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Ostaggi della Mente Errante


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littlemanit
Inviato

Ciao a tutti.

Mi piacerebbe rendervi partecipi di alcune considerazioni, scaturite in me a seguito di una conferenza molto interessante a cui ho partecipato recentemente.

La conferenza tenuta dal Dott. Vincenzo Di Spazio, tra le altre cose, docente presso il corso di Neuroscienze e Teorie della Mente presso la Scuola Superiore dell'Università di Catania, nonchè fondatore e direttore della scuola di Cronoriflessologia di Bolzano.

Il tema di questa relazione è incentrato sul lato oscuro della Mente, quella parte in ombra slegata dalla pianificazione.

La Mente, secondo Di Spazio, si suddivide in 2 categorie:

-La Mente Funzionale (o mente pianificatrice)

-La Mente Errante (o sabotatrice)

Il più grande dei complotti, non è fuori, ma dentro di noi.

La Mente Errante (d'ora in poi ME) è la Mente libera dall'Azione, libera cioè, di generare scenari possibili, lungo il cursore temporale, imitando i processi biologici del corpo ospitante e rigenerando in modo virale delle realtà virtuali e fittizie, che ci tengono in ostaggio, ci mantengono inattivi.

E' una mente infelice che vaga lungo il cursore del tempo lineare, dal Passato al Futuro e viceversa. Essa evita intenzionalmente il Presente (ovvero il tempo non lineare), perchè il Qui-e-Ora genera Realtà, una dimensione censurata. Perchè il suo scopo è quello di immaginare la Realtà evitando così di viverla.

Il nostro Corpo invece, vive in un tempo non lineare, ma puntiforme, l'attimo Presente.

La ME è sempre online sulla linea del tempo e sabota la transizione all'offline, il mondo della Realtà e dell' Azione.

Come contrastare i programmi virali della Mente Errante?

Dando forma e contenuto nel Tempo e nello Spazio, a quello che avviene nella nostra Mente.

Nel momento in cui l'individuo si centra sul Presente, sfugge al dominio della ME e ai suoi labirinti virtuali.

Spostando le sensazioni sgradevoli dall'interno all'esterno attraverso un'Azione (come ad esempio, scrivere su un pezzo di carta, con la data e l'ora, la propria problematica). L'operazione è difficile. La ME saboterà questo processo, facendoci pensare a mille scenari virtuali e fittizi, allo scopo di distogliere la nostra attenzione da questo intento.

Ogni volta che si intromette la Mente Errante e Sabotatrice, passa all'Azione! L'azione è sempre vincente, perchè è sgravata dal giudizio. Smetti di essere lo scalatore che sta scalando la montagna. Diventa la scalata.

E ricorda, interiorizza e prendi coscienza del mantra dell'Azione:

NON CHIEDERE, DAI. NON PENSARE, FAI.

Questo è quello che ho percepito io durante la conferenza.

Mi rendo conto che questo concetto può essere di difficile comprensione. Io stesso lo sto elaborando e cercando di farlo mio.

Per maggiore chiarezza e completezza, riporto di seguito, alcuni interventi scritti direttamente dal Dott. Di Spazio su questo tema:

