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Come Ci Sono Arrivato PARTE 1


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Malaspina
Inviato

ciao belli ;)

traduco un mio post su quell'altro forum che ha NAZIONE nel nome (chi intende intenda, gli altri a ripassare inglese). Se i mod mi danno il permesso lo linko, se no puppa (tanto lo traduco io, penso di non fraintendermi =D ).

-----Inizio-----

Bella. Premessa: sono qui per condividere una mia esperienza, con la speranza di aiutare altri a raggiungere quello che ho raggiunto io. Non mi considero un maestro né un guru. Leggetemi cum grano salis.

Quindi mh... cos'è che ho raggiunto? al momento (n.d.A. cioé a Settembre 2009), ho appena vinto una borsa di studio che mi pagherà l'università e tutte le spese collegate (alloggio libri etc.). Il mio social circle (n.d.A. non c'è una traduzione esatta di questo termine, indica il gruppo di persone che sono socialmente interconnesse con me: amici, conoscenti, tipe ecc.) si è espanso parecchio, da circa sei ragazzi a circa 50 persone che frequento regolarmente e molti più conoscenti, e tutto negli ultimi tre mesi. Nello stesso periodo, sono andato a letto con più ragazze di quante avessi anche solo baciato prima (sei tipe). Sono molto più sicuro di me e rilassato. Sto pure iniziando a rimettermi in forma (n.d.A. su questo punto procedo a rilento =D ).

Se avessi letto la mia storia sei mesi fa avrei pensato "lol stronzate, te lo stai inventando di sana pianta. Suono tutto troppo perfetto per essere completamente vero". Ora invece credo che cose del genere siano possibili.

Ma da che situazione provenivo? com'ero prima di cambiare in quello che sono? Credo che la risposta si abbastanza importante, perchè l'entità del cambiamento è molto più significativa del risultato finale. Già sapete che il mio circoletto di amici era composto di sei persone. Ovviamente ne conoscevo molte più per via della scuola ecc., ma erano solo vagamente dei conoscenti. Ragazze? nein. Non avevo scopato in due anni e mezzo (sì, esatto). Non è che fossi socialmente ritardato o cosa, solo non connettevo con la gente, maschi o femmine. Ripensandoci, direi che nemmeno ci provavo. Non so bene perchè.

Leggevo anche un casino di roba self-help (n.d.A. il self-help è tutto quel filone dell'autoaiuto che va dalla roba sulle PUA a come smettere di fumare passando per "sconfiggere la depressione col feng-shui). *quell'altro forum* era il mio preferito devo dire; ho letto un po' anche Tolle e altri autori. Avevo la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato nella mia vita: sapevo di avere ragionevolmente del talento, anche un discreto senso dell'umorismo, e non sono orrendo. Volevo capire come fare a cambiare, e cercavo delle istruzioni. Le ho trovate, ma non sempre quello che avrei avuto bisogno di leggere. Quindi ecco il mio primo consiglio: se volete che la vostra vita sociale passi da 0 a un qualunque valore positivo, dovete partire dai fottuti bassissimi fondamentali. La roba avanzata si chiama AVANZATA per una cazzo di ragione: se non hai imparato i fondamentali, le tecniche raffinate non funzionano proprio. E cos'era la cosa più fondamentale che dovevo imparare?

PRIMO PASSO - ACCETTARSI

Beh, avendo letto un sacco di robe sulle buone sensazioni e la positività e lo state eccetera, ero arrivato al punto che controllavo costantemente il mio stato emotivo e mi dicevo: "Che cazzo!? Dovrei sentirmi bene! Devo avere un'atteggiamento positivo! Rilassato! Felice! FALLO STRONZO!". Non serve dire che non funzionava. Perchè essere positivi e rilassati eccetera viene dopo. C'è qualcosa che viene prima, e quella cosa è l'accettazione di sé stessi, che è il fondamento del rispetto per sé stessi. Ora non fate l'errore di partire con "OK! Devo accettare me stesso! Io accetto me stesso! SI' CAZZO!". Non è così che funziona. Dovete andare per piccoli passi, in modo graduale. L'ho capito mentre ero in vacanza nella casa di campagna dei miei genitori. Ero lì che mi sforzavo di sentirmi ok e allegro, e allo stesso tempo mi sentivo mentalmente prostrato dal continuo obbligarmi a stare bene. Quindi mi sono detto "Ma vaffanculo, se mi sento un po' giu' ho il fottuto diritto di sentirmici!". E ho smesso di combattere le emozioni negative, mi sono rannicchiato sul divano e ho guardato la tv. E qualche minuto dopo, mi sono accorto che ero a posto. Rilassato. Era sorprendente: era come riuscire finalmente a stiracchiarsi dopo una giornata passata in una posizione scomodissima. In quel momento capii che questa cosa aveva a che fare con il principio dell'accettazione del momento, e anche col mantra "rispetta prima di tutto te stesso": lo stavo facendo dandomi il permesso di sentirmi come mi sentivo, e si fottessero i guru e la loro enfasi sulle buone emozioni (occhio: i guru hanno ragione, ma è una cosa che viene DOPO).

