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Alchelion
Inviato
Sono un visitatore, e forse dovrei star zitto in un gruppo dove si è scientificamente denominata e catalogata ogni fase o componente di un rimorchio.

Ma la scuola alla quale appartengo, a tutt'oggi mai smentita, mi insegna che l'approccio ad un essere umano, è un tantino più complesso di una partita a scacchi dove a mossa si risponde con contromossa di sicura efficacia scritta da un guru del pedone.

Sarebbe stupendo scopare con la stessa facilità con cui si amministra una pleistesciò, ma il fatto che in tanti amministrino le pleistesiò contrapposto al  fatto che siano in pochi quelli che scopano, dovrebbe indurre qualche ragionevole dubbio.

Se posso permettermi un consiglio, come prima fase in un rimorchio, libera la mente da superstrutture e da schemi che ti portano continuamente a riflettere.

E questo per due motivi. Il primo è che se non sei assolutamente certo di quello che devi fare, di fronte ad una risposta imprevista ti metti a pensare rompendo il feeling.

Il secondo è che se pesi ed analizzi cercando nella tua memoria di catalogare l'azione che osservi, non sarai mai il conduttore del gioco, ma una specie di vittima. Il risultato sono rimorchi estenuanti che si protraggono inutilmente e poco profiquamente.

Il mio motto è sempre stato blitz krieg. Il che significa che hai pensato *prima di agire*, e che nel momento in cui entri in azione, sei già conscio della vittoria.

La progressione è estremamente semplice, e si basa sul fatto che tu sei interiormente convinto che la donna che hai davanti te la ha gia data. Deve solo rendersene conto anche lei.

Quindi, invece di comportatri come un agente del kgb, facendo domande più o meno invadenti sperando che lei ti faccia capire a che punto del rimorchio ti trovi, comportati come se tu fossi al cospetto di una donna con la quale stai insieme da anni. Questo ti da la necessaria sicurezza e padronanza.

Cerca soprattutto di trasmettere delle emozioni, di provare quell'eccitazione interiore che le tue ghiandole tradurranno in stimoli chimici che lei percepirà a livello inconscio.

Questo è il vero segreto dei rimorchi lampo: il fluido che non si vede, ma c'è.

Il constatare che recepisce i tuoi "stimoli" viene da se, sei stato programmato dalla natura per questo, e non hai bisogno d'altro che di crederlo per provarlo.

Se ti chiedessi di saltare un fosso di un metro, lo faresti in un solo secondo.

Ma se ti dicessi che per fare quel salto occorre misurare la resistenza del suolo sotto al piede d'appoggio, la traiettoria da seguire , ed i microvolt da inviare al nervo del quadricipite, per lo stesso salto impiegheresti anni, col rischio di sbagliare un calcolo e finire in un ridicolo fosso.

Rimorchiare è la stessa cosa. Capisco che il mio post sia quasi una provocazione, ma questa è la realtà.

TermYnator

Come inner game il tuo discorso è interessantissimo e ti ringrazio. Per quanto riguarda "cosa effettivamente fare" e soprattutto i tempi in cui farlo, il tuo discorso è un po carente :) .

Mi sembra evidente che in un approccio del genere "l'intuizione" su come far progredire il game possa solamente costruirsi sulla base di una grande esperienza in passato. L'esperienza è tutto, ma farsi esperienza andando alla ceca è molto piu dura e richiede molto piu tempo. Ho degli amici natural, e ho notato che dopo tanti anni di esperienza (circa 6/7) si comportano esattamente come prescrive la teoria.

Quindi,il mio motto è questo, come dici tu stesso: prima PENSO poi SPERIMENTO.

Di quel PENSO fa anche parte anche una certa progressione da tenere nel game, piuttosto che andare a caso e aspettare che i numerosi C&B mi facciano finalmente arrivare alle stesse conclusioni :) .

Con questo non voglio assolutamente sminuire la pratica.

Voglio cercare di arrivare ad un livello nel game in cui sono consapevole in ogni momento della direzione in cui sto portando l'interazione. Proprio il contrario che essere vittima degli eventi :) .

