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Riflessioni...


Surgeon

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Oggi riflettevo su alcuni aspetti dell'interazione uomo\donna, prevalentemente sull'atteggiamento che un uomo devo tenere per generare attrazione. Bene: il succo della questione è, qualsiasi metodo o teoria una persona utilizzi per sedurre, è quello di dare, almeno all'inizio, poca se non zero importanza al proprio target.

E' un meccanismo psicologico sul quale si fa leva: l'attrazione nasce perchè noi uomini risultiamo interessanti e questo lo otteniamo evitando di mostrare subito ogni parte del nostro essere e offrirci su un piatto d'argento. Tutto questo ci rende in parte misteriosi e in parte affascinanti, attirando appunto la donna di turno per la quale noi, a differenza del comune AFC, iniziamo ad apparire come un premio, come una persona che può avere tutte le donne che desidera.

Riflettendo su questo aspetto che ormai è scontato (o dovrebbe esserlo almeno) per ogni PUA o aspirante tale in quanto è proprio la base da cui partire, mi è tornato alla mente un episodio della mia vita, accaduto circa dieci anni fa, che vorrei raccontarmi in quanto esempio palese di quanto detto finora.

Avevo circa sedici anni ed ero (beh lo sono tutt'ora anche se spero ancora per poco) un totale AFC. Una sera ero in un pub con alcuni amici e ci stavamo facendo una birretta. A me e ad un amico quella sera venne in mente di divertirci facendo uno scherzetto ad un nostro amico; io andai verso un tavolo dove erano sedute quattro ragazze ed esordii semplicemente con:

"Ciao ragazze scusatemi due secondi" - ricordo benissimo che loro espressione era del tipo "Eccone un altro che tenta di rimorchiarci"

Poi proseguì: "Vorrei fare uno scherzo ad un mio amico, vedete quel ragazzo? Bene una di voi fra poco si alzi e vada a dirgli: Ciao, ma lo sai che sei proprio un cesso???" (Si lo so....scherzo stupidissimo, ma avevo sedici anni).

Ricordo ancora che loro sembravano in parte quasi deluse dal fatto che io non ero andato lì con l'intenzione di attaccare bottone (infatti non ce l'avevo), avevo chiesto solo un aiuto per uno scherzo e non mi ero assolutamente interessato a loro, tanto che non chiesi neanche i loro nomi.

Comunque mentre tre di loro iniziarono a ritirarsi all'idea ("Eh che cosa cattiva :) Ah no io non ho il coraggio di andare"), la più spigliata delle quattro mi disse: "Non c'è problema. Lo faccio io"

Così fece e ci facemmo tutti una gran risata.

A seguito di quel siparietto iniziammo ad interagire con loro, si sedettero al tavolo con noi e le conoscemmo. Alla fine io ebbi una storiella con una di loro e addirittura un mio amico rimase insieme ad un altra per circa due anni.

Adesso, ripensando a questo episodio a distanza di anni, dopo aver studiato (più che applicato) i meccanismi del corteggiamento, ho iniziato a riflettere su alcuni aspetti:

1) Ogni volta che una donna è avvicinata da un uomo che non conosce, pensa che lui la voglia rimorchiare.

2) Anche se apparentemente lei si scoccia di questo fatto, sotto sotto, in maniera inconscia è contenta di questo, tanto da rimanere anche delusa quando si rende conto che non è così

(ovviamente per questi due punti sto generalizzando, ci sono molte sfumature e bisogna sempre considerare che ogni persona è diversa dalle altre, che ogni reazione è diversa dalle altre e che anche ogni momento e situazione possono esserlo)

3) Effettivamente il mostrarsi non interessati alla fine paga (sia che sia un effetto voluto che non voluto)

Pensando a quest'episodio della mia vita mi sono reso conto di quanto sia paradigmatico: mostra esattamente come bisognerebbe comportarsi in questi casi; loro probabilmente furono attratte dal fatto che io non avessi nessuna intenzione di abbordarle.

Ho deciso, quindi, che ogni volta che dovrò aprire un set o una ragazza da sola, ripenserò a quell'episodio, cercando di comportarmi allo stesso modo.

Mi sono reso conto quindi che forse, una parte importantissima del processo di attrazione sta proprio nell'attesa e nella fiducia della donna di sentirsi oggetto del desiderio e dell'immediata e successiva smentita di questo stato d'animo, grazie al nostro agire, seguita dalla delusione che la porta a farsi le seguenti domande:

- Ma allora forse non sono una persona così interessante??

- Forse questo è un uomo abituato ad avere tante donne belle e affascinanti che io per lui valgo poco?

- Come posso rendermi interessante ai suoi occhi? (questa la ritengo la più importante: fare sentire una donna così, implica che sul piedistallo adesso ci siamo noi e non lei, che noi siamo il premio)

Ovviamente spesso queste domande avvengono solo a livello inconscio: il target non sa che se le sta ponendo, ma si mette comunque in quello stato mentale, quello che noi poi andiamo a sfruttare.

Cosa ne pensate???

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Beh ci sono da dire due cose: la prima (devo farmi perdonare dal mio amico e tessere le sue lodi) non è un "cesso" e poi la ragazza non ebbe il coraggio di chiamarlo così ma disse solo:

"Ciao, scusa....ma lo sai che sei davvero un brutto ragazzo?"

Lui rimase un paio di secondi stupito, poi si fece una bella risata unendosi a noi.

Purtroppo lui non rimorchiò quella sera...

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