La sindrome della mente errante
Scrivono in un articolo su Science i due psicologi americani Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert dell'università di Harvard:" La mente umana è una mente viaggiante e una mente viaggiante è una mente infelice... - e aggiungono - ....la capacità di pensare a ciò che non sta accadendo è una "conquista" cognitiva che comporta un prezzo emotivo."
Cosa significa "mente errante"?
Vuol dire che l'evoluzione ha dotato gli umani di un apparente vantaggio, quello cioè di spostare nel tempo l'attività del nostro pensiero. Se la mia mente può tornare indietro nel passato, questa operato cognitivo consente di analizzare errori compiuti nel tentativo di non ripeterli; lo stesso modello può essere applicato alla proiezione nel futuro, quando devo pianificare un programma.
La dislocazione temporale dei processi mentali dovrebbe essere limitata in funzione di quanto è stato descritto: imparare dagli errori commessi (dislocazione nel passato) e elaborare strategie (possibilimente vincenti) per il futuro (dislocazione nel futuro). Il problema è che si utilizza invece questo vantaggio evolutivo in modo improprio e dannoso; tornare al passato significa riprodurre all'infinito ricordi piacevoli o sgradevoli senza elaborare una strategia positiva. Le immagini intrusive del passato affollano la mente come le proiezioni arbitrarie su quello che potrebbe essere lo scenario del futuro.
Gli unici momenti in cui siamo concentrati sul presente sono quelli legati alle attività corporee più arcaiche, la condivisione del cibo e l'accoppiamento.
La mente errante 2

Dobbiamo chiederci perchè sia così difficile porre la mente a riposo dai suoi instancabili e ripetivi viaggi nel passato e nel futuro. Come è stato riportato precedentemente, "la mente errante" è un dispositivo evolutivo che avvantaggia l'individuo e la specie; in altre parole è possibile rileggere le esperienze passate per correggere eventuali errori e pianificare così strategie relativamente vincenti per il tempo a venire. Ma ci sono eventi passati che agganciano in modo intrusivo le energie mentali, imprigionandole in un vortice ripetitivo e frustrante. Se si affaccia una memoria disturbante del passato (una perdita affettiva, una prova fallita, un progetto mancato), questa possiede una forza attrattiva imponente sulla bussola dei pensieri. E' utile in questi casi depotenziare l'aggressività delle immagini ricorrenti, facendo ricorso alla tecnica di visualizzazione del tronco disteso, già descritta in precedenza. L'icona disturbante deve essere assimilata all'immagine più neutrale di un tronco disteso sul nostro cammino, che immaginiamo di aggirare a destra o a sinistra per proseguire il nostro viaggio: posizionarsi nel presente è probabilmente uno dei compiti più difficili da rispettare.

L'astronave senza tempo del corpo

Abbiamo già parlato della mente errante in precedenti post e sicuramente si tratta di un tema denso di riflessioni. Siamo così convinti della consapevolezza della mente? Che ruolo svolge il corpo nell'unità body-mind? Le lunghe indagini svolte in cronoriflessologia hanno dimostrato fino a oggi che i meccanismi temporali sono riflessi nel corpo e solo parzialmente nelle aree cerebrali. Il corpo reagisce con matematica puntualità agli influssi del passato, del presente e (probabilmente) del futuro, perchè riconosce non soltanto la modalità del Tempo lineare, ma anche quella del Tempo non lineare, nella quale è totalmente immerso.
Il tempo quantizzato governa con precisione tutti gli oscillatori biologici e consente alla magnifica e misteriosa astronave, il corpo, di attraversare le buie e infinite regioni del passato, del presente e del futuro. Il capitano di bordo (la mente errante) crede di governare la nave e di dirigerla a suo piacimento, ma non funziona così; l'astronave (il corpo) esibisce una singolare conoscenza (o meglio consapevolezza), che genera le mappe del misterioso viaggio e la guida attraverso il tempo delle generazioni.

La mente errante 3

Torno sullo spinoso argomento della mente errante o meglio del Cattivo Suggeritore. La mente è un sofisticato dispositivo biologico, introdotto dal "casuale" processo evolutivo. La sua funzione è quella di precedere l'azione, generando scenari virtuali in grado di ottenere previsioni utili al successo. Se debbo raggiungere il centro di un'intricata foresta per abbeverarmi al fiume, è utile prevedere variabili pericolose come l'incontro sgradito con un orso famelico o con un gruppo di lupi.Questo vitale meccanismo di previsione diventa tossico nel momento in cui gli scenari virtuali vengono generati senza l'obiettivo di una azione vantaggiosa.

