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Visto che in Italia nel giro di qualche anno sarà difficile sopravvivere, dove emigrare?


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Mich!
Inviato
20 ore fa, Kagan ha scritto:

Un po' come de dicessi che sono praticamente certo della NON esistenza di Dio, perché ho letto diversi pareri di scienziati e teologi e ritenessi che Dio non esiste.

Capisci che se non sai di economia, non hai le basi, alla fine finisci con il prendere l'opinione del più persuasivo?

Che poi puoi avere ragione o torto, per carità, ma è il ragionamento di fondo che è sbagliato. My opinion of course

Oggi giorno non serve più studiare.

Esistono miliardi di pagine da cui chi non è mai entrato in una facoltà di economia o non ha mai aperto un libro di macroeconomia può cibarsi di pseudoverità.

Il problema principale non è tanto la loro ignoranza. Il problema principale è la loro non-apertura a chi invece sa' perchè ha studiato su libri seri e non paginette di propaganda.

Un po' come se io, domani, andassi da un ingegnere a spiegargli come dovrà fare il suo prossimo progetto.

Internet è croce e delizia.

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Inviato
16 minuti fa, Mich! ha scritto:

Oggi giorno non serve più studiare.

Esistono miliardi di pagine da cui chi non è mai entrato in una facoltà di economia o non ha mai aperto un libro di macroeconomia può cibarsi di pseudoverità.

Il problema principale non è tanto la loro ignoranza. Il problema principale è la loro non-apertura a chi invece sa' perchè ha studiato su libri seri e non paginette di propaganda.

Un po' come se io, domani, andassi da un ingegnere a spiegargli come dovrà fare il suo prossimo progetto.

Internet è croce e delizia.

Io certa gente non la capirò mai, giuro.

Poi dicono che la democrazia non funziona.

comeback
Inviato
23 minuti fa, Mich! ha scritto:

Oggi giorno non serve più studiare.

Esistono miliardi di pagine da cui chi non è mai entrato in una facoltà di economia o non ha mai aperto un libro di macroeconomia può cibarsi di pseudoverità.

Il problema principale non è tanto la loro ignoranza. Il problema principale è la loro non-apertura a chi invece sa' perchè ha studiato su libri seri e non paginette di propaganda.

Un po' come se io, domani, andassi da un ingegnere a spiegargli come dovrà fare il suo prossimo progetto.

Internet è croce e delizia.

Internet ha reso molte persone ancor più ignoranti di quanto già non lo fossero. Internet è uno strumento molto pericoloso, paragonabile a una pistola che ti gira in casa maneggiata da uno che non sa usarla e la tiene a rovescio. Molti probabilmente conosco il fenomeno del confirmation bias, quindi quel fenomeno dove delle persone utilizzano la conoscenza( "giornali", riviste, particolari programmi tv) per "confermare" che le loro idee sono giuste. Un esempio è dato dagli stessi pregiudizi

Disponendo invece di una buona cultura di base, intesa anche come apertura all'apprendimento e intenzione a conoscere, Internet è una opportunità incredibile. 

 

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gelsomino
Inviato
1 ora fa, comeback ha scritto:

Credo una premessa sia d'obbligo. Di quale Italia parliamo?

L' Italia di Milano, Torino, dei distretti emiliani, non è la stessa Italia della Calabria o della Sicilia, o del Lazio, o lo sviluppo del Nord non è lo stesso del Centro o del Sud. Cosi' dando una spulciata al PIL, per quanto criticabile, la ricchezza prodotta in diverse aree d'Italia non ci colloca per nulla in un quadro inferiore rispetto a paesi più stabili dell'Unione. L'Italia è un paese più forte di quanto crediate ma è un paese che, mio modesto parere, non cresce nell'insieme, non fa sistema, è mal governato, è economicamente slegato fra loro. E' come una famiglia dove il fratello non parla all'altro fratello, la madre è in rottura con padre, ma ognuno di loro più o meno tira ad andare avanti.

Chiaro che avendo poche aree sviluppate, queste poche aree attraggono una massa di cercatori d'oro (laureati, specializzati, semplici uomini di fatica, professionisti di ogni genere e avventurieri) che sono troppi per una micro-Italia (intesa come quell'Italia che produce e cresce). Quindi, senza dover leggere studi accademici o avventurarci in stime matematiche, si può ragionevolmente immaginare che non vi è spazio per tutti. Alcuni incrociano le braccia, prendono il pallone e se ne vanno a casa disperati, altri invece considerano altri paesi e vanno via.

Ottima riflessione , torniamo al concetto di territorio.

Tiriamo tutti ad andare avanti, ma anche se non faccciamo sistema, il sistema ci sta lo stesso, e prima poi esploderà/imploderà su se stesso.

Perchè è impensabile che quei distretti industriali che hai nominato all'inizio del post, possano mandare avanti la carretta da soli , se non succede qualcosa.

