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Interruzione


Kenshi
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Kenshi

Cari colleghi, innanzitutto complimenti per il forum: vedo che qui si parla la stessa lingua, e posso esprimermi schiettamente senza stare a fare tanti giri di parole.

Premetto che non ho letto quasi nulla sul sito, per cui parecchi dei termini che usate (hb, sarge, frame, bl, ioi) non so cosa significhino e vado a senso.

(Preparatevi a un post lungo)

Madre natura mi ha dotato di un carattere spontaneamente estroverso e spigliato, di un senso della vergogna praticamente inesistente e anche di un buon aspetto fisico. Ma mi ha anche tirato l'inculata, facendomi crescere in un ambiente che ha soppresso negli anni queste qualità.

Fin da piccolo ero noto per non vergognarmi di nulla, per essere estremamente socievole, eccetera eccetera.

Il problema è che mio fratello maggiore (molto maggiore, 13 anni di differenza) è tutto il contrario: per carità, una bravissima persona, ha una cultura veramente assurda ed è competente in molti campi, ma dal punto di vista 'sociale' è praticamente castrato, indifeso.

Crescendo, come è abbastanza naturale, ho imitato il comportamento del fratello maggiore.

Sono finito a vivere con una personalità decisamente non mia, cosa che mi ha portato a un mucchio di sconfitte e delusioni. Non avevo carattere né decisione, mi facevo mettere i piedi in testa praticamente da tutti.

Il culmine del disastro è stato due anni fa, a fine luglio, quando, mentre ero al mare con degli " " "amici" " " , in pratica una sera non sono stato considerato nel totale dei partecipanti alla cena... e quando l'ho fatto notare mi è stato detto "vabbè, fai qualcos'altro, guardati un film"!!

A quel punto, incazzato fuori misura, ho deciso che sarei cambiato. Volevo tornare ad essere quello di prima, senza sé e senza ma.

Passa un anno, decisamente a tono basso, navigo nei mari della sfiga più nera e vado a giro in compagnia di altri " " "amici" " ", sfigati quanto me se non di più, ma comunque falsi (tranne un paio). Una compagnia sgangherata di ragazzi con problemi ad integrarsi. Vado dietro ad una che a vederla ora mi fa pietà. Fortunatamente a fine anno scolastico mi rendo conto di che tipo è, e mi distacco.

A luglio si va al mare. Quelli che non mi avevano considerato possono fottersi e vado in campeggio con gli altri. Una settimana, divertente, ma ovviamente non s'è combinato assolutamente nulla... che domande!

A fine settimana, una sera vado a giro con uno degli amici non falsi, e scopro che anche lui si sente più o meno come me: si è rotto di fare lo sfigato, di auto-illudersi con le storielle "ma io voglio l'amore vero" etc etc etc, di girarsi e fare finta di nulla. Si è rotto di essere considerato un senza speranza, vuole una vita sociale. Ne parliamo e facciamo patto solenne di cambiare.

A quel punto inizia la vera evoluzione.

Tornato a casa decido di documentarmi. In realtà, il mio carattere e la mia mentalità "sepolte" stavano già da anni scalciando, e gli errori classici da sfigato a me apparivano come comportamenti insensati... ma non avendo un punto di riferimento valido, pensavo che proprio quello fosse il mio problema. Ovvero il considerare patetico il "provarci", fare il romantico, o più di tutte una cosa veramente allucinante che non so da dove sia scappata fuori: il CHIEDERE ALLA DONNA SE PUOI BACIARLA. Me lo disse uno dei falsi: "eh, come, te vorresti uscire con la ragazza senza chiederglielo?". Io rimasi basito, non ci stavo veramente capendo un cazzo.

Avevo intuito che il cuore della seduzione fosse nel linguaggio del corpo e non nelle fregnate di cui sopra, ma non sapevo veramente "cosa" dovevo fare. Per cui, quando cercai "seduzione" su google, pensavo di arrivare in un sito con una serie di istruzioni: muoviti così, fai colà, eccetera.

Ad ogni modo arrivo sul sito di Garelli.

Come era prevedibile inizialmente sono parecchio scettico, pensavo di trovare un sito con dei consigli pratici sul linguaggio del corpo e invece mi ritrovo a leggere discorsi pompatissimi su controllo psicologico e seduzione passiva. Ad ogni modo decido di provare, e piano piano "integro" nel mio modo di fare i consigli del blog (e poi, sempre gradualmente, quelli dei libri). Non tutti, decido autonomamente quali mi piacciono e quali mi sembrano cazzate.