Accettare se stessi è una cosa radicale, assoluta. In linea di principio, bisogna imparare ad accettare sé stessi anche nell'ipotesi di essere davvero delle merde umane. Prima o poi si cambia comunque (e più tardi approfondisco su questo punto), ma prima è necessario amare se stessi a prescindere da tutto.

Ho iniziato ad applicare questa cosa sistematicamente. Non è stato automatico, ho dovuto ricordare a me stesso di farlo, ma progressivamente è diventato sempre più facile: perchè si sta BENE a non combattere le proprie emozioni. E proprio perchè apprezzavo questa forma di stare bene con me stesso, ho iniziato ad accorgermi del valore che aveva il mio star bene per me stesso. Il che mi ha portato al prossimo passo.

SECONDO PASSO - RISPETTARSI

Quando tornai dalla casa in campagna dei miei, rividi i miei vecchi amici, e sentii che era cambiato qualcosa fra me e loro. Non sapevo esattamente cosa, ma sentivo di non fare più veramente parte di quel gruppo. Poi andai in vacanza all'estero con dei compagni di scuola; non li conoscevo troppo bene e ancora non so perchè mi hanno invitato con loro, ma accettai comunque perchè era un periodo in cui ero affamato di novità e desideroso di mettermi alla prova in contesti nuovi.

Il mio vecchio gruppo di amici aveva delle abitudini abbastanza consolidate: passavamo i sabato sera sempre nella stessa cazzo di disco (spesso commentando fra di noi che il posto faceva cagare (e infatti ora ha chiuso, n.d.A.)), e ci trovavamo durante la settimana per giocare a dungeons and dragons (piuttosto da sfighi no?). Quei compagni di scuola con cui andai in vacanza mi fecero vedere un altro mondo: divertimento no-stop, o fuori o anche in casa. Qualsiasi piccola cosa era una scusa per fare battutacce e scherzare, di solito come dei deficenti. Andavamo in disco ogni sera fino alle 5 o giù di lì, e se un posto non ci piaceva non ci tornavamo. Mi DIVERTIVO. Stavo BENE, sant'iddio. Stavo diventando dipendente da questa strana emozione: sentirmi A POSTO. Se qualche attività non mi faceva stare bene, e non c'era qualche motivo davvero valido per farla comunque, non la facevo. E questo, penso, è un po' la base del rispetto per sé stessi. Perchè mai uno dovrebbe continuare a fare qualcosa che non lo fa stare bene o che fa cagare o che è noiosa? a volte ci sono delle buone ragioni, ci sono ALCUNE cose che bisogna fatte nonostante la noia. Ma a parte quelle, uno dovrebbe rispettarsi abbastanza da rifiutarsi di fare roba che non lo fa stare bene.

Lo stesso principio si applica a:

- uscire con gente che ti deprime (nel mio caso, una cosidetta "amica");

- indossare vestiti che ti stanno male, e quindi stare in imbarazzo in mezzo alla gente;

- impantanarsi in un'attività che ti stressa inutilmente;

- frequentare posti che fanno schifo solo perchè la gente con cui esci ci vuole andare;

etc.

Se ci si pensa, molte delle cose (attività, persone ecc.) che ci fanno sentire male, fanno ancora parte della nostra vita solo perché abbiamo una paura, spesso immotivata, di quello che potrebbe succedere se ci dessimo un taglio. Dove altro potrei andare? con chi potrei uscire? cos'altro farei? Questo genere di domande mi avevano impedito di cambiare. Ma in me era cresciuto un sentimento più forte della paura: un chiaro concetto di quanto valevo, che mi imponeva di mandare affanculo quello che non mi andava bene, senza scuse del cazzo. Per dirla tutta, non è che ho smesso da un giorno all'altro con le persone, i posti e le attività "negative" (nel senso appena spiegato). E' stata un cosa graduale (piccoli passi!). Ma più mi liberavo di quelle cose, più capivo che le mie paure non erano altro che parti della mia immaginazione, che si sarebbero materializzati raramente e forse mai; e comunque i guadagni erano immensamente maggiori. Ho iniziato a cambiare la mia vita nella direzione che volevo.

