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Confusione - Anno 0


John Difool
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John Difool

tratto da

"Cavalcare la propria tigre"

Giorgio Nardone

Ed. Ponte alle Grazie

pagina 45 ****

L'applicazione alla comunicazione interpersonale forse più elegante è rappresentata dalla tecnica della "confusione" (Nardone, Watzlavick 1990).

Essa consiste nel confondere l'interlocutore con una complicata serie di affermazioni contorte e prove di senso, per poi di colpo dichiarare direttamente ciò di cui vogliamo persuaderlo. Egli si aggrapperà a quest'ultima affermazione come un naufrago alla ciambella di salvataggio.

La nostra mente cerca sempre di trovare un senso alle cose, perciò, se la si guida dentro a un labirinto di ragionamenti nel quale non riesce a trovarne alcuno, reagirà al primo ragionamento logico assumendolo immediatamente come filo di Arianna che la guidi fuori dalla sua sgradevole situazione.***

pagina 51 ****

Come i pesci che nelle acque torbide non riescono più a orientarsi, gli esseri umani si perdono dentro il disordine e la confusione, rimanendo privi di punti di riferimento. E proprio come i pesci cercano la luce venendo a galla, gli esseri umani accorrono dove pensano di troovare una spiegazione che riordini la situazione inaccettabile di confusione e disordine.***

pagina 52****

(...) Alfred Polgar nelle sue sue "Piccole storie senza morale" ce ne offre un altro magnifico esempio. Una donna si lamentava del marito, che preferiva uscire sempre con gli amici, lascinadola a casa da sola. Dopo mesi di lamentele, suppliche e anfche litigi, una sera, quando il marito sta per uscire, la moglie lo accompagna alla porta, e con un sorriso dolcissimo gli augura: "Divertiti, caro!"

Il marito, sino a quel momenoto fiero del suo non cedere alle lamentose richieste della moglie, si chiede "Come mai mi avrà detto questo?"

Il dubbio gli penetra nella testa come un tarlo, lo tormenta mentre è al bar e non gli permette di divertirsi come al solito. Alla fine, incapace di resistere, torna a casa, dove la moglie ancora sorridente lo accoglie dicendo "Come mai così presto, amore? Non ti sei divertito?".

Da allora in poi, uscire con gli amici non sarà mai più così divertente, perché il dubbio lo accompagnerà turbando i suoi momenti di svago. (...)

Il dubbio divora la mente e spinge a lottare per il suo annullamento. Ma di solito, il dubbio che viene combattuto genera altri dubbi in una escalation formidabile.***

E per stavolta non faccio alcun commento... ;)

JDF

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tommy
tratto da  

pagina 52****

(...) Alfred Polgar nelle sue sue "Piccole storie senza morale" ce ne offre un altro magnifico esempio. Una donna si lamentava  del marito, che preferiva uscire sempre con gli amici, lascinadola a casa da sola. Dopo mesi di lamentele, suppliche e anfche litigi, una sera, quando il marito sta per uscire, la moglie lo accompagna alla porta, e con un sorriso dolcissimo gli augura: "Divertiti, caro!"

Il marito, sino a quel momenoto fiero del suo non cedere alle lamentose richieste della moglie, si chiede "Come mai mi avrà detto questo?"

Il dubbio gli penetra nella testa come un tarlo, lo tormenta mentre è al bar e non gli permette di divertirsi come al solito. Alla fine, incapace di resistere, torna a casa, dove la moglie ancora sorridente lo accoglie dicendo "Come mai così presto, amore? Non ti sei divertito?".

Da allora in poi, uscire con gli amici non sarà mai più così divertente, perché il dubbio lo accompagnerà turbando i suoi momenti di svago. (...)

Il dubbio divora la mente e spinge a lottare per il suo annullamento. Ma di solito, il dubbio che viene combattuto genera altri dubbi in una escalation formidabile.***

JDF

Interessante...

Vediamo, come si potrebbe sfruttare tale teoria nel campo che interessa a noi??

Non è facile. Ci devo pensare un poco.

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Midnight

Il "dubbio che ti turba" lo conosco molto bene: l'ho provato su di me per più di un anno (forse due) verso una da cui in principio non ero poi così attratto. Per motivi suoi non si è fatta più nè vedere nè sentire, io ero troppo orgoglioso per ricontattarla e durante tutto il tempo di assenza mi sono costruito sui dubbi un immagine di lei che è entrata nella mia mente come un chiodo fisso. (Ho parlato di questa storia in un altro topic)

Poi, quando ho cominciato a riprendere controllo di me l'ho risentita, ho scoperto che il tutto era involontario e ho saputo ridimensionare la sua posizione verso di me. Ora mi sento libero.

Credevo che questo problema fosse una cosa isolata a me e a pochi altri col cervello strano, invece pare che sia proprio parte della psicologia umana. Thanks for the info!

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