoi dare mille traiettorie alla tua vita, sul serio, ma ci vorrà tanta autoconsapevolezza e continuo ridirezionamento. In pratica, fare continuamente ciò a cui il nostro cervello vuole naturalmente sfuggire. Nulla è scritto, nulla è segnato, ti prego di non sentirti mai condannata a una certa vita, perché non è così, ma nulla accade se non hai un piano e una volontà per eseguirlo. perché dobbiamo complicarla con ral , lauree e stronzate ! le ho già detto in modo easy : vedi di spostarti e trovare lavoro nel ticino essendo di milano . Non è difficile , non è impossibile . con questa manovra passa dalle due lire italiache ai 4000 franchi svizzeri puliti o giu di li , la vita costa un +30-40% rispetto all'italia ... ha già svoltato economicamente , in modo rapido e veloce e facendo una manovra che nessuno si aseptta , ne il suo (ex ) marito , ne i suoi famigliari . Mossa che nemmeno lei aveva considerato ed è appunto qui che il dirscorso di @^'V'^ torna utile . Io sono l'esatto opposto sono uno molto calcolatore , anzi avendo un background di tipo razionale / ingegneristico tendo a calcolare anche cose impossibili . ma con il tempo ho dovuto imparare di fare due tipi di piani, uno macro e uno micro . Il macro è il piano che mi da la visione dell'insieme ,ovvero mi focalizzo sugli eventi chiave che io chiamo " game changer " come nel caso specifico per la donna in questione un game changer sarebbe "iniziare a vivere e lavorare in svizzera italiana " è una mossa che però cambia le carte in tavola e mica di poco . i piano micro è quello che include le micro tappe afficnhe ogni evento si verifichi e cosa fare se le cose non vanno come pianificato ma tornando al problema principale ,perché fare con di più quello che si può fare con meno . Prima si sposta , si riassesta e si sistema poi parliamo di carriera , titoli e cazzi vari .
Celeste [Donna] 5804 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 7 minuti fa, vanhalen ha scritto: perché dobbiamo complicarla con ral , lauree e stronzate ! le ho già detto in modo easy : vedi di spostarti e trovare lavoro nel ticino essendo di milano . Non è difficile , non è impossibile . con questa manovra passa dalle due lire italiache ai 4000 franchi svizzeri puliti o giu di li , la vita costa un +30-40% rispetto all'italia ... ha già svoltato economicamente , in modo rapido e veloce e facendo una manovra che nessuno si aseptta , ne il suo (ex ) marito , ne i suoi famigliari . Mossa che nemmeno lei aveva considerato ed è appunto qui che il dirscorso di @^'V'^ torna utile . Io sono l'esatto opposto sono uno molto calcolatore , anzi avendo un background di tipo razionale / ingegneristico tendo a calcolare anche cose impossibili . ma con il tempo ho dovuto imparare di fare due tipi di piani, uno macro e uno micro . Il macro è il piano che mi da la visione dell'insieme ,ovvero mi focalizzo sugli eventi chiave che io chiamo " game changer " come nel caso specifico per la donna in questione un game changer sarebbe "iniziare a vivere e lavorare in svizzera italiana " è una mossa che però cambia le carte in tavola e mica di poco . i piano micro è quello che include le micro tappe afficnhe ogni evento si verifichi e cosa fare se le cose non vanno come pianificato ma tornando al problema principale ,perché fare con di più quello che si può fare con meno . Prima si sposta , si riassesta e si sistema poi parliamo di carriera , titoli e cazzi vari . Non puoi spostare la residenza al figlio in un altro stato, senza il consenso dell’altro genitore. Se uno ti vuol mettere i bastoni fra le ruote, questa è la prima cosa su cui ti fa la guerra. Denuncia per sottrazione di minore, e cazzi e mazzi. Comunque se l’OP vorrà raccontarci cosa fa, quale sia il suo background, magari si riesce a dar qualche spunto. Crescendo63, unadonna, Oudeis e 1 altro ha reagito a questo 4
