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^'V'^
Inviato
1 hour ago, Loney said:

Non mi sono mai trovata in una situazione simile ovviamente, e devo ammettere che leggendo tutto questo avevo sminuito molto tutti i passaggi. Non so nemmeno se sarei in grado di far fronte a tutto questo… sinceramente nella mia idea non avevo pensato a certi passaggi, speravo di uscirne a piccoli passi e senza dover per forza mettere di mezzo terze persone.

In emergenza si improvvisa, ed è normale.

Ma quando una situazione la vedi arrivare, anche solo in parte, non è più solo emergenza: diventa qualcosa che puoi preparare.

Preparare non significa fare tutto subito, né coinvolgere per forza mezzo mondo, né trasformare la tua vita in una guerra. Significa ridurre il numero di cose che dovrai decidere quando sarai stanca, sotto pressione, spaventata o piena di sensi di colpa.

Il piano non serve perché andrà sicuramente male. Serve perché non sappiamo come andrà.

A spanne, può succedere questo: in una parte dei casi non ti servirà quasi nulla di ciò che hai preparato, perché le cose andranno abbastanza lisce. In molti casi ti serviranno solo alcuni pezzi. Nei casi peggiori, invece, ti farà una differenza enorme avere già pensato a casa, documenti, soldi, bambino, persone affidabili, reazioni possibili e gestione delle emergenze.

Prepararsi allo scenario difficile non vuol dire credere che succederà. Vuol dire non lasciare tuo figlio e te stessa appesi alla speranza che tutto fili liscio.

Anche l’idea di uscirne a piccoli passi è giusta. Probabilmente è anche la più realistica. Però i piccoli passi funzionano solo se hanno una direzione. Altrimenti rischiano di diventare solo altri mesi in cui resisti, rimandi e speri che qualcosa si sistemi da solo.

Serve costruire una via d’uscita che regga anche se lui reagisce male, se la sua famiglia si mette in mezzo, se tu ti senti in colpa, se i soldi non bastano subito, se tuo figlio ha bisogno di stabilità, o se qualcuno che proprio non ti aspettavi prova a farti cambiare idea nel momento in cui sei più fragile.

Io per carattere detesto pianificare. Mi piace improvvisare, e pensavo anche di cavarmela bene così. Poi mi è stata spiegata una cosa derivata da molta esperienza su teatri difficili: si pianifica proprio per poter improvvisare.

Se tutta la tua energia mentale viene usata per decidere in tempo reale cose che potevano essere preparate prima — dove dormo, chi chiamo, quali documenti prendo, cosa faccio se lui minaccia di farsi del male, come proteggo mio figlio, cosa dico al lavoro, cosa faccio se la sua famiglia interviene — quando arriva l’imprevisto vero non hai più lucidità.

E nel mondo reale gli imprevisti arrivano.

Il piano serve a liberare spazio mentale. Le cose prevedibili le prepari prima. Se non succedono, meglio.

Così, quando succede qualcosa che non avevi previsto, hai la testa libera per valutare, adattarti e decidere.

Sulle terze persone capisco benissimo la tua resistenza. Nessuno vuole sentirsi “un caso”, nessuno vuole raccontare la propria vita a estranei, e nessuno vuole allargare una situazione già pesante.

Però coinvolgere qualcuno non significa raccontare tutto a tutti. Significa scegliere pochissime persone giuste, o un professionista, che sappiano abbastanza da aiutarti se serve. Una persona fidata, un avvocato, un centro competente, qualcuno che non si faccia manipolare e che non vada da lui “per chiarire”.

Non è una perdita di controllo sul tuo privato ma una rete minima di sicurezza.

Ne ho bisogno io che sono un uomo fatto e finito senza figli al seguito, potresti averne bisogno.

C’è anche un altro punto importante.

Quando una persona è messa in stallo, cioè quando non riesce più a muoversi perché tu hai preparato bene la tua parte e non può più usare le solite leve, tenderà a fare una di queste due cose, soprattutto se è intelligente o se viene consigliata da qualcuno.

La prima: si attaccherà a sondare i dettagli. Dettagli piccoli, pratici, apparentemente secondari, ma capaci di cambiare il quadro se presi uno alla volta.

La seconda: chiamerà in campo altri giocatori. Familiari, amici, persone che vogliono “mediare”, qualcuno che ti fa sentire in colpa, qualcuno che minimizza, qualcuno che ti dice che stai esagerando, qualcuno che prova a spostare il problema da “come ci separiamo in modo sicuro” a “perché gli stai facendo questo”, qualcuno a cui non avevi pensato e che non hai visto arrivare.

E lì serve lucidità.

