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Inviato

Stavolta, non ho intenzione di fare molti giri di parole.

Mi sono informato e, nonostante io frequenti il liceo scientifico, ho notato che in Italia i lavori più richiesti sono per lo più manuali.
Cosa vuole dire ciò? So per certo che, una volta uscito dal liceo, devo per forza laurearmi in qualche settore, per poi trovare lavoro solo e SOLO se io sia un genio in quel determinato campo.
Ecco io un genio non credo di esserlo, sono certamente più sveglio dei miei compagni studiosi che si battono per la media del dieci studiando 4-5 ore al giorno, ma di stare a sgobbare su libri che non mi interessano non ne ho molta voglia, basti pensare che studio complessivamente un'ora ogni mese o più, in vista dei compiti insomma.

Ora, so bene che per trovare un lavoro ben retribuito o:
- Sei un genio in un determinato campo
- Hai un mix di skill ( abilità ) che ti permettono di essere unico

per ora non ho né uno né l'altro, ho solo un bagaglio di informazioni generali, inutili in soldoni.

Nel dimenticatoio sono finiti i vecchi lavori, addirittura ho sentito che le imprese offrono lavori a tempi indeterminati a pizzaioli esperti, con uno stipendio pari ad ingegneri, questo è uno dei tanti esempi; altri possono essere il falegname, idraulico etc.

Cosa dovrei davvero fare? Io non ho passioni per chissà cosa, adoro scrivere, leggere, e cantare ciò che scrivo, più un hobby che altro.
Non ho molte idee, ma sto riflettendo se scegliere un indirizzo di studi in cui i professori sono la maggior parte illusi e arroganti, mi porterà davvero ad un lavoro sano e redditizio; non credo.

Il quesito è: - Dopo gli studi del liceo posso comunque barcamenarmi in qualcosa di più proficuo in termini di lavoro ( appunto i lavori " dimenticati " ), o in qualche modo sono obbligato a cercare di laurearmi in un settore specifico ?

Sono molto confuso, chiedo venia per gli eventuali errori di sintassi o concettuali, ringrazio in anticipo per eventuali risposte.


N.B : Quest'anno compirò 17 anni.



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Inviato

Magari e' ancora un po' presto a 16 anni,ma prendi seriamente in considerazione l'idea di lasciare questo schifo di paese e di andartene da qualche altra parte dove le tua capacita' verranno apprezzate e retribuite molto meglio che qui.

Potrei farti decine e decine di esempi di ragazzi che conosco.. dal 1 della classe di ingegneria della bocconi, costretto a trasferirsi in sudamerica perche' qui non trovava nulla se non lavoretti instabili a 100 km da casa (ora prende sui 5-6000 al mese), a gente che si e' vista triplicare lo stipendio e dimezzare le tasse semplicemente andando a lavorare fuori dal belpaese.

Quello che noto in media e' che con il culo che ti fai in italia per cercare di sopravvivere,da un altra parte vivresti alla grande!

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Phoenix93
Inviato

Potrei farti decine e decine di esempi di ragazzi che conosco.. dal 1 della classe di ingegneria della bocconi, costretto a trasferirsi in sudamerica perche' qui non trovava nulla se non lavoretti instabili a 100 km da casa (ora prende sui 5-6000 al mese), a gente che si e' vista triplicare lo stipendio e dimezzare le tasse semplicemente andando a lavorare fuori dal belpaese.

Bocconi=non c'è ingegneria, forse politecnico?

Per Kagan invece se non vuoi studiare forse ti conviene apprendere appunto un lavoro manuale qui, mi sembra che le regioni/province organizzino vari corsi, farti un po' di esperienza e poi espatriare, ma trova qualcosa che se anche non ti piace almeno non ti sia "pesante".

Auguri!

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Inviato

Proprio oggi, all'ora di pranzo, hanno pubblicato un servizio al tg riguardo questo tipo di professioni.

Sono d'accordo con Tyrant quanto dice che sei giovane e che l'estero attualmente è molto più allettante.

Se i tuoi sono economicamente benestanti, io chiederei loro di farti studiare un paio di settimane all'estero in una scuola di lingua inglese. Ci sono tante offerte, ma sono piuttosto costose. Questo per permetterti di affacciarti ad una nuova cultura. Ovviamente, limita il contatto con i tuoi connazionali.

