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Pippe mentali post-azione.


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Inviato
Si chiama sacrificio, fratello, ed è sbagliato se esiste solo quello :DD

Dipende tutto da come vivi la tua realtà.

Se senti il lavoro/lo studio/ la famiglia, come freni alla tua libertà, evidentemente li stai vivendo nel modo sbagliato.

A mio parere, la famiglia dovrebbe essere percepita come un "porto sicuro", un posto in cui sono accettato senza condizioni. Oltre, ovviamente, all'amore dato e ricevuto tra me e i miei famigliari.

Il lavoro e lo studio dovrebbero,invece, essere delle opportunità di crescita e sviluppo.

Impegnarmi per migliorare queste "cose" non lo sento come un sacrificio (inteso in senso negativo).

alexmawashi
Inviato

All'inizio facevo così anch'io, usavo i neg in mancanza di altro materiale. Poi però quando ho capito che esisteva altro ho iniziato ad usarlo e quindi da 20 neg sono finito a 1 o anche mezzo neg, perchè sono sensibile anch'io... Ora dimostro disinteresse con il body language o semplicemente chiamando "tesoro" una sconosciuta...

ilmarinaio
Inviato

Beh fratelli... è chiaro che ho un po' di lavoro da fare. Riguardo l'idea dell'approvazione soprattutto... credo che alla fine anche la cosa delle Neg Hits derivi dalla mia ricerca di approvazione. Dovrò forgiarmi. Illuminante la storia del gattone e del gattino di Dyer a questo proposito:

Un gattone vide un gattino che rincorreva la sua coda e gli domandò:

"Come mai corri dietro alla tua coda in questo modo?". Rispose il gattino:

"Ho sentito dire che la cosa migliore per un gatto è la felicità, e che la felicità

è la mia coda. Ecco perché la rincorro, e quando l'avrò afferrata, avrò la

felicità".

"Figliolo," disse il vecchio gatto "anch'io ho considerato con attenzione i

problemi universali. Anch'io ho concluso che la felicità è nella mia coda, ma

ho notato che, ogni volta che mi metto a rincorrerla, essa mi sfugge, mentre

quando faccio altre cose, mi viene dietro ovunque io vada".

Riferito al discorso del sacrificio... sarò troppo pragmatico per ora... ma la vedo così...esempio:

Ora sto preparando un'esame per l'università. Noiosissimo, bruttissimo. Non mi stimola perché è uno di quegli esami obbligatori messi lì, tanto per fare numero. Vorrei fare mille altre cose, prima fra tutte continuare le Newbie Missions. Potrei benissimo lasciar perdere tutto e darlo a giugno... pensando solo al presente. Ma so benissimo che a giugno vorrò andare in vacanza, vorrò stare leggero. Mare, donne, feste.

Quindi mi sacrifico, lo faccio ora. Nonostante i buoni propositi, comunque rimane sempre un esame noioso che mi tiene tappato dentro casa mentre vorrei fare altro. Non ne vedo via d'uscita insomma :DD

  • 3 anni dopo...
Azrael
Inviato

Fratelli, sì perché uno può anche non pensare, divertirsi e prendere le cose come vengono. Ma poi dopo, quando torni a casa... c'è sempre quella coscienza che fa capolino e ti disturba. Tutte le volte che parlo con qualcuno (chiunque sia, eccetto i miei amici) poi ripenso al discorso e penso a come avrei potuto farlo meglio. Che sia il vecchietto vicino di casa o la ragazza conosciuta all'università. Quando faccio qualcosa in particolare mi autovaluto e mi vengono spesso i sensi di colpa (vedasi la valanga di NEGs addosso alla povera HB6 di sabato scorso...-bottaerisposta-) che mi fanno sentire un verme, un bastardo.

Poi mi capitava di offendermi troppo spesso. Ora devo dire che la cosa è migliorata e poche cose riescono a colpirmi. Pensate che prima ci restavo male per una giornata intera se in macchina qualcuno mi clacsonava! Sull'imperturbabilità dunque ci sto lavorando parecchio e sto ottenendo buoni risultati... però dopo un'azione ogni tanto continua ad emergere quella vocina critica che avrebbe voluto correggerla. Capisco che può essere buono autovalutarsi ogni volta... ma spesso esagero. Quella di sabato scorso è solo l'ultima di una lunga serie di bastardate. Voglio frenarmi. Non voglio essere così cattivo. Tutte le ragazze con cui sono uscito mi ricordano come uno stronzo calpestasentimenti. Io che sono in realtà così sensibile.

Siccome ho sofferto molto in passato può essere una specie di meccanismo automatico di sopraffazione? Guardacaso tutte le volte che trovo qualcuno di più debole mi viene automatico infierire. Non voglio essere così infame. Non lo sono. Se lo fossi tra l'altro non sarei pervaso da sensi di colpa continui ogni volta. Non è da Alpha. Tutto questo non lo è per niente.

Anch'io avevo (e a volte ho) lo stesso problema. Ma poi mi sono ricordato la frase di d'Annunzio: "Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito DISOCCUPATO"

Riempi la giornata con nuove cose da fare (e soprattutto a cui pensare) e lo spazio vuoto per le pippe diminuirà :D

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