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Miglior contributo in questa discussione

sexyPit
Inviato
Se posso permettermi un consiglio, come prima fase in un rimorchio, libera la mente da superstrutture e da schemi che ti portano continuamente a riflettere.

E questo per due motivi. Il primo è che se non sei assolutamente certo di quello che devi fare, di fronte ad una risposta imprevista ti metti a pensare rompendo il feeling.

Il secondo è che se pesi ed analizzi cercando nella tua memoria di catalogare l'azione che osservi, non sarai mai il conduttore del gioco, ma una specie di vittima. Il risultato sono rimorchi estenuanti che si protraggono inutilmente e poco profiquamente.

In definitiva tu dici che molte cose che stanno qua dentro sono "pippe mentali" TermYnator, è proprio così.

Non credere che quando ognuno di noi si mette a scrivere su questo sito non lo faccia con un minimo di ironia e di sarcasmo autocompiacente ;) LOL!!

Ma proprio qui sta il bello.

Si è liberi di scegliere. Pensa che non tutti però sono natural o hanno questa innata fiducia in loro stessi. FMM qui dentro si cerca anche questo, confronto e riscontro :D.

Bene, ti faccio un parallelismo da buon batterista, suonare con la band e il click(metronomo n.d.r.) in cuffia.

La prima volta che affrontai l'argomento col mio maestro, queste furono le sue parole: "all'inizio si è legnosi, poi si comincia a seguire il tempo. Avrai imparata a suonare col click quando esso sarà solo un riferimento".

Aveva ragione :metal:.

Adesso che so suonare col metronomo in cuffia, non lo ascolto più è come se non ci fosse. Però vado a tempo e la mia creatività non è soffocata :cool: .

Beh, il concetto mi pare chiaro. Assimilare le cose che ci piacciono elaborarle e farle proprie in concetti SBOMBONI che ci fanno scopare, se non molto, magari un po' più di zero :D .

sP

p.s.

Papero, dimmi se sbaglio :) .

ciccio
Inviato

Eheh, quello che dici e' sicuramente condivisibile, e non e' affatto in contrasto con quanto puoi leggere su queste pagine. Il punto e' che il "fluido" di cui parli non tutti (anzi, ben pochi: i cosiddetti Natural PUA) hanno la fortuna di averlo... Per gli altri, le sovrastrutture mentali e le tecniche di cui qui si parla sono materiale preziosissimo sotto almeno due aspetti:

- Aiutano ad aprire gli occhi, a capire come "funzionano" le donne, e quindi ad affrancarsi dallo stato di AFC in cui sono sempre vissuti;

- Danno degli strumenti collaudati che aiutano ad acquisire una maggiore sicurezza in se stessi, il che e' assolutamente fondamentale nelle interazioni con l'altro sesso.

L'AFC tipico qui puo' trovare una mappa e una bussola, utilissimi per non partire completamente disorientato nell'esplorazione dell'universo femminile. Certo e' solo un punto di partenza, ma credimi e' gia' tanto: pillola rossa/pillola blu, ti si apre un nuovo orizzonte e ti si mostra la strada, poi sta a te percorrerla... Ma finche' non hai esplorato un po' l'ambiente, e non hai imparato a muoverti con una certa disinvoltura senza necessita' di usare mappa e bussola ad ogni passo (cioe', fuor di metafora, finche' non hai interiorizzato almeno i concetti basilari, fino a farli tuoi e ad applicarli automaticamente), e' chiaro che, come tu dici, la mancanza di naturalezza dovuta dalla sovrastruttura mentale ed al ricorso a tecniche apprese, ma non ancora ben assimilate puo' esserti di ostacolo e talora fregarti: e' forse soprattutto per questo che e' cosi' importante la pratica!

Ma quando il territorio ormai lo conosci cosi' bene che mappa e bussola non sono piu' indispensabili (anche se possono comunque aiutare...) l'impiccio dell'impalcatura non c'e' piu' (l'hai interiorizzata) e ti comporti piu' o meno come un Natural PUA.