Ignora i sabotaggi della Mente e passa all'Azione

Il valore dell’Azione si esprime con l’Azione stessa. Significa, in altre parole, che vincente è la transizione dall’inazione all’azione, il passaggio dal Virtuale al Reale. L’azione è vincente perché è sganciata dal giudizio della Mente che invece si esprime con valutazioni di grandezza e di importanza (azione piccola o azione grande, sufficiente o insufficiente, da dimenticare o da ricordare). La partita (non la battaglia) con l’Oscuro Suggeritore si vince nel momento in cui sovvertiamo i suoi ordini e le sue aspettative per generare una efficace, positiva immersione nella Realtà. La Mente adora immaginare la vita, non agirla!

Sarei curioso di sapere cosa ne pensate di tutto ciò :D

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Joe_Banana
Inviato

Io penso che questo tuo post è interessante e che per migliorarci sempre di più non dobbiamo porci tante domande. Ma bisogna osare e spingerci sempre di più. La più grande differenza tra le donne e gli uomini è proprio questa. Noi siamo carichi di razionalità, loro no. Dobbiamo amare le donne e imparare ad essere come loro. Forse miglioreremo.

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Belin_
Inviato (modificato)

Io penso che questo tuo post è interessante e che per migliorarci sempre di più non dobbiamo porci tante domande. Ma bisogna osare e spingerci sempre di più. La più grande differenza tra le donne e gli uomini è proprio questa. Noi siamo carichi di razionalità, loro no. Dobbiamo amare le donne e imparare ad essere come loro. Forse miglioreremo.

Nn si parla di seduzione ma di depressione. Cmq gran topic :) Non è affatto complicato, o almeno per me nn lo è. E nn nego di aver sperimentato questo fenomeno piu volte a mie spese, soprattutto qndo pensavo di non farcela in tempo nel completare un impegno (esami in primis) sabotando me stesso

Legandolo alla seduzione rileggevo la settimana scorsa - gli uomini vengono da marte le donne da venere - must assoluto per la gestione di un LTR e un capitolo era dedicato all'importanza della scrittura catartica - lettere su se stessi e le emozioni negative nascoste, nn necessariamente da lasciare al partner.

A questo punto devo assolutamente cominciare

Modificato da Belin_
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Inviato

i concetti son molto molto simili a quelli di Eckhart Tolle, autore de "Il Potere di Adesso".

in realtà, metter in pausa la mente non è difficile di per se; a renderlo difficile è il percorso che si sceglie.

esempio, a molti piacciono gli sport estremi, la velocità o attività adrenaliniche.. perché?

perché mente sorpassi in moto, mentre combatti, quando salti per calciare il pallone sei "nel presente".

non puoi spostarti, non puoi pensare... e questo ti rilassa, ti fa sentire come "se dimenticassi tutti i problemi".

una mia amica, esempio in negativo, riesce a raggiunger lo stesso stato, prima però deve passare attraverso varie posizioni (asana??) yoga, ci mette 3 quarti d'ora.

una ragazzo buttato in simulazione contro un avversario ci mette 3 secondi :) e dopo un po' diventa possibili entrarci a comando in previsione dello scontro.

se poi decidi di dedicarti alla meditazione, imparerai ad "entrare nel presete" anche senza bisogno di svolgere fisicamente un attività.

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BackToLife
Inviato

i concetti son molto molto simili a quelli di Eckhart Tolle, autore de "Il Potere di Adesso".

