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Jumpy
Inviato

- vendi tutti gli asset che hai prima di partire, e metti da parte molti soldi, minimo 2-3 mila euro. Sembrano molti, ma vedrai come evaporano facilmente a Londra, e facilmente ti ritrovi a secco.

Su questo punto ho anch'io info di prima mano.

Una mia amica è vissuta a Londra lo scorso anno per circa un mese e ha speso oltre 4000 € senza neanche fare chissà cosa o vita notturna.

Insomma, più $oldi hai da cui attingere meglio è.

Ste898
Inviato

Su questo punto ho anch'io info di prima mano.

Una mia amica è vissuta a Londra lo scorso anno per circa un mese e ha speso oltre 4000 € senza neanche fare chissà cosa o vita notturna.

Insomma, più $oldi hai da cui attingere meglio è.

avrà affittato un'intera casa a Chelsea... ahah :D

The President
Inviato (modificato)
Mah, io a dirti la verità non capisco perchè non debba rischiare. Non ho molto da perdere, anzi nulla...

Mi dici cose che già so (e mi pare abbia scritto pure nell'open post) e secondo me la fai troppo drastica.

Personalmente in inglese non sono male; certo non sono di certo un fenomeno nella lingua, ma questo è anche uno dei motivi per cui contavo di partire. Avere una perfetta padronanza della lingua. Vorrei anche frequentare una scuola di lingua inglese per migliorare ancora di più.

Conosco un ragazzo che è partito con 500 EURO... (si 500) ed è partito come tuttofare in un negozio. Ora dopo nemmeno 2 anni gestisce un negozio di una grossa catena. Ed è partito senza aver nulla di davvero importante in mano. S'è fatto il culo, ma alla fine l'ha ripagato.

Anzi, ha pure aperto un'attività propria, e se andrà bene smetterà pure di lavorare in questo negozio per dedicarsi alla sua attività.

Penso comunque che l'opinione seria e concreta debba venire da qualcuno che già ci vive.

Insomma se tu non vuoi rischiare e partire col culo caldo (ti capisco benissimo, non a tutti piace rischiare, e fanno bene) non significa che valga anche per me.

Mi sono informato molto, ed escluso il sistema scolastico inglese (ci tenevo difatti che qualcuno me lo spiegasse più dettagliatamente) so come muovermi.

Mi spiace se sono parso duro, ma credo che ad essere cosi drastici non si ottenga nulla, sopratutto se non ci si è passati in prima persona.

Come detto sopra, se tu hai già un lavoro buon per te. Io purtroppo non ho nessun raccomandazione, e mi dovrò affidare solo a me stesso.

Tralasciando che Vincent vive in un paese diversissimo (pure io ci sono stato a Praga, e non è da paragonare allo stile di vita British) non capisco cosa centri con me... sul serio.

Non ho pretese, ho solo detto che mi fa abbastanza schifo condividere il bagno con gente che nemmeno conosco. Non sono pretese; sono realista.

Poi non so i prezzi, ma 600 pound al mese nell'East London non li paghi... nemmeno prendendo una doppia... da quel che so si pagano 80 sterline alla settimana per una singola e 115 per una doppia.

Poi sugli altri prezzi concordo (anche se andando in negozi come il 0.99 pounds si risparmia parecchio anche sul cibo). La Oystercard è indispensabile e si costa quei soldi...

All'inizio di certo il mio pensiero non sarebbe uscire la sera se è quello che pensi. Anzi... tutti si fanno il culo; c'è gente che ce la fa e va avanti, chi non ce la fa torna a casa. Semplice.

E come detto il lavoro è solo un mezzo. Non credo di andare a Londra e starci una vita. Ma offre opportunità (lavorative e di studio) che nessuna città Europea offre.

Ecco perchè se parto vado a Londra... scartando tutte le altre mete.

Mi suona strano che con 500 euro il tuo amico sia riuscito a resistere, evidentemente il ragazzo aveva un appoggio in loco, visto che per affittare una camera tutti chiedono una cauzione di un mese, quindi sulle 500 pound minimo, più la prima settimana.

Ripeto poi se vuoi stare ad Hackney/Brixton te la cavi anche con 360-400 pound al mese per una singola in condivisione con 4-5 persone...il discorso si faceva su una zona normale e non su un quartiere-ghetto ad elevato tasso di microcriminalità.

Doppia è una camera in cui ci sono due letti quindi all'interno ci sono due persone (e costa meno), singola è camera con solo il tuo letto e sei da solo.