Vhe ci sarebbe da farci un trattato, ma neanche io , in questa cosa voglio avventurarmici,perchè non ne vale la pena.

Pero' diamoli un paio di dati ,senza diagrammi , facili ,facili, senza possibili contestazioni scevri da malafede intellettuale.

Notizia di oggi, BOERI, INPS sborsa 200 miliardi annui, sisisi, poi c'e' da scorporare pensioni da assistenzialismo e blablabla.....

Spesa sanitaria 130 miliardi annui, per fare un ecocolordoppler ci vogliono pressapoco 12 mesi,dove vanno tutti questi dindini?!??

SIsisi... devono fare gli acquisti centralizzati, compriamo le siringhe tutti assieme ehh...blablablabla....

Debito pubblico 2309 miliardi, si ma ci sono i risparmi .... 

Quanto puo' reggere la baracca?!?

 

comeback
Inviato (modificato)

Quello che mi infastidisce maggiormente è la visione piuttosto stereotipata di molti italiani che guardano quel che è fuori l'Italia come un posto incantato dove ti aspettano per riempirti d'oro e dove tutto è immensamente facile. Dopo 1 anno e mezzo passato all'estero tra Inghilterra, Svizzera e Germania, quando ascolto questa visione mi passa la merda che ho dovuto mangiare, e talvolta ancora mangio. Quasi sempre a dettare queste visioni sono persone che la cosa più estera che hanno visto è il vialetto parallelo alla casa dove sono nati e cresciuti.

I più dimenticano che all'estero sei uno straniero che dovrà affrontare uno shock culturale, che si avverte più alla distanza che all'inizio, e che dovrà lottare contro la concorrenza locale e quella di altri stranieri. Inoltre vi è un forte processo di sradicamento emotivo da un luogo che seppur più o meno decadente come l'Italia, rimane la propria base emozionale, logica, umana e di riferimento.

Aggiungi che se non hai il Papi che ti sovvenziona i tuoi capricci a Londra, piuttosto che a Berlino, Parigi, o altrove, puoi dimenticare di vivere nel quartiere chic del centro città e mangiare sushi con la figa di legno incontrata nel pomeriggio. Ricordo quando arrivato in Inghilterra, per lavorare in una grande azienda, non appena sistemato il discorso abitativo vivendo prima con altre persone e poi in un piccolo residence, informai mia madre dei cambiamenti. Lei mi chiese quanti soldi avessi speso, una delle domande più gettonate, e ricordo che per poco non le prendeva un infarto. Lei, mai venuta fuori dal paesello, sentiva che per prendere una sigle room in Inghilterra, dovevi essere disposto a pagare anche 3/4 volte un affitto di un trilocale nel paesello. Per poco non mi veniva a riprendere, ma il cash era il mio, le decisione lo stesso. Mia madre vedeva il breve periodo (i soldi che uscivano dalle mie già povere tasche), io vedevo in quello un doveroso investimento per la mia vita. 

Oggi certo direi che si vive meglio in Germania che in Italia, in Svizzera che in Italia, qualche dubbio sull'Inghilterra, ma talvolta anche esperienze in altri paesi come Inghilterra posso aprire porte verso paesi più desiderati. Oggi direi questo, ma lo dico da self-made man e alla fine di un percorso dove forse il 90% avrebbe mollato viste le enormi difficoltà.

 

Modificato da comeback
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  • 4 settimane dopo...
Ogghy
Inviato
Il 30/3/2018 alle 10:17 , comeback ha scritto:

Quello che mi infastidisce maggiormente è la visione piuttosto stereotipata di molti italiani che guardano quel che è fuori l'Italia come un posto incantato dove ti aspettano per riempirti d'oro e dove tutto è immensamente facile. Dopo 1 anno e mezzo passato all'estero tra Inghilterra, Svizzera e Germania, quando ascolto questa visione mi passa la merda che ho dovuto mangiare, e talvolta ancora mangio. Quasi sempre a dettare queste visioni sono persone che la cosa più estera che hanno visto è il vialetto parallelo alla casa dove sono nati e cresciuti.

I più dimenticano che all'estero sei uno straniero che dovrà affrontare uno shock culturale, che si avverte più alla distanza che all'inizio, e che dovrà lottare contro la concorrenza locale e quella di altri stranieri. Inoltre vi è un forte processo di sradicamento emotivo da un luogo che seppur più o meno decadente come l'Italia, rimane la propria base emozionale, logica, umana e di riferimento.

