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La differenza tra counselor e life coach...?


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TheItalianBull
Inviato

Per fare il consuelor sono obbligatori corsi di formazione, della durata di 3 anni

http://it.wikipedia.org/wiki/Counseling

Nel paragrafo relativo ai requisiti e ai doveri c'è scritto che non c'è una normativa vigente che specifichi quando un individuo può esercitare la professione...

charlie
Inviato (modificato)

Ah! :o Beh, questo è senza dubbio una grave lacuna burocratica italiana(una delle tante).

Anche se comunque l'obbligo della qualifica non garantirebbe nulla, perchè ovviamente non è garantito che uno in possesso di qualifica sia capace di fare il consuelor come va fatto (idem per psicologo, psicoanalista)

Ma requisiti e doveri, e formazione, indicati più sotto, è chiaro che non possono prescindere da una preparazione specifica.

Sicuramente chi non fa il percorso formativo non può essere in grado di esercitare. (ma ribadisco, non è detto che nemmeno chi lo faccia, sia matematicamente poi in grado di esercitare, ma di certo ci sono più probabilità).

Chi si mette ad esercitare non avendo qualifica professionale nè attestati di preparazione.. semplicemente non è un consuelor, più probabile che si definisca consuelor (per la legge), ma nei fatti si comporti da life coach, quindi tutt'altra cosa.

Sono due posizioni completamente diverse, life coach può esserlo chiunque, consuelor psicoanalista psicologo, è diverso.

(Va da sè che possono esserci anche psicologi e analisti incapaci, che in realtà fanno coaching perchè non hanno capito come deve funzionare il loro ruolo, le qualifiche professionali sulla carta sono sempre relative purtroppo)

Le differenze tra i due ruoli comunque sono quelle.

Modificato da charlie
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alfred
Inviato

Conosco una donna che di lavoro DA' CONSIGLI... Ovviamente nessuno la chiama counselor ma si rivolgono a lei molte persone per chiederle pareri su problemi più o meno gravi dato che, ritenendosi ancora non troppo patologici, preferiscono questa strada alla psicanalisi.

Ovviamente la tipa in questione ha una gran passione per la psicologia ma di atestati che comprovino le sue competenze nemmeno l'ombra.

Blessing
Inviato

sta discussione è si interessante.. ma ammetto che mi provoca un certo fastidio. Cerco di chiarire per bene cosa intendo io per Life Coach.

La traduzione stessa di "Life Coach" - allenatore di vita, maestro di vita se preferite... indica una persona che è in grado di aiutare qualcuno in OGNI SINGOLO ASPETTO DELLA SUA VITA.

Magari non ci sarà un titolo specifico per poter esercitare questo tipo di lavoro... ma proprio questo può far uscire chi pensa alle cose con cognizione e chi invece è solo un montato egocentrico che pensa di poter aiutare la gente senza sapere COME.

Mi è capitato di conoscere persone che senza la minima conoscenza di psicologia, la minima capacità di capire e comprendere gli altri... volevano portare le persone "sulla retta via" solo ed esclusivamente perchè loro sono riusciti ad uscire da un qualche periodo negativo... allora sono in grado di farci uscire gli altri. Niente di più sbagliato.. ed infatti sono sempre state persone con cui ho cozzato di brutto.

Quello che adesso vado a scrivere è il percorso che IO ho scelto di seguire fino a raggiungimento del mio obiettivo di vita, ovvero diventare Life Coach.

-Inanzitutto visto che vivo da solo e devo mantenermi ho dovuto trovare un qualsiasi lavoro.

-in contemporanea gli studi fattibili non universitari, ovvero quelli in ambito di seduzione e lifestyle. Ricordiamo che un life coach deve poter aiutare la gente a 360°, questo comprende anche la sfera sentimentale ed il miglioramento della persona e della sua vita in generale.

-In italia non mi è riconosciuto il liceo, quindi lo devo riprendere da privatista continuando a lavorare, in programma di farlo il prossimo anno scolastico.

-Una volta ripreso il liceo entrare alla facoltà di psicologia all'università. 5 anni di studio.

-1 anno di scuola da ipnositerapeuta

-5 anni di studi universitari per la specializzazione in psicoterapeuta.

Alla fine avrò la possibilità di UNIRE tutti insieme, studi di psicologia, studi di lifestyle, studi di seduzione... e SPERO anche qualcosa di motivazione e comunicazione che vorrei riuscire a fare... in quello che a parer mio sono le competenze di un life coach SERIO.

Se andiamo a calcolare il tempo che mi serve per fare tutto questo... vedrete che si parla, se va TUTTO bene, di almeno 12 anni di studi.

Certo nel frattempo c'è sempre la possibilità di cominciare già ad esercitare, ad esempio dopo i primi 5 anni di università c'è già l'abilitazione ad esercitare da psicologo.

Spero che questo post che ho scritto su quello che sto effettivamente facendo nella mia vita possa far capire quanto è effettivamente da non prendere minimamente alla leggera il "life coach" ne come lavoro ne come sogno ne come progetto... che c'è da spaccarsi letteralmente il culo per esserlo davvero.. io me lo sto spaccando di brutto.

ciao,

Luca

Stng
Inviato

Conosco una donna che di lavoro DA' CONSIGLI... Ovviamente nessuno la chiama counselor ma si rivolgono a lei molte persone per chiederle pareri su problemi più o meno gravi dato che, ritenendosi ancora non troppo patologici, preferiscono questa strada alla psicanalisi.

Ovviamente la tipa in questione ha una gran passione per la psicologia ma di atestati che comprovino le sue competenze nemmeno l'ombra.