Crescendo63 [Partecipante] 3824 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno (modificato) 21 ore fa, Loney ha scritto: Ho letto un po’ tutti i messaggi. Mi aspettavo assolutamente l’ondata di odio e ci sta. Vorrei far arrivare questo messaggio un po’ a tutti quelli che hanno commentato, ma ancora devo capire cone funziona. Grazie per l'onestà con cui ti sei raccontata (magari un po' in ritardo... ma nessuno è perfetto ;-) ). E' qualcosa che ammiro; non è cosa da tutti. Come hai visto, questo ha istantaneamente trasformato il tono del 3D (almeno per alcune voci). Questo perché i più, qui dentro, cercano sinceramente di dare una mano - ognuno a modo suo (e magari hanno modi un po' "rudi", come @vanhalen , ma l'intento è benevolo). Quello che volevo osservare è che, a mio parere, verso di te non è stato rivolto "odio"; semmai giudizio o critica (specialmente da parte di uomini che si immedesimano nella posizione di tuo marito, e si vedono "cornuiti e mazziati", come succede troppo spesso). Ma se guardi bene, l'avversione che puoi aver percepito in molti messaggi, più che altro è stata rivolta verso Faceless, e quello che è suonato molto come doppio standard: "L'OP è una donna e va compresa, poverina ha sbagliato", mentre a parti inverse - come sarcasticamente ha fatto notare Aivia - la stessa ci sarebbe andata giù pesante col disprezzo. Magari a te è arrivata "di rimbalzo", ma a me è suonata così. Errare è umano, appunto... ma la disonestà intellettuale risulta difficile da perdonare. IMHO. :-) Modificato 29 Giugno da Crescendo63
Crescendo63 [Partecipante] 3824 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno Il 28/6/2026 at 13:52, ^'V'^ ha scritto: Grazie, so che è la stessa cosa che avresti rappresentato a parti invertite. LOL! Post spettacolare, chapeau! :-D Sai, una cosa che ancora non ho capito è se l'uso sistematico del doppio standard (due pesi e due misure) (*) sia una caratteristica intrinsecamente femminile, oppure è più tipica delle donne femministe / misandriche / rabbiose verso gli uomini. Secondo te? :-) (*) Naturalmente è una inclinazione umana (non siamo creature obiettive), e possiamo cascarci tutti a volte. Il mio dubbio è su gruppi che lo vivono come modalità standard.
^'V'^ [Aivia Demon] 175010 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 1 hour ago, vanhalen said: ha già svoltato economicamente , in modo rapido e veloce e facendo una manovra che nessuno si aseptta , ne il suo (ex ) marito, ne i suoi famigliari . Bello, non ci fosse quel dettaglio dei fogli del tribunale sull'affido esclusivo per poter andare in Svizzera col minore, o in alternativa il consenso scritto del padre. Consenso che nel momento in cui lo chiediamo è appena diventato una leva da 4000 euro al mese nelle mani della madre del padre, che decide cosa lui debba fare. Non so se sia la mossa che si aspettano, ma diventa la mossa che aspettavano per avere una leva negoziale. Un ricatto.
Faceless [Partecipante] 1799 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno @^'V'^ mi sei avverso? Comunque, credo che stiamo andando un po' oltre e ti chiedo per favore di non alimentare commenti offensivi più o meno espliciti verso di me, che non ho scritto proprio niente di male né credo di meritare questo trattamento.
Thunderzero [Partecipante] 709 Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno (modificato) 25 minuti fa, Faceless ha scritto: @^'V'^ mi sei avverso? Comunque, credo che stiamo andando un po' oltre e ti chiedo per favore di non alimentare commenti offensivi più o meno espliciti verso di me, che non ho scritto proprio niente di male né credo di meritare questo trattamento. Ma non c'è neanche bisogno di rispondergli, fai una bella cosa: non leggerli affatto i messaggi di chi ritieni non abbia niente di utile da dire. Io faccio così da sempre, mi trovo benissimo, nemmeno uso la lista ignore, sono pigro. Modificato 29 Giugno da Thunderzero Faceless e Reddevil ha reagito a questo 1 1
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175010 Inviato 30 Giugno Questo è un messaggio popolare. Inviato 30 Giugno On 6/29/2026 at 10:12 PM, Crescendo63 said: LOL! Post spettacolare, chapeau! :-D Sai, una cosa che ancora non ho capito è se l'uso sistematico del doppio standard (due pesi e due misure) (*) sia una caratteristica intrinsecamente femminile, oppure è più tipica delle donne femministe / misandriche / rabbiose verso gli uomini. Secondo te? :-) (*) Naturalmente è una inclinazione umana (non siamo creature obiettive), e possiamo cascarci tutti a volte. Il mio dubbio è su gruppi che lo vivono come modalità standard. Due pesi e due misure è il comportamento modale della specie e grazie al cielo funzioniamo così o ci saremmo estinti. Prendi dei bambini al campo solare, li dividi tra squadra rossa e blu assegnandoli alla squadra in modo arbitrario e vedrai comparire un giusto favoritismo verso quelli della propria squadra, chiamata in-group