Tutto questo è avvenuto in concomitanza con un altro importante cambiamento, ovvero il gruppo di amici.

Mi ero decisamente rotto il cazzo delle falsità e degli atteggiamenti imbecilli che uno di loro teneva regolarmente. Poi, per fortuna, anche uno dei due amici non falsi ci litigò via MSN, discussione dove saltarono fuori i deliri più totali di questo qua. La cosa mi fece stare decisamente meglio: non essendo molto sicuro di me, avevo da tempo il dubbio che non fosse LUI ad essere un imbecille, ma IO ad essere invidioso o chissà cosa.

In quel periodo avevo una voglia di ricominciare pazzesca. Mi sentivo di aver sbagliato strada, volevo una vita nuova. Pensavo di finire la scuola e poi di cambiare città, cavarmi da quell'ambiente dove sentivo di non avere più opportunità. Ma mi sbagliavo.

Io e l'amico non falso (chiamiamolo G., altrimenti ci impazzisco) ci stacchiamo dal gruppo di prima e per qualche serata si va a giro da soli cercando di capire come agire. Poi, una sera, per puro culo, incontriamo N., un mio amico di vecchissima data che non vedevo da tanto tempo. Serata fantastica, subito mi sento molto a mio agio con quest'altro gruppo, che finalmente comprende un po' di fica.

Inaspettatamente facciamo una buona impressione e qualche giorno dopo N. ci chiama per invitarci a cena con gli altri. Iniziamo ad andare insieme in pianta stabile, oramai facciamo parte del gruppo.

Io proseguo ad integrare i consigli di Garelli ed i risultati si vedono, nonostante non siano ancora concreti. Ad ogni modo passo in modo deciso da essere "un povero sfigato senza speranza" ad essere "uno interessante". Un po' di ragazze iniziano a ronzarmi intorno, io applico le tecniche. Morale alle stelle.

Inizio anche a fare tutte quelle cose che prima evitavo per partito preso, come usare i social network, vestirmi come mi piace, frequentare locali con un po' di vita, e anche bere. Dalle mie parti (sono di Siena) il vino è praticamente usato al posto dell'acqua, ed è normale prendersi una bella sbornia il sabato sera. Mai da starci veramente male, comunque.

Si va avanti così per tutti i primi tre mesi di scuola. Un periodo fantastico: la mia personalità naturale, quella rimasta sepolta, dopo essere stata liberata dallo stress e dalla tensione degli amici falsi, esce fuori... e io mi sento da dio! È tutto così spontaneo, naturale, nuovo. Non solo sono tornato ad essere ME, ma sono anche migliorato rispetto a prima.

Va avanti così fino a Dicembre. A inizio vacanze di natale, ho casa libera per tre giorni... chiamo gli altri per stare da me.

Quei giorni sono stati un po' l'inizio dei problemi. In pratica per motivi totalmente idioti ho provato del risentimento verso N., sentimento totalmente contrastante con lo "spirito fraterno" che mi aveva legato a lui e a tutti gli altri in questo periodo, facendomi capire la differenza fra un amico vero, complice e compagno di squadra, ed un amico falso e inaffidabile come quelli di prima. Inizio a sentirmi un po' strano, ho come paura di perdere una persona a cui tengo molto.

Ovviamente tutto questo esattamente il giorno prima di Capodanno, serata gigante che intendevo usare come "prova generale" delle tecniche di seduzione.

Cerco di calmarmi, scaccio l'ansia (che era molto forte, decisamente eccessiva ed irrazionale - una cosa del genere mi era già ricapitata in passato, comunque, e l'avevo superata) e vado alla festa.

Qui sono successi i casini. La festa in sé era ben fatta, c'era materia prima su cui lavorare, anche se forse un po' troppo del tipo "ce l'ho solo io nella galassia" per il livello a cui ero arrivato. Ma non abbastanza da spaventarmi. Mi ripetevo: "Sono solo ragazzine insicure".

Solo che, per non pensare al problema di prima, esagero decisamente con l'alcol. La mattina dopo mi sveglio intontito a casa di N., mi ricordo solo che ho limonato con una e qualche altra cosa. Uno degli amici mi migliora il morale specificando che è stata lei a baciare me. Ottimo, lo considero un buon risultato.

Lo shock è stato quando mi hanno raccontato QUELLO CHE HO FATTO quella sera... in pratica sono stato uno zombie arrapato, ho tirato fuori il peggio di me, ci ho provato con ogni cosa dotata di passera nel raggio di un chilometro in maniera totalmente patetica. E quella con cui ho limonato era la 2° più brutta delle ragazze in circolazione.

