Vai al contenuto

atteggiamenti o percorsi inevitabili?


Frankso
 Condividi

Messaggi raccomandati

Frankso

Anzianotti buonasera...

(calmi dai, un po' di autoironia minchia.. ah ah)

Con il rischio di ghettizzarci voglio inserire anch' io un mio post in questa "navigata" stanza.

Nelle mie frequentazioni, recenti e non, bene o male ho sempre cozzato contro la realtà che le donne che ho conquistato tendevano alla tanto bramata LTR. A meno che la situazione non fosse particolarmente ingarbugliata (donne sposate, fidanzate, appena lasciate o affini) la quasi totalità degli episodi vertevano sullo stesso scopo. Voi direte: bella scoperta... Ok.

Arrivato ai 35 anni la mia considerazione non è cambiata di tanto. Devo dire che inizialmente, nelle prime fasi di una frequentazione, questo indole è spesso celata, la donna tende come a nasconderla (mica scema...) ma con il tempo è inutile, viene fuori. Non fraintendiamoci, non credo sia poi una cosa così sbagliata, mi sembra normale che se una persona si trova a proprio agio con un'altra tenda all' "accoppiamento", ma mi chiedo quanto questo possa derivare dal MIO atteggiamento. Mi spiego.

Vedo e leggo di tante persone che mi hanno contraddetto, dicendo che esistono tante donne che per un motivo o per l' altro cercano solo qualcosa di carnale. Fatto sta che io ne ho incontrate davvero poche. Il mio dubbio è se questo possa derivare da un mio modo di rapportarmi alle nuove conoscenze. Con questo non dico che ritengo il mio atteggiamento sbagliato e sinceramente non so quanto abbia voglia di modellarlo, perché nasce prevalentemente dal mio modo di essere, ma questo è un dubbio che spesso mi fa toc toc...

L' iter solitamente è questo: si conosce una nuova ragazza single, si esce una/due volte, si fa sesso (se va bene) e poi inizia la frequentazione. Non ho detto nulla di nuovo, ma converrete con me che la tendenza ad una LTR mi sembra abbastanza inevitabile.

Se mi dite: "ma che dici? Guarda che ci sono tantissime FB che non vogliono altro!" Allora per normale causa-effetto mi viene da dedurre che potrei essere io che in qualche modo faccio deviare le cose.

O no?

Link al commento
Condividi su altri siti

^X^

Eh caro mio, non posso che confermare quello che dici. Sulle cause invece posso solo azzardare delle ipotesi, perchè è da anni che ci penso senza trovare il bandolo della matassa.

Secondo me dipende dal motivo per cui una donna viene a letto con noi, o meglio... da cosa è attratta.

Se la ragazza è attratta da caratteristiche prettamente fisiche, è probabile che voglia solo sesso e non rimanga coinvolta emotivamente; ma se come succede sempre a me (perchè dal punto di vista fisico non ho molto da offrire) sono attratte dalla mia energia maschile (un mix di carattere, modo di fare, stile di vita...) allora la strada verso l'innamoramento e la ricerca della LTR è spianata sia dalla prima sera.

In altre parole, in my humble opinion, io e te preselezioniamo senza volerlo quelle che cercano una LTR.

Questo spiegherebbe perchè si dice in giro che le donne alla ricerca di sesso occasionale esistono, ma non ne abbiamo mai incontrate.

[edit] anzi, si, le ho incontrate e non le ho sapute gestire.

Modificato da ^X^
  • Mi piace! 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Frankso

Eh caro mio, non posso che confermare quello che dici. Sulle cause invece posso solo azzardare delle ipotesi, perchè è da anni che ci penso senza trovare il bandolo della matassa.

Secondo me dipende dal motivo per cui una donna viene a letto con noi, o meglio... da cosa è attratta.

Se la ragazza è attratta da caratteristiche prettamente fisiche, è probabile che voglia solo sesso e non rimanga coinvolta emotivamente; ma se come succede sempre a me (perchè dal punto di vista fisico non ho molto da offrire) sono attratte dalla mia energia maschile (un mix di carattere, modo di fare, stile di vita...) allora la strada verso l'innamoramento e la ricerca della LTR è spianata sia dalla prima sera.