Perché anche se hai pianificato bene, certi dettagli e certi player non li avevi calcolati perché non probabili, o perché non ci avevi proprio pensato.

L'altra persona non è un burattino mosso dal computer, è un agente, uno con contatti che danno consigli che non ti aspetti, con idee, che non dorme la notte per pensare a come fare, quando si trova sotto scacco. 

Se non hai pianificato niente, quei dettagli e quei nuovi giocatori ti travolgono. Ti costringono a rispondere a tutto il resto più tutto quello, subito, sotto pressione. E quando sei sotto pressione, è molto più facile tornare indietro, cedere, giustificare, rimandare o accettare condizioni che non ti proteggono.

Se invece hai già preparato le cose principali, puoi riconoscere cosa sta succedendo. Puoi distinguere un problema reale da una manovra emotiva. Puoi capire se serve rispondere, aspettare, chiedere consiglio, mettere un confine, chiamare qualcuno o semplicemente non entrare nella discussione.

Questa è la ragione vera della pianificazione: controllare tutto è impossibile e anche un po' cringe ossessionarcisi. Ma arrivare agli imprevisti con abbastanza spazio mentale da non farti controllare da loro è la ragione di fondo.

Tu puoi anche muoverti a piccoli passi. Anzi, probabilmente devi farlo così. Ma piccoli passi non vuol dire farlo da sola, senza mappa e senza margine di errore perché stai improvvisando.

Puoi partire da cose molto concrete e poco visibili: documenti, budget reale, opzioni abitative, una persona affidabile, una consulenza legale, un piano per tuo figlio, e una risposta già pronta nel caso lui usi la minaccia di farsi del male per farti star male.

Lui prima di essere tuo marito, che è una convenzione sociale e non ha significato nelle tue viscere, è di fatto l'unico membro attuale della tua tribù sociale, da anni. 

Il suo dolore diventa tuo dolore, la sua disperazione diventa la tua colpa, sarai in balia di emozioni che a volte si possono gestire quando siamo sostenuti da una rete sociale, ma quando siamo rimasti soli come nel tuo caso, sono difficili da controllare. 

Non devi risolvere tutta la vita in una settimana.

Però puoi smettere di pensare che “andare piano” significhi "andare senza un piano".

Andare piano va bene.

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Celeste
Inviato
5 minuti fa, Loney ha scritto:

Ma guarda, non ho mai lasciato mio figlio da solo, dormiamo insieme e di certo non lo lascerò per una scopata! L’obiettivo é proprio rendermi indipendente, e cercare di gestire mio marito per evitare che crolli, o faccia stupidate. Abbiamo affrontato questi discorsi già mille volte e qualche mese fa, dopo averci messi in una situazione imbarazzante gli ho detto chiaramente che lo aiuto ad uscirne, ma che non ero certa di restare con lui, perché non voglio e non posso vivere così. Ma lui, sembra già essersi dimenticato di quella mia frase, sembra aver già archiviato il suo danno, perché tanto, nella mia ignoranza, sto gestendo tutto io. 
 

però, queste piccole attenzioni che ricevo non voglio negarmele. In un certo senso quasi sento di “meritarmele”

Non leggo il piano, la parte progettuale.

Avete avuto la possibilità di studiare? Se la risposta è no, valutate se questa opzione possa rientrare nel vostro bilancio familiare.

Non dico che una laurea, qualunque laurea, aiuti a trovare lavoro, ma è spesso un requisito per iniziare una carriera che abbia un potenziale di crescita più ampio. Per dire, se adesso fai la cassiera, dovresti cercare un lavoro che paghi, ok, ugualmente pochino adesso, ma che magari già tra 3-4 anni ti permetta di doppiare la tua RAL attuale.

Ci vuole progettualità, nel senso che non potete limitarvi a guardare il qui ed ora. 

Le piccole attenzioni tienitele pure, ma ora dovresti essere ossessionata dal collega a cui rubare competenze professionali (da far tue, per rivendertele in futuro), non dal flirt. 
 

Il punto su cui devi lavorare è proprio quello che hai tralasciato. Se metti il focus sulla faccenda sentimentale e non sulla progettualità “pratica”, stai solo ripetendo la condotta che ti ha portato a trovarti dove sei adesso. 
 

Sei giovanissima e puoi dare mille traiettorie alla tua vita, sul serio, ma ci vorrà tanta autoconsapevolezza e continuo ridirezionamento. In pratica, fare continuamente ciò a cui il nostro cervello vuole naturalmente sfuggire.

Nulla è scritto, nulla è segnato, ti prego di non sentirti mai condannata a una certa vita, perché non è così, ma nulla accade se non hai un piano e una volontà per eseguirlo. 