E' un libro che ti senti di consigliare ?

littlemanit
Inviato (modificato)

Riporto anche altri 2 interventi del Dott. Di Spazio che trovo illuminanti

La tecnica del tronco disteso (strategie Out Of Me)

In che cosa consiste la tecnica del tronco disteso? Si tratta di una visualizzazione da ripetere quando si affrontano situazioni o persone con cui entriamo in conflitto.
In questi casi l'intensità dello stress è direttamente proporzionale al grado di importanza emotiva assegnato alla situazione o alla persona: maggiore è l'importanza che noi conferiamo all'evento disturbante, maggiore sarà il coinvolgimento emotivo generato.
Più focalizziamo il nostro pensiero verso quella direzione, più paralizzante sarà l'effetto su di noi.
Qui entra in gioco la tecnica del tronco disteso con i suoi benefici risultati.
Si tratta di spostare l'identità del soggetto disturbante (persona o situazione) e di rappresentarla sotto forma di un tronco disteso, che ostacola il cammino.
La visualizzazione del tronco disteso davanti a noi sposta l'attenzione ossessiva della mente e ne mitiga i contenuti intrusivi. La figura inerte del tronco stempera i connotati minacciosi del conflitto e genera uno spostamento del nostro punto di osservazione.
Il passo successivo sarà quello di immaginare il superamento del tronco disteso, visualizzando noi stessi nell'atto di aggirare l'ostacolo a destra o a sinistra. La visualizzazione deve essere ripetuta un numero di volte sufficiente a mitigare l'intrusività dell'evento conflittuale.

LA TECNICA DEL PESCE SCIVOLOSO

La sofferenza dell'umano dipende dal fatto di essere non soltanto un dispositivo straordinario di memoria, ma anche di configurarsi come macchina percettiva. La natura nelle sue manifestazioni è neutra, ma soggettivo è l'impatto con gli eventi ai quali siamo esposti nel corso dell'esistenza. Significa che la caduta di un corpo è soggetta alla legge di gravità, che non è nè buona, nè cattiva; ma se un nostro caro decide di lanciarsi nel vuoto dal 5° piano del palazzo, gli effetti emozionali (e non solo) di quell'evento avranno un impatto terribile su di noi e sugli altri.
Una semplice tecnica di visualizzazione ci può aiutare (in casi meno angoscianti e spaventosi di quello sopra descritto) a mitigare l'impatto sul nostro assetto emozionale. Ogni volta che vi trovate ad affrontare un conflitto, visualizzate voi stessi come un pesce molto, molto scivoloso e l'oggetto del conflitto (situazione, persona, pensieri, etc.) come una mano possente che cerca di afferrarvi con forza, ma senza successo. Il pesce scivolerà via senza opporre alcuna resistenza e senza apparente sforzo.

E a proposito del discorso "non essere lo scalatore, diventa la scalata":

Empaticità per sabotare la Mente Errante

Empaticità somiglia alla parola elettricità, un significato più dinamico e frizzante rispetto alla semplice empatia, che ricorda una condizione poco attiva.
Empaticità traduce un senso di movimento dall'interno dell'Ego verso il mondo che ci circonda: è un atto di apertura verso l'esterno, un coraggioso slancio che impone il silenziamento intenzionale delle farneticanti paure innescate dalla Mente Errante.
Empaticità verso l'Azione significa diventare l'Azione stessa, un atto che non presuppone risultati ma la gioia di aver generato Realtà!

Modificato da littlemanit
  • Grazie! 1
Inviato (modificato)

Per portarla molto sul concreto:

Se non ho capito male, la mente errante sarebbe quella che ci fa fare mille viaggi mentali impendendoci di concentrarci su quello che dobbiamo fare. Insomma quella che aiuta un po' tutti a superare 6 ore di lezione a scuola, che ci permette di stare "distratti" quando l'alternativa è annoiarsi, ma che ci paralizza la vita se continuiamo ad abusarne quando di alternative ne avremmo e ben più allettanti.

Bene, quando siamo impegnati a risolvere un problema, stiamo dialogando con altre persone o stiamo svolgendo attivamente un compito la mente errante non agisce, o semmai agisce costruttivamente. Quindi la soluzione è agire, fare ,essere attivi e fin qui ci ero arrivato da solo.

