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DVNO
Inviato

Non so se un topic così già esiste, ma provo a buttare l'amo, e vediamo dove si va a finire.

Mi rivolgo a tutti coloro che, come me, hanno fiducia e in se stessi, un autostima ferrea ed incrollabile, ma una tendenza a fallire il sarge per motivi inspiegabili o difficilmente prevedibili.

Vi siete mai chiesti il perché di questi fallimenti?

Io l'ho capito oggi, ed è terribile saperlo. Non sono in grado di rendere felice una ragazza. O meglio, non sono in grado di renderla così felice come vorrebbe. Riesco a fare ridere, ma non a sorridere.

Questo mi ha distrutto molti sarge, ed ora ne sono consapevole.

Inviato

Tu pensi di essere felice?

Pensi di poter essere così importante da poter rendere un'altra persone felice o meno?

mike85
Inviato

e chi ti ha detto che devi per forza rendere felice una ragazza?

DVNO
Inviato (modificato)

Tu pensi di essere felice?

Pensi di poter essere così importante da poter rendere un'altra persone felice o meno?

È un po' questo il problema! Io sono felice, felicissimo, ancora di piu quando esco con QUALSIASI ragazza! Vengo da anni di penuria massima ed ogni day è un esaltazione ed un passo nel cammino del miglioramento.

So di essere in grado di rendere felice una persona... ma purtroppo, è come se non sentissi l'empatia nella mia felicità. Non sento e non riesco a creare quella complicità, quella tensione, che la felicità reciproca crea.

Eheh, la felicità è la chiave, per me.

Modificato da DVNO
DVNO
Inviato

Si chiama semplicemente "mancanza di empatia"

Eh, ma mi manca il cardine di tutto. Come faccio a sopperire a questa mancanza? Perché sarà anche compito dell'altra, ma anch'io devo metterci del mio.

Helios
Inviato (modificato)

Eh, ma mi manca il cardine di tutto. Come faccio a sopperire a questa mancanza? Perché sarà anche compito dell'altra, ma anch'io devo metterci del mio.

Con l'esperienza ^_^

Cmq l'Empatia è un concetto ben diverso dalla Felicità.

Mentre il primo dipende in buona parte da Noi, il secondo dipende in buona parte dall'altro.

Te sei solo una parte della sua vita dell'altro, se ne diventi tutto la rendi dipendente e perciò infelice.

Se vuoi puoi aiutarla a costruirsi la sua felicità, costruendoti la tua felicità e quindi facendole avere una persona felice accanto, e condividendo ed aiutandola al crearsi una vita piena e ricca di attività che le danno soddisfazione. E questo crea anche attrazione e connessione utili alla buona riuscita del sarge.

Ma non pensare di farla direttamente te felice, perchè lo faresti a modo tuo, e lei così non sarebbe felice.

La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri[1].

Le sue caratteristiche sono variabili secondo l'entità che la prova (per esempio: serenità, appagamento, eccitazione, ottimismo, distanza da qualsiasi bisogno, ecc.). Quando è presente associa la percezione di essere eterna al timore che essa finisca.

L'uomo fin dalla sua comparsa ricerca questo stato di benessere. La felicità è quell'insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell'intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno lungo della nostra vita.

Se l'uomo è felice, subentrano anche la soddisfazione e l'appagamento.

"L'empatia è la capacità di comprendere appieno lo stato d'animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa sentire dentro[1] ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana ed animale. Si tratta di un forte legame interpersonale e di un potente mezzo di cambiamento. Il concetto può prestarsi al facile riduttivismo mettersi nei panni dell’altro, mentre invece significa andare non solo verso l’altro, ma anche portare questi nel proprio mondo. Essa rappresenta, inoltre la capacità di un individuo di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d'animo di un'altra persona. L'empatia è dunque un processo: essere con l'altro[2]. L’empatia costituisce un modo di comunicare nel quale il ricevente mette in secondo piano il suo modo di percepire la realtà per cercare di far risaltare in sé stesso le esperienze e le percezioni dell'interlocutore. È una forma molto profonda di comprensione dell'altro perché si tratta d'immedesimazione negli altrui sentimenti. Ci si sposta da un atteggiamento di mera osservazione esterna (di come l'altro appare all'immaginazione) al come invece si sente interiormente (in quei panni, con quell'esperienza di vita, con quelle origini, cercando di guardare attraverso i suoi occhi)."

Modificato da Helios
S.Barney
Inviato

Se ti capita questo, vuol dire che sotto sotto questa "autostima di ferro" potrebbe anche essere semplicemente ego che ti sta ingannando a dovere.

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