  • Mi piace! 3
vanhalen
Inviato
19 minuti fa, Celeste ha scritto:

Non leggo il piano, la parte progettuale.

Avete avuto la possibilità di studiare? Se la risposta è no, valutate se questa opzione possa rientrare nel vostro bilancio familiare.

Non dico che una laurea, qualunque laurea, aiuti a trovare lavoro, ma è spesso un requisito per iniziare una carriera che abbia un potenziale di crescita più ampio. Per dire, se adesso fai la cassiera, dovresti cercare un lavoro che paghi, ok, ugualmente pochino adesso, ma che magari già tra 3-4 anni ti permetta di doppiare la tua RAL attuale.

Ci vuole progettualità, nel senso che non potete limitarvi a guardare il qui ed ora. 

Le piccole attenzioni tienitele pure, ma ora dovresti essere ossessionata dal collega a cui rubare competenze professionali (da far tue, per rivendertele in futuro), non dal flirt. 
 

Il punto su cui devi lavorare è proprio quello che hai tralasciato. Se metti il focus sulla faccenda sentimentale e non sulla progettualità “pratica”, stai solo ripetendo la condotta che ti ha portato a trovarti dove sei adesso. 
 

Sei giovanissima e puoi dare mille traiettorie alla tua vita, sul serio, ma ci vorrà tanta autoconsapevolezza e continuo ridirezionamento. In pratica, fare continuamente ciò a cui il nostro cervello vuole naturalmente sfuggire.

Nulla è scritto, nulla è segnato, ti prego di non sentirti mai condannata a una certa vita, perché non è così, ma nulla accade se non hai un piano e una volontà per eseguirlo. 

perché dobbiamo complicarla con ral , lauree e stronzate ! 

le ho già detto in modo easy : vedi di spostarti e trovare lavoro nel ticino essendo di milano . 

Non è difficile , non è impossibile . 

con questa manovra passa dalle due lire italiache ai 4000 franchi svizzeri puliti o giu di li , la vita costa un +30-40% rispetto all'italia ... ha già svoltato economicamente , in modo rapido e veloce e facendo una manovra che nessuno si aseptta , ne il suo (ex ) marito , ne i suoi famigliari . 

Mossa che nemmeno lei aveva considerato ed è appunto qui che il dirscorso di @^'V'^ torna utile . 

Io sono l'esatto opposto sono uno molto calcolatore , anzi avendo un background di tipo razionale / ingegneristico tendo a calcolare anche cose impossibili .

ma con il tempo ho dovuto imparare di fare due tipi di piani, uno macro e uno micro . 

Il macro è il piano che mi da la visione dell'insieme ,ovvero mi focalizzo sugli eventi chiave che io chiamo " game changer " come nel caso specifico per la donna in questione un game changer sarebbe "iniziare a vivere e lavorare in svizzera italiana "  è una mossa che però cambia le carte in tavola e mica di poco . 

i piano micro è quello che include le micro tappe afficnhe ogni evento si verifichi e cosa fare se le cose non vanno come pianificato 

 

ma tornando al problema principale ,perché fare con di più quello che si può fare con meno . 

Prima si sposta , si riassesta e si sistema poi parliamo di carriera , titoli e cazzi vari . 

 

Celeste
Inviato
7 minuti fa, vanhalen ha scritto:

perché dobbiamo complicarla con ral , lauree e stronzate ! 

le ho già detto in modo easy : vedi di spostarti e trovare lavoro nel ticino essendo di milano . 

Non è difficile , non è impossibile . 

con questa manovra passa dalle due lire italiache ai 4000 franchi svizzeri puliti o giu di li , la vita costa un +30-40% rispetto all'italia ... ha già svoltato economicamente , in modo rapido e veloce e facendo una manovra che nessuno si aseptta , ne il suo (ex ) marito , ne i suoi famigliari . 

Mossa che nemmeno lei aveva considerato ed è appunto qui che il dirscorso di @^'V'^ torna utile . 

Io sono l'esatto opposto sono uno molto calcolatore , anzi avendo un background di tipo razionale / ingegneristico tendo a calcolare anche cose impossibili .

ma con il tempo ho dovuto imparare di fare due tipi di piani, uno macro e uno micro . 

Il macro è il piano che mi da la visione dell'insieme ,ovvero mi focalizzo sugli eventi chiave che io chiamo " game changer " come nel caso specifico per la donna in questione un game changer sarebbe "iniziare a vivere e lavorare in svizzera italiana "  è una mossa che però cambia le carte in tavola e mica di poco . 

i piano micro è quello che include le micro tappe afficnhe ogni evento si verifichi e cosa fare se le cose non vanno come pianificato 

 

ma tornando al problema principale ,perché fare con di più quello che si può fare con meno . 