in psicologia sociale (Brewer, 1979). https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2F0033-2909.86.2.307 Ma si tratta di favoritismo verso l'in-group e non di ostilità verso l'out-group. Chiunque abbia un'identità di gruppo saliente, lo fa. E non è qualcosa di sbagliato, le persone i cui geni si sono riusciti a riprodurre con successo erano abbastanza intelligenti da favorire i propri consanguinei, quelli della propria tribe, quelli del proprio gruppo, invece degli altri. Favorire. Due pesi e due misure se lasciato funzionare in modo naturale, significa favorire. Le donne lo fanno più degli uomini, di avere un doppio standard? Il dato replicato è che le donne mostrano un in-group bias automatico nettamente più forte di quello maschile. "Le donne amano le donne più di quanto gli uomini amino gli uomini", e gli uomini sembrano privi del meccanismo di auto-rinforzo (balance tra bias, identità, autostima) che invece le donne hanno (Rudman & Goodwin, 2004). https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2F0022-3514.87.4.494 La sensazione ce l'hanno più o meno tutti a livello empirico, e trova conferma sul campo: nelle assunzioni reali le donne favoriscono le donne, mentre gli uomini non favoriscono in modo simmetrico gli uomini (Carlsson et al., 2019). https://lnu.diva-portal.org/smash/get/diva2:1377582/FULLTEXT01 Attenzione però: questo è favoritismo pro-in-group prevalentemente implicito, non ostilità calcolata anti-uomo. Spiega una mano sistematicamente più leggera verso "le proprie", non una vendetta misandrica. Il fatto che tutti conosciamo, è che nessuno ha mai speso miliardi su miliardi per far sentire noi uomini un gruppo con un'identità di gruppo. Non ci hanno messo il cappellino azzurro tutti uguale, invece sappiamo che da ogni lato, che sia politico, commerciale, le donne da quando votano ed hanno un proprio stipendio, sono bersagliate come gruppo unico. Vengono cresciute con messaggi di essere donne e pertanto parte del gruppo donne. E spesso, gli viene dato uno strawman, un nemico caricaturale per favorire la coesione di gruppo. Noi maschi sappiamo bene che il gruppo di quelli del quartiere vicino non vogliono il nostro successo, sappiamo che il gruppo degli altri maschi che tifano Fiorentina non vogliono vinca il Bologna, sappiamo di essere parte di tribe diverse, è normale ci siano risse tra i maschi di un liceo e quelli dell'altro liceo, ma anche di una sezione dell'istituto contro un'altra sezione. E senza arrivare al totem del nemico, rappresentato come vile, cattivo, inumano, sappiamo bene che la nostra tendenza è quella di agevolare le donne e gli uomini dell'in-group, mentre la tendenza femminile è quella di pensare che in-group significhi il gruppo delle donne. Sono stati spesi tantissimi soldi per tantissimi anni, per cercare di farne una massa unita che si potesse indurre all'acquisto, o al voto. Sto ancora parlando di agevolare l'in-group, che come modalità automatica umana funziona per sopravvivere e riprodursi con maggior successo. Se poi andiamo a esplorare invece quello che una certa sinistra, chiama doppio standard sessuale, ossia il diverso giudizio delle persone su condotte sessuali se praticate da uomini o da donne, notiamo che davanti allo stesso comportamento sessuale gli uomini tenderanno a favorire la versione man-favorable, le donne la versione woman-favorable. Qui ci sta, non si tratta più di percepirsi come gruppo, ma di vedere le proprie necessità sessuali, diverse da quelle dell'altro sesso, favorite nella transazione. E' comunque un effetto che da una metanalisi del 2019 risulta moderato e che si modera anche di più a seconda del tipo di misura e della cultura del paese. E' biologico, che abbiamo esigenze diverse, ma ci sono culture che spingono molto sulla differenziazione dei ruoli, e altri che spingono sulla parità di genere, che può far sorridere come concetto perché non riescono a capire la differenza tra parità di diritti e opportunità, e parità di necessità e aspirazioni. (Endendijk et al., 2019) https://europepmc.org/api/getPdf?pmcid=PMC7153231 Il che è coerente anche con una revisione classica, Crawford & Popp, 2003. Quindi parliamo di favorire. Per esempio, sono un maschio e favorisco che sia rispettato che un uomo abbia necessità di varietà sessuale. Non c'è aggressione verso l'altro sesso e le sue diverse esigenze, c'è favoritismo per le esigenze