Uhm, mi rendo conto che ho usato la metafora della mappa e del territorio in un'accezione diversa da quella solita, ma vabbe', cosi' mi e' venuta...

l'approccio ad un essere umano, è un tantino più complesso di una partita a scacchi dove a mossa si risponde con contromossa di sicura efficacia scritta da un guru del pedone.

La tua metafora scacchistica mi fa venire in mente la risposta che il celebre campione Boris Spasskij diede ad un giornalista che gli chiedeva se preferiva la Donna a letto o sulla scacchiera: "Beh, dipende dalla posizione..."

--

C.

TermYnator
Inviato

Carissimo Prieras, nel primo scorcio che ho dato a questo forum per rendermi conto di cosa fosse e cosa trattasse, ho molto apprezzato alcune tue valutazioni "naturistiche" circa la relazione fra sessi, constatando (sempre imho) una filosofia di base vincente.

Poi ho letto un tuo post circa un incontro finito sotto ad un ombrello, e (perdona la franchezza, ma puoi sempre mandarmi a quel paese e non te ne vorrò per questo :) )

In quel post emerge una contraddizione formale fra le tue azioni e questa filosofia.

Perchè *tu*(vale solo per te), che più di altri sembri conscio che la soluzione del problema è gia insita in te, ti nascondi dietro a piccoli espedienti che in realtà ti allontanano dal risultato? Dopo il gioco del cubo (leggi nota in calce) realmente *credi* che una battuta su Rocco siffredi possa introdurre l'argomento sesso? Non l'hai gia introdotto con i fatti?Perchè dare modo a chi hai di fronte di cominciare a valutarti da quel punto di vista razionalmente, prima ancora di averlo effettivamente vissuto, oltretutto dopo un momento di contatto che doveva già averti portato ad una penetrazione più profonda?

E se ancora non gli piaci? Avrai fatto in modo di farle trarre delle conclusioni prima ancora di averti "assaggiato"...

Perdonami, ma questo è un errore.

Se realmente vuoi far sesso con una persona, e non sei certo che lei voglia la stessa cosa, il sesso è l'ultima cosa che deve passare per la sua testa. Deve ritrovarsi a far sesso apprezzando quello che sta vivendo, senza averle dato modo di pensarci prima, ovvero organizzare le sue difese omologandoti ai millanta che gliela chiedono.

inoltre:

L'approccio fisico non deve essere "a passi discreti", ma continuo: chiederle la mano significa far rimbalzare la palla demandando a lei la decisione se darla o no. La mano te la deve offrire, non deve mai avere alternativa.

E soprattutto non devi mai chiedere.

Io sono convinto che dentro di te, non volevi chiedere, ma volevi semplicemente che te la desse, quella benedetta mano. E sono altresì convinto, che prima di pensare a quale tecnica usare per fartela dare, tu abbia represso il gesto istintivo di tendere una mano aperta guardandole la mano per fartela dare.

Te la avrebbe data, ma non avresti chiesto. Perchè non l'hai fatto?

In sintesi, la metodologia del singolo attacco, ti ha fatto dimenticare quale fosse la guerra che stavi combattendo.

Perso nell'interpretare segni biblici, cercando fra le risposte scritte quale fosse la cosa da fare, non hai fatto quella più naturale: protrarre il contatto, estendere il contatto fisico ai gesti che fai a distanza, arraparla con il tono della voce ed, in ultimo, sferrare il primo, velocissimo attacco, per poi ricominciare a parlare del più e del meno.

Questa è un esempio di blitz krieg, che lascia "l'avversario" esterrefatto, confuso, conscio di non potersi opporre a qualcuno che fa esattamente ciò che desidera.

Questa è la scuola del "marchio", e ti garantisco che chiunque impari a guardare dentro di se può arrivarci, e senza essere Brad Pitt...

* Il gioco del cubo.

Il gioco del cubo comincia a diffondersi fine anni 70, prima come giochino psicoattitudinale, poi come vero e proprio strumento di rimorchio. Lo uso dai primi anni ottanta per scatenare il climax, in una variante che postai ad personam, agli allora adepti del faceto "corso di recupero per Morti di Pippe" (it.sesso.marpionismo 1999-2000), nel quale elencavo stratagemmi per abbreviare le distanze.