In altre parole, in my humble opinion, io e te preselezioniamo senza volerlo quelle che cercano una LTR.

Questo spiegherebbe perchè si dice in giro che le donne alla ricerca di sesso occasionale esistono, ma non ne abbiamo mai incontrate.

[edit] anzi, si, le ho incontrate e non le ho sapute gestire.

concordo X. Una grossa parte di me ormai non ci fa nemmeno più caso. caratterialmente la tendenza è questa, ormai è un dato più che certo. basta guardarsi indietro. POi ovvio che le eccezioni capitano, ma rare, e magari come hai detto si fa fatica a gestirle nelle maniera corretta. Ognuno ha le sue carte da giocare.

Per carità, non sono così scontento di questa cosa, anche per la mia ricerca di un livello un po' + profondo dalle mie storie, ma ogni tanto sai com'è... qualcosa di prettamente fisico... non saprebbe poi da buttare del tutto.... eh eh

Link al commento
Condividi su altri siti

frk

Ciao a tutti.

Mi intrufolo anche io poiché vivo la stessa situazione. Anzi l'ho sempre vissuta. Mi spiego meglio: raramente ho vissuto situazioni di una botta e via. La quasi totalità delle storie vissute da me si sono trasformate in una frequentazione costante ed assidua, fin dal primo momento. Perfino in vacanza ho vissuto leggere relazioni e quasi mai la sc....a e via.

Ho riflettuto a lungo su questo e ho percepito questo su di me. Che il primo a cercare una relazione sono sempre stato io e inoltre Sono sempre stato un tipo un po’ diverso dalla norma (sia in positivo che in negativo).

Quindi (rivedendo i mie approcci e soprattutto i primi "incontri") il mio modo di comportarmi era ed è quello di approfondire di più una conoscenza.

Sia dal punto di vista fisico (credo molto che a livello sessuale si può dare e ricevere il meglio solo dopo un periodo più o meno lungo di "rodaggio"), che dal punto di vista "umano": se ho scelto te è perché oltre all'aspetto fisico c'è una sintonia a livello emotivo e razionale.

D'altro canto essendo un "tipo" o più simpaticamente come mi definiscono spesso un "soggettone", va da se che le persone o le attraggo in una maniera totalitaria o proprio mi evitano.

Oramai ci convivo con questo mio modo di essere e cerco di far buon viso a cattivo gioco vivendo sempre frequentazioni più o meno lunghe. Vivendo anche più relazioni contemporaneamente sempre più o meno lunghe con conseguenti litigate stress e ansie.

Modificato da frk
  • Mi piace! 2
Link al commento
Condividi su altri siti

capitansomaro

rispetto alle vostre, la mia è una considerazione un po' differente.

Credo si intuisca che il mio "status" è diverso dal vostro e se non è chiaro, perdonate l'omissione cautelativa, non ho nessuna intenzione di spiegarlo. Comunque, nella mia condizione, approccio sapendo cosa voglio esattamente e, dall'altra parte, sanno cosa posso offrire. Va da se che non esiste l'idea di LTR, finalizzata ad un impegno per la vita. Magari una ltr nel senso che la storia può andare avanti a lungo, molto a lungo, sospesa sempre fra piacere fisico e mentale, ma mai finalizzata al raggiungimento della meta classica.

Questo aspetto, viva la stanza degli over30!!!...non può apparire nelle altre discussioni qui nel forum. E' una dimensione tutta particolare, in cui le storie, quando nascono e si sviluppano, hanno le caratteristiche delle FB, ma per sopravvivere hanno bisogno di accortezze seduttive da fuoriclasse. Rinnovarsi ogni volta, presentarsi desiderabile e capace di incantare, non potendo offrire nulla di materiale e con tutte le pregiudiziali dello status, è un gioco di equilibri mentali e fisici, che credo sia sostenibile solo in particolari situazioni e con specifici accopiamenti di cervelli affini.

Il risultato è una dimensione seduttiva, qua dentro poco discussa, completamente diversa dalle altre e, senza nessuna "correttezza politica", raggiungibile solo dopo aver sperimentato tutte le dinamiche sviscerate qua nel forum. La vera abilità è, nella mia posizione, trovare il cervello affine, riconoscerlo; oppure intuirne le potenzialità e traviarlo, che detto così può suonare manipolatorio, ma alla fine, le cose si fanno sempre in due, con responsabilità condivise.

