giamino [Partecipante] 392 Inviato 10 Maggio 2012 Inviato 10 Maggio 2012 Interessante e bello spunto per accendere il cervello in questa calda pausa pranzo.. Grazie Capitan
fulmineo [Élite] 461 Inviato 10 Maggio 2012 Inviato 10 Maggio 2012 in questi giorni ho sentito nel forum ragionare spesso sulla guerra dei frame. riprendendo allora questo post, incompleto, mi accorgo che nulla abbiamo scritto su "come affrontare gli attacchi al nostro frame". (nel seguito, il virgolettato vorrebbe sempre indicare metafore) ma come si mantiene il nostro frame positivo davanti ad una sfida? parlo per la mia esperienza. come qualcuno inizia a cercare d'imporre il proprio frame sul mio, me ne accorgo sentendo proprio "dentro", nitidamente, una perturbazione del mio stato d'animo....insomma...sento che inizio a "stranirmi"; ed è quando questo “stranimento” mi mette sotto pressione interna ed inizio ad incazzarmi che comincio a perdere la guerra dei frame. quindi la prima cosa per restare congruente è capire, se arriva questo "stranimento", quando arriva e come arriva e quindi sapere come contrastarlo, e soprattutto, come presentare le reazioni all'esterno in modo tale che non si sbagli comportamento. le rezioni sono dunque molto importanti e capire i segnali che ci arrivano in maniera corretta è l'unica maniera che abbiamo per restare equilibrati e in controllo. se mi girano le scatole e non faccio nulla per arginarmi, probabilmente non riesco a concludere la giornata senza aver prima discusso con qualcuno; quando girano le palle, pare che tutto sia fatto apposta per farci incazzare e che le persone ci vengano a cercare per darci il tormento. e alla fine uno scoppia. ma in realtà si tratta solo di cattive interpretazione dei segnali, ricevute in uno stato d'animo negativo, che condiziona troppo le nostre azioni e reazioni. E' difficile rendersi conto di tali comportamenti automatici, ma il fatto stesso che parlando ora si riesca a definire il problema, indica che non è impossibile percepirli e, quindi, provare a modificarli. l'attività di invio-recezione segnali è onnipresente e onnicomprensiva. si pensi alla modalità scanner, tipo terminator col fascio laser rosso, che scansiona dalla testa ai piedi una donna, in un attimo. testa-tette-ancora tette-fianchi-culo-ancora culo-cosce-piedi-cosce-culo-culo-fianchi-tette tette-testa. lo facciamo in un decimo di secondo. lei, nello stesso decimo di secondo, ha già stimato le nostre intenzioni e le nostre, a suo giudizio, potenzialità. Si pensi ora ad un incontro fra terminator e una donna in dolce attesa. probabilmente neanche si "vedono", nel senso che i segnali in ingresso e in uscita non si incontrano proprio, perchè sono su differenti frequenze. c'è una specie di incapacità comunicativa a livello sensoriale. siamo una specie di radio che continuamente parla con le altre persone e che continuamente controlla che le nostre percezioni e le nostre credenze del"mondo" siano accurate. Quando il segnale di ritorno, l'eco del nostro grido, torna indietro dicendo "ok", ci sentiamo apposto e neanche ce ne accorgiamo. il nostro frame permane. quando invece qualche segnale torna indietro dicendo "ko", iniziamo a dubitare! inizia una specie di ricerca interna per capire se bisogno aggiustare la propria opinione sulle cose esterne. Se poi il dubbio si insinua quando siamo sotto una "pressione sociale", sono alte le possibilità di cambiare il proprio frame, abbandonandolo, per prendere quello che domina nel contesto e sentirsi "ok". un esempio. al lavoro mi capita spesso, purtroppo, di dover dare una risposta in tempi brevissimi. se il consiglio che sparo si rivela in seguito giusto, ho fatto solo il mio lavoro; se sbaglio, il più delle volte non succede nulla, ma di sicuro ogni volta perdo punti di credibilità. in genere, questa situazione si verifica "sotto pressione", in emergenza, e all'interno di un gruppo formato da colleghi, più o meno esperti