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^'V'^
Inviato
22 hours ago, AnnaKarenina said:

Mi inchino di fronte a tanta lucidità, organizzazione ed al contempo empatia. 

Cosa posso fare per ricevere anch’io una risposta altrettanto sincera, dettagliata ed efficace sulla mia attuale (disastrosa) situazione personale? 

Ti ho scritto che ci avrei guardato e ti avrei risposto di la, ma poi ha un'emergenza importante un cliente sulla quale lavoro da tutta la notte, in più è l'ultimo del mese e devo fare un sacco di roba per l'azienda... se riesco a non dormire ancora rispondo sta notte o domattina. 

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AnnaKarenina
Inviato
45 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Ti ho scritto che ci avrei guardato e ti avrei risposto di la, ma poi ha un'emergenza importante un cliente sulla quale lavoro da tutta la notte, in più è l'ultimo del mese e devo fare un sacco di roba per l'azienda... se riesco a non dormire ancora rispondo sta notte o domattina. 

Non preoccuparti, fai pure con calma. Capisco perfettamente e aspetto con pazienza che arrivi il mio turno! 😊

Nel frattempo ho fatto due volte la procedura per l’autenticazione sul forum, ma non mi è arrivata alcuna mail per fissare la videocall su Google Meet… Avevo provato anche già in passato, ma niente di niente, evidentemente c’è qualche problema! 🤷🏻‍♀️

Minypony
Inviato

storia vista e rivista . . . il collega non è altro che uno strumento che in questo momento pensi ti serva come mezzo per uscire da una situazione che ormai vedevi senza via di fuga . . .

se hai davvero deciso però prima di separarti pensa ad un piano di sopravvivenza realistico per te e il tuo bambino senza aggrapparti a terzi . . .

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Tetsuo
Inviato

La storia raccontata nei post successivi al primo mi sembra verosimile, in tal caso posso comprendere la voglia di troncare ma resta tutto il mio biasimo per aver messo al mondo un figlio in queste condizioni.

Ripeto, concepito tre anni fa scarsi, il tic tac dell'orologio biologico non dovrebbe essere nemmeno in discussione vista l'età, non vedo un solo motivo logico per progettare una gravidanza, né portarla avanti se fosse stata un incidente, in questa situazione.

Però, boh... il primo intervento mi suona tanto come dice @Quintessenza, che è sempre oltremodo caustico e potrebbe risultare un pò eccessivo. Sarà la disillusione per l'esperienza personale, sarà la dolorosissima scuola che la lettura di queste pagine mi ha fatto negli ultimi due anni, ma resto abbastanza scettico...

gelsomino
Inviato
22 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

la mossa che si aspettano

se noon lo hai fatto,guarda questo film

 

^'V'^
Inviato
23 hours ago, Faceless said:

'^ mi sei avverso?

No, perché?

Loney
Inviato
Il 29/06/2026 at 21:11, ^'V'^ ha scritto:

In emergenza si improvvisa, ed è normale.

Ma quando una situazione la vedi arrivare, anche solo in parte, non è più solo emergenza: diventa qualcosa che puoi preparare.

Preparare non significa fare tutto subito, né coinvolgere per forza mezzo mondo, né trasformare la tua vita in una guerra. Significa ridurre il numero di cose che dovrai decidere quando sarai stanca, sotto pressione, spaventata o piena di sensi di colpa.

Il piano non serve perché andrà sicuramente male. Serve perché non sappiamo come andrà.

A spanne, può succedere questo: in una parte dei casi non ti servirà quasi nulla di ciò che hai preparato, perché le cose andranno abbastanza lisce. In molti casi ti serviranno solo alcuni pezzi. Nei casi peggiori, invece, ti farà una differenza enorme avere già pensato a casa, documenti, soldi, bambino, persone affidabili, reazioni possibili e gestione delle emergenze.

Prepararsi allo scenario difficile non vuol dire credere che succederà. Vuol dire non lasciare tuo figlio e te stessa appesi alla speranza che tutto fili liscio.

