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Quanto dipende da noi?


theCaptain

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theCaptain

Premessa: Ci sono un ragazzo e una ragazza, stanno insieme o almeno così pare, ma è un tira e molla continuo, il ragazzo è sicuro dei propri sentimenti mentre la ragazza è parecchio indecisa (ti amo non ti amo) e cambia idea ogni 3x2 sullo stare insieme o meno. La storia finisce (?? neanche di questo è totalmente sicura). è il ragazzo incapace di gestire una relazione? è la ragazza che ha le sue paranoie?

Sono giorni che mi frulla in testa questo quesito...

Mi chiedevo da quanto dipende l'ottima riuscita/mantenimento di una relazione/sarge, è completamente responsabilità del seduttore che è bravo per cui riesce a gestire qualsiasi cosa (push&pull, sapersi comportare in ogni situazione..) o ci sono elementi che non può controllare indipendentemente dalla propria bravura (tipo hbpsycho o semplicemente molto indecisa)?

Quanto è colpa nostra se le cose vanno a buon fine, o vanno male perchè noi sbagliamo? o certe cose sono al di fuori del nostro controllo?

Di fronte un fallimento di solito ci chiediamo: che cosa abbiamo sbagliato?

Ma siamo veramente sicuri di aver sbagliato qualcosa?

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  • Montparnasse

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Miglior contributo in questa discussione

KosmoLion

Secondo me dipende molto dal PUA, da come sa gestire la relazione.

Insomma l'obbiettivo di un PUA è quello di avere mille donne da scopare, o è quello di diventare un professionista delle relazioni?

Ecco forse è questo che devi prenedere in considerazione, se vuoi fare come un mystery che scopa 1000 donne all'anno, ma non ne riesce a mantere un stabile perchè tanto è tutto un gioco, allora non sei un maestro delle relazioni umane e non lo sarai mai. Secondo me si dovrebbe ampliare l'interesse alla conoscenza del funzionamento delle relazioni umane e non solo al semplice abbordaggio delle donne.

Insomma concludendo per me conta davvero molto dal PUA se la relazione funziona, anche questo fa parte del cambiare e migliorare la propia vita

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Montparnasse
cut

Sarge e relazione non sono proprio la stessa cosa e quindi non è del tutto corretto analizzarli insieme.

Per quanto sia vero che le tecniche sono simili, è altrettanto vero che man mano che una relazione avanza e procede, contano sempre meno le tecniche e sempre di più una serie di altri elementi, quali per esempio la compatibilità reciproca, l'affetto, l'impegno che ci si mette e altri ancora.

Si può essere dei "mostri" a sargiare e sedurre ma poi non essere in grado di portare avanti una relazione stabile, perché non lo si vuole o non lo si desidera, perché ci si annoia, o a volte anche solo perché non si è così interessanti da saper mantenere inalterata l'attrazione di una donna.

In ogni caso, e volendo restare per forza di cose su un piano generico, il fallimento di una relazione diventa una responsabilità esclusiva del seduttore solo quando lui fa qualcosa che l'altra persona non accetta per principio (per esempio, se la sua compagna non sopporta i tradimenti e lui la tradisce) o commette una serie di errori uno più grosso dell'altro (ma allora non penso possa definirsi seduttore...). Nella maggioranza dei casi, invece, la responsabilità è condivisa e riguarda entrambi; anche con la migliore delle disposizioni non è possibile controllare tutto, e ritengo che anche l'uomo più esperto, di fronte a una psycho impenitente o a una donna estremamente indecisa, non riuscirà a salvare una storia.

Oltretutto c'è da chiedersi perché mai un seduttore dovrebbe per forza accanirsi nel cercare di salvare una storia con una persona così instabile, che probabilmente non lo rende felice, quando sa benissimo che può anche stare bene da solo o che là fuori ci sono moltre altre donne da sedurre.

Nel caso da te citato, quantomeno per ciò che racconti tu, non mi sembra proprio che sia il ragazzo incapace di gestire una relazione. Semmai il contrario. Semmai è lei che dovrebbe decidere (anche per rispetto nei suoi confronti) se vuole stare con lui o non vuole starci.

Non è nemmeno totalmente sicura che la storia sia finita davvero? Andiamo bene...