PASSO TERZO - CAMBIAMENTO

Passare dal pensiero all'azione diventava quindi non una questione di scelta razionale, ma di seguire i miei desideri e le mie sensazioni. Questa cosa non mi sta bene? mi fa stare male? c'è una ragione davvero importante per cui dovrei continuare a farla? queste erano le domande che mi ponevo. E, meno banalmente di come si potrebbe pensare, la risposta non era sempre "Dovrei piantarla con questa roba". Alcune attività le ho mantenute. Gioco ancora a D&D (sì, gioco a D&D e trombo! ah!), ma devio le sessioni di gioco in modo che siano rilassate e divertenti (invece che serie quanto un convegno di matematici). Ho mantenuto la maggior parte degli amici. Quindi cos'è che ho cambiato?

Beh, prima di tutto le mie abitudini per il week-end sono totalmente cambiate. Andare in qualche disco dimmerda non mi stava più bene. Ho iniziato a provare posti nuovi, a uscire con altra gente, anche se i miei vecchi amici non si aggruppavano (alcuni sì cmq). Il mio circolo sociale iniziò a espandersi e tutti quelli che ci ammettevo mi davano buone emozioni. E non solo, ma ne davo io a loro, perchè creare un'atmosfera positiva è un piacere anche per me e lo faccio per il puro piacere delle emozioni che ne vengono. Non mi sforzo più di essere divertente e socievole, lo sono perchè esserlo è una cosa che fa stare bene.

L'articolo sta diventando lungherrimo, al punto che rischia di diventare illeggibile. Mi fermo qui per ora. A presto la parte seconda!

tl;dr

Come sono diventato una persona socievole, ho cambiato in meglio la mia vita e altre belle cose, parte prima:

- Accettare sé stessi: ama te stesso a prescindere da tutto (ti senti giù, sei grasso, hai brufoli; non importa, va bene così, ti ami comunque);

- Rispettare sé stessi: ti meriti di stare bene, vaffanculo tutto quello (tutte le persone, tutte le abitudini) che ti fanno star male a meno che non ci sia DAVVERO una BUONA ragione per mantenerle;

- Cambiamento: ti meriti le cose buone della vita, quindi fai in modo di averle. Questa sezione continua nella PARTE 2;

Si apprezzano i commenti, anche se non leggo i forum troppo spesso.

Bella,

malaspina

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Raskol'nikov
Inviato

Beh, direi interessante. Aspetto la parte 2.

charlie
Inviato

Grazie Malaspina.. secondo me hai detto una grande verità. Tra l'altro autocriticarsi costantemente, anche con frasi propositive (tipo "forza, sii felice"), equivale a mandare un solo ed unico messaggio inconscio, a noi stessi, che è "così come sono ora, non vado bene, dovrei essere diverso".

Praticamente equivale a svalorizzarsi da soli, e giustamente, non porta certo alla positività. Se poi si sembra positivi, è finto, perchè è una positività non sincera, ma funzionale solo a coprire (prima di tutto a se stessi) una negatività di partenza verso la propria persona.

Io ad esempio sono molto ipercritico verso me stesso, e certo non mi aiuta... non è facile... però forse anche questo, lo dovrei accettare...

Malaspina
Inviato
Io ad esempio sono molto ipercritico verso me stesso, e certo non mi aiuta... non è facile... però forse anche questo, lo dovrei accettare...

Ma infatti, accettalo serenamente e convivici; lo spirito critico è dono di pochi.

Belli la parte due non so quando potrà arrivare, appena trovo il tempo =D

VivaLaVida
Inviato

Molto molto interessante, leggere il cambiamento di qualcuno e rivedersi in alcuni tratti è molto piacevole :p

Comunque mancano alcuni dettagli, uno fondamentale è: l'età :lookaround:

Malaspina
Inviato
Comunque mancano alcuni dettagli, uno fondamentale è: l'età ;)

Beh, c'è scritto che sono all'università, basta fare due più due =D

Comunque ho diciannove anni.

  • 2 settimane dopo...
Davide_277
Inviato

hai delle buone stutture mentali! bravo davvero!

  • 2 settimane dopo...
Astro
Inviato

Veramente ottimo il tuo lavoro Malaspina e non dico tanto per dire! Leggendo mi sembra di rivedere me stesso, attendo di leggere la 2° parte! :)

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