Anche l’idea di uscirne a piccoli passi è giusta. Probabilmente è anche la più realistica. Però i piccoli passi funzionano solo se hanno una direzione. Altrimenti rischiano di diventare solo altri mesi in cui resisti, rimandi e speri che qualcosa si sistemi da solo.

Serve costruire una via d’uscita che regga anche se lui reagisce male, se la sua famiglia si mette in mezzo, se tu ti senti in colpa, se i soldi non bastano subito, se tuo figlio ha bisogno di stabilità, o se qualcuno che proprio non ti aspettavi prova a farti cambiare idea nel momento in cui sei più fragile.

Io per carattere detesto pianificare. Mi piace improvvisare, e pensavo anche di cavarmela bene così. Poi mi è stata spiegata una cosa derivata da molta esperienza su teatri difficili: si pianifica proprio per poter improvvisare.

Se tutta la tua energia mentale viene usata per decidere in tempo reale cose che potevano essere preparate prima — dove dormo, chi chiamo, quali documenti prendo, cosa faccio se lui minaccia di farsi del male, come proteggo mio figlio, cosa dico al lavoro, cosa faccio se la sua famiglia interviene — quando arriva l’imprevisto vero non hai più lucidità.

E nel mondo reale gli imprevisti arrivano.

Il piano serve a liberare spazio mentale. Le cose prevedibili le prepari prima. Se non succedono, meglio.

Così, quando succede qualcosa che non avevi previsto, hai la testa libera per valutare, adattarti e decidere.

Sulle terze persone capisco benissimo la tua resistenza. Nessuno vuole sentirsi “un caso”, nessuno vuole raccontare la propria vita a estranei, e nessuno vuole allargare una situazione già pesante.

Però coinvolgere qualcuno non significa raccontare tutto a tutti. Significa scegliere pochissime persone giuste, o un professionista, che sappiano abbastanza da aiutarti se serve. Una persona fidata, un avvocato, un centro competente, qualcuno che non si faccia manipolare e che non vada da lui “per chiarire”.

Non è una perdita di controllo sul tuo privato ma una rete minima di sicurezza.

Ne ho bisogno io che sono un uomo fatto e finito senza figli al seguito, potresti averne bisogno.

C’è anche un altro punto importante.

Quando una persona è messa in stallo, cioè quando non riesce più a muoversi perché tu hai preparato bene la tua parte e non può più usare le solite leve, tenderà a fare una di queste due cose, soprattutto se è intelligente o se viene consigliata da qualcuno.

La prima: si attaccherà a sondare i dettagli. Dettagli piccoli, pratici, apparentemente secondari, ma capaci di cambiare il quadro se presi uno alla volta.

La seconda: chiamerà in campo altri giocatori. Familiari, amici, persone che vogliono “mediare”, qualcuno che ti fa sentire in colpa, qualcuno che minimizza, qualcuno che ti dice che stai esagerando, qualcuno che prova a spostare il problema da “come ci separiamo in modo sicuro” a “perché gli stai facendo questo”, qualcuno a cui non avevi pensato e che non hai visto arrivare.

E lì serve lucidità.

Perché anche se hai pianificato bene, certi dettagli e certi player non li avevi calcolati perché non probabili, o perché non ci avevi proprio pensato.

L'altra persona non è un burattino mosso dal computer, è un agente, uno con contatti che danno consigli che non ti aspetti, con idee, che non dorme la notte per pensare a come fare, quando si trova sotto scacco. 

Se non hai pianificato niente, quei dettagli e quei nuovi giocatori ti travolgono. Ti costringono a rispondere a tutto il resto più tutto quello, subito, sotto pressione. E quando sei sotto pressione, è molto più facile tornare indietro, cedere, giustificare, rimandare o accettare condizioni che non ti proteggono.

Se invece hai già preparato le cose principali, puoi riconoscere cosa sta succedendo. Puoi distinguere un problema reale da una manovra emotiva. Puoi capire se serve rispondere, aspettare, chiedere consiglio, mettere un confine, chiamare qualcuno o semplicemente non entrare nella discussione.