Che culo.

Molto probabilmente è stata quella rivelazione l'inizio dei problemi. Essendo partito dall'essere timido, prendevo ogni azione fuori dalla "comfort zone" come un successo. Non avevo calcolato di poter ricevere un rifiuto totale. Ovviamente gran parte del fallimento sarà stato a causa delle condizioni pessime in cui versavo (ho lasciato qualcosa come una vomitata a ogni incrocio :) ), ma nello stato confusionale e stressato in cui ero, sono partito di capo: tutti i riferimenti sicuri su cui mi ero basato erano diventati inaffidabili.

I mesi seguenti sono stati di caduta libera, vita sociale zero (andavo sì a giro con gli amici, ma non s'è combinato nulla), complice anche il clima di merda. Mi ritrovo a fine gennaio a comportarmi di nuovo come timido sfigato. Lì per lì penso: è lo stress, è ricominciata la scuola, basta fare finta di nulla e la mia vera personalità salterà fuori da sola.

Ma non è saltata. Non è uscita fuori per tre mesi. A metà febbraio mi sono reso conto di non ricordarmi più "COME" sono io, quali sono i miei atteggiamenti che tanto mi avevano reso fantastico il periodo precedente.

Nelle settimane appena trascorse sono stato in uno stato surreale di assenza di personalità: in ogni situazione, non sapevo come comportarmi. Per ogni caso dovevo mettermi di sana pianta a pensare a come agire, non mi è venuto più nulla di spontaneo. E ho finito per perdere il controllo: pensando "devo avere un carattere forte, non mi devo far mettere i piedi in testa come prima" ho finito per trattare male le persone, a essere invadente, egoista. Tutto il contrario di me, che anche nella versione non sfigata sono ben sicuro dei miei principi morali.

E anche ora sono confuso. Non ho le idee chiare, non SO come fare, non mi ricordo dove devo arrivare. Qualche volta mi sono detto "ricomincia da capo", ma l'idea mi disgusta. Non capisco come posso aver perso "me" per una cazzata così. E non voglio ricominciare totalmente da capo, con il rischio magari di diventare qualcun altro. Voglio solo essere il vero ME che ha vissuto a fine 2009. Con questo gruppo di amici sinceri che mi ha iniziato a far vivere, con il morale alle stelle.

Voi che avete le idee chiare, per favore schiaritele anche a me. Come è meglio agire? Pensavo che la cosa giusta fosse "forzarmi" ad avere una vita sociale, ma non ha funzionato un granché. È meglio se mi isolo per un po' per schiarirmi le idee? Anche questa opzione mi sembra rischiosa...

Quest'estate, dopo la maturità, sarà la migliore della mia vita, e la voglio vivere al 100%. Forte, sicuro, sereno e spensierato come prima, come SONO VERAMENTE. Non accetto che una minchiata tale me la possa rovinare.

Ho dato un assaggino alla vita... e voglio mangiarla fino a scoppiare, non accontentarmi di tre mesi.

Grazie in anticipo per l'aiuto :D

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Lateralus

All'uopo, mi sembra di capire, il tuo problema più grande è stata la quantità di rifiuti che hai ottenuto in una sola sera.

Anzitutto, almeno una buona parte della colpa attribuiscila all'alcool: di solito tira fuori il lato meno pregevole delle persone. Di sicuro non credo che qualcuno si potrebbe mettere ad applicare il Mystery Method da sbronzo, ad esempio.

Seconda cosa, potenzialmente sei sì un superuomo ma ciò non significa automaticamente figa assicurata 24/7! Il processo di crescita in questo ambito è una cosa graduale e per cui i rifiuti sono una componente quasi essenziale direi - se su 100 ragazze te ne fai 98 ma non sei abituato al rifiuto, le due rimanenti ti distruggeranno le convinzioni. :D

Capisco il tuo problema con la "personalità", l'ho avuto anche io e credo che non siamo soli - e ogni tanto spunta ancora fuori nei momenti di maggiore stress. Però pensa che una personalità ce l'hai avuta e quindi da qualche parte dentro di te c'è ancora, pensa agli elementi che la caratterizzavano ed "imitali". Io quando mi sento "vuoto", rifletto e mi assumo la responsabilità di tutto ciò che succede, facendo così in modo di sentirla sotto controllo; dire "questa situazione è causa mia, come l'ho creata posso distruggerla" è un boost non indifferente all'umore ed al carattere. In alcuni momenti di difficoltà me ne dimentico e sono sopraffatto dagli eventi, ma se mi impegno a ridimensionare dentro di me il problema tutto diventa più semplice. :D

Spero d'esserti stato d'aiuto, almeno un po'. :)

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Andreas

Tu non sai.