Io ho visto cose che voi umani ... :)

Io ho visto liberi professionisti con 3000 lauree svolgere il loro lavoro solo per spillare soldi e professionisti con mezzo attestato avere un mucchio di clienti e svolgere il proprio lavoro con intelligenza, saggezza e tanto entusiasmo.

Allora alla fine cosa conta ? la laurea o i clienti soddisfatti che tornano da te perche' gli hai fornito il servizio che volevano ?

Sia ben chiaro, il famoso 'pezzo di carta' serve, ma non gli darei il 100% di importanza per avere successo.

Non fissiamoci solo sul pezzo di carta, perche' il suo valore e' pari a zero se non siamo orientati ai clienti, se non facciamo le cose con passione, se svolgiamo il nostro lavoro non solo per i soldi, ma anche per il semplice gusto di farlo, perche' ci rende felici mettere a disposizione degli altri il nostro sapere.

alfred
Inviato

Spesso le persone che si rivolgono a queste figure stanno vivendo un momento di difficoltà. Probabilmente le più avvedute sapranno distinguere professionisti seri da semplici cialtroni, mentre i più disperati possono anche rivolgersi per paradosso a un mago.... :pardon:

Visto che si parla di persone in difficoltà, quindi non necessariamente lucide e autonome, pensi che una regolamentazione legale e burocratica non sia necessaria? Stiamo parlando di aspetti che possono assumere connotazioni patologiche, non di una consulenza fiscale che puoi farti anche autonomamente su internet. L'attestato non garantirà nulla in termini di efficacia ma ci assicura che quel professionista ha svolto un percorso di studi coerente con la sua aattività. E' sicuramente una base da cui partire.

Stng
Inviato (modificato)

Su questo punto mi trovi d'accordo al 100% anche perche' io sto per iscrivermi a un corso di business coaching proprio per questi motivi.

La certificazione mi serve.

MI serve proprio per far capire agli altri il mio percorso anche quando non ho ancora un parco clienti o risultati che parlino per me.

Ma sul lungo periodo , se non sono bravo, la certificazione la posso usare per fare gli aeroplanini.

Credo che cio' che ci spinga verso una determinata attivita' vada ben oltre l'avere un pezzo di carta che lo certifichi.

E' qualcosa che viene da dentro.

E' qualcosa che deriva dall'essere e non dall'avere.

Guardate cosa ha scritto Blessing in questo topic.

Salta agli occhi che c'e' passione in quello che vuole fare, ha le idee ben chiare.

Sono sicuro che riuscira'.

Modificato da Stng
alfred
Inviato

Sì ma la certificazione è anche una tutela per i clienti.

Per ogni persona "non certificata" competente ce ne sarà sicuramente qualcuna che vuole svolgere la professione in maniera superficiale o truffaldina. Con la certificazione quanto meno sai che chi hai davanti ha speso tempo, soldi e risorse per intraprendere una determinata carriera. Ciò non vorrà dire che sia capace, è ovvio.

Poi come dici tu se ci mettiamo dalla parte del counselor, la certificazione gli servirà per essere più attraente agli occhi dei clienti e poter quindi essere più competitivo..

charlie
Inviato

Si, forse in effetti il metro di giudizio potrebbe stare nella misura della passione di chi investe in queste professioni, continuando a studiare, specializzarsi, interessarsi alla propria materia e ad il proprio lavoro, senza fermarsi mai (ritengo che sia un campo, vista la varietà delle personalità, dove mai puoi veramente dire "so tutto, sono arrivato, l'essere umano non ha più misteri per me").

Questo sarebbe già garanzia di un impegno e una serietà, di un PRENDERE VERAMENTE SUL SERIO ciò che si fa.

C'è anche da dire però che questa passione può assumere altre forme, facilmente confondibili con la passione per il proprio lavoro, ma che invece è tutt'altro (non parlo di blessing, che non conosco, sia chiaro.. ;))

Esperienza personale:

Uno psicologo "per decreto" (nel senso: laureato), che sembrava non vedesse altro che la propria materia, quindi pensi: sono in buone mani. E invece dopo qualche anno ti fai le ossa e la formazione per capire che quello che gli stava a cuore, più o meno inconciamente, era principalmente diventare il riferimento dei suoi clienti, diventare il loro oggetto importante, il loro oggetto d'amore diciamo così.

E quindi il suo comportamento professionale era completamente sbagliato, perchè sfociava nel dare consigli per mettersi in quella posizione, di riferimento per il cliente, mentre un analista deve aiutarti a riferirti a te stesso, non a lui come PERSONA. Ti riferisci a lui come ruolo, come funzione. Questo invece tramite la professione cercava di soddisfare il suo bisogno di amore e di sentirsi importante, di essere "colui che sa" agli occhi del cliente (a scapito del corretto percorso dei clienti).

Insomma.. è un po' un campo minato.

Io, si sarà capito, sono più favorevole a che l'individuo TOLGA, i riferimenti a persone esterne alla propria, non che li sostituisca, ma proprio che li tolga, ed impari a far conto principalmente su SE STESSO. Quindi un'orientamento più da analizzante, piuttosto che da seguace di un life coach.

Però la capacità di mantenere questo ruolo da parte del professionista a cui ti affidi non è semplice, quindi chissà.. magari potrebbe anche essere che ci siano alcuni life coach meno pericolosi di certi psicologi. (con questo non ritratto la mia posizione, ma è solo per dire che un conto è "la teoria di come dovrebbe essere", un altro conto quello che alla fine è. Per fare l'analista, il consuelor o lo psicologo come va veramente fatto, ci vogliono veramente i coglioni, e un cervello tanto).

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