Questa è la ragione vera della pianificazione: controllare tutto è impossibile e anche un po' cringe ossessionarcisi. Ma arrivare agli imprevisti con abbastanza spazio mentale da non farti controllare da loro è la ragione di fondo.

Tu puoi anche muoverti a piccoli passi. Anzi, probabilmente devi farlo così. Ma piccoli passi non vuol dire farlo da sola, senza mappa e senza margine di errore perché stai improvvisando.

Puoi partire da cose molto concrete e poco visibili: documenti, budget reale, opzioni abitative, una persona affidabile, una consulenza legale, un piano per tuo figlio, e una risposta già pronta nel caso lui usi la minaccia di farsi del male per farti star male.

Lui prima di essere tuo marito, che è una convenzione sociale e non ha significato nelle tue viscere, è di fatto l'unico membro attuale della tua tribù sociale, da anni. 

Il suo dolore diventa tuo dolore, la sua disperazione diventa la tua colpa, sarai in balia di emozioni che a volte si possono gestire quando siamo sostenuti da una rete sociale, ma quando siamo rimasti soli come nel tuo caso, sono difficili da controllare. 

Non devi risolvere tutta la vita in una settimana.

Però puoi smettere di pensare che “andare piano” significhi "andare senza un piano".

Andare piano va bene.

Buonasera a tutti, non so come citare tutti gli interessati ma volevo ringraziarvi tanto. Riflettendoci su il mio “piano” era effettivamente fin troppo debole, non avevo considerato tutti i rischi e gli ostacoli puntando solo su “Se ho i soldi ne posso uscire” e sulla buon’anima di mio marito, con la speranza che sì, ci potesse soffrire ma che non avrebbe fatto troppo casino. Ho deciso di aprirmi con una collega a lavoro, molto fidata, con una storia di violenze alle spalle di gran lunga peggiori della mia situazione. E parlarne con qualcuno di diverso mi ha fatto bene, ma anche lei mi ha consigliato di fare le cose con sangue freddo e strategia, anche perché, piccolo dettaglio; mio marito tiene un’arma in casa (legalmente).

Mi son salvata quegli allegati, e ci voglio lavorare su, con qualche modifica… e già da mesi ormai sto mettendo da parte qualche soldo, su un conto di cui lui non sa niente. 

Se qualcosa dovesse mutare tornerò con ogni probabilità. Vi ringrazio tanto

  • Abbraccio 2
Celeste
Inviato
6 ore fa, Loney ha scritto:

anche perché, piccolo dettaglio; mio marito tiene un’arma in casa (legalmente).

Senti, Loney, le cose sono due: o stai organizzando il tuo distacco dal tuo convivente, come abbiamo fatto in tanti, a un certo punto della vita, e ti stai preparando a gestire le rotture di palle ordinarie che più o meno sempre questo comporta, o ti senti al momento in pericolo per la tua incolumità.

Se è vero il secondo caso, allora è un’emergenza, e devi attivare tutti gli strumenti a disposizione per mettere te e tuo figlio in salvo. Chiami il 1522, ascolti le loro indicazioni, e nel frattempo prendi tutto e vai nel bilocale di tua mamma.
Voglio dire, se una persona si mette a menzionare pistole, per tema che vengano usate, allora mi pare distonico con la situazione, lo stare a far gli schizzinosi sulla sistemazione logistica.

Noi, da un testo scritto da te, non possiamo sapere. Però il dettaglio della pistola (o coltelli, o qualsiasi oggetto domestico in grado di ferire) normalmente non dovrebbe venire in mente, se non ci si sente in pericolo. 

Tuo marito è un militare? Lavora per qualche corpo delle forze dell’ordine?
 

  • Mi piace! 2
Celeste
Inviato
Il 29/06/2026 at 01:28, Loney ha scritto:

No, lui non é un tossico o chissà quale brutta persona, assolutamente

 

Il 29/06/2026 at 01:28, Loney ha scritto:

In passato mi ha detto più volte che se l’avessi lasciato si sarebbe tolto la vita perché non avrebbe avuto senso senza di me. Una totale follia, ma la paura che possa farlo c’é

 

Il 29/06/2026 at 01:28, Loney ha scritto:

siamo andati anche da uno psicologo, ma quest’ultimo ha preferito interrompere le sedute, perché mio marito lo chiamava a qualsiasi ora del giorno. 

