Vai al contenuto

Autostima danneggiata e problemi conseguenti: come affrontarli?


Billiejoe
 Condividi

Messaggi raccomandati

Billiejoe

Voglio raccontarvi una mia storia.

Di recente ho iniziato a fare uno stage per aiuto pizzaiolo, perché mi serviva un part time nel tempo libero dallo studio e mi servivano soldi. Inoltre mi serviva anche "sentirmi" crescere, migliorare, imparare cose nuove e "produrre", visto che la scrittura (voglio diventare giornalista) per ora non mi può dare il pane, devo procurarmelo con un lavoretto, e questo mi piace.

Ieri notte torno a casa contento e fiero di me per aver imparato ulteriormente e aver fatto progressi (mi insegna un pizzaiolo professionista al lavoro), e finalmente dopo qualche anno mi sono risentito pienamente sicuro di me e deciso in ciò che voglio. Infatti dopo lavoro sono andato a trovare degli amici ed ero molto più sicuro di me e avevo zero seghe mentali (di solito quando penso ne ho molte).

Oggi pomeriggio però è sorto un buco , che si è ampliato in voragine, e il mostro che credevo di aver ammazzato, è tornato, come di risposta, fortissimo, mi sono sentito di dover regredire di nuovo, insicuro verso l'esterno (come sono stato spesse volte prima) , con poca autostima e tanto bisogno di approvazione. Eppure quando vado al lavoro questa cosa sparisce, perché giustamente mi focalizzo sul presente e non sul pensiero astratto (ho letto "le vostre zone erronee" e viene definito pensiero rivolto al passato o al futuro, mentre quello corretto è volto al presente), ho tantissimo da fare quindi non mi sego il cervello.

Però io credo che il problema resti eccome, perché oggi ci ho riflettuto, e ho anche letto degli articoli di psicanalisi della crescita e della personalità, e ho individuato che ho meno autostima della norma e che sono insicuro verso il mondo esterno (probabilmente le cause sono la separazione dei miei durante la pubertà, e una figura paterna incostante, poco presente e poco interessata da bambino).

Anche con gli amici a volte compare questa cosa, e infatti tendo a buttarmi giù di morale se mi sembra di ricevere meno approvazione/attenzione dagli amici. Questa cosa pensavo di averla risolta in questi giorni , visto che ieri sera ero molto sicuro di me, ma oggi come per ritorno di fiamma mi sento insicurissimo. Eppure non mi "sento male", cioè, mi sono pure sfogato sempre oggi con un momento di apatia e "chiusura in me" , ma non ero triste. Ero in uno stato neutrale, di finta afflizione, come se avessi bisogno di sfogarmi negativamente.

Per spiegarvi meglio, io domani ho una festa di compleanno, e oggi mi è venuta di colpo la fobia di essere di troppo, anche se tutti ci tengono che io ci vada... E' assurdo perché ieri non la sentivo affatto così, anzi, grazie al lavoro non mi sfioravano neanche queste paranoie infondate.

Però la fobia in merito all'approvazione, che è una carenza di autostima e di solidità interiore, resta, ed è presente in me da anni e anni, penso dalle scuole medie. Ci sono stati anni in cui ero abbastanza sicuro e altri meno, ma c'era sempre almeno in un angolino...

E per ultima cosa, ma assai importante, quando temo la mancanza di approvazione o di contatto io sento l'impulso a rinchiudermi in me stesso, ma spesso non gli do retta, perché al contempo se mi richiudo in me stesso soffro molto e me ne pento. Infatti tendo a cercare di ottenere maggiore contatto per compensare. Sono due tendenze opposte ma entrambe sbagliate: ritirarsi in se stesso, spingersi fuori ma per cercare approvazione/conferme. Io voglio raggiungere l'autostima vera, e penso che pian piano abbia trovato la strada giusta, ossia sforzarmi di dare retta ai miei obiettivi, però la ricaduta emotiva di oggi mi ha fatto preoccupare. Sicuramente c'è di mezzo un problema infantile e puberale Cos'è? Come posso veramente raggiungere l'autostima e non sentire più questi bisogni malsani?

So che alcuni di voi sono studiosi di psicologia e altri hanno fatto percorsi di vita da zero a mito, per cui so che molti di voi potranno aiutarmi a capire cosa ho dentro di me e come curarlo :) se ci capite qualcosa, apprezzo delle dritte :) (non sparatemi il solito "vai dallo psicanalista" please, io sono convinto di potercela fare con la pratica :DD)

Grazie

Link al commento
Condividi su altri siti

Volpe

Sui questo forum consigliano spesso un libro: "Le vostre zone erronee. Guida all'indipendenza dello spirito" di Dyer Wayne W..

Incuriosito me lo sono procurato ed ho cominciato a leggerlo... penso possa offrirti ottimi spunti di riflessione sul come migliorarti la vita. :)

Link al commento
Condividi su altri siti

Billiejoe

L'ho letto, infatti se noti lo cito sopra :)

Lo sto iniziando a mettere in pratica. Ho scritto questo post perché volevo un'analisi dei meccanismi errati del mio caso specifico, in quanto le tecniche del libro le sto già usando, e mi stanno aiutando, ma mi interessa un parere della community perché mi sento un po' confuso su certi aspetti :)

Link al commento
Condividi su altri siti

Splinter

Però la fobia in merito all'approvazione, che è una carenza di autostima e di solidità interiore, resta, ed è presente in me da anni e anni, penso dalle scuole medie. Ci sono stati anni in cui ero abbastanza sicuro e altri meno, ma c'era sempre almeno in un angolino...

sei sicuro che si tratti di una fobia? Come fai a saperlo?

la fobia in merito all'approvazione = una carenza di autostima e di solidità interiore?

sei sicuro che questo sia l'opposto della sicurezza?

A questo punto mi viene da chiederti:

Cosa è per te la sicurezza, l'autostima, la solidità interiore e la fobia in merito all'approvazione?

Come fai a sapere quando ci sono e quando no? In cosa differiscono?

E soprattutto... dove sono ;)?

Io voglio raggiungere l'autostima vera, e penso che pian piano abbia trovato la strada giusta, ossia sforzarmi di dare retta ai miei obiettivi, però la ricaduta emotiva di oggi mi ha fatto preoccupare. Sicuramente c'è di mezzo un problema infantile e puberale Cos'è? Come posso veramente raggiungere l'autostima e non sentire più questi bisogni malsani?

Il termine "autostima" è solo una nominalizzazione. I problemi infantili li hanno avuti tutti, imho se gli dai attenzione, gli dai solo energia. Accettali, prendi quanto di buono ti hanno lasciato ed inizia a pensare a come goderti il presente.

Nessun bisogno è malsano, non andare contro la tua natura, identifica invece il messaggio.

Se capisci cosa quella sensazione ti vuole dire e ti muovi in quella direzione, ti sentirai meglio.

I miei due cents?

Secondo me devi solo imparare a vivere la socialità in modo più profondo.

Perchè nel tempo libero, invece di spararti questi pipponi della madonna, non ti dedichi per un pò al volontariato?

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
 Condividi

×
×
  • Crea Nuovo...