Io ti stavo soltanto mettendo in guardia visto che ho fatto delle ricerche approfondite sulla stessa città, se ti sei informato anche tu, bene...

Rischiare l'ho già fatto pure io (e lo rifarei) andando a vivere in un Paese straniero senza sapere la lingua. Molti mi hanno preso per pazzo, ma alla fine è stata un'esperienza meravigliosa e che mi ha cambiato la vita.

Quindi se ti senti di partire, parti. Ma ben preparato e con una mission in testa ;)

Modificato da The President
The President
Inviato

E' inarrestabile l'esodo degli italiani a Londra

Giunto alla fine del proprio mandato, Uberto Vanni d'Archirafi, Console Generale d'Italia a Londra, ha ottenuto una soddisfazione che nessun predecessore si è potuto permettere: quella di aver visto crescere la propria circoscrizione consolare al punto di diventare la prima del mondo. Ufficialmente il primato spetta ancora a Buenos Aires, ma a giudicare dalla dinamica dell'esodo degli italiani che fioccano nel Regno Unito a ranghi sempre più ingrossati, il "sorpasso" è ormai alle porte. Tanto è vero che il nostro consolato si è attrezzato per reggere le nuove dimensioni lasciando l'elegante sede di Eaton Place nel quartiere di Belgravia per occupare in un futuro ormai vicino una nuova sede di dimensioni doppie nella vibrante Farringdon, a un passo dalla City.

Secondo i dati ufficiali fornitimi da Sarah Eti Castellani, Console Reggente che ha preso il timone della sede consolare in attesa del successore di Vanni d'Archirafi, gli italiani iscritti all'Albo dei residenti all'estero (AIRE) erano circa 2o2mila nel 2012. Da un poco di tempo peraltro su Londra confluiscono le circoscrizioni di Bedford e Manchester (80mila persone) che hanno ingrossato le fila della circoscrizione sotto l'ombrello dell'ufficio della capitale. La Scozia resta invece sempre una regione amministrata a parte sotto il consolato generale di Edimburgo. Per cui, il totale degli iscritti all'AIRE per tutto il Regno Unito sfiorava nel 2012 circa 220mila persone. Uso il verbo al passato perchè tale cifra è ormai agilmente superata, considerando il forte aumento dei flussi di nuovi iscritti, che dall'inizio dell'anno procedono al ritmo di 1500 persone al mese di cui solo una su 4 da ascrivere a nuovi nati in GB e le altre 3 nuovi venuti. Peraltro, come mi fa notare l'efficiente e cortese signora Castellani, tanti italiani restano fuori dall'Albo per ragioni che vanno dall'ignoranza, alla pigrizia, passando per il mal riposto timore di perdere privilegi. E' dunque plausibile ipotizzare che il totale dei nostri connazionali nel Regno Unito abbia ormai raggiunto complessivamente la soglia di 400mila persone, quanto l'intero comune di Bologna. Londra-città soltanto (Greater London) contava ufficialmente 72mila iscritti lo scorso anno. Tra nuovi arrivi e persone non registrate, che più facilmente abitano nella capitale rispetto al resto del Paese, un buon calcolo "spannometrico" mi permette di avanzare per gli italiani residenti nella capitale britannica una cifra di circa 150mila persone. Più della popolazione del comune di Ferrara.

A scorrere i tabulati del nostro Consolato, ciò che più mi colpisce, oltre all'accelerazione dell'esodo dei nostri connazionali nel Regno Unito, è la qualità della gente che lascia il nostro Paese. Una vera fuga di cervelli che mette alle spalle un Paese ingrato e tenta la fortuna anche non più in giovanissima età. Tantissimi sono i laureati, molti possiedono un master o un dottorato, molti sono professionisti e non pochi si trasferiscono con l'intera famiglia portando i figli a studiare in Gran Bretagna. Se qualcuno aveva bisogno di una controprova del quadro di sfiducia che impera in Italia ecco un ottimo esempio che viene da un crescente flusso di esodati volontari in terra straniera. Dei 202mila iscritti all'AIRE nel 2012 ben il 45% risiede peraltro in Gran Bretagna da soli dieci anni. Il che conferma che a partire dal 2000 c'è stata una vera e propria corsa Oltre Manica. Dal 2006 al 2012 la popolazione iscritta all'AIRE a Londra-città è balzata da 44mila a 72mila persone. Oggi il dato ha superato facilmente le 75mila. Sempre dai dati 2012 relativi questa volta a tutta la Gran Bretagna emerge peraltro che chi viene Oltre Manica non è soltanto il meridionale che fugge da una regione dove non c'è tradizionalmente lavoro, ma anche il settentrionale. Se è infatti vero che, del totale, i campani sono circa 38mila, i pugliesi 11mila e i siciliani 24mila, e' anche vero che i Lombardi sono quasi 21mila, i veneti 14mila, gli emiliani 12mila e i laziali ben 23mila.