Modificato da Montparnasse
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theCaptain

è chiaro che l'argomento è fortemente correlato alle relazioni vere e proprie più che al pickup che non volevo eliminare completamente dalla discussione, per quanto riguarda quest'ultimo è chiaro che praticamente tutto dipende dal seduttore...nelle relazioni non so... ;)

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vi parlo per esperienza ragazzi: la donna vive una bella relazione quando muore per il suo uomo, quando è continuamente tenuta sulle spine. quando si annoia, perde interesse, perde attrazione per l'uomo, si rende conto che è uno zerbino che si fa calpestare allegramente, ecco che cominciano i problemi ed ecco la situazione di thecaptain.

quando una donna ti lascia hai fallito, perché hai perso l'attraction che (forse) avevi in partenza.

Di fronte un fallimento di solito ci chiediamo: che cosa abbiamo sbagliato?

Ma siamo veramente sicuri di aver sbagliato qualcosa?

si, abbiamo sbagliato. pretendere che la donna sia attratta da te solo perché è "fidanzata" con te è un po' troppo.

fare in modo che rimanga attratta anche dopo essersi fidanzata.. è un'arte ;)

aggiungo la risposta al titolo: dipende TUTTO da noi.

che la relazione vada bene o vada male dipende tutto dal maschio, che sia quello che fa consciamente o che fa inconsciamente.

forse da questa regola escono casi molto particolari tipo lei che non fa sesso perché le è morto il padre ed è depressa, ma cercare di ricadere in questi casi è uno stupido modo per togliersi una responsabilità di dosso :D

Modificato da netcat
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lork
Sarge e relazione non sono proprio la stessa cosa e quindi non è del tutto corretto analizzarli insieme.

Per quanto sia vero che le tecniche sono simili, è altrettanto vero che man mano che una relazione avanza e procede, contano sempre meno le tecniche e sempre di più una serie di altri elementi, quali per esempio la compatibilità reciproca, l'affetto, l'impegno che ci si mette e altri ancora.

Si può essere dei "mostri" a sargiare e sedurre ma poi non essere in grado di portare avanti una relazione stabile, perché non lo si vuole o non lo si desidera, perché ci si annoia, o a volte anche solo perché non si è così interessanti da saper mantenere inalterata l'attrazione di una donna.

In ogni caso, e volendo restare per forza di cose su un piano generico, il fallimento di una relazione diventa una responsabilità esclusiva del seduttore solo quando lui fa qualcosa che l'altra persona non accetta per principio (per esempio, se la sua compagna non sopporta i tradimenti e lui la tradisce) o commette una serie di errori uno più grosso dell'altro (ma allora non penso possa definirsi seduttore...). Nella maggioranza dei casi, invece, la responsabilità è condivisa e riguarda entrambi; anche con la migliore delle disposizioni non è possibile controllare tutto, e ritengo che anche l'uomo più esperto, di fronte a una psycho impenitente o a una donna estremamente indecisa, non riuscirà a salvare una storia.

Oltretutto c'è da chiedersi perché mai un seduttore dovrebbe per forza accanirsi nel cercare di salvare una storia con una persona così instabile, che probabilmente non lo rende felice, quando sa benissimo che può anche stare bene da solo o che là fuori ci sono moltre altre donne da sedurre.

Nel caso da te citato, quantomeno per ciò che racconti tu, non mi sembra proprio che sia il ragazzo incapace di gestire una relazione. Semmai il contrario. Semmai è lei che dovrebbe decidere (anche per rispetto nei suoi confronti) se vuole stare con lui o non vuole starci.

Non è nemmeno totalmente sicura che la storia sia finita davvero? Andiamo bene...

sento continuaente nominare queste psycho,chi sarebbero?mi illuminate?

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Montparnasse
sento continuaente nominare queste psycho,chi sarebbero?mi illuminate?

"Psycho" è un termine dispregiativo utilizzato qui sul forum per indicare una HB che ha comportamenti totalmente irrazionali e imprevedibili: cambia idea in continuazione, dice cose senza un senso apparente o fa discorsi senza capo né coda.

In sostanza è una HB con la quale le tecniche funzionano poco o nulla, perché non risponde come ci si aspetterebbe che facesse, e che rischia di mandare in crisi chi si relaziona a lei senza un sufficiente distacco emotivo.

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Montparnasse
vi parlo per esperienza ragazzi: la donna vive una bella relazione quando muore per il suo uomo, quando è continuamente tenuta sulle spine. quando si annoia, perde interesse, perde attrazione per l'uomo, si rende conto che è uno zerbino che si fa calpestare allegramente, ecco che cominciano i problemi ed ecco la situazione di thecaptain.

quando una donna ti lascia hai fallito, perché hai perso l'attraction che (forse) avevi in partenza.