Un altro consiglio che ti voglio dare, è di "studiare" la lingua inglese per conto tuo. Non è facile, ma ti darà così tante soddisfazioni in futuro che nemmeno immagini (se l'avessi fatto prima, non starei ora col patema d'animo per recuperare il tempo perduto XD).

Per quanto riguarda le prospettive di carriera, hai ancora 2 anni di tempo per decidere. Io non ho frequentato il liceo, ma ci sono giovani che escono da lì e non sanno ancora cosa farne della propria esistenza (mia sorella in primis). Potresti guardare l'elenco delle facoltà nell'università più vicino casa tua, cercare i vari sbocchi professionali e vedere se t'interessa qualcosa.

Parlane con i tuoi genitori, fratelli/cugini più grandi in modo da aiutarti sull'eventuale scelta.

Break a leg (in bocca al lupo) ;)

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  • 2 settimane dopo...
TARAS88
Inviato

Quella dei pizzaioli esperti pagati come ingegneri secondo me è una leggenda metropolitana. Così come i mungitori di mucche...si vocifera prendano3000 euro al mese.

Inviato

Non l'ho mica detto io,ma un datore di lavoro che ne richiedeva.
Esperti, mica novizi.
Sono notizie date dal telegiornale, ora che siano fasulle è un altro paio di maniche ( ma non credo ).
Poi si, mio nonno prende circa 2000 euro al mese, e munge le vacche, non ne ha nemmeno molte ( 8-9 ).

Certo, chi vive in città certe realtà non le percepisce, e per puntualizzare, ovvio che ci spende su un bel gruzzoletto, ma lavorando ancora a 62 anni con una pensione di 400 euro al mese, se la cava bene.

P.s : L'inglese non si studia, si parla. ( Abissale differenza )

Jumpy
Inviato (modificato)

Potrei farti decine e decine di esempi di ragazzi che conosco.. dal 1 della classe di ingegneria della bocconi, costretto a trasferirsi in sudamerica perche' qui non trovava nulla se non lavoretti instabili a 100 km da casa (ora prende sui 5-6000 al mese), a gente che si e' vista triplicare lo stipendio e dimezzare le tasse semplicemente andando a lavorare fuori dal belpaese.

Il laureato con 110 e lode, magari con master e dottorato che, fuori dall'università, non riesce a trovare un cazzo è un luogo comune tristemente vero... ne conosco diversi.

Io penso che ciascuno deve trovarsi la propria strada, il titolo di studio c'entra, ma fino ad un certo punto, e titoli iperspecializzati (master, dottorati) nel mondo del lavoro posson esser addirittura controproducenti.

E' importante cerca di capire subito in cosa si è più portati ed in che ambito trovare persone (quindi lavoro) interessate alle proprie capacità.

Quella dei pizzaioli esperti pagati come ingegneri secondo me è una leggenda metropolitana. Così come i mungitori di mucche...si vocifera prendano3000 euro al mese.

Un mio caro amico che vive in Lazio è pizzaiolo da circa 20 anni, nei 5-6 mesi estivi viaggia sui 3000-4000 €/mese, d'inverno è ovviamente più dura, ma se sai gestirti un minimo i risparmi vedi che si vive alla grande.

Per un ingegnere fresco di laurea 1200 €/mese sono ormai un'utopia, nelle aziende non c'è più posto, nella libera professione... be' lasciam perdere e con il passare degli anni la retribuzione cresce ma in modo meno che proporzionale alle responsabilità (che son invece sempre più crescenti).

Modificato da Jumpy
comeback
Inviato

Discorso complesso quello del lavoro e più in generale delle prospettive future da presentare ai giovani (io ne ho 25).

Farò carriera? Troverò lavoro? Quale? Dove e quanto percepirò? A tutto questo mi sento di dire "dipende", dipende da svariate variabili.

Intanto, per esperienza personale, posso dire che c'è poca informazione e viene fatta poca formazione nel passaggio tra scuola superiore e università, o scuola superiore e lavoro.

