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LukeMark
Inviato

Bella riflessione. Non è forse uno scambio di ruoli,un role play allargato all'interazione amico/amico e non solo uomo predatore/donna preda? Non trovi che in molti campi lo scambio dei ruoli "maestro/allievo" sia un'interazione dinamica e mutevole nel tempo, oltre che uno stimolo notevole a migliorarsi alimentati dalla sana invidia tramutata in ammirazione?

Rarox
Inviato (modificato)

E lui mi ha spiegato che poi a novembre si è rialzato, è tornato la merdaccia di prima e da allora si è scopato una ventina di modelle....

Un'onda di nervoso mi ha attraversato.

E gli ho chiesto d'impulso una cosa che per un occhio attento è la punta dell'iceberg dell'invidia:

"ma...intendi anche prostitute?" (so che non disdegna le professioniste)

risposta: Nu nu!

Ecco...

dopo una simile risposta, e dopo essermi trovato faccia a faccia col nervoso e con l'invidia, trovando un mio limite così manifesto... pare ovvio il perché non possa che sentirmi un eterno studente...

^V^ perdonami, ma non mi piace il fatto che ti sei reso invidioso di uno che si è scopato "una ventina" di modelle.

Vogliamo mettere il gusto di una bella donna intelligente, rispetto a 20 galline?

Io sarei stato invidioso (per poi come hai detto giustamente tu, trasformare il tutto in ammirazione) solo se, avendo conosciuto codeste ragazze, mi fossero apparse intelligenti, con altro oltre alla patata.

Siamo o non siamo, anche noi, selettivi?

Modificato da Rarox
^'V'^
Inviato

Bella riflessione. Non è forse uno scambio di ruoli,un role play allargato all'interazione amico/amico e non solo uomo predatore/donna preda? Non trovi che in molti campi lo scambio dei ruoli "maestro/allievo" sia un'interazione dinamica e mutevole nel tempo, oltre che uno stimolo notevole a migliorarsi alimentati dalla sana invidia tramutata in ammirazione?

Certo.

E so anche che alcuni miei amici, trovandosi di fronte all'invidia per me, (per motivi molto inferiori a 20 modelle in tre mesi), hanno scelto la strada di odiarmi, infamarmi, parlar male di me ovunque, sabotarmi... invece della strada di chiedermi semplicemente..."come si fa?"

Sono nervoso, lo ammetto, per quello che lui può fare, solo in parte giustificabile con le opportunità offerte dal suo lavoro. Ma sono felicissimo per la forma mentis che mi permette di chiedergli... "come si fa?".

Ed è importantissimo, secondo me, mantenere quell'atteggiamento da eterno studente che spesso i "guru" in ogni settore buttano nell'ombra per diventare la caricatura di se stessi.

Il ruolo Maestro allievo è, come hai fatto notare, un ruolo.

Non è qualcosa che sei.

Non sei un allievo, e non sei un maestro.

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^'V'^
Inviato

^V^ perdonami, ma non mi piace il fatto che ti sei reso invidioso di uno che si è scopato "una ventina" di modelle.

Vogliamo mettere il gusto di una bella donna intelligente, rispetto a 20 galline?

Io sarei stato invidioso (per poi come hai detto giustamente tu, trasformare il tutto in ammirazione) solo se, avendo conosciuto codeste ragazze, mi fossero apparse intelligenti, con altro oltre alla patata.

Siamo o non siamo, anche noi, selettivi?

C'è chi del pollo preferisce le ali, chi le cosce.

Forse tu preferisci le ali ed io le cosce.

E questo è fantastico, perché possiamo creare una partnership: per ogni 20 gallinelle che mi mandi, io ti mando una donna intelligente.

Credo che la nostra amicizia sarà duratura e fruttuosa per entrambi! <3

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Inviato

Non ci vedo nulla di strano.

L'invidia viene scatenata da qualcosa che non si ha e che qualcun altro ha, nelle menti deboli questo si traduce in odio verso la persona che ha ottenuto quel qualcosa. Spesso quel qualcosa è esclusivo (es: una data ragazza, un dato posto di lavoro), per cui è impossibile trarre spunto dalla persona invidiata per ottenerlo: è già stato preso. Ma quando si sviluppa la mentalità dell'abbondanza non è più "quella donna", "quel posto", ma il fatto di aver preso una donna o un posto a scatenare l'invidia. Diventa tutto più generico. In questo modo è decisamente più facile porsi umilmente davanti alla persona invidiata, senza odio, e cercare di imparare come ha fatto ad ottenere un risultato che non siamo riusciti ad ottenere.

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Thirsty
Inviato

^V^ perdonami, ma non mi piace il fatto che ti sei reso invidioso di uno che si è scopato "una ventina" di modelle.

Vogliamo mettere il gusto di una bella donna intelligente, rispetto a 20 galline?

Io sarei stato invidioso (per poi come hai detto giustamente tu, trasformare il tutto in ammirazione) solo se, avendo conosciuto codeste ragazze, mi fossero apparse intelligenti, con altro oltre alla patata.

Siamo o non siamo, anche noi, selettivi?

Mi ha colpito la tua risposta, ultimamente mi trovo spesso a dovermi confrontare con gli altri, con quello che fanno, come se questo dovesse abbassare o alzare la mia autostima, o a farmi capire chi sono veramente.