Se sto giocando a calcetto la mia mente è costretta a rapportarsi all'immediato, ma se invece sono solo davanti ad un libro perché devo studiare per un esame, come faccio a impedire alla mente errante di agire? Spesso neanche riesco ad accorgermi in che momento ho smesso di studiare ed ho iniziato a fantasticare (magari sull'input di una parola che ho letto sul libro) e solo dopo svariati minuti riesco ad accorgermi che mi sono allontanato anni luce dall'argomento di partenza ( e che non sto concludendo nulla!).
Lo stesso fatto di leggere un libro e comprenderlo necessita di un lavoro esclusivamente della mente che deve distaccarsi dal mondo reale e calarsi in quello virtuale descritto dal libro, che sia un romanzo giallo o un trattato di fisica. Nel primo caso il mondo virtuale descritto sarà molto coinvolgente e terrà la nostra mente imprigionata ad esso. Nel secondo caso, può capitare ad alcuni, che la mente dopo un po' inizi a trovarsi a disagio in questo mondo virtuale troppo impegnativo e si sposti di sua iniziativa in un'altra realtà virtuale più avvincente e appagante. Come si fa ad impedirglielo? Ad educare la mente ad eseguire i nostri ordini invece di fare quello che gli pare? Si può mantenere sempre la concentrazione nello studio?

Modificato da Vanity
  • Mi piace! 1
Smashed
Inviato

Concordo con Kurayami.

L'articolo è davvero interessante, ma alla fine, grazie al potere della sintesi detto anche "stringi stringi", dice un po' l'ABC dell'azione/seduzione.

Credo comunque che vederlo spiegato dal vivo (paraverbale/non verbale sono determinanti) faccia molto più effetto che leggerlo qui. Sarà anche che sono concetti su cui in linea di massima siamo tutti d'accordo.

E' che Di Spazio ha trovato il suo modo per esprimere lo stesso concetto di E.Tolle (carino il libro, ma finale orribile e indegno imho), e molti altri concetti della PNL.

Che lo dica Di Spazio, la PNL for dummies o il tizio che vaga nei boschi dicendo che vivere o morire non fa alcuna differenza (...) quel che conta secondo me è far proprio il concetto dell'azione. Da applicare SUBITO.

  • Mi piace! 1
littlemanit
Inviato (modificato)

Per portarla molto sul concreto:

Se non ho capito male, la mente errante sarebbe quella che ci fa fare mille viaggi mentali impendendoci di concentrarci su quello che dobbiamo fare. Insomma quella che aiuta un po' tutti a superare 6 ore di lezione a scuola, che ci permette di stare "distratti" quando l'alternativa è annoiarsi, ma che ci paralizza la vita se continuiamo ad abusarne quando di alternative ne avremmo e ben più allettanti.

Bene, quando siamo impegnati a risolvere un problema, stiamo dialogando con altre persone o stiamo svolgendo attivamente un compito la mente errante non agisce, o semmai agisce costruttivamente. Quindi la soluzione è agire, fare ,essere attivi e fin qui ci ero arrivato da solo.

Se sto giocando a calcetto la mia mente è costretta a rapportarsi all'immediato, ma se invece sono solo davanti ad un libro perché devo studiare per un esame, come faccio a impedire alla mente errante di agire? Spesso neanche riesco ad accorgermi in che momento ho smesso di studiare ed ho iniziato a fantasticare (magari sull'input di una parola che ho letto sul libro) e solo dopo svariati minuti riesco ad accorgermi che mi sono allontanato anni luce dall'argomento di partenza ( e che non sto concludendo nulla!).