del proprio. (Gómez-Berrocal et al., 2022). https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyg.2022.1006675/pdf Ok, ma il policing duro, invece, è più interessante. Contrariamente a quello che forse pensano diverse donne per via di messaggi continui e falsi su social media, ecc, entrambi i sessi diffidano della donna sessualmente molto accessibile ma solo le donne infliggono punizioni costose alle altre donne. Il doppio standard sulle donne è in buona parte donne-su-donne, non uomini-su-donne né donne-su-uomini (Muggleton et al., 2019) https://wrap.warwick.ac.uk/id/eprint/114879/1/WRAP-who-punishes-promiscuous-women-Fincher-2018.pdf Esiste anche uno studio di dieci anni fa, su campioni studenteschi americani, in cui una quota di giovani del college tendeva a giudicare male un maschio che fa sesso, in modo più pesante che una femmina, parliamo di ragazzi a cui viene detto tutto il tempo che esistano dei doppi standard, che questi siano culturali, che le donne ne siano vittime. (Kettrey, 2016) https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00224499.2016.1145181 Una nota di onestà sulle fonti, invece, deve riferirsi al fatto che il dibattito SDS è aperto, esiste il modello evolutivo, ma esistono fazioni che credono sia un fenomeno socio-culturale, il modello più accurato è quello ibrido evolutivo + socioculturale, tenendo ben presente che non hanno lo stesso peso nella somma. Sul peso ponderato, il dibattito è onesto e aperto, il dibattito portato avanti da chi crede sia una questione socioculturale non è un dibattito, è cabaret. Ora che abbiamo parlato della modalità standard, che è l'umano favoritismo per l'in-group e guai non fosse così, a parte l'hijacking mentale di aver fatto sentire le donne, che gruppo non sono come non lo sono gli uomini, parte di un gruppo unito (non sono unite, non scherziamo, come non lo siamo e mai lo saremo noi, siamo competitor), parliamo invece della deriva di cui parli. Il fattore che rende questo funzionamento normale che qualcuno chiama bias, ma è normale favorire la propria tribù, famiglia, simili, un potenziale problema, è l'identity-protective cognition. Più una posizione è fusa con l'identità di gruppo, più il cervello accetta in modo selettivo l'evidenza congegnale e scarta quella ostile. E il dato controintuitivo è che i soggetti cognitivamente più sofisticati sono i più bravi a razionalizzare il proprio doppio standard e a crederlo giusto, non i più immuni. Presente i radical... (Kahan, 2013; Van Bavel Pereira, 2018) https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/F8A6A74C9022363D672B0FD14DD8B89F/S1930297500005271a.pdf/div-class-title-ideology-motivated-reasoning-and-cognitive-reflection-div.pdf https://scholarlypublications.universiteitleiden.nl/handle/1887/73426 Questo vale per l'ultrà dello stadio, per il tizio dei centri sociali come per il nazi-skin, e per le femministe di quel tipo di cui parli, che non rappresentano le femministe nel loro insieme. Questo bias è simmetrico tra schieramenti, una meta-analisi su 51 studi e 18.000 soggetti, mostra che la cosa più bipartisan del doppio standard è che vale uguale per tutti. Tutti quelli che sono finiti a sentirsi parte di un gruppo ad alta identificazione e che abbia un nemico designato, vivono lo stesso identico pattern di doppio standard sistematico. In questi casi la variabile causale (parola grossa nel metodo scientifico), è quanto l'identità individuale sia fusa con la tesi, e non il sesso dei membri. (Ditto et al., 2018) https://durham-repository.worktribe.com/preview/1348477/26561.pdf Questo è molto importante, perché è vero che il doppio standard naturale e sano dell'umano possa essere weaponizzato, designando un nemico comune (spesso uno strawman, una caricatura emotiva del nemico), e come funzione d'arma della fusione ideologica. Che è sesso-neutra. I gruppi di femministe rabbiose/misandriche mostrano molto più doppio standard non perché sono donne, ma perché in-group ad alta identificazione con un nemico designato. E' lo stesso meccanismo degli ultras, di un gruppo nazista, di un partito estremista. Il sesso femminile aggiunge un mite favoritismo per le donne di base, ma la rabbia e l'odio vengono dall'essere fuse con un'identità di gruppo ideologica e l'aver ricevuto la caricatura di un nemico col bersaglio dipinto. Non ci fai un discorso, come non spieghi ad un ultrà del Bologna