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Hirschen
Inviato

Stavo riflettendo su una cosa, e prima di andare a letto la scrivo qui.

Si parla spesso del fatto che dobbiamo generare attrazione nella ragazza, ma io penso che questa attrazione in realtà esista gia per natura tra un maschio e una femmina, questo per la nostra stessa genetica. Quando noi vediamo una che ci piace proviamo subito attrazione per lei, e sono convinto che anche loro, pur non dandolo a vedere, funzionino allo stesso modo.

Sembrerà un'inutile discussione filosofica, ma secondo me sapere che l'attrazione esiste già e che si tratta solo di mantenerla viva aiuta molto da un punto di vista psicologico nelle prime fasi della seduzione.

coccolino
Inviato

ma chi ha mai detto che non esiste gia..

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Medea
Inviato

Mi permetto di dissentire; se ne stava parlando qualche giorno fa con un amico:

Lui affermava che voi, gli uomini, decidete subito se c'è attrazione o se non c'è nei confronti di una donna,

mentre per le donne è diverso, per loro l'attrazione può esser generata; non importa se la prima volta, al primo impatto, questa non si verifica..

in quanto noi possiamo cambiare idea.

Cambiare idea in base alla sua intelligenza, o al modo in cui ci fa ridere, o in base alla semplice complicità che sorge fra i due.

Mi trovo a concordare con lui in quanto a me in primis è capitato di cambiar idea, così com'è capitato ad amiche intorno a me.

"Sapere che l'attrazione esiste già.." vincolante non trovi?

Sapere che l'attrazione può esser creata da molta più libertà.

È questa che secondo me agevola le prime fasi della seduzione; l'attrazione può esser creata !

Non è un qualcosa che esiste già fra i due e si tratta solo di farla venire a galla, no, può esser creata..creare..che magnifica parola.

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qwert88
Inviato

Mi permetto di dissentire; se ne stava parlando qualche giorno fa con un amico:

Lui affermava che voi, gli uomini, decidete subito se c'è attrazione o se non c'è nei confronti di una donna,

mentre per le donne è diverso, per loro l'attrazione può esser generata; non importa se la prima volta, al primo impatto, questa non si verifica..

in quanto noi possiamo cambiare idea.

Cambiare idea in base alla sua intelligenza, o al modo in cui ci fa ridere, o in base alla semplice complicità che sorge fra i due.

Mi trovo a concordare con lui in quanto a me in primis è capitato di cambiar idea, così com'è capitato ad amiche intorno a me.

"Sapere che l'attrazione esiste già.." vincolante non trovi?

Sapere che l'attrazione può esser creata da molta più libertà.

È questa che secondo me agevola le prime fasi della seduzione; l'attrazione può esser creata !

Non è un qualcosa che esiste già fra i due e si tratta solo di farla venire a galla, no, può esser creata..creare..che magnifica parola.

secondo me anche la donna decide subito inconsciamente....non avete cambiato idea, avete abbassato le barriere

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Medea
Inviato (modificato)

secondo me anche la donna decide subito inconsciamente....non avete cambiato idea, avete abbassato le barriere

Certo che decide anche la donna..ma non inconsciamente, però il mio discorso s'incentrava sul fatto che quando sembra l'attrazione non ci sia..la si può creare; non sto dicendo di andare a buttarvi su tutte le donne, non sto dicendo che con ogni donna questo funziona, sto dicendo che l'attrazione è possibile crearla.

Dipende da voi(?) Sicuramente.

E come in tutto, signori, l'eccezione che conferma la regola è sempre presente.

Modificato da Medea
filo
Inviato

"Sapere che l'attrazione esiste già.." vincolante non trovi?

Nient'affatto... piuttosto direi motivante...