Lo stesso fatto di leggere un libro e comprenderlo necessita di un lavoro esclusivamente della mente che deve distaccarsi dal mondo reale e calarsi in quello virtuale descritto dal libro, che sia un romanzo giallo o un trattato di fisica. Nel primo caso il mondo virtuale descritto sarà molto coinvolgente e terrà la nostra mente imprigionata ad esso. Nel secondo caso, può capitare ad alcuni, che la mente dopo un po' inizi a trovarsi a disagio in questo mondo virtuale troppo impegnativo e si sposti di sua iniziativa in un'altra realtà virtuale più avvincente e appagante. Come si fa ad impedirglielo? Ad educare la mente ad eseguire i nostri ordini invece di fare quello che gli pare? Si può mantenere sempre la concentrazione nello studio?

Secondo il mio modesto parere, non si tratta di mancanza di concentrazione o di immedesimazione in qualcosa che stai leggendo. Non parliamo di viaggi di fantasia, anche perchè la lettura di un romanzo ha proprio lo scopo di portarti in quel mondo virtuale, di stimolare la tua immaginazione.

Potrebbe esserti utile pensare alla tua mente come a qualcosa di esterno a te, che ti è stato impiantato alla nascita, per aiutarti nel pianificare strategie future e imparare da esperienze passate. Tutto ciò è vitale per l'essere umano.

Nel tempo però questo organismo estraneo, ha sviluppato dei programmi virali per sabotarti. Per costringerti a servirti di lui anche quando non è necessario.

Questi programmi sono subdoli, ti abbindolano con frasi come "non ce la farò MAI" "tanto va a finire SEMPRE così" "sei SEMPRE il solito". Questi sono solo alcuni....la tua mente ne conosce decine. E ragiona sempre per termini assoluti (mai, sempre, bello, brutto, alto, basso, facile, difficile, possibile, impossibile etc).

Quando ti accorgi che, leggendo un libro, la tua mente ti porta altrove, è solo perchè in quel momento, è scattato dentro di te un programma, per esempio "non riuscirò MAI a finire/concentrarmi su/capire/ricordare questo libro. E' TROPPO (lungo, noioso, impegnativo, scritto male, poco avvincente). Te ne accorgi quando incominci, senza pensarci, a fare cose tipo: controllare quante pagine hai letto, quanto manca alla fine del capitolo, che ore sono, etc).

In quel momento, stacca quei pensieri e spostali fuori di te compiendo un'azione. Costringi la tua mente a leggere una riga in più. Non per leggerla, ma per il gusto di generare realtà, e di fregare il tuo consigliere errante. Smetti di pensare che sei Vanity che sta leggendo il libro. Diventa il libro che stai leggendo. La tua mente ti saboterà, ti farà pensare che tutto ciò è stupido, inutile, vano. Cercherà di dare un GIUDIZIO su quello che stai facendo. Ma a te non fregherà nulla, perchè non lo stai facendo per raggiungere un obbiettivo legato ad un giudizio. Lo stai facendo solo ed esclusivamente per generare realtà. E questo è SEMPRE vincente.

Se vedi che proprio non ce la fai, significa che la tua volontà è stanca....hai bisogno di una piccola pausa. Prenditi 5 minuti, durante i quali, non oziare ma genera realtà. In qualunque modo. Mangiati una merendina, ma non farlo pensando ad altro. Fallo pensando alla merendina (quanto è buona da 1 a 10? quante volte mastichi prima di mandare giù il boccone? che sensazione ti da cibarti di quella merendina?) concentrati sull'attimo presente e goditelo. Quando ti sarai abituato a questa impostazione mentale, torna sul libro mantenendola.

Più ti alleni a "spostare fuori" più ti riuscirà istintivo farlo.

Modificato da littlemanit
  • Mi piace! 2
Inviato

Non ci avevo mai pensato a ragionare da questo punto di vista.
Mi piace soprattutto il concetto "Costringi la tua mente a leggere una riga in più. Non per leggerla, ma PER IL GUSTO DI GENERARE REALTA'"
Non dico che sia facile ma sembra un buon escamotage per non permettere alla mente errante di fare i suoi comodi

  • Mi piace! 1

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