il buon gioco di un valido calciatore di colore della squadra avversaria. Quello che riguarda noi, come esseri umani, come maschi (e femmine che stanno leggendo), non è tanto stare a discutere con persone che non guardano i dati, non capiscono le informazioni tutte contrastanti che incontrano, no. Quello che riguarda noi è non ridurci come loro. Ad esempio, se delle persone ormai vacue, piene di menzogne e di rabbia, la cui identità è fusa con l'adesione a gruppi che sono uniti su base ideologica, inventano che questo sia un forum di incel, di gente che odia le donne, cercando di scagliare contro il populino, il famoso populino che va dietro a Gaston ne La Bella e la Bestia, non è che dobbiamo metterci a spiegare che saranno passati cento incel sul forum negli anni, e lo hanno fatto per trollare e attaccarci perché gli incel duri e puri odiano noi che amiamo le donne e l'incontro col femminile. Non è che possiamo metterci a spiegare che quando non vengono bannati vengono sbattuti nel girone dei lamentosi. Non ascoltano come chi è convinto che negli USA i poliziotti ammazzino i black, non guarda i dati, non li capisce nemmeno se glieli mostri. Quello che dobbiamo fare, come esseri umani, è non cadere nel loro errore. Ad esempio, tu domani incontri una donna che, per tutte le ragioni che vanno bene per lei, ti parla di femminismo, e potresti franare nell'errore di associarla a quella manica di persone matte e rabbiose, furenti, inconsapevoli, che danno addosso a ciò che è vero, data driven e che lo fanno con odio. Una donna femminista, è parte di quelle rabbiose misandriche con la stessa probabilità con cui uno a cui piacciono le donne e parla di relazioni, senta la sua identità fusa con qualche tipo di gruppo di ostilità verso le donne in quanto tali. La probabilità è una frazione minuscola dello 0,1%. Ci sono tanti tipi di femminismo e ondate, e soprattutto se una persona crede, perché magari non ha una disciplina delle fonti robusta, a narrative mainstream secondo cui a parità di lavoro le donne sarebbero pagate meno, e altri cavalli di battaglia di questo tipo di ideologie, allora fa benissimo ad essere femminista, io quando ho visto coi miei occhi davvero una donna intelligente trattata con disprezzo e come una demente sul lavoro, mi sono svenato e pago ancora per dieci anni, per darle una possibilità che fosse sua. Ma l'ho visto una volta, nel mondo reale. Non dobbiamo cadere nel tranello di pensare che, se una persona si è bevuta messaggi che sono ripetuti e ripetuti fino a sembrare veri per echo, allora sia disumana e parte di quelle maniche di ultrà ormai estremisti. Rabbiosa, ostile e fuori di senno lo è nel momento in cui le porti alla luce della coscienza i dati reali, verificati, e la sua mente li forclude, li nega, e continua nel suo discorso di odio. Se dimentichiamo questo, possiamo cadere nel tranello di pensare che una persona non vada ascoltata solo perché crediamo aprioristicamente di sapere cosa stia dicendo. Ora, perché sia chiaro a tutti che una cosa estremista non è e non rappresenta in nessun modo e sotto nessuna circostanza la stessa posizione della stessa idea centrata e ponderata, faccio l'esempio dell'ipotesi di Saphir Wolf, nella linguistica. Esiste una versione bilanciata, normale, di questa ipotesi, che ha trovato diverse conferme empiriche: la lingua che le persone parlano può influenzare alcune rappresentazioni cognitive, può dare una luce diversa a cose che pensano con parole diverse da come le pensa un umano che parla una lingua diversa. Qui non si dice che il pensiero funzioni a linguaggio, sia fatto di parole, e che le parole determinino il pensiero e di conseguenza il mondo che una persona riesce a percepire. Esiste una versione estremizzata e dura dell'ipotesi Saphir Wolf, secondo cui il pensiero è fatto di parole e determina strettamente quello che una persona può capire del mondo, e che a seconda della lingua che uno parla, viene determinato il mondo che riesce a vedere. Questa ipotesi è fortemente criticata, è completamente dissennata, non funziona, non è reale. Ma che la versione deragliata, portata all'assurdo, di un'ipotesi, sia completamente sbagliata, questo non toglie nulla alla verità e alla fondatezza dell'ipotesi di Saphir Wolf nella sua forma funzionale e soft. Brif, swayze, ATTAR e 7 altri ha reagito a questo 2 7 1
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