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Freeze secondo R. Greene: Legge dell'assenza e della presenza


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Gregz
Inviato

Robert Greene parla di "Legge dell'assenza e della presenza" nel suo best seller

LE 48 LEGGI DEL POTERE

che tradotta in termini moderni è chiamata Freeze.

La legge 16 sentenzia di:

"usare l'assenza per guadagnare rispetto e stima" e di conseguenza

riprendere il controllo della situazione

dimostrare maggior valore

Se vi siete già affermati agli occhi di una HB, una sparizione temporanea

farà notizia e accrescerà l'ammirazione attorno alla vostra persona

Greene scrive:

"All'inizio di una storia, dovete intensificare la vostra presenza

agli occhi dell'altro. Se vi assentate troppo presto, potreste essere dimenticati.

Ma una volta che la vostra capacità di suscitare emozioni amorose si è esaurita, e

il sentimento d'amore si è cristallizzato, l'assenza ga un effetto stimolante ed eccitante.

Ancor più se non fornite ragioni per la vostra assenza:

l'altra persona, lui o lei si convince di essere in difetto.

Mentre voi siete via, l'immaginazione dell'amante spicca il volo, e

il lavoro dell'immaginazione non fa altro che accrescere l'amore. [...]

Quello che viene a mancare, che scarseggia, sembra improvvisamente

meritare il nostro rispetto e la nostra stima. Ciò che ci sta davanti troppo

a lungo, invadendoci con la sua presenza, finisce per suscitare il nostro disprezzo. [...]

Una presenza assidua vi conferirà potere e farà convergere

l'attenzione su di voi; sarete illuminati da una luce più intensa di quella che

illumina chi vi circonda. Ma inevitabilmente verrà un momento in cui l'eccesso di

presenza sortirà l'effetto opposto: diventate un abitudine.

Dovete imparare a sottrarvi al momento giusto [...]

Nello stadio iniziale di una storia, l'assenza della persona amata stimola la

vostra immaginazione, dando vita a una specie di aura attorno a lui o lei.

Ma questa aura svanisce quando ne sapete troppo, quando la

vostra immaginazione non ha più spazio per esercitarsi. La persona amata

diventa come tutte le altre, la cui presenza è data per scontata.

Per evitare che ciò avvenga dovete affamare l'altra persona della vostra presenza.

Costringendola al rispetto facendo balenare la minaccia di una vostra possibile perdita. [...]

La necessità dell'assenza si produce solo quando avrete consolidato la vostra presenza.

Fino a che questo stato non è raggiunto, l'assenza è pericolosa:

invece di alimentare le fiamme, le estinguerebbe.

Se ve ne andate troppo presto, non potrete rafforzare il rispetto

di cui godete e sarete semplicemente dimenticati. L'assenza è efficace

soltanto quando avrete inculcato nell'altro la vostra immagine e

vi sarete fatto vedere da lui o da lei in ogni luogo.

Ogni cosa deve far ricondurre alla persona amata la vostra presenza,

in modo che quando deciderete di non esserci, l'altro penserà sempre a voi e

vi vedrà sempre con gli occhi della mente.

Ricordate: all'inizio non negatevi, ma siate onnipresenti.

Soltanto di quello che è visto, apprezzato e amato, si sentirà la mancanza, quando sarà assente."

Gregz

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