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w00z
Inviato (modificato)

Il problema è essere anche distaccati dal proprio obiettivo..

Ad esempio il mio sogno è diventare dentista e c'è solo un'esame all'anno per entrare..

Come posso essere completamente lucido emozionalmente in questo esame e non pensare che se lo sbaglio devo aspettare un anno?

:)

Modificato da w00z
Tony Montana
Inviato

Un grande Maestro usava dire che sovente, soprattutto nei giovani, si tende a sottovalutare e dimenticare i significati profondi e le ragioni fondamentali delle banalità.

Ora, però, non lasciarci con l'open loop: che ci facevi per terra? HB combattiva?

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wrong
Inviato (modificato)

La terza ed ultima cosa è forse la più illuminante e fondamentale, devi applicare il DISTACCO.

Questa cosa è cosi fondamentale che probabilmente racchiude tutte le altre.

Devi essere orientato verso quello che vuoi ma allo stesso tempo distaccato.

Ricordate il detto: "chi troppo vuole nulla stringe"?

Ma vediamo il perché...

Mettiamo il caso che noi vogliamo fortemente qualcosa, questa cosa ci creerà molte emozioni.

Se il nostro obiettivo ci suscita emozioni negative, come la paura di non raggiungerlo o la preoccupazione per l'esito o il fastidio che le cose non vadano come vogliamo noi, allora probabilmente non riusciremo a raggiungere quell'obiettivo.

Perchè?

Semplicemente perché siamo dominati da emozioni negative legate a quell'obbiettivo, anche se in questo caso legato alla sua non realizzazione.

Quindi la cosa migliore è essere distaccato dall'obiettivo, non farsi dominare dall'emozione vedere l'obiettivo ma rimanere in pace con te stesso, altrimenti tenderai a scappare da quelle emozioni e quindi anche dall'obbiettivo.

Semplice? Certo!!

Facile? no

Comporta un allenamento costante ....

C'è una storia zen su questo tema :)

Matajuro Yagyu era il figlio di un famoso spadaccino. Suo padre, convinto che l'attitudine del figlio fosse troppo scarsa per fargli raggiungere la maestria, lo disconobbe. Così Matajuro andò sul Monte Futara e là trovò il famoso spadaccino Banzo. Ma Banzo confermò il giudizio del padre. «Tu vuoi imparare a maneggiare la spada sotto la mia guida?» domandò Banzo. «Ti mancano i requisiti indispensabili».

«Ma se lavoro sodo, quanti anni mi ci vorranno per diventare un maestro?» insistette il giovane.

«Il resto della tua vita» rispose Banzo.

«Non posso aspettare tanto» disse Matajuro. «Se accetti di darmi lezione, sono pronto a sottopormi a qualunque fatica. Se divento il tuo devotissimo servo, quanto tempo ci vorrà?».

«Oh, dieci anni, forse» disse Banzo addolcendosi.

«Mio padre si sta facendo vecchio e presto dovrò prendermi cura di lui» continuò Matajuro. «Se lavoro ancora più assiduamente, quanto tempo mi ci vorrà?».

«Oh, forse trent'anni» rispose Banzo.

«Ma come!» disse Matajuro. «Prima hai detto dieci anni, e ora trenta! Accetterò qualunque privazione pur di imparare quest'arte nel tempo più breve!».

«Bè,» disse Banzo «allora dovrai restare con me settant'anni. Un uomo che ha tanta fretta di ottenere dei risultati raramente impara alla svelta».

«E va bene» dichiarò il giovane, comprendendo infine che gli si stava rimproverando la sua impazienza. «Accetto».

Matajuro ebbe l'ordine di non parlare mai di scherma e di non toccare mai una spada. Cucinava per il suo maestro, lavava i piatti, gli rifaceva il letto, puliva il cortile, curava il giardino, tutto senza che si parlasse mai di scherma.

Passarono tre anni. Matajuro continuava a lavorare. Pensando al proprio avvenire era triste. Non aveva ancora cominciato a imparare l'arte alla quale aveva votato la propria vita.

Ma un giorno Banzo scivolò alle sue spalle e gli diede un colpo terribile con una spada di legno. L'indomani, mentre Matajuro stava cucinando del riso, Banzo tutt'a un tratto gli saltò di nuovo addosso.

Da allora, giorno e notte, Matajuro dovette difendersi dagli assalti inaspettati. Non c'era giorno, non c'era momento che non dovesse pensare al sapore della spada di Banzo. Imparò così in fretta che la faccia del suo maestro era raggiante di sorrisi. Matajuro divenne il più grande spadaccino del paese.

Modificato da wrong
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dickinson1
Inviato

La vita e' semplice,siamo noi a complicarcela.

In fondo le cose facili non ci riescono,dobbiamo trovare il modo di cambiarle.

Ad esempio dobbiamo percorrere un tratto di strada che non conosciamo.

Bene,andiamo ad informarci e abbiamo la nostra mappa.
Pero' non siamo soddisfati,dobbiamo trovare delle scorciatoie,c'e' da scervellarsi su qualcosa di alternativo.

Cosi' si finisce per cercare altre soluzioni quando una c'e' gia' ed e' quella piu' ovvia.

E l'ovvio che non riusciamo a mandar giu'.

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GTC
Inviato

Il problema è essere anche distaccati dal proprio obiettivo..

Ad esempio il mio sogno è diventare dentista e c'è solo un'esame all'anno per entrare..

Come posso essere completamente lucido emozionalmente in questo esame e non pensare che se lo sbaglio devo aspettare un anno?

:)

Devi capire perchè vuoi diventare dentista.

Per i soldi?

per la fama?

per il desiderio di aiutare gli altri?

Una volta individuato il perchè probabilmente ti sarà chiaro che fare il dentista è solo 1 dei come per esaudire il tuo perchè.

E gia questo ti farà essere distaccato.

Ad esempio io sono alla ricerca della felicità del benessere e della libertà e so che il modo per raggiungerli non è uno solo.

Idividua i valori e capirai che il ventaglio di possibilità è ampio e per paradosso più facilmente riuscirai a raggiungere quello che volevi

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OdisseoIV
Inviato

La vita e' semplice,siamo noi a complicarcela.

In fondo le cose facili non ci riescono,dobbiamo trovare il modo di cambiarle.

Ad esempio dobbiamo percorrere un tratto di strada che non conosciamo.

Bene,andiamo ad informarci e abbiamo la nostra mappa.

Pero' non siamo soddisfati,dobbiamo trovare delle scorciatoie,c'e' da scervellarsi su qualcosa di alternativo.

Cosi' si finisce per cercare altre soluzioni quando una c'e' gia' ed e' quella piu' ovvia.

E l'ovvio che non riusciamo a mandar giu'.

Il fatto è che il nostro modo di vivere si basa sull'uso incessante e continuativo della mente.

Ma la mente non ci è stata data dalla Natura per interpretare la realtà.

La mente serve solo a risolvere problemi.

Pertanto vivendo al 100% nella mente ogni cosa è un problema.

Se non lo è lo diventa nel momento in cui non hai più quella cosa.

"La causa della sofferenza è nel desiderio" Buddha, 2500 anni fà.

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