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marchigno
Inviato (modificato)
Se si arriva alla consapevolezza di essere eterni di far parte integrante di un tutto "cosmico", di quel punto infinitesimamente piccolo e caldo dove neanche il tempo esisteva e da cui questo universo ha iniziato a espandersi ,allora ci si potrebbe rendere conto del valore che ha il passaggio terreno. Noi siamo sempre esistiti e sempre esisteremo!!

L'energia che ci scorre dentro è immensa e non esiste l'io esiste il noi, il TUTTO.

Certo se non ci sono obbiettivi aspirazioni persone da amare si sente questo "contenitore umano" vuoto ma capire il nostro essere "divini" ci può aiutare. La religione stessa nei secoli ha aiutato a alleviare questa paura della morte terrena prospettandoci la continuità della nostra anima per l'eternità. Sapere di essere eterni di essere composti molto più che dal nostro corpo fisico porta consciamente e inconsciamente a mitigare l'angoscia della morte!

Non sono particolarmente devoto ma suppongo che l'anima o lo spirito come la moderna dottrina cattolica lo definisce credo che sia riferita all'energia che portiamo al nostro interno.

Amore gioia tristezza e molte altre sono parte di questa energia..

Vivendo "questo battito d'ali" si riuscirebbe a incanalare questa energia , gestirla e indirizzarla verso l' obbiettivo comune dell'universo altrimenti si continua a cicalare finché non si prende consapevolezza della nostra immortalità.

Son partito un po per la tangente ma un po il concetto che volevo esprimere dovrebbe capirsi

Modificato da marchigno
Inviato

La vita ha valore solamente se è vissuta

Venus
Inviato (modificato)

Che quindi vivere in sé non ha valore essendo il valore trovato in qualcosa di esterno. Tale è un paradosso e come tale va abolito. Io penso che la vita abbia un grande valore intrinseco ma ciò non sia valido per tutti, dopotutto cos'è il valore se non una mera concezione umana?Da questo punto di vista si può dire che qualcosa ha valore per qualcos'altro e quindi la frase risulta in qualche modo verificata ma si ricade in un ciclo relativistico. Quindi se vivo per qualcuno (o per qualcosa) la mia vita ha un valore per quel qualcuno (o per quel qualcosa), ma non per me stesso. Immagino che come citazione sia calzante nell'attuale società dove si cercano le validazioni da fuori e si è sempre meno centrati su se stessi tanto da sembrare una grande rete neurale dove i neuroni sono le persone, messe in continua comunicazione da internet e la telefonia mobile.Ha i suoi pro e i suoi contro.

Sbagliato, se vivo per qualcuno significa che amo e per amare un altro individuo, in primis devo amare me stesso.

Condivido la frase citata, si vive per se stessi e per gli altri.

La solitudine ci permette di trovare il nostro io, non aver paura di stare soli vuol dire che siamo consapevoli di chi siamo.

Una volta appurato questo, quando abbiamo acquisito piena consapevolezza, perché non condividere?

Amare o vivere per un'altra persona, sia essa rappresentata da varie figure, non rappresenta un delitto, bensì la possibilità di percorrere un tratto insieme.

Che tristezza il contrario!

Modificato da Venus
B.i.g.
Inviato

Secondo me è una puttanata quella frase,se vivi per qualcuno o per qualcosa,non vivi,sei schiavo di quel qualcuno/qualcosa...

Per me,il senso della vita esiste,è intorno a noi ogni giorno,e spesso siamo proprio noi che diamo un senso infimo alla nostra vita,volontariamente.

Una volta,la vita la disprezzavo,vivevo ogni cosa cinicamente,pensando che la vita fosse un incubo,grigia,priva di colori.

Ma un giorno,ho capito che forse questa è la mia unica possibilità di sentirmi "vivo",di sentire il sangue che mi scorre nelle vene,di respirare,ed ho iniziato ad apprezzare lo stesso respiro,ho iniziato ad apprezzare le cose che prima non vedevo,ero schiavo del mio lamento,la vita era intorno a me ogni giorno e io me la lasciavo scappare.

