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metamodello del linguaggio: nominalizzazione SICUREZZA


capitansomaro
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capitansomaro

(prendo spunto da una mail che ho ricevuto)

Spesso nel campo della seduzione e non solo si dà per scontato il concetto di "sicurezza di sé":

"Alle donne piacciono gli uomini SICURI di sé"

"Quando sto per approcciare una donna mi sento INSICURO"

"Prima di imparare tecniche e uscire in strada bisogna far sì che si maturi una certa SICUREZZA di sé"

Ma SICUREZZAdi che?!

Se uso la parola "SICURO" o "SICUREZZA", dopo ci devi mettere un VERBO, non un pronome e il punto.

Di cosa dovrebbe essere sicuro un ragazzo? Sicuro che lei ci sta? No davvero. Sicuro di sapere quello che vuole? Lo sa già quello che vuole.

il gioco (utilissimo per riflettere) è ora, per chi lo vuole fare, porsi la domanda:

se pensate che alle donne piaccia un uomo "sicuro di sé", qualunque cosa intendiate, potreste scrivere di seguito cosa intendete esattamente?

Ripeto, basterebbe anche solo esplicitare questa forma linguistica "contratta" e trasformarla in "essere sicuro CHE..." + verbo + etc

(magari si potrebbe parlare del meta-modello del linguaggio)

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tizzone

Discussione interessante....secondo me la parola sicurezza, nella seduzione, come nella vita, che è quanto di più precario ci sia, non vuol dire proprio un cazzo. Perchè quando si seduce e ci diciamo "mostrare sicurezza", mi sembra che tutto si riduca a una formula molto vuota, alla quale io stesso non riesco a dare contenuto. Quando sto con una donna e non so se ci sta o meno, che cazzo di sicurezze voglio avere e/o voglio trasmettere??

Io intenderei sicurezza semplicemente come mancanza del timore di esporsi, di giocare e mettersi in gioco, al di là del risultato finale....per il resto, di sicuro nella vita c'è solo la morte

Modificato da tizzone
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capitansomaro
Inviato (modificato)

Discussione interessante....secondo me la parola sicurezza, nella seduzione, come nella vita, che è quanto di più precario ci sia, non vuol dire proprio un cazzo. Perchè quando si seduce e ci diciamo "mostrare sicurezza", mi sembra che tutto si riduca a una formula molto vuota, alla quale io stesso non riesco a dare contenuto. Quando sto con una donna e non so se ci sta o meno, che cazzo di sicurezze voglio avere e/o voglio trasmettere??

Io intenderei sicurezza semplicemente come mancanza del timore di esporsi, di giocare e mettersi in gioco, al di là del risultato finale....per il resto, di sicuro nella vita c'è solo la morte

ma ancor di più, tizzone, è interesante la tua risposta. parole eleganti, scritte con maestria, ma che in realtà sottointendono proprio quel che sarebbe bello vedere emergere. ci muoviamo inseguendo i significati di una parola, ma poi, a livello profondo, non sappiamo neanche definire con precisione il significato. Ed è proprio questa la rappola delle NOMINALIZZAZIONI. sono una sorta di freno all'azione immaginativa; sono un congelamento di emozioni, che restano inespresse; sono rappresentazioni povere di significati complessi e non sviscerati, ma cristallizzati in una forma che viene accetta come se fosse limpida e trasparente, ma in realtà resta opaca a noi stessi.

-- mancanza del timore di esporsi,

-- di giocare e mettersi in gioco, al di là del risultato finale

sulla prima ti direi che definisci una significato col suo contrario, dicendo per esempio che il nero è l'opposto del bianco invece che, per esempio, il nero è il colore del cielo nella notte inoltrata

Modificato da capitansomaro
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Witcher

Ciao ciuchino, ti rispondo su cosa si intende sulla crasi linguistica che intendi tu (faccio pubblicita': nel manuale di franco trovi nel manuale che ho scritto, un capitolo intero relativo a questo che mi sono preso la briga di scrivere). in se' la famosa "sicurezza di se'" secondo me NON ESISTE. la self-consciounness (o la confidence) si sviluppa in 3 modi: con l'esperienza passata, con un focus adeguato e con dei mindset positivi o cmq adeguati al contesto. x quanto riguarda il capitolo "esperienza passata" e' da intendersi nel caso "sbagliando si impara" e quindi tramite la calibrazione dei feedback, nel tempo presente e futuro, ci si comportera' in un modo da tenere conto di quanto fatto in passato. es. mettiamo caso che io prima zerbinavo ed ero pressante ed ero percepito come tale; poi ho capito che zerbinare ed essere pressante mi ha fatto perdere y ragazze ed allora, frutto dell'esperienza, non zerbino e comportandomi cosi', mi infilzo le ragazze e questo genera in me ulteriore autostima. e' quindi tramite le esperienze passate si creano quei mindset (filtri attraverso cui vedi il mondo) che ti portano ad avere successo o meno nella vita e quindi con le donne. ora rimane il focus che non e' altro dove dirigi le tue energie mentali, come se fosse un faro. quando approcci pensi al possibile rifiuto? risultato sara' che o non aprirai o aprirai male dato che psiche e corpo si influenzano a vicenda e verrai rifiutato e quindi ferito nell'ego. per essere sicuri di se' si intende quindi sapere cosa si vuole, perche' la si vuole e come ottenerla (mindset e focus positivi quindi). ora ciuccio mi devi uno shot. secondo giro offro io

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ambigramma

Posso giocare anch'io?

