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The President
Inviato (modificato)

I fenomeno che descrivi sono verissimi, ma non credo che dipendano dalla volontà dei governi di limitare l'immigrazione. Piuttosto gli italiani non si rendono conto di essere poco competitivi a livello mondiale, soprattutto se comparati agli est europei che durante l'università hanno studiato sul serio.

Anch'io ricevo un sacco di richieste (non su IS ma da conoscenti) su come andare all'estero, ma anche se mi sbatto poi le persone spesso abbandonano l'idea perchè oggettivamente all'estero dovrebbero tollerare un temporaneo degrado dell loro situazione, senza peraltro la certezza di migliorarlo successivamente come era per le generazioni precedenti alla mia.

Comunque non disperate: io penso di sfanculare l'Europa a breve, quindi almeno il mio posto fra 3 anni si libera :-)

Perdonami ma questa è grossa, all'estero nell'università il livello di difficoltà è nettamente più basso, soprattutto ad est dove gli esami sono una barzelletta a detta di tutti i miei amici che han studiato lì. Idem nella mia esperienza ad ovest.

Io i topi da laboratorio che studiano giorno e notte li vedo soltanto qui, all'estero durante l'università perfino in una facoltà difficile si riesce ad avere una vita sociale decente...

La differenza è che all'estero si fa molta più pratica, e si viene preparati meglio a lavorare, in Italia è molto più teorica e infatti i migliori ricercatori al mondo sono italiani. Da qui (forse) la minore competitività all'inizio...ma poi si recupera.

Modificato da The President
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^X^
Inviato

Perdonami ma questa è grossa, all'estero nell'università il livello di difficoltà è nettamente più basso, soprattutto ad est dove gli esami sono una barzelletta a detta di tutti i miei amici che han studiato lì. Idem nella mia esperienza ad ovest.

Io i topi da laboratorio che studiano giorno e notte li vedo soltanto qui, all'estero durante l'università perfino in una facoltà difficile si riesce ad avere una vita sociale decente...

La differenza è che all'estero si fa molta più pratica, e si viene preparati meglio a lavorare, in Italia è molto più teorica e infatti i migliori ricercatori al mondo sono italiani. Da qui (forse) la minore competitività all'inizio...ma poi si recupera.

La competitività di cui parlo non dipende solo da quanto bravo sia il singolo e da quanto abbia studiato.

Dipende soprattutto da tutto l'ambiente intorno a lui e anche ahimè dai luoghi comuni che circondano il paese di provenienza.

Dipende da quanto le università siano integrate con le aziende private e statali, e altri mille fattori.

Quando io ho cercato il primo lavoro, guardarono si l'università da cui ero uscito... ma il fattore discriminante era un altro. Purtroppo infatti i miei compagni studiavano tanto, ma in modo completamente sbagliato perchè scollegati dal mondo reale.

Quando io dico che altri sono più competitivi intendo nel mix di fattori.

Spesso ovviamente i fuoriclasse sono italiani, è vero... ma il mondo del lavoro può assorbirne pochi. Il medio italiano, onesto e duro lavoratore finchè vuoi, difficilmente compete con il medio europeo.

Tutti si sentono parte della prima categoria, per poi ovviamente scoprire a schiaffi (come dice Vincent) di essere nella seconda.

Sennar
Inviato

da dove si può partire x sviluppare qualità "appetibili"?a parte lo studio e qualche lavoretto di poco conto,ho fatto ben poco...voglio cominciare a colmare questo gap ;)

patrizio
Inviato (modificato)

Perdonami ma questa è grossa, all'estero nell'università il livello di difficoltà è nettamente più basso, soprattutto ad est dove gli esami sono una barzelletta a detta di tutti i miei amici che han studiato lì. Idem nella mia esperienza ad ovest.

Io i topi da laboratorio che studiano giorno e notte li vedo soltanto qui, all'estero durante l'università perfino in una facoltà difficile si riesce ad avere una vita sociale decente...

La differenza è che all'estero si fa molta più pratica, e si viene preparati meglio a lavorare, in Italia è molto più teorica e infatti i migliori ricercatori al mondo sono italiani. Da qui (forse) la minore competitività all'inizio...ma poi si recupera.

Non riesco a concepire facoltà più difficili di quelle italiane...

io conosco gente che studia ingegneria o finanza che non esce da casa da mesi...

Professori che ti indicano libri impossibili e contorti,spiegano male,bocciano a mille perchè frustrati o perchè gli stai antipatico ecc...

Modificato da patrizio
The President
Inviato

Non riesco a concepire facoltà più difficili di quelle italiane...

io conosco gente che studia ingegneria o finanza che non esce da casa da mesi...

Professori che ti indicano libri impossibili e contorti,spiegano male,bocciano a mille perchè frustrati o perchè gli stai antipatico ecc...