Aggiungi che se non hai il Papi che ti sovvenziona i tuoi capricci a Londra, piuttosto che a Berlino, Parigi, o altrove, puoi dimenticare di vivere nel quartiere chic del centro città e mangiare sushi con la figa di legno incontrata nel pomeriggio. Ricordo quando arrivato in Inghilterra, per lavorare in una grande azienda, non appena sistemato il discorso abitativo vivendo prima con altre persone e poi in un piccolo residence, informai mia madre dei cambiamenti. Lei mi chiese quanti soldi avessi speso, una delle domande più gettonate, e ricordo che per poco non le prendeva un infarto. Lei, mai venuta fuori dal paesello, sentiva che per prendere una sigle room in Inghilterra, dovevi essere disposto a pagare anche 3/4 volte un affitto di un trilocale nel paesello. Per poco non mi veniva a riprendere, ma il cash era il mio, le decisione lo stesso. Mia madre vedeva il breve periodo (i soldi che uscivano dalle mie già povere tasche), io vedevo in quello un doveroso investimento per la mia vita. 

Oggi certo direi che si vive meglio in Germania che in Italia, in Svizzera che in Italia, qualche dubbio sull'Inghilterra, ma talvolta anche esperienze in altri paesi come Inghilterra posso aprire porte verso paesi più desiderati. Oggi direi questo, ma lo dico da self-made man e alla fine di un percorso dove forse il 90% avrebbe mollato viste le enormi difficoltà.

 

Concordo.

Di tutti i coetanei che conosco (sui 20), solo pochi non sono emigrati, o emigreranno all'estero tra qualche anno. Indipendentemente che vengano da Nord o Sud Italia.

Io ho fatto varie esperienze di studio e lavoro negli Usa e posso confermare che nessun Italiano che emigra qua si aspetta la pappa pronta, anzi, rimboccarsi le maniche è la prima cosa che fanno.

 

Son contenta di lasciare l'Italia a chi pensa che noi giovani andiamo all'estero per far la bella vita e far festa..

  • Mi piace! 1
  • 2 mesi dopo...
Inviato

Ciao a tutti, dovrei valutare un cambio o un eventuale piano B lavorativo, e spero che qualcuno mi sappia consigliare...

a parità di stipendio, diciamo 1200 - 1300 euro ma potrebbe aumentare in entrambi i posti, dove potrei permettermi un potere d'acquisto migliore, lavorando a Torino o Musta ( entroterra maltese ) ?

leavingmyheart
Inviato
5 ore fa, Buk ha scritto:

Ciao a tutti, dovrei valutare un cambio o un eventuale piano B lavorativo, e spero che qualcuno mi sappia consigliare...

a parità di stipendio, diciamo 1200 - 1300 euro ma potrebbe aumentare in entrambi i posti, dove potrei permettermi un potere d'acquisto migliore, lavorando a Torino o Musta ( entroterra maltese ) ?

 

 

https://www.numbeo.com/cost-of-living/compare_cities.jsp?country1=Malta&country2=Italy&city1=Mosta&city2=Turin

  • Mi piace! 2
Inviato

Da sempre ho avuto un debole per la Germania. Perche' e' una nazione piu' a misura d'uomo di molte altre. Pero' ultimamente sto valutando molto il Regno Unito (Inghilterra soprattutto). Perche' per il lavoro che voglio fare l'inglese ha la sua importanza e quale paese migliore per praticarlo bene direttamente al lavoro se non l'Inghilterra?

 

Sebbene ci sia stata la brexit, ritengo che il Regno Unito sia una entita' politica troppo potente per collassare (e' troppo elevato il suo prestigio e l'appoggio degli US e dell'intero Commonwealth continueranno a farne una superpotenza mondiale). Inoltre e' un buon posto dove lavorare bene, guadagnare bene e dove lo spirito imprenditoriale ha molta presa. 

 

Quindi il trampolino di lancio per me sarebbe il regno unito, poi l'idea sarebbe spostarsi in Germania. Altro paese che mi attrae da sempre e' il Giappone (e ho un debole per le donne asiatiche, giapponesi/cinesi in particolare) ma non so se vivrei bene li' perche' ho paura di venire emarginato in quanto gaijin.

Pero', dopo essermi fatto le ossa all'estero e magari raccolto un bel fiore di donna da fuori (e affascina molto avere donne straniere, sara' perche' l'esotico attrae di piu') tornerei in Italia perche' ritengo che abbiamo il dovere morale di tirare su la nostra nazione per elevarla ai piu' alti ranghi. 

Perche' all'estero si deve sapere che gli italiani e l'Italia e' tra le grandi con merito ed e' una grande nazione.

  • Mi piace! 2
  • 2 settimane dopo...
wolfavb
Inviato

Dove emigrereste se non avreste nulla da perdere? 

(No amici, una relazione così e cosà, famiglia di origine disunita).

In una situazione di fallimento: titolo di studio inutile, esperienza solo come customer service, un inglese scolastico.

 

Stavo pensando paesi in crescita come Bulgaria e Ungheria. Un conoscente mi ha sconsigliato questi paesi.

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