Ho iniziato ad apprezzare un caffè,una birra con un amico,un bacio,una scopata,un abbraccio,il vento,la pioggia,il sole,e ho capito quanto cazzo è stupendo vivere,di sentire quel fuoco dentro che ti faccia sentire felice di vivere,e da lì per me,cominci a vivere.

Insomma,se questa fosse la nostra unica possibilità di vivere,se non ci fosse una seconda possibilità,che senso ha la paura?Il timore,il dolore,le lacrime,il rinchiudersi in un angolino del mondo,il non vivere.

Quando lo capisci,quando inizi ad amarti veramente,tutto ciò scompare,perché capisci veramente cosa significa vivere,senza sprecare un attimo.

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belzebu
Inviato (modificato)

Sbagliato, se vivo per qualcuno significa che amo e per amare un altro individuo, in primis devo amare me stesso.

Fallacia logica: se vivo per qualcuno diverso da me allora non vivo per me stesso. Questo implica che amo lui e non amo me, o quanto meno che lo amo più di me. E' possibile vivere per se stessi e per qualcun altro solo nel momento in cui tutti gli interessi convergano, cosa che succede solo se le due persone per cui si vive coincidano in se stessi.

Inoltre non devo amare me stesso per amare qualcuno.

Basti vedere tutti quei disperati che si attaccano come cozze alla prima persona che gli da un minimo di attenzioni.

Modificato da belzebu
Venus
Inviato

Fallacia logica: se vivo per qualcuno diverso da me allora non vivo per me stesso. Questo implica che amo lui e non amo me, o quanto meno che lo amo più di me. E' possibile vivere per se stessi e per qualcun altro solo nel momento in cui tutti gli interessi convergano, cosa che succede solo se le due persone per cui si vive coincidano in se stessi. Inoltre non devo amare me stesso per amare qualcuno. Basti vedere tutti quei disperati che si attaccano come cozze alla prima persona che gli da un minimo di attenzioni.

Perfettamente concorde con il pensiero di Kurayami.

Rispetto la tua idea di amore, io rimango fedele alla mia.

Le "cozze" come le definisci tu sono persone prive di identità che si riflettono nella persona che affermano di amare, in realtà trattasi solo di dipendenza psico-fisica.

zane
Inviato (modificato)

Imho è proprio il contrario

la vita non ha valore se fa perno unicamente su qualcuno o qualcosa, sopratutto su qualcosa

io il "qualcosa" lo interpreto come una cosa materiale : una macchina, una casa ecc. in questo caso se si vive per un qualcosa si è veramente dei fessi

inoltre personalmente mi reputerò libero, realizzato e soddisfatto quando la mia vita non dipenderà nè sentimentalmente nè economicamente da nessuno

quando arriverò al punto che solo le mie palle mi permettono di rimanere al mondo sarò veramente realizzato

diversamente se una mamma dipende dal figlio lo reputo già diverso rispetto ad un uomo che dipende dalla propria donna o viceversa ;)

Amore o bene sono ben diversi da dipendenza

Modificato da zane
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domy1796
Inviato

ragazzi mi fa piacere che questa discussione è ancora attiva, comunque questa è una riflessione che me venuta dopo aver fatto un compito in classe..

black mamba
Inviato

non condivido.

se il "qualcosa" è il tuo obiettivo, la meta che ti sei dato, allora potrebbe avere senso. diversamente, fosse un oggetto, un bene, sarebbe una vita vuota, per quanto mi riguarda. e vivere per qualcuno è altrettanto malato, a mio avviso. porti valore nella vita (tua e di chi divide la strada con te) in primis se sei in pace con te stesso, se sei sulla strada verso i tuoi obiettivi. se per dare valore alla tua esistenza ti serve una persona, arriverai al punto in cui o sarai soffocato dalle sue esigenze o la soffocherai con le tue...

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