Witcher [Partecipante] 4852 Inviato 20 Ottobre 2014 Autore Inviato 20 Ottobre 2014 tra l'altro proprio qualche giorno fa sono tornato in italia e l'ho rincontrato. ha 91 anni ora e ha ancora la prontezza di spiritio che aveva da giovane, facendo ancora battute ed essendo molto sveglio e sopratutto forte come un toro. é un po' andato con l'udito, ma rimane sempre un uomo eccezionale. una delle cose che gli ho detto quando l'ho visto, di fronte a lui, sua moglie e mio padre, é stato proprio "zio, c´é una cosa che nn ti ho mai detto ma che ti ho sempre voluto dire. io ti ammiro tantissimo. per me sei il mio modello di riferimento come uomo e come persona. quando devo fare qualcosa e non ho voglia di farlo oppure penso sia sopra la mia portata, penso sempre a te e mi chiedo cosa faresti tu al posto mio". mi ha pure raccontato che si é fatto a piedi con un gruppo di sopravvissuti la strada dalla polonia fino all'italia senza fermarsi un attimo. gkd e Hesediel ha reagito a questo 2
Arkad [Banned] 695 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 Sei un grande, e soprattutto tuo zio lo è!
Junkhed [Partecipante] 625 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 (modificato) Non voglio fare il bastian contrario della situazione, ma, seppur quella di zio Aronne sia una storia molto coinvolgente ed entusiasmante, dobbiamo renderci conto che i tempi sono cambiati e i target anche. Ai tempi dei nostri nonni, la vita era fisicamente più dura, ma psicologicamente meno. Avevi un solo obiettivo: sopravvivere. Un ignavo e lamentoso sarebbe morto presto a quelle condizioni - sia chiaro - ma bastava "tirarsi su le maniche" e qualcosa raccattavi, tiravi su un rifugio/una sistemazione, un pò di cibo, vestiti ecc... Per carità, nessuno di noi farebbe a cambio con certe condizioni di vita di allora, però è troppo semplicistico uniformare il tutto riconducendo la questione al fatto che i nostri nonni avessero una fibra più forte e resistente rispetto a noi. Io sono il primo ad ammirare mio nonno, e il modo in cui se l'è sfangata nelle situazioni difficili della guerra e della vita in generale, ma al giorno d'oggi entrano in gioco altri fattori. Per fortuna, sopravvivere per quasi tutti noi non è più diventata una questione cruciale. A parte pochi sfortunati, tutti abbiamo un tetto sopra la nostra testa, un piatto caldo a tavola, un letto dove riposarci e dei vestiti puliti. La questione allora si sposta su altri punti. Esempio il lavoro: te ne fai ben poco del fatto di poter mangiare tutti i giorni, se la tua situazione lavorativa è preoccupante o disastrosa. Pensate che tutti quelli che si ammazzano per aver perso il lavoro, lo facciano perchè temono di non riuscire più a mettere qualcosa sotto i denti? Da quel punto di vista una situazione si trova sempre (si torna a vivere dai genitori, nonni, zii ecc...), difficilmente si resta col culo scoperto totalmente. Il dramma in quei casi è che la cosa viene vista GIUSTAMENTE come un proprio fallimento personale, anche se magari l'azienda ha dovuto chiudere e tu non ne puoi nulla. Poi facile parlare di campagna di Russia e sminuire tutto il resto: un 30-35-40enne che rimane senza lavoro, o non ha alcuna prospettiva futura, come si può sentire? Come si può biasimare se decide di prendere decisioni estreme? Con che coraggio gli si dà del senza palle? Perchè, vista la situazione generale dell'Italia (e non solo), è naturale per una persona in quelle condizioni non vedere alcuna luce; le opportunità sono ridotte al lumicino, spesso oggettivamente non c'è proprio speranza. Ho fatto l'esempio del lavoro, ma potrei fare anche l'esempio del ragazzo che viene costantemente umiliato e scartato dalle donne, di chi si allena con costanza ad un obiettivo sportivo e poi lo fallisce ogni volta e potrei fare altri mille esempi. Troppo semplicistico fare l'esempio dei nostri nonni (seppur ammirabili e stimabili per carità), quando alla fine non seguivano altro che l'istinto di conservazione e sopravvivenza. Esempio: provate voi a farvi buttare in strada nudi al freddo, senza cibo nè acqua. Tempo 5 secondi e vi attivate come pazzi per cercare di sopravvivere. La riuscita/fallimento personale è invece un qualcosa di molto più complesso, variegato, difficile da comprendere e psicologicamente più impegnativo, se non devastante. Modificato 28 Ottobre 2014 da Junkhed IWILL e Dodecahedron ha reagito a questo 2