La mia personale versione comporta l'apposizione dei piedi della gnocca su un nostro piede, e solo in seguito, (vista la cortissima distanza) il contatto con la mano, che viene spontaneo.

Questa posizione, unita al deconcentrare la topa il più possibile, consente un tono vocale particolarmente suadente, che consente di creare uno spazio nello spazio, nel quale si è l'attore unico. Di fatto, gia a metà gioco, si ha la certezza se sarà sesso.

TermYnator

Inviato

Mah anche quello che hai appena scritto non è altro che una strutturazione e una catalogazione, per altro già fatta da altre persone e già ampiamente diffusa anche utilizzando terminologie meno hitleriane.

Ecco a me una roba scritta così il frame me lo azzera.

ciao

Gatto

TermYnator
Inviato

La mia storia inizia come quella dei tanti spaventati dalla figa che aleggiano su questa terra. Di fronte ai primi smacchi, mi sono chiuso in me stesso, per cercare (come voi) la chiave di volta. Molto presto ( con qualche schiaffo, a dir la verità) ho capito che il prendere alla lettera i "fai questo, fai quest'altro" degli acchiapponi di turno, con me non funzionavano, semplicemente perchè non siamo tutti eguali, non abbiamo tutti la stessa padronanza del linguaggio, non abbiamo tutti la faccia come il culo.

Recitare un copione che non ci appartiene ci rende ridicoli, e le donne hanno un lanternino particolare per calcare questo lato, facendoci sentire delle vere e proprie merde.

Ho visto la mia spalla rimorchiare una tipa davanti all'uomo chiedendogli direttamente il telefono. Pensi che ci sia un metodo per questo? No, non c'è.

Dovresti essere quella persona, in quel momento, ed in quella precisa circostanza. Non è un fatto statistico, ma è un fatto che contribuisce a creare un mito. E chiunque conosca la mia spalla, cerca invano di rimorchiare recitando a menadito le sue frasi.

Peccato che dette da lui suonino in modo diverso.

L'intima convinzione che ho maturato, è che dentro di noi conosciamo sempre la risposta a tutto, basta sapersi ascoltare senza aver paura di esporsi.

In questo il metodo è utile.

Certo, i rompighiaccio facilitano la cosa, possono palliare a delle "impasses" su come conoscere una tipa, ma rimango convinto che l'unica arma a disposizione del marpione sia la vendita di quello che lo differenzia realmente dagli altri: la propria interiorità.

Per questo ( e continuo a scusarmi, perchè non voglio esser tacciato di provocatore) trovo che l'americanissima scissione di un fenomeno complesso, in infinite e misurabili variabili alla portata di tutti, sia un fenomeno molto valido commercialmente, ma poco funzionale all'atto pratico, illudendo l'attore che il possesso di tali variabili lo renda un perfetto seduttore.

Sarò ben lieto che qualcuno apprezzi le mie parole, parole che però, non hanno la valenza di un insegnamento, ma semplicemente quella di far suonare quel campanellino che troppi di noi zittiscono per paura di sfigurare.

TermYnator

ExiBit
Inviato
rimango convinto che l'unica arma a disposizione del marpione

Ciao TermYnator, forse hai sbagliato forum: qui non si parla di marpioni o cose del genere :) Sono sicuro che nonostante questo tuo fraintendimento iniziale ti saprai relazionare nel modo più consono possibile a questo gruppo di persone che manifesta interessi diversi dai tuoi. Ti auguro una buona permanenza.

TermYnator
Inviato

L'ironia e l'autoironia ( con certi limiti) sono alla base di una piacevole dialettica.

Il mio precedente gruppo era tutto tranne che serio, ma tra ruoli e menate assolutamente ironiche, anche li si dissertava della più antica pena dell'uomo.

In termini un po' più italici, e se vuoi un po' più vaghi.

Per usare il tuo parallelo, ti dirò che quello che dovrebbe esibire un vero marpione è proprio la creatività. Ma questa prescinde dall'uso del metronomo...