Di fronte un fallimento di solito ci chiediamo: che cosa abbiamo sbagliato?

Ma siamo veramente sicuri di aver sbagliato qualcosa?

si, abbiamo sbagliato. pretendere che la donna sia attratta da te solo perché è "fidanzata" con te è un po' troppo.

fare in modo che rimanga attratta anche dopo essersi fidanzata.. è un'arte ;)

aggiungo la risposta al titolo: dipende TUTTO da noi.

che la relazione vada bene o vada male dipende tutto dal maschio, che sia quello che fa consciamente o che fa inconsciamente.

forse da questa regola escono casi molto particolari tipo lei che non fa sesso perché le è morto il padre ed è depressa, ma cercare di ricadere in questi casi è uno stupido modo per togliersi una responsabilità di dosso :D

Com'è facilmente intuibile, mi trovo in disaccordo quasi totale con questo post.

In parte i motivi sono spiegati nell'intervento precedente, ma ritengo utile ribadire un paio di concetti.

Qui si torna sempre al principio sbagliato che tutto ruota intorno alla donna, che è lei a decidere, lei a scegliere, lei a giudicare, lei a lasciare. Insomma, noi giriamo intorno a loro e raccogliamo ciò che ci concedono.

Ma mi chiedo quanti hanno provato a ribaltare questo punto di vista, che difetta terribilmente di imparzialità.

Ragazzi, ma guardate che anche noi possiamo annoiarci, anche noi possiamo perdere interesse, anche noi possiamo lasciarle! Ci avete pensato? Dove sta scritto che una storia deve finire per forza sempre quando ci lasciano loro?

Netcat, quando tu scrivi "la donna vive una bella relazione quando muore per il suo uomo, quando è continuamente tenuta sulle spine. quando si annoia, perde interesse, perde attrazione per l'uomo", io potrei dirti, anch'io per esperienza, che situazioni così me ne sono capitate ed ero io quello che si annoiava, quello che perdeva interesse e attrazione per la donna, e non lei, o io prima di lei. E che ho deciso io di chiudere la storia.

In quei casi mi sarei dovuto chiedere cosa avevo sbagliato? Dubito. Forse, invece, si sarebbe dovuta chiedere lei cosa aveva sbagliato.

E allora?

E allora non è vero che in una relazione dipende TUTTO da noi. Così come non è vero che nel sarge dipende tutto da noi.

Perché altrimenti come lo spieghi che a volte mi sono impegnato a fondo e non ho ottenuto quello che volevo e che altre volte ho fatto il minimo sindacale e la HB di turno è caduta ai miei piedi? O che in una storia mi sono rotto le balle perché lei non riusciva a darmi quello che volevo, non riusciva a soddisfare i miei standard?

Io non voglio che questo diventi un alibi per deresponsabilizzarmi. Ma ho la piena coscienza che non sono onnipotente, che ci sono zone d'ombra che non potrò mai controllare. Anzi, che ci sono zone d'ombra che non voglio controllare, perché sono le loro, e non le mie.

Io ho imparato a gestire alcune HB ostiche. Bene, so farlo. Ma che mi piaccia, mica tanto. Che ne valga sempre la pena, mica tanto. Se in una relazione alla lunga mi rendo conto che lei ha bisogno di essere continuamente "gestita", anche se so farlo, io non vedo altra soluzione che darle il benservito. Dove sta il problema? I fioretti no, basta, non ne faccio più.

Stare insieme è un impegno che va condiviso. Al 50 e 50, mi pare giusto.

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nonloso

Mi trovo in perfetto accordo con Montparnasse.

Non bisogna credere che le tecniche apprese ci diano un senso di infallibilità o che comunque dipenda tutto da noi, poichè un fallimento porterebbe a ridiscutere e magari cambiare tutti noi stessi, quando effettivamente non è così.

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RADON

Bravo Montparnasse! Quello che dici è vero! Mi hai fatto venire in mente questa frase di Fight Club:

"Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne. Mi chiedo se un'altra donna è veramente quello che ci serve!"

Tyler Durden

Chiaramente è una frase provocatoria ma troppo spesso vedo uomini, colleghi e amici (pure io ci sono caduto) che cercano una guida (ma leggi madre) nella donna/compagna/fidanzata, lasciandole troppi spazi di azione nella nostra vita. Come potrà mai una donna avere stima o essere attratta da un uomo che si compiace del suo status di bambino? Queste storie finiscono in un rapporto filiale che uccide l'eros.

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