di me, e da antagonisti, coloro che vogliono la risposta giusta e subito. ogni volta ho una serie di indicatori da valutare per formulare la mia risposta, segnali interpretabili secondo la propria abilità, capacità ed esperienze. episodio recentissimo, di fronte allo stesso scenario, il mio collega più esperto mi ha portato a dubitare delle mie stesse considerazioni. ho abbandonato il mio punto di vista e sono completamente entrato nel suo frame. quel che mi rimprovero non è tanto la risposta finale sbagliata che ho dato ('sticazzi, mi dovevano dare più tempo), ma lo scivolare inconsciamente e acriticamente nel suo frame, perdendo il mio. ma io avevo percepito tutti i segnali che mi portano sempre a dubitare del mio frame: domande interiori (se, ma, forse, chissà) non saper che fare mancanza di idee e di parole pressione e rabbia montante voglia di alzare la voce dare la colpa agli altri appoggiarsi ad uno più esperto parlare in maniera convulsa e con un tono di voce più alto passare da un'idea all'altra per dimostrare e dimostrarmi che sto facendo qualcosa perché l’ho scritto? Perché in aggiunta alla lista dei segnali che mi dicono che sto andando alla deriva c'è pure un aspetto di progettazione, che presa consapevolezza della deriva, mi porta al fare andare le cose bene. inutile dire che ho il "capo supremo" che è uno stronzo vero, odiatissimo da tutti, circondato solo da lecchini che si cagano sotto. nel mio delirio di forza e bellezza, ho immaginato tantissime volte la stessa scena. io con già una bella arietta di fiati sul collo lui che arriva a problema avanzato e col suo modo di fare severo e imperturbabile, mi rivolge parola senza nessuna gentilezza. le reazioni che avevo visto e che vedo in genere negli altri colleghi erano di imbarazzo, goffaggine, soggezione, fino ad arrivare al panico. un filo di voce incomprensibile, gesti imbranati, insomma, scene terribili. io mi sono immaginato sempre invece nella stessa situazione con un bel sorriso, tranquillo e sereno, del tipo se ti prendi certe libertà con me, io me le prendo con te, felice di rivendicare la mia persona. una mezza volta si è quasi verificato il solito scenario di emergenza , nel senso che non c'era un vero e proprio problema, ma il “supercaposupremodelcazzo”con i suoi modi dittatoriali, mi ha chiesto delle cose. io ho addirittura esagerato al contrario. ci mancava poco che gli dessi una pacca sulla spalla. però, immaginare e immaginare quella situazione, mi ha davvero tolto ogni forma di timore...forse troppo. quando qualcuno sfida il nostro frame, la cosa più facile da fare è ignorarlo. ma non come se il tipo/a non esistesse, ma nel senso che nulla è ancora accaduto, nulla delle cose che sto pensando è già successa. siccome credo che la seduzione è intimamente legate a tutte le altre cose della nostra esistenza, faccio ora un altro esempio in un altro contesto. quante volte vi è capitato di arrivare alle mani? (spero mai!) insomma, se uno dà retta a tutte le stranezze che si vedono per strada e non fa nulla per contenersi e non interpeta i segnali nel giusto modo, può capitare, no? il non reagire, la calma, l'imperturbabilità davanti alla sfida, alla minaccia o alla difficoltà, è la maniera migliore per risolvere il problema. (chi non è d'accordo, credo preferisca sempre e comunque alzare le mani per spiegarsi). allo stesso modo nella seduzione, con tutte le sfide che ci mette davanti. uguale uguale. in poche parole, sono in guerra dei frame con una ragazza la cosa è molto appetitosa la tensione si sente. non perdo il frame e rimango imperturbabile, ma lei lo stesso. continua la guerra e non si ottiene nessun appuntamento, io nel mio frame, lei nel suo. come la mettiamo?
Serial [Partecipante] 171 Inviato 10 Maggio 2012 Inviato 10 Maggio 2012 sei sicuro che tu non ti sia semplicemente QUALIFICATO?! LOL, l'importante è il frame giusto? ahahah
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