Alla fine sono un essere umano, anche io ho le mie debolezze, mi ritrovo ad avere invidia, mi accorgo che molto spesso devo imparare dagli altri, altre volte sono io che insegno qualcosa, mi infastidisco a provare emozioni che reputo negative ma alla fine penso che la vera crescita sia riuscire a tramutare con fatica queste sensazioni in qualcosa di produttivo.

In te leggo invidia, hai pensato modella = gallina, come se una modella non potesse essere intelligente, è un processo che hai creato per sminuire ciò che probabilmente tu non hai, mascherando la cosa facendo intendere che avresti invidia solo dopo aver conosciuto queste ragazze.

Io penso che sia così.

Non è un crimine, e non ce l'ho con te, hai 19 anni e anche se non ti conosco mi sembra piuttosto comune un pensiero del genere.

Io ho invidia, molti l'avrebbero, si tratta solo di riconoscerlo a noi stessi, averne la consapevolezza e da questo creare un punto di partenza:

posso fare finta di niente, mi dico che l'invidia fa schifo, che è il sentimento dei mediocri e che non mi appartiene, oppure la posso usare per avere lo stimolo di migliorare me stesso, raggiungere quello stesso obiettivo imparando da chi lo ha potuto vivere prima di me.

Cazzo se è difficile, veramente tanto, però questo fa di me uno studente, e gli studenti, quelli che si applicano, alla fine imparano.

Essere un maestro invece secondo me è un picco massimo, come la felicità, la raggiungi per un breve periodo di tempo.

Sei maestro finchè qualcuno cerca di eguagliarti, anche se tu non lo sai, ma è temporaneo, il resto del tempo lo passi imparando dagli altri e dai tuoi errori.

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dr.feelgood
Inviato

^V^ perdonami, ma non mi piace il fatto che ti sei reso invidioso di uno che si è scopato "una ventina" di modelle.

Vogliamo mettere il gusto di una bella donna intelligente, rispetto a 20 galline?

Io sarei stato invidioso (per poi come hai detto giustamente tu, trasformare il tutto in ammirazione) solo se, avendo conosciuto codeste ragazze, mi fossero apparse intelligenti, con altro oltre alla patata.

Siamo o non siamo, anche noi, selettivi?

Perché dovrebbe interessarmi che sia anche intelligente oltre che bella? devo farci una scopata, non sposarla o fidanzarmici.

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Rarox
Inviato (modificato)

In te leggo invidia, hai pensato modella = gallina, come se una modella non potesse essere intelligente, è un processo che hai creato per sminuire ciò che probabilmente tu non hai, mascherando la cosa facendo intendere che avresti invidia solo dopo aver conosciuto queste ragazze.

Io penso che sia così.

L'ho pensato perchè nella maggior parte dei casi è stato così. Ammetto di aver acquisito un certo pregiudizio.

A ciò si è unito il fatto che sono diventato estremamente selettivo, perchè le donne le ho. Me la tiro terribilmente con loro, perchè penso/so (devo ancora decidere) di valere molto.

La prima cosa che ovviamente noto da maschio, è la bellezza fisica della donna, ma poi la ragazza mi deve piacere anche mentalmente.

Se c'è qualcosa che invidio all'amico di ^V^, è l'atto (che penso) l'abbia reso estremamente felice...

...o forse era un breve momento per dimenticare la sua tristezza?

Modificato da Rarox
^'V'^
Inviato

Tutti noi proviamo invidia.

E' un'emozione cognitiva superiore, ovvero un'emozione che nasce a si sviluppa negli animali sociali, diversa da emozioni base come paura, rabbia, gioia.

Le emozioni base servono per sopravvivere nell'ambiente fisico. Le emozioni cognitive superiori, come imbarazzo, senso di colpa, invidia, servono per sopravvivere nel più moderno ambiente sociale, e si sono sviluppate su di esso.

Purtroppo la chiesa ha creato questo mostro dei peccati capitali, tra cui l'invidia, mettendoci dentro tutte le più normali pulsioni naturali.

Questo in modo che ci sentissimo sempre e comunque peccatori e in colpa, e a questo proposito ricordo che sono pochi anni che le confessioni obbligatorie non si pagano in base alle tariffe dei vari peccati.

Siccome rifiutiamo di vederla in noi, finiamo per vederla spesso negli altri, additandoli.

Non a caso, quasi metà degli aggiornamenti di stato su fb di molte ragazze sono accuse verso la gente invidiosa.

Tutti possiamo ammettere di essere stati arrabbiati, di provare attrazione sessuale, e altre cose naturali ma più sdoganate, l'invidia rimane nella nostra cultura un grande rimosso collettivo.

E questo porta a certe forme di odio e di sentimenti pesanti verso chi invidiamo.

In natura, invece, ci servirebbe per darci la carica per ottenere quello che altri hanno o sono e che anche noi vorremmo avere o essere.

Quando si ammette candidamente di provare invidia...è come se un mattone ci fosse tolto dallo stomaco.

Ci si sente più liberi e leggeri.

E pronti ad usare quella carica emotiva come grinta per migliorare in ciò che vorremmo, perché lo abbiamo ammirato e desiderato.

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