Non sai com'è il "te stesso" a cui vuoi arrivare.

Non sai quali sensazioni comporta relazionarsi con gli altri.

Non sai cosa si aspettano gli altri da te.

Tu hai solo un'idea o, meglio, un obbligo che ti autoimponi di essere sempre sereno, al 100%, andare al massimo, dimostrare di avere un carattere forte.....

Inizia a rilassarti e smettila di voler strafare.

Prenditi i tuoi tempi per metabolizzare tutto.

Non cercare di raggiungere un fantomatico te stesso super sociale e super felice.

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Kenshi
Tu hai solo un'idea o, meglio, un obbligo che ti autoimponi di essere sempre sereno, al 100%, andare al massimo, dimostrare di avere un carattere forte.....

Inizia a rilassarti e smettila di voler strafare.

Prenditi i tuoi tempi per metabolizzare tutto.

Non cercare di raggiungere un fantomatico te stesso super sociale e super felice.

Hai ragione ed è interessante notare una cosa in proposito.

Io mi sto imponendo di non impormi nulla, ho in pratica paura di aver paura... è un circolo, non ha un inizio.

È come se ci fossero dei "livelli" di personalità, quella verso gli altri e quella verso sé stessi - la quale determina per forza di cose anche la prima.

È un po' una sega mentale... sono arrivato quasi a concepire il mio carattere come una "cosa" materiale al di fuori di me, capace di fare di testa sua e di sfuggire al controllo.

Il problema che al momento percepisco di più è quello del tempo trascorso. Sono 4 mesi che "sento" questa cosa, e come appunto ho scritto non mi "ricordo" più come vorrei essere, ho perso di vista ciò a cui voglio arrivare.

All'uopo, mi sembra di capire, il tuo problema più grande è stata la quantità di rifiuti che hai ottenuto in una sola sera.

Anzitutto, almeno una buona parte della colpa attribuiscila all'alcool: di solito tira fuori il lato meno pregevole delle persone. Di sicuro non credo che qualcuno si potrebbe mettere ad applicare il Mystery Method da sbronzo, ad esempio.

Lo shock non è stato tanto nei rifiuti quanto nel prendere coscienza del fatto che ho sdato completamente, agendo in modo tecnicamente patetico.

I rifiuti in sé non possono farmi male in quanto semplicemente non me li ricordo :)

Riguardo all'alcol, sono d'accordo che può tirare fuori il lato peggiore delle persone, ma dipende anche dall'umore e dal motivo per cui bevi. Se sei teso, triste o altro, inizi a bere da solo come un depresso e ti distruggi. Se hai solo una gran voglia di divertirti, ma magari sei un po' inibito, non vedo cosa ci sia di male. A leggerlo potrà sembrare una cosa squallida, ma secondo me si tratta di falsi moralismi.

Ho vissuto per 10 anni convinto che "chi beve, fuma, va in discoteca, si veste alla moda ecc.ecc. è sicuramente un ipocrita senza cervello, e la società fatta di queste persone è un nido di vipere". E questa convinzione mi ha portato a stare con persone che non bevevano, non fumavano, non andavano in discoteca.

TUTTE queste persone, tranne veramente pochissime eccezioni, si sono rivelate degli ipocriti con manie represse. Poi ho iniziato a frequentare chi beve, fuma e si diverte, e ho trovato persone sincere e degne di stima.

Sul fatto poi che da sbronzi persi sia impossibile sedurre una - a meno che non sia sbronza persa anche lei - ti dò assolutamente ragione... non oso sapere in che condizioni fossi quella sera. Mai visto "the hangover" (in italiano "notte da leoni")? :D

Però pensa che una personalità ce l'hai avuta e quindi da qualche parte dentro di te c'è ancora, pensa agli elementi che la caratterizzavano ed "imitali".

Beh, fondamentalmente è ciò che ho fatto negli ultimi periodi, ma non ha avuto un grande effetto.

Non fraintendere, il pensare che la personalità non si può dissolvere senza lasciare traccia (soprattutto se io non voglio) secondo me è una cosa ottima ed è ciò che mi manda avanti.

Però la faccenda dell'"imitare" per ora non ha dato molti risultati.

Certo, buona parte del "calo" sarà stata anche per via di fattori esterni, come il clima, la scuola, eccetera. Solo che ora non mi riesce di riattivarmi.

Ad ogni modo grazie :D

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