Prima si sposta , si riassesta e si sistema poi parliamo di carriera , titoli e cazzi vari . 

 

Non puoi spostare la residenza al figlio in un altro stato, senza il consenso dell’altro genitore. Se uno ti vuol mettere i bastoni fra le ruote, questa è la prima cosa su cui ti fa la guerra. Denuncia per sottrazione di minore, e cazzi e mazzi.
 

Comunque se l’OP vorrà raccontarci cosa fa, quale sia il suo background, magari si riesce a dar qualche spunto. 

  • Mi piace! 4
Crescendo63
Inviato (modificato)
21 ore fa, Loney ha scritto:

Ho letto un po’ tutti i messaggi. Mi aspettavo assolutamente l’ondata di odio e ci sta. Vorrei far arrivare questo messaggio un po’ a tutti quelli che hanno commentato, ma ancora devo capire cone funziona.

Grazie per l'onestà con cui ti sei raccontata (magari un po' in ritardo... ma nessuno è perfetto ;-) ). E' qualcosa che ammiro; non è cosa da tutti.

Come hai visto, questo ha istantaneamente trasformato il tono del 3D (almeno per alcune voci). Questo perché i più, qui dentro, cercano sinceramente di dare una mano - ognuno a modo suo (e magari hanno modi un po' "rudi", come @vanhalen , ma l'intento è benevolo).

 

Quello che volevo osservare è che, a mio parere, verso di te non è stato rivolto "odio"; semmai giudizio o critica (specialmente da parte di uomini che si immedesimano nella posizione di tuo marito, e si vedono "cornuiti e mazziati", come succede troppo spesso).

Ma se guardi bene, l'avversione che puoi aver percepito in molti messaggi, più che altro è stata rivolta verso Faceless, e quello che è suonato molto come doppio standard: "L'OP è una donna e va compresa, poverina ha sbagliato", mentre a parti inverse - come sarcasticamente ha fatto notare Aivia - la stessa ci sarebbe andata giù pesante col disprezzo.

Magari a te è arrivata "di rimbalzo", ma a me è suonata così. Errare è umano, appunto... ma la disonestà intellettuale risulta difficile da perdonare. IMHO. :-)

Modificato da Crescendo63
Crescendo63
Inviato
Il 28/6/2026 at 13:52, ^'V'^ ha scritto:

Grazie, so che è la stessa cosa che avresti rappresentato a parti invertite. 

LOL! Post spettacolare, chapeau! :-D

 

Sai, una cosa che ancora non ho capito è se l'uso sistematico del doppio standard (due pesi e due misure) (*) sia una caratteristica intrinsecamente femminile, oppure è più tipica delle donne femministe / misandriche / rabbiose verso gli uomini. Secondo te? :-)

 

(*) Naturalmente è una inclinazione umana (non siamo creature obiettive), e possiamo cascarci tutti a volte. Il mio dubbio è su gruppi che lo vivono come modalità standard.

^'V'^
Inviato
1 hour ago, vanhalen said:

ha già svoltato economicamente , in modo rapido e veloce e facendo una manovra che nessuno si aseptta , ne il suo (ex ) marito, ne i suoi famigliari . 

Bello, non ci fosse quel dettaglio dei fogli del tribunale sull'affido esclusivo per poter andare in Svizzera col minore, o in alternativa il consenso scritto del padre. 

Consenso che nel momento in cui lo chiediamo è appena diventato una leva da 4000 euro al mese nelle mani della madre del padre, che decide cosa lui debba fare.

Non so se sia la mossa che si aspettano, ma diventa la mossa che aspettavano per avere una leva negoziale.

Un ricatto. 

Faceless
Inviato

@^'V'^ mi sei avverso? Comunque, credo che stiamo andando un po' oltre e ti chiedo per favore di non alimentare commenti offensivi più o meno espliciti verso di me, che non ho scritto proprio niente di male né credo di meritare questo trattamento. 

Thunderzero
Inviato (modificato)
25 minuti fa, Faceless ha scritto:

@^'V'^ mi sei avverso? Comunque, credo che stiamo andando un po' oltre e ti chiedo per favore di non alimentare commenti offensivi più o meno espliciti verso di me, che non ho scritto proprio niente di male né credo di meritare questo trattamento. 


Ma non c'è neanche bisogno di rispondergli, fai una bella cosa: non leggerli affatto i messaggi di chi ritieni non abbia niente di utile da dire.

Io faccio così da sempre, mi trovo benissimo, nemmeno uso la lista ignore, sono pigro.

Modificato da Thunderzero
  • Grazie! 1
  • Cuore Nero 1

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