Passata una certa età, nel mio status diventa difficilissimo "divertirsi". Serve una sorta di deformazione mentale, un adattamento biologico e mentale per riuscire a farlo, senza provocare danni.

Non conosco veramente le vostre esperienze, forse le intuisco, ma non so quanto bene.

  • Mi piace! 3
Link al commento
Condividi su altri siti

^X^

...

Gran bel post, capitansomaro. Mi hai acceso una serie di lampadine in testa, devo pensarci su...

Soprattutto mi piace quando dici "senza provocare danni", che poi è la parte più difficile. Quando discuto sul "non provocare danni" vedo sempre che gli interlocutori prendono la mia affermazione come una grande ipocrisia, mentre non lo è affatto; solo che non riesco a capire come spiegarlo...

D'altro canto essendo un "tipo" o più simpaticamente come mi definiscono spesso un "soggettone", va da se che le persone o le attraggo in una maniera totalitaria o proprio mi evitano.

Oramai ci convivo con questo mio modo di essere e cerco di far buon viso a cattivo gioco vivendo sempre frequentazioni più o meno lunghe. Vivendo anche più relazioni contemporaneamente sempre più o meno lunghe con conseguenti litigate stress e ansie.

Punto che quoto al 100%

Modificato da ^X^
Link al commento
Condividi su altri siti

Frankso

frk ben ritrovato.

@capitano non ti incazzare se ti ho dato un "mi piace". a proposito, ultimamente mi è capitato di pensare alla stessa capacità seduttiva di cui parli, se ho capito bene cosa volevi intendere (ammetto che a volte non afferro pienamente quelloc he vuoi comunicare, ma per miei limiti. Preferisco essere sincero piuttosto di far finta di aver sempre tutto chiaro).

Concordo che per gestire queste tipi di relazioni, alla nostra età, bisogna fare affidamento su una grossa capacità seduttiva e abilità nel mantenere vivo e aperto il rapporto. Per "abilità" mi trovo a considerare anche tutti i punti dolenti che questo si porta dietro. Spesso mi trovo davanti ad attimi di sconforto, di dubbio, di "mancanza" fisica e spirituale della partner perchè sono stato io a voler mantenere le distanze e non in ultimo in periodi di malinconia da solitudine. Dopo un po' queste sensazioni si attutiscono o svaniscono, ma per quanto mi riguarda il mio percorso attuale tende a capire questi meccanismi che prima si presentavano in modalità differenti.

concordo nr 2: il divertimento spesso non c'entra nulla. Tuttalpiù si tratta di un capire se stessi e imparare dalle emozioni che si trovano e si condividono. Spesso queste mie relazioni vedo che viaggiano su una linea del dare/avere, fino a quando il gioco sta in piedi, allora è bello "giocare".

@Frk: da quando frequento questo forum, mi sono accorto che ci sono mille modi di intraprendere una relzione (o non intraprenderla). C'è chi fa mucchio di trombate o chi in manera molto meno superficiale vuole altro, perchè è l' unico modo per dar significato ai nostri "movimenti". Posso dire che io, tu captinao e tanti altri per il modo di andare a fondo nelle cose non se ne fanno nulla di un pallottoliere per far la conta di conquiste. E' inutile, non potremmo in nessun modo cambiare questa cosa. Alla fine però bisogna capire che non potrebbe essere diversamente e non è assolumtamente una cosa invalidante.

poi chiaro che come dici tu le ansie e gli stress ci sono, non è sempre facile gestire la cosa.

Link al commento
Condividi su altri siti

frk

Ho appena riappeso da una telefonata. La mia migliore amica (ex fidanzata storica) mi ha chiamato per sapere come stavo e dopo un pò, come suo solito, va diretta con domande sulla mia vita, su come me la passo e in fine sulla mia vita sentimentale.

Va diretta, mi spacca il c..o, mi critica mi sprona poi scappa via lasciandomi pieno di dubbi, di incertezze.

Il discorso è sempre quello: perche non ti "fidanzi" seriamente e porti avanti una progettualità di coppia? perche sei sempre pronto a fuggire dalle tue responsabilità? e parlava parlava, mi spiegava come mi vedeva, cosa ricordava, come interpreta e come tutto ha una sua semplice risposta.