Dal trend che emerge scorrendo i tabulati l'emorragia di cervelli e di persone professionalmente di qualità è destinato ad aumentare. Come sono destinate a crescere le delusioni. La Gran Bretanga non ha una capacità di assorbimento infinita e già iniziano casi di italiani che dopo una serie di tentativi di ricerca di lavoro sono costretti a mollare il mazzo. Insomma, cresce il rischio che un giorno si scopra che anche l'accogliente Londra si saturi. La barca si sta riempiendo...

http://marconiada.blog.ilsole24ore.com/2013/06/e-inarrestabile-lesodo-degli-italiani-a-londra.html

Insomma, se non siete skilled e laureati, meglio che restate a casa o vi trovate un'altra città...il rischio è troppo alto.

  • Mi piace! 1
^X^
Inviato

Eh già, anche la valvola di sicurezza dell'emigrazione ha raggiunto il limite di saturazione.

Purtoppo oggi per chi non è qualificato ci sono solo due scelte:

1) emigrare e diventare SICURAMENTE un working poor (perchè le retribuzioni stanno crollando ovunque nei paesi ricchi, ma il costo della vita no)

2) vivacchiare di assistenza sociale e mancette della nonna

Il punto 2 è solo nel breve periodo migliore, perchè se tutti i produttivi se ne vanno non ci saranno soldi ne per il welfare ne per le pensioni

  • Mi piace! 3
Apache
Inviato

Londra e' cara, frenetica e anche se l' ho vissuta da turista frequentando pure i bassifondi il mio consiglio e' sapere l' inglese. Quanto al costo della vita, ho speso molto senza accorgermi (non sono una persona amante dei locali alla moda) e le sterline escono dal portafogli come niente. Dovevo andarci per lavoro nel 2005 ma non faceva per il sottoscritto.

onirius
Inviato

Io mi chiedo perché Londra?

Perché non sud Africa? Io ci ho vissuto,si parla inglese è un economia che cresce ed il clima è africano, perché non l'Asia, perché non il Brasile.

Basta londra, l'Europa è vecchia, bisogna allargare i propri orizzonti e andare dove le opportunità ci sono veramente.

Ma quello che mi sono sempre chiesto, perché partire per il viaggio della speranza?

Serve un progetto, non si parte mai senza obbiettivi altrimenti ti troverai in balia degli eventi.

Ti consiglierei anche il Canada.

Ma se non hai mai vissuto all'estero, lontano da amici e famiglia, fatti prima un paio di mesi a Londra, se proprio vuoi andarci, così valuti.

  • 8 mesi dopo...
casino royale
Inviato

Io mi chiedo perché Londra?

Perché non sud Africa? Io ci ho vissuto,si parla inglese è un economia che cresce ed il clima è africano, perché non l'Asia, perché non il Brasile.

Basta londra, l'Europa è vecchia, bisogna allargare i propri orizzonti e andare dove le opportunità ci sono veramente.

Ma quello che mi sono sempre chiesto, perché partire per il viaggio della speranza?

Serve un progetto, non si parte mai senza obbiettivi altrimenti ti troverai in balia degli eventi.

Ti consiglierei anche il Canada.

Ma se non hai mai vissuto all'estero, lontano da amici e famiglia, fatti prima un paio di mesi a Londra, se proprio vuoi andarci, così valuti.

Quoto.

Londra e' molto sopravvalutata. Non dico che non sia una citta' che offre possibilita', questo non e' vero, pero' almeno di non avere un lavoro davvero ben pagato si rischia di scendere sotto livelli di qualita' della vita che qui in Italia mai avremmo acettato.

Il fatto e' che per molti vivere di merda a Londra e' considerato "cool", se invece fai lo stesso in Italia (magari vivendo pure un po' meglio) allora sei uno sfigato.

Vale la pena prendere in considerazione altre destinazioni, il Canada e' una di queste, anche se il processo di immigrazione sta diventando difficile anche li'. Certi paesi del sud e centro america stanno crescendo molto e imparare lo Spagnolo non e' impossibile per un italiano. Israele e' secondo solo a Silicon Valley come numero di startup tecnologiche... insomma, emigrare non e' una passeggiata, ma se si decide di farlo, meglio valutare bene la propria destinazione

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