 

Il 29/06/2026 at 01:28, Loney ha scritto:

Ovviamente vi ho buttato giù le cose che al momento mi premono di più, ma ripeto, non é una persona cattiva, o pericolosa

 

Il 29/06/2026 at 20:17, Loney ha scritto:

Non vorrei sfasciare il rapporto che c’é tra mio figlio ed il suo papà, che nonostante alcuni scivoloni, hanno un bel rapporto

 

Il 29/06/2026 at 20:35, Loney ha scritto:

non vorrei allontanare mio figlio da suo padre. É anche suo figlio e ha il diritto di fare il padre, ed essere presente in ogni fase di crescita…

 

9 ore fa, Loney ha scritto:

fare le cose con sangue freddo e strategia, anche perché, piccolo dettaglio; mio marito tiene un’arma in casa (legalmente

Rileggendo i tuoi messaggi, salta all’occhio un’ambivalenza molto marcata.

Scrivi affermazioni che logicamente non possono stare insieme.

Un uomo che minaccia di ammazzarsi alla prima difficoltà o contrasto, che ti porta a pianificare le tue mosse con cautela perchè “tiene le armi in casa”, naturalmente, non può essere una presenza auspicabile per tuo figlio. 

Chiaramente, se, raccontandoti, a una persona tralasci un aspetto e carichi su un altro, e con un altro confidente invece fai al contrario, riceverai sempre consigli diametralmente opposti. Rendendoli, di fatto, inutili.

Ti consiglio quindi, prima di tutto, di far chiarezza sulla tua situazione, con razionalità e consapevolezza, per quanto possibile. È difficilissimo essere oggettivi quando si è dentro una situazione, e poi tu sei molto giovane, quindi hai un’esperienza limitata, ma provaci comunque. Tenta almeno di risolvere le contraddizioni “macro”, di dipanare la matassa applicando la logica: ad es., è uno squilibrato o una figura paterna positiva?

A chi non vuoi raccontare la verità? A te? A noi?

Un paziente si rivolge al dottore per curare l’acne: ok, soliti problemucci ordinari. Poi, durante la visita, il paziente riferisce anche di un glioblastoma al IV stadio diagnosticatogli un mese fa, per cui però non sta cercando alcun consulto medico.

È strano, no? Qualcosa stride.
Leggerti è stato un po’ una cosa del genere.

Sei arrivata qui, perché ti premeva capire come gestire una simpatia al lavoro, e ora ci ritroviamo a leggere di pistole e cautela. Un’escalation non da poco, no?

Se il pericolo è reale e concreto, c’è un’emergenza, e bisogna agire.

Il comportamento evitante non porta a nulla di buono: al tizio che cura l’acne ma ignora il glioblastoma, sapresti cosa dire, cosa consigliare.

Sei l’unica a conoscere i fatti che ti riguardano, ad aver vissuto gli eventi: tocca adesso farti la diagnosi e darti la prognosi. È codice verde? Giallo? Rosso? Ricordando sempre che hai anche un figlio, e la sua tutela è una tua precisa responsabilità (anche se sei giovane, e credimi, mi dispiace molto che ti debba far carico anche di questa preoccupazione… ma purtroppo così è - anche se ciò magari potrebbe motivarti ad esser più lucida, e sarebbe un bene).

E se proprio non riesci a capire se sia un codice bianco o un’emergenza a rischio vita, come tutte le volte che io sono in dubbio se sia gastrite o un infarto, ricordati infine che esistono professionisti che possano farsi carico del compito. Una chiamata al 1522 dovrebbe essere lo strumento più immediato per reindirizzarti poi ai contatti più appropriati. Se la faccenda si rivela un buco nell’acqua (non so prevederlo, perché personalmente mai utilizzato questi ausili), pensiamo a trovar altro.

  • Mi piace! 2

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