Devo ammettere che ne esco molto provato, impaurito, sconfortato.

Lei mette il dito nella piaga, lo affonda e cerca di farmi vedere il marcio...

In verità lo conosco bene il marcio, conosco bene il problema. L'ho gia vissuto, rivissuto, analizzato e ..... fatto finta di nulla.

Più donne me lo hanno fatto vedere, più donne hanno cercato di guarirmi, io stesso mi sono impegnato, ma poi.... il nulla.

Mi riferisco ad un mio atavico problema di rapportarmi con le donne.

Queste donne che contornano la mia vita riempendola, svuotandola, giocandoci, ferendomi.

In primis mia madre e poi, e poi... va bè lasciamo stare se no diventa una seduta di psicoanalisi.

Il punto è questo: Sono terrorizzato dalle donne.

mi spiego meglio, sono terrorizzato da una progettualità a lungo termine.

Non riesco, non voglio vedere, oltre l'oggi, una vita in due.

Questa paura o terrore, si manifesta in una fobia verso le relazioni finalizzate ad una convivenza. Come dice capitansomaro al "raggiungimento della meta classica" che sia matrimonio, che sia la nascita di piccoli frk, che sia, appunto, una semplice convivenza.

O schivato più volte matrimoni e figli per via di questo mio voler essere libero. (libero poi di che?)

insomma quando la compagna mi inizia a pressare cerco in tutti i modi di svincolarmi, senza chiudere la storia, ma procrastinando a tempo indeterminato il limbo. Elimino in loro ogni sorta di sicurezza, non sul rapporto, ma bensì sulla finalità.

Terrore di perdere la mia libertà, di conoscere e vivere altre esperienze, altre ipotetiche avventure, anime, occhi e labbra.

Mi ritorna in mente un detto:

non ho paura di vivere con te tutta la vita, la mia paura è di perdere tutte le altre.

Però, però ce ne sono state alcune che…. Ma questa è tutta un’altra storia.

e voi?

Link al commento
Condividi su altri siti

Frankso

buongiorno dongiovanni... ;)

beh, io ho sempre avuto un percorso simile, ma a mio avviso ho peccato di "buone intenzioni". Mi spiego. Tempo fa risucivo a stare relativamente poco da solo, per cui, quando trovavo una ragazza che mi piaceva e per la quale provavo qualcosa beh, mi buttavo subito nella storia. Fin qui nulla di strano, se non che dopo 1, 2, o anche 4 anni mi rendevo conto che la relazione mi andava stretta, e pian piano mi allontanavo rendendomi conto delle differenze abissali e delel mancanza che prima non vedevo. Non mi pento di nulla, ma mi viene da dire che come te, quando bisogna mettere qualche punto fermo, semplicemente recedevo.

Ora ho un approccio diverso, sto uscendo con + di una ragazza, e per quanto sia a volte appagante, spesso crea qualche casino, non è sempre rose e fiori e naturalmente non tutte sono disposte a stare al gioco. Non so per quanto tempo continuerò ma per ora non mi lamento,

A questo punto ho 3 grandi interrogativi sulla questione:

1 questo mio/nostro atteggiamento ha un non so che di molto "romantico", per quanto si porta dietro gioie, dolori, mancanze, si tratta comunque di un voler prendere tutto quello che la vita ha da offrire, fino a quando ciò ci risulta stimolane e appagante..

2 siamo sicuri di avere incontrato quella persona che effettivamente ci "completa" (e non parlo della fiabesca anima gemella)?

3 L' avversione al costruire qualcosa di concreto può derivare da un po' di infantilismo latente. Brutto a dirsi, ma ogni tanto penso anche a questo.

se mi guardo intorno, vedo che nella mia schiera di amicizie e conoscenti, ci sono davvero poche coppie che reputo "azzeccate". Vedo molti gradi di scontentezza e non so se sia dovuto al fatto che recepisco solo quello che voglio recepire (cioè il lato brutto della relzione), oppure se effettivamente sia raro trovare una coppia che funzioni.