Witcher [Partecipante] 4852 Inviato 28 Ottobre 2014 Autore Inviato 28 Ottobre 2014 il fatto che fallisca non significa nulla. se perdi il lavoro, ti rimbocchi le maniche per l'ennesima volta e ti trovi un altro lavoro (o lo crei te) o ti arruoli nella legione straniera, o nell'esercito o dove vuoi te o, ancora meglio, non ci arrivi proprio a quel punto. io, per esempio, ho lasciato l'italia a 19 anni e sono andato a vivere da solo senza parlare manco la lingua e ora la parlo bene e l'ho imparata tutta da solo e ancora oggi la imparo. ti assicuro che io dove vivo ora, tutta sta crisi proprio non la vedo, anzi. ste situazioni manco esistono qua, quindi, come vedi, é tutto soggettivo. arrendersi é da gente debole, sia oggi, sia ieri e lo sará pure domani. il contesto non importa, la vita non é facile e ci prende sempre a pesci in faccia. la legge della giunla ancora esiste: i deboli e gli sfortunati muoiono, i forti ed i fortunati vivono. é sempre stato cosí, é ancora cosí e sará ancora cosí. cinico? no, realista. le cose vanno cosí. é scritto nei nostri geni. ti lascio con una grande lezione di vita da rocky:
Junkhed [Partecipante] 625 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 Voglio dire: è più facile non arrendersi quando devi per forza sopravvivere. Perchè o fai così o muori. Il fallimento personale invece è qualcosa di più devastante: ti costringe a vivere una vita alzandoti ogni mattina con un fardello addosso molto più pesante del procurarsi il pane. Il confronto con gli altri poi è un altro aspetto molto importante. Perchè in un clima di povertà e guerra paradossalmente sei più libero mentalmente, in un mondo complesso come il nostro il tilt mentale è dietro l'angolo, corredato da elementi come invidia, frustrazione, stress, rabbia, ansia ecc... IWILL ha reagito a questo 1
zerozero [Partecipante] 1165 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 Witcher bel post, ben scritto e motivante... però riflettendoci un po' su appare superficiale. Come diceva un altro utente il tuo post pecca di benaltrismo. Cioè se vogliamo, cosa sono stati i problemi di tuo nonno rispetto a quelli di un bambino africano che nasce da genitori malati di AIDS in mezzo alla guerra civile? O rispetto a quello che deve affrontare un malato di SLA? Si può sempre dire che i problemi sono ben altri e in questo mondo grandissimo e varissimo si riesce SEMPRE a trovare qualcuno che sta peggio e qualcuno che sta meglio. Fatto sta che ognuno vive calato nella sua realtà; ognuno affronta problemi e vittorie con gli stessi sentimenti REALI. E' chiaro che i nostri problemi per uno che sta peggio sembrano ridicoli. Così come le nostre piccole vittorie sembrano ridicole ad uno che sta meglio di noi. Eppure soffriamo e gioiamo tutti nello stesso modo, con la stessa intensità. Se tuo zio fosse nato 50 anni dopo sarebbe identico a noi. Se noi fossimo nati 50 anni prima saremmo identici a lui. Ognuno si adatta al suo ambiente, combatte le sue battaglie che da qualche prospettiva appariranno sempre ridicole a qualcuno, magari a noi stessi 10 anni dopo. Ma battaglie rimangono. Junkhed, Clock, Dodecahedron e 1 altro ha reagito a questo 4
Witcher [Partecipante] 4852 Inviato 28 Ottobre 2014 Autore Inviato 28 Ottobre 2014 il fallimento personale non esiste, fallisci nel momento in cui decidi di non combattere. Il fatto é che non tutti nascono con la tempra: ci sono quelli che hanno geni migliori e altri che non ce li hanno. sono sicuro che se fosse nato al giorno d'oggi, non sarebbe come "noi" (che poi la parola "noi" a chi si riferisce? non tutti siamo uguali). chi nasce in situazioni sfortunate, come ho detto, se non ha gli strumenti per sopravvivere o é solo un povero bambino nel mezzo della guerra non puó farci nulla e mi dispiace. come ho detto, chi nasce debole E sfortunato muore. il post é semplicemente diretto a noi che viviamo in questa societá e che cmq abbiamo gli strumenti a disposizione per migliorarci. i bambini in africa manco l'han mai visto un computer, non potrebbero mai leggere un post del genere.
