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The Tree of Life


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American Psycho
Inviato

Texas, anni Cinquanta. Jack cresce tra un padre autoritario ed esigente e una madre dolce e protettiva. Stretto tra due modi dell'amore forti e diversi, diviso tra essi per tutta la vita, e costretto a condividerli con i due fratelli che vengono dopo di lui. Poi la tragedia, che moltiplica le domande di ciascuno. La vita, la morte, l'origine, la destinazione, la grazia di contro alla natura. L'albero della vita che è tutto questo, che è di tutte le religioni e anche darwiniano, l'albero che si può piantare e che sovrasta, che è simbolo e creatura, schema dell'universo e genealogia di una piccola famiglia degli Stati Uniti d'America, immagine e realtà.

L'attesa della nuova opera di uno degli sguardi più dotati e personali dell'arte cinematografica è ricompensata da un film tanto esteso, per la natura dei temi indagati, quanto essenziale. Popolato persino da frasi quasi fatte, che la genialità del regista riesce a spogliare di ogni banalità e a resuscitare al senso. Malick parla la sua lingua inimitabile, le cui frasi sono composte di immagini (tante, in quantità e qualità) e di parole (molte meno) in una combinazione unica, senza mai pontificare. Si ha più che mai l'impressione che con questo film, che parla a tutti, universalmente, non gli interessi comunicare per forza con nessuno, ma farlo innanzitutto per sé.

Testimone di una capacità rara di sapersi meravigliare, ha realizzato un film che non si può certo dire nuovo ma nel quale Terrence Malick si ripete come si ripropone il bambino nell'uomo adulto, per “essenza” vien da dire: ci si può vedere la maniera o, meglio, ci si può vedere l'autore.

Del film si mormorava addirittura che avrebbe riscritto la storia del cinema e in un certo senso The Tree of Life fa anche questo, senza inventare nulla ma spaziando dall'uso di un montaggio emotivo da avanguardia del cinema degli esordi ad una sequenza curiosamente molto vicina al finale del recentissimo Clint Eastwood, Hereafter. Il confronto, però, scorretto ma tentatore, non si pone: la passeggiata di Malick in un'altra dimensione è potente e infantile come può esserlo solo il desiderio struggente che nutre il bambino di avere tutti nello stesso luogo, in un tempo che contenga magicamente il presente e ogni età della vita. Ecco allora che il film non sarà nuovo ma rinnova, ritrovando un'emozione primigenia, fondendo ricordo e speranza. L'ultimissima immagine non poteva che essere un ponte.

E' un odissea dello spazio moderna, dentro al film c'è in un certo senso il "senso della vita", immagini varie sulla vita e le origini, la morte e molto altro, ha già vinto la palma d'oro a cannes... chi l'ha visto? Che ne pensate?

FANTANTONIO
Inviato

mi hanno detto che è noioso,io non l ho ancora visto però.

a te come è sembrato?

kumbo
Inviato

mi hanno detto che è noioso,io non l ho ancora visto però.

a te come è sembrato?

non l'ho ancora visto, ma ho gia intenzione di rimediare al piu presto. Da quel che ho letto e sentito e uno di quei film che lo spettatore medio non puo apprezzare.

non è fast end furious 5 per intenderci biggrin.gif

FANTANTONIO
Inviato

uahuah per questo lo voglio vedere anche io.non sono uno spettatore medio :D

American Psycho
Inviato

Alcuni hanno applaudito alla fine non per la bellezza ma perchè è stata un agonia, altri che dicono che è un capolavoro assoluto che fa riflettere.

Insomma, è per chi cerca qualcosa di più profondo. Lo devo ancora vedere.

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