Modificato da Frankso
Link al commento
Condividi su altri siti

capitansomaro

Ho appena riappeso da una telefonata. La mia migliore amica (ex fidanzata storica) mi ha chiamato per sapere come stavo e dopo un pò, come suo solito, va diretta con domande sulla mia vita, su come me la passo e in fine sulla mia vita sentimentale.

Va diretta, mi spacca il c..o, mi critica mi sprona poi scappa via lasciandomi pieno di dubbi, di incertezze.

Il discorso è sempre quello: perche non ti "fidanzi" seriamente e porti avanti una progettualità di coppia? perche sei sempre pronto a fuggire dalle tue responsabilità? e parlava parlava, mi spiegava come mi vedeva, cosa ricordava, come interpreta e come tutto ha una sua semplice risposta.

Devo ammettere che ne esco molto provato, impaurito, sconfortato.

Lei mette il dito nella piaga, lo affonda e cerca di farmi vedere il marcio...

In verità lo conosco bene il marcio, conosco bene il problema. L'ho gia vissuto, rivissuto, analizzato e ..... fatto finta di nulla.

Più donne me lo hanno fatto vedere, più donne hanno cercato di guarirmi, io stesso mi sono impegnato, ma poi.... il nulla.

Mi riferisco ad un mio atavico problema di rapportarmi con le donne.

Queste donne che contornano la mia vita riempendola, svuotandola, giocandoci, ferendomi.

In primis mia madre e poi, e poi... va bè lasciamo stare se no diventa una seduta di psicoanalisi.

Il punto è questo: Sono terrorizzato dalle donne.

mi spiego meglio, sono terrorizzato da una progettualità a lungo termine.

Non riesco, non voglio vedere, oltre l'oggi, una vita in due.

Questa paura o terrore, si manifesta in una fobia verso le relazioni finalizzate ad una convivenza. Come dice capitansomaro al "raggiungimento della meta classica" che sia matrimonio, che sia la nascita di piccoli frk, che sia, appunto, una semplice convivenza.

O schivato più volte matrimoni e figli per via di questo mio voler essere libero. (libero poi di che?)

insomma quando la compagna mi inizia a pressare cerco in tutti i modi di svincolarmi, senza chiudere la storia, ma procrastinando a tempo indeterminato il limbo. Elimino in loro ogni sorta di sicurezza, non sul rapporto, ma bensì sulla finalità.

Terrore di perdere la mia libertà, di conoscere e vivere altre esperienze, altre ipotetiche avventure, anime, occhi e labbra.

Mi ritorna in mente un detto:

non ho paura di vivere con te tutta la vita, la mia paura è di perdere tutte le altre.

Però, però ce ne sono state alcune che…. Ma questa è tutta un’altra storia.

e voi?

Ti rispondo di getto, partendo da tutt'altra posizione, ma alla fine arrivando ad una mia risposta al tuo quesito.

Sento potente la mia parte infantile, voglio bene al ragazzino che è in me, lo sento lo riconosco e lo rispetto. E' sempre stato così, non posso considerare questo rapporto interiore come una conquista recente, in quanto, da sempre ho cercato di esprimere e dare voce a questa parte di me. Non aver perduto il linguaggio antico ed infantile mi fa entrare facilmente in empatia coi piccoletti, me li fa capire, da sempre. E nel piacere vicendevole che provo nel dare e nel ricevere con loro, ricordo sfumatamente di aver sempre desiderato di essere padre. Bada bene, padre! non marito. Il concetto di marito, compagno, partner per me è una costruzione mentale tardiva, un artificio psichico più recente. In precedenza c'era la paternità; solo successivamente ho costruito l'idea che per essere padre serviva la madre.

Partendo dall'idea del buon rapporto con il me stesso infantile e coi bambini in generale, e considerando l'enorme ricchezza che sento mi regalano, c'è stato un momento in cui non ho avuto paura del cambiamento anzi, l'ho cercato, perchè lo sentivo come un vero, grande, esagerato, esistenziale ampliamento. Poi certo, quest'idea si porta appresso e nei fatti tante rinunce e rotture di palle...

...ma ciò non toglie che me le tromberei tutte e che con qualcuna arrivi spesso a dama, molto più del lecito, che dovrebbe essere un bel zero spaccato.

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
 Condividi

×
×
  • Crea Nuovo...