Junkhed [Partecipante] 625 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 Witcher bel post, ben scritto e motivante... però riflettendoci un po' su appare superficiale. Come diceva un altro utente il tuo post pecca di benaltrismo. Cioè se vogliamo, cosa sono stati i problemi di tuo nonno rispetto a quelli di un bambino africano che nasce da genitori malati di AIDS in mezzo alla guerra civile? O rispetto a quello che deve affrontare un malato di SLA? Si può sempre dire che i problemi sono ben altri e in questo mondo grandissimo e varissimo si riesce SEMPRE a trovare qualcuno che sta peggio e qualcuno che sta meglio. Fatto sta che ognuno vive calato nella sua realtà; ognuno affronta problemi e vittorie con gli stessi sentimenti REALI. E' chiaro che i nostri problemi per uno che sta peggio sembrano ridicoli. Così come le nostre piccole vittorie sembrano ridicole ad uno che sta meglio di noi. Eppure soffriamo e gioiamo tutti nello stesso modo, con la stessa intensità. Se tuo zio fosse nato 50 anni dopo sarebbe identico a noi. Se noi fossimo nati 50 anni prima saremmo identici a lui. Ognuno si adatta al suo ambiente, combatte le sue battaglie che da qualche prospettiva appariranno sempre ridicole a qualcuno, magari a noi stessi 10 anni dopo. Ma battaglie rimangono. Esattamente quello che volevo dire io.
Junkhed [Partecipante] 625 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 il fallimento personale non esiste, fallisci nel momento in cui decidi di non combattere. Il fatto é che non tutti nascono con la tempra: ci sono quelli che hanno geni migliori e altri che non ce li hanno. sono sicuro che se fosse nato al giorno d'oggi, non sarebbe come "noi" (che poi la parola "noi" a chi si riferisce? non tutti siamo uguali). chi nasce in situazioni sfortunate, come ho detto, se non ha gli strumenti per sopravvivere o é solo un povero bambino nel mezzo della guerra non puó farci nulla e mi dispiace. come ho detto, chi nasce debole E sfortunato muore. il post é semplicemente diretto a noi che viviamo in questa societá e che cmq abbiamo gli strumenti a disposizione per migliorarci. i bambini in africa manco l'han mai visto un computer, non potrebbero mai leggere un post del genere. Noi non dobbiamo paragonarci nè con zio Aronne, per differenze temporali evidenti, nè con il bambino dell'Africa, per differenze geosociali evidenti. Il confronto lo dobbiamo fare con chi ci sta accanto. Non si può neanche fare tra Nord e Sud Italia. Ad esempio, al Sud dove il tasso di disoccupazione è altissimo, un 40enne senza lavoro è "uno dei tanti", a Torino o a Milano è un fallito.
Junkhed [Partecipante] 625 Inviato 28 Ottobre 2014 Inviato 28 Ottobre 2014 il fallimento personale non esiste, fallisci nel momento in cui decidi di non combattere. Zeman è uno che non si è mai arreso perchè ha sempre cercato di imporre il suo (strambo) calcio ed allena ancora in serie A, ma è un fallito perchè non ha mai vinto mezza Coppa. L'unica cosa che non lo rende del tutto un fallito è il suo stipendio.
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