Lo stesso sistema dei fuoricorso è una cosa tipicamente italiana: è vero che ci sono quelli che non studiano e si arretrano arrivando alle situazioni descritte da Vincent, ma spesso non è tanto la mancanza di voglia dei ragazzi, quanto più gli appelli concentrati, la difficoltà di alcuni esami, il carico di studio, la disorganizzazione burocratica a incidere, etc. etc.

Io mi sono reso conto che soltanto in itaGlia alcuni appelli sono fatti apposta con dei tranelli negli esami per fregarti, esercizi mai fatti, oppure domande su righe minuscole di un argomento...negli esami all'estero tendenzialmente ci sono domande standard sui vari argomenti negli esami, quindi basta studiare bene nel complesso e si passa.

patrizio
Inviato

Lo stesso sistema dei fuoricorso è una cosa tipicamente italiana: è vero che ci sono quelli che non studiano e si arretrano arrivando alle situazioni descritte da Vincent, ma spesso non è tanto la mancanza di voglia dei ragazzi, quanto più gli appelli concentrati, la difficoltà di alcuni esami, il carico di studio, la disorganizzazione burocratica a incidere, etc. etc.

Io mi sono reso conto che soltanto in itaGlia alcuni appelli sono fatti apposta con dei tranelli negli esami per fregarti, esercizi mai fatti, oppure domande su righe minuscole di un argomento...negli esami all'estero tendenzialmente ci sono domande standard sui vari argomenti negli esami, quindi basta studiare bene nel complesso e si passa.

T'assicuro The President hai ragione,ho avuto baroni universitari incredibili con ragazze bocciate per 3-4 volte all'orale che piangevano,un esame di Diritto Privato da 1500 pagine chieste minuziosamente fino al paragrafo più nascosto...scene raccapriccianti davvero!!

Ma serve spararsi così tanta teoria con tutta questa severità?

BOH

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Vincent
Inviato

I fenomeno che descrivi sono verissimi, ma non credo che dipendano dalla volontà dei governi di limitare l'immigrazione. Piuttosto gli italiani non si rendono conto di essere poco competitivi a livello mondiale, soprattutto se comparati agli est europei che durante l'università hanno studiato sul serio.

Anch'io ricevo un sacco di richieste (non su IS ma da conoscenti) su come andare all'estero, ma anche se mi sbatto poi le persone spesso abbandonano l'idea perchè oggettivamente all'estero dovrebbero tollerare un temporaneo degrado dell loro situazione, senza peraltro la certezza di migliorarlo successivamente come era per le generazioni precedenti alla mia.

Comunque non disperate: io penso di sfanculare l'Europa a breve, quindi almeno il mio posto fra 3 anni si libera :-)

Tra 3 si libera anche il mio, quindi due posti in piu' ;P

In ogni caso, io ritengo che i governi "smart" stiano utilizzando il welfare come arma contro l'immigrazione a bassa specializzazione, e penso che la Germania sia l'esempio DOC di questo meccanismo, dove c'e' una divisione Ricchi-Poveri clamorosa e mascherata in maniera stupenda.

^X^
Inviato

da dove si può partire x sviluppare qualità "appetibili"?a parte lo studio e qualche lavoretto di poco conto,ho fatto ben poco...voglio cominciare a colmare questo gap ;)

La domanda è molto generica, e posso risponderti solo in modo generico: devi sviluppare una forma mentis che ti porti a domandarti tutti i giorni in che modo portare valore in ambiti nuovi e poco esplorati.

So che detto così non aiuta molto, ma i dettagli dipendono troppo dai fattori personali e logistici...

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^X^
Inviato

Tra 3 si libera anche il mio, quindi due posti in piu' ;P

In ogni caso, io ritengo che i governi "smart" stiano utilizzando il welfare come arma contro l'immigrazione a bassa specializzazione, e penso che la Germania sia l'esempio DOC di questo meccanismo, dove c'e' una divisione Ricchi-Poveri clamorosa e mascherata in maniera stupenda.

Si ho capito cosa intendi, togliendo welfare (o restringendolo il piu' possibile ai nativi) si scoraggia l'immigrazione a bassa specializzazione.

Questo però è vero in Germania, e non sarebbe fattibile in Italia visto che la cialtroimmigrazione avviene già in totale assenza di welfare.

Sennar
Inviato

La domanda è molto generica, e posso risponderti solo in modo generico: devi sviluppare una forma mentis che ti porti a domandarti tutti i giorni in che modo portare valore in ambiti nuovi e poco esplorati.

So che detto così non aiuta molto, ma i dettagli dipendono troppo dai fattori personali e logistici...

la risposta è non banale se ne sai cogliere la portata,perchè la mia domanda generica presuppone un'inesperienza di fondo che sto cercando solo ora di colmare,e ogni spunto può essere utile...grazie ;)

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