Peeter
Inviato

L'attrazione in se stessa è definita come forte coinvolgimento fisico e psichico , come dici tu dal punto di vista "animale-sessuale" l'attrazione esiste già da se in natura tra Uomo e Donna, ma ai giorni nostri la cosidero quasi ininfluente.Come dice l'utente Medea l'attrazione , la forte attrazione , verso l'altro sesso va generata in diversi modi che varieranno a seconda della persona che si vuole sedurre , quindi utilizzando tutto il proprio bagaglio sia culturale che fisico.Penso che se si è abbastanza bravi nel variare mettendo in mostra le proprie qualità nascondendone altre (naturalmente tutto varierà a seconda della persona che si ha davanti) si possa creare attrazione

Medea
Inviato

L'attrazione in se stessa è definita come forte coinvolgimento fisico e psichico , come dici tu dal punto di vista "animale-sessuale" l'attrazione esiste già da se in natura tra Uomo e Donna, ma ai giorni nostri la cosidero quasi ininfluente.Come dice l'utente Medea l'attrazione , la forte attrazione , verso l'altro sesso va generata in diversi modi che varieranno a seconda della persona che si vuole sedurre , quindi utilizzando tutto il proprio bagaglio sia culturale che fisico.Penso che se si è abbastanza bravi nel variare mettendo in mostra le proprie qualità nascondendone altre (naturalmente tutto varierà a seconda della persona che si ha davanti) si possa creare attrazione

Filo...Peeter ti ha praticamente risposto al posto mio..

Tra Uomo e Donna attrazione c'è..sì, okei, va bene, ma a prescindere da ciò non significa una donna ceda all'uomo solo perché natura vuole.

Come dice Peeter: ininfluente..

È come...l'acqua è comprimibile, ma in misura talmente piccola che non viene nemmeno considerata.

Perché dico vincolante?

L'interpretazione che ne ho dato al momento è stata come di un qualcosa di già scelto, di già programmato..quindi vincolante..asfissiante.

Ma sulla condizione dell'uomo e sulla possibilità di scelta penso si potrebbe andar avanti a discutere per ore e ore..Ciò mi ha fatto venire in mente alcune parole di Kierkegaard..

"Paradossale è la condizione umana. Esistere significa «poter scegliere»; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensì la miseria dell'uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all'alternativa di una «possibilità che sí» e di una «possibilità che no» senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell'altro."

Non dico sia la mia linea di pensiero; sono solo parole tornate in mente.

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mastermind
Inviato (modificato)

.....l'attrazione puo' essere sempre creata.........anche se i due non si piacciono!!!

A me (che sono sempre stato un esteta) è capitato di essere attratto da donne che fisicamente non erano nemmeno il mio tipo, ma che per il loro modo di fare hanno saputo "accendermi"!!!

Questo meccanismo avviene molto piu' facilemente nelle donne che sono esseri molto piu' "celebrali/emotive" di noi, per cui se riusciamo a toccarle nel profondo riusciremo a toccarle poi da per tutto:-)))!!!

....mi è capitato di essere snobbato a prima vista da moltissime ragazze a cui non piacevo...........sembra assurdo anche a me:-))))............ma che dopo aver parlato con me per qualche ora hanno cominciato a farmi inviti anche abbastanza espliciti!!!

Chiudo ribadendo il concetto che l'attrazione piu' forte non è quella basata sul fisico ma quella basata sull'attrazione mentale!!!!

Modificato da mastermind
  • Mi piace! 2
Søren
Inviato

Ma sulla condizione dell'uomo e sulla possibilità di scelta penso si potrebbe andar avanti a discutere per ore e ore..Ciò mi ha fatto venire in mente alcune parole di Kierkegaard..

"Paradossale è la condizione umana. Esistere significa «poter scegliere»; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensì la miseria dell'uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all'alternativa di una «possibilità che sí» e di una «possibilità che no» senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell'altro."

Non dico sia la mia linea di pensiero; sono solo parole tornate in mente.

Come esempio di questa problematica possiamo considerare la “storia di Abramo e Isacco” (“Timore e tremore” 1843) nella quale il Padre, per ubbidire alla “voce di Dio”, si prepara a sacrificare il proprio figlio ed è la “mano dell’angelo” a impedire il “filicidio”.

Per Kierkegaard l’uomo è assolutamente libero e “determina le sue scelte” delle quali risulta “responsabile”. È però proprio questa “responsabilità” che costringe l’uomo in un vicolo ceco dal momento che lo pone di fronte ad un bivio che è inesorabilmente la sua perdizione. Per Kierkegaard è questo il meccanismo psichico che sottende alla inflessibile i inesorabile tristezza che diventa “senso di colpa” e fondamento della su “angoscia esistenziale”, l’aut-aut che blocca il fluire del suo destino.

Nulla è più vincolante della libertà.

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