L' università NON assicura, e mi sento di dire, NON ha MAI assicurato necessariamente retribuzioni elevate. Questo dipende dal lavoro che farai, o avrai la fortuna di fare, e dalle capacità e dalle competenze (non conoscenze) che saprai dimostrate, dalla voglia di rischiare (anche spostamenti geografici non indifferenti) e in più dipenderà anche dalla tua intelligenza di adattarti alla realtà che c'è fuori.

Ci sono tante università, e tante facoltà....fare ingegneria non è fare scienze della comunicazione, fare ingegneria gestionale non è fare ingegneria elettronica, studiare contabilità non è studiare marketing, fare matematica non è fare scienze politiche. Tutto si presta ovviamente a sbocchi diversi, con la certezza che ci sono percorsi super inflazionati per i quali non c'è sbocco (o un facile sbocco nel mercato del lavoro). Faccio un esempio : se l' università X della città Y sforna ogni anno 500 giuristi, dubito che la richiesta da parte della società civile sia di 500 giuristi. Poi ci sono altre facoltà come lettere, che più delle altre sarebbe legate all' insegnamento e di questi tempi è davvero dura.

Quindi il consiglio per chi sceglie l' università è associare una passione (o un minimo di passione, o almeno che ti piaccia un pò) a una facoltà che abbia un minimo di proiezione futura.

L' università non è semplice, ci si piega sui libri e si studia per ore e vale molto meno l' intuito o l' estro che potevi usare con profitto a scuola. Sicuramente l' intelligenza e l' intuito premiano ma ci saranno tante materie delle quali non saprai nulla e l' intuito non ti servirà. Anzi paradossalmente meglio avere costanza che intelligenza. Per altro poi ci sono percorsi di studio in cui l' intelligenza non serve.

Questo è quel che penso dell' università, essendo studente ed avendo molto contatto con colleghi di tante facoltà, e avendo 2 esperienze di 3 mesi di stage.

Almeno per quel che studio io prospettive ce ne sono, ma scoraggio chiunque a pensare che i primi anni siano semplici e ben retribuiti.

* L' inglese è fondamentale, a scuola per me non è insegnato bene. Non vuol dire che non ci siano insegnanti capaci, ma il sistema e il modo di studiare è vecchio e superato.

L' inglese è un pass fondamentale non solo per lavorare ma per aprire la tua testa e parlare con tante persone di posti diversi, è un arricchimento non indifferente. Al di là di questo in ambito accademico quasi tutto è in lingua in inglese.

* L' uso del computer è altresi fondamentale e non tutti lo sanno usare. Non intendo andare su facebook o accendere o spegnere ma avere la capacità di tradurre al computer una serie di procedure che non si fanno più a mano (per un contabile ad esempio l' uso di excel è fondamentale). Per un ingegnere potrei citare almeno altri 4-5 programmi.

  • Mi piace! 1
PadrePlotino
Inviato

* L' inglese è fondamentale, a scuola per me non è insegnato bene. Non vuol dire che non ci siano insegnanti capaci, ma il sistema e il modo di studiare è vecchio e superato.

L' inglese è un pass fondamentale non solo per lavorare ma per aprire la tua testa e parlare con tante persone di posti diversi, è un arricchimento non indifferente. Al di là di questo in ambito accademico quasi tutto è in lingua in inglese.

mai detta cosa più giusta.

i normali iter scolastici insegnano (male) l'inglese come fosse una materia alla stregua della storia, la geografia, la filosofia, ecc, ma l'apprendimento delle lingue non funziona così.

padroneggiare una lingua è più un'abilità che si affina sul campo che una questione di studio formale.

dickinson1
Inviato

Certo, chi vive in città certe realtà non le percepisce, e per puntualizzare, ovvio che ci spende su un bel gruzzoletto, ma lavorando ancora a 62 anni con una pensione di 400 euro al mese, se la cava bene.

Mio padre e' andato in pensione a 56 anni dopo 40 anni di lavoro.

Ha lavorato in campagna e adesso ha una buona pensione,ha una casa sua ed e' in salute.

Lavoricchia ancora quattro giorni alla settimana e riceve dei voucher postali.

Ovviamente non dovrebbe superare un certo numero di ore al mese...

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