La forma è importante, ma è solo un complemento della sostanza per renderla più fruibile.

Vogliamo cominciare a parlare di sostanza?

TermYnator

prieras
Inviato

Dici di aver letto i miei post ma in relatà ti sei solo fermato all'ultimo.....Per carità non chiedo che ogni membro di questo forum legga tutto quello che scrivo, anzi...certo però che quando si dicono cose che soo poco attinenti con la realtà non posso non rimarcarle.....

Carissimo Termynator se avessi letto anche qualche altro mio post avresti scoperto che non sono amante nè di routine nè di canned (ossia di materiale "preincartato" e pronto all'uso il cui scopo sarebbe quello di tirarti fuori d'impaccio nei momenti critici della sargiata); questa mia avversione contro questo tipo di materiale sta nel fatto che a me piace creare da solo le MIE routine e il mio canned (la routine del Siffredi infatti è proprio di mia invenzione)...se domenica pomeriggio ho deciso di usare la routine del cubo è stato solo per testare la sua validità (e perciso che nel mio caso l'utilità della routine - proprio a causa della natura del mio game molto improv - è stata molto poca).

Certo, avrei potuto tendere la mano ed aspettare che lei mi desse la sua....ma se poi non l'avesse fatto come far fronte all'imbarazzante situazione!? Come tirarsi fuori d'impaccio!? Tr l'altro dici chel'uom non deve chiedere mai....Bene, io ti rispondo invece che il PUA chiede ma senza farsene accorgere (ad esempio quando si invita ad uscire una ragazza inizialmente riluttante con la solita tecnica) e sai perchè!? Perchè non c'è nulla di male a chiedere qualcosa ad una donna nè tantomeno c'è da vergorgnasene e se nel game spesso si usano stratagemmi per ottenere qualcosa non è per la paura di chiedere o perchè si ritiene che chiedere qualcosa sia sbagliato ma solo perchè domandando qualcosa in un modo sbagliato si potrebbe far capire che abbiamo un forte interesse per l'hb la quale (forte di tale vantaggio) potrebbe iniziare a tirarsela e renderci il tutto più difficile.

Concludo dicendo che la guerra non si vince vincendo una singola battaglia e che la mappa non è il territorio; ma soprattutto voglio ancora ricordare che ognuno di noi si costruisce un proprio schema ideale di game e ciò che a te permette di trombarti 10 hb al giorno magari se applicato da me non me ne farebbe trombare nemmeno una e viceversa.....Quindi prima di criticare è buona norma sperimentare quello che si ritiene buono o meno buono così come ci insegnò piu di 600 anni fa Galileo Galilei (per l'appunto l'inventore del buon metodo sperimentale).

TermYnator
Inviato

Dissento sulla questione del fluido.

Il fluido è acquisibile (cerca su google quanto scrissi sui feromoni).

La difficoltà in questo tipo di pratica è che non è trasmissibile con la stessa facilità con cui si trasmette una frase rompighiaccio. Richiede del lavoro interiore, difronte al quale i più si arrendono, preferendo dei pacchetti facili come la loro trasmissibilità.

Così l'iter del rimorchio, che per quanto mi riguarda è ascrivibile ad arte pura, nel senso che , pur calcando uno schema cronologico più o meno fisso, prevede da parte dell'attore una traduzione dei simboli circostanti finalizzata a stupire la topa, per portarla nel suo mondo. In quel mondo, dove lui e maestro e guida, lei si sentirà cullata e protetta, tanto da manifestare la volontà di voler rimanere concedendosi.

La "traduzione" è un processo di mediazione fra l'ego dell'attore, l'ambiente asservito al rimorchio, e l'universo delle cose che piacciono alla topa. Quindi un processo diverso da persona a persona.

Per questo, una serie fissa di regole, più che avvicinare allo scopo, ne fa perdere la reale conoscenza.

Per usare una metafora a voi cara, rigirandola a mio bisogno, conoscere perfettamente la mappa di un territorio, non significa poterne dipingere i panorami...

TermYnator

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