Penso che agli uomini piacciano le donne sicure [della loro identità, di saper stare anche senza un uomo, di piacere loro, di volere loro, che se non piaceranno loro piaceranno a qualcun altro].

E che ad alcuni piaccia la donna sicura (=che sicuramente sarà loro! )

(Dal canto mio, mi piacciono gli uomini sicuri [di volere me, di potersi fidare i me])

(E, diciamocela tutta, quelli sicuri(=di cui sicuramente posso fidarmi!)

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ambigramma

... in inglese certi discorsi sono più semplici, perchè si può distinguere in tra confident e safe.

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saimon

Si è sicuri di sé quando si è in grado di affrontare ogni nuova situazione senza alcun timore e senza alcun preimpostazione.

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capitansomaro

ok, libro per libro, e due cognac per uno.

non hai detto la tua però, hai riportato una spiegazione, che non è chiaro se è anche il tuo pensiero. ma adesso, forse troppo complicato per chi ne è digiuno (ma di certo non è il tuo caso), ecco cosa c'è sotto la nominalizzazione. di seguito si fa l'esempio con la nominalizazzazione "relazione". se la sostituisci con "sicurezza" vedrai che tutto torna.

tratto da "la PNL e la magia del linguaggio", di michael hall

il termine "nominalizzazione" è uno di quei termini che la PNL ha eredito dal linguaggio della grammatica trasfromazionale. la parola "nominalizzazione"si riferisce al nominare o dare nomi ad azioni o ad eventi in corso di svolgimento. quando nominiamo le azioni trasformiamo processi (verbi) e qualità valutative (i predicati) in entità statiche (nomi). Nominalizzare processi in corso di svolgimento trasforma le azioni ed i movimenti in "cose", entità e prodotti statici. il fatto di cancellare i processi, i movimenti, elimina la consapevolezza della dinamica.

quando questo avviene linguisticamente, si crea un modello del mondo fisso, statico, immobile, permanente e finito. tutto viene fissato. i nostri filmati vengono congelati e trasformati in diapositive. la nominalizazzazione "relazione" suona come se tutto il relazionarsi e l'intereagire fossero giunte al termine. "motivazione" suona come un'entità che abbiamo o non abbiamo, e che spinge in direzione delle ragione che sono al di fuori della nostra consapevolezza o che allontana da quelle ragioni.

la nominalizazione ci inducono a credere che viviamo in un mondo fisso, statico e immutabile. quando pensiamo in questo modo, siamo poi spinti a credere che ci sia poco o niente che possiamo fare, che le cose non cambieranno, e che non abbiamo alcun potere di migliorarle. congelare azioni, processi, sistemi, ecc. attraversi questi processi linguistici crea in maniera estremamente efficace un modello del mondo che limita, impoverisce e ci fa sentire vittime impotenti.

l processo linguistico della nominalizzazione implica un processo trasformazionale complesso nel quale una parola di processo (o verbo) appare come una cosa finita o statica. nella grammatica trasformazionale, quello che nella struttura profonda accade come movimento, nell'affermazione superficiale viene distorto in un'etichetta statica come un nome. oppure, per utilizare la nostra metafora della traccia rappresentazionale, ciò che era stato visto, udito e sentito come processo, si trasforma in un oggeto statico. il verbo si trasforma in un nome.

NB a ragionarci, quella di sopra è, secondo me, una delle chiavi per entrare dentro la propria testa

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Silver_Owl

"essere sicuro che qualunque cosa succeda, ci saranno comunque altre occasioni che andranno a buon fine"

Può andare? :mellow:

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capitansomaro

riassumo, ricordando che l'intento è vedere come nella nostra mente tanti diversi significati vengono appiattiti e congelati in una parola:

-- mancanza del timore di esporsi,

-- di giocare e mettersi in gioco, al di là del risultato finale

-- agli uomini piacciano le donne sicure:

della loro identità,

di saper stare anche senza un uomo,

di piacere loro,

di volere loro,

che se non piaceranno loro piaceranno a qualcun altro

-- ad alcuni piace la donna "sicura", che "sicuramente sarà loro!"

-- mi piacciono gli uomini "sicuri", di cui "sicuramente posso fidarmi!"

-- mi piacciono gli uomini sicuri di volere me, di potersi fidare di me

-- Si è sicuri di sé quando si è in grado di affrontare ogni nuova situazione senza alcun timore e senza alcun preimpostazione

-- "essere sicuro che qualunque cosa succeda, ci saranno comunque altre occasioni che andranno a buon fine"

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