Questo è un messaggio popolare. transurfer [Partecipante] 73 Inviato 5 Novembre 2013 Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 Novembre 2013 (modificato) Ciao a tutti, spinto dal gentile interesse di dickinson1, White Lion e Vanity, decido di raccontare la mia esperienza con il Transurfing. Ultimamente non passo tanto tempo a scrivere, ma, essendo scrivere una mia passione, quando lo faccio intendo sempre essere chiaro, e, in genere, anche essere capito, pertanto, sentitevi liberi di chiedere tutto quello che volete dopo aver letto questo post. Chiedo perdono per eventuali pasticci grammaticali, ma sono le 4.27 e... basta. Ho fatto il liceo, e facevo schifo. Nel biennio neanche tanto, ma in terza mi innamorai e le cose cambiarono. Comunque poi l'amore passò, ne arrivarono altri e passarono pure quelli, senza lasciare troppa sporcizia. La campanella suonava alle 8.15 e io ero puntualmente respinto all'ingresso perché presentatomi alle 8.40. In classe ero il tipo che sta al primo banco e non disturba nessuno. Infatti, salvo compiti in classe o cause di forza maggiore (professori prepotenti), dormivo sul banco fino alle 10.55, ricreazione. Il mio banco confinava a destra con il muro, e mi sentivo protetto come un gattino. Le mattine trascorrevano tranquille e il mio banco mi sembrava ogni giorno più comodo. I miei compagni di classe non mi piacevano, ma non me ne importava niente, tanto non ci parlavo. Comunque me li tenni fino alla quarta, poi, nel 2006 ebbi un incidente in moto e mi fracassai la mano sinistra, ad oggi ho un anulare ricostruito, a cui manca la falange distale ed è pressoché inutile. Da ottobre a febbraio passai da un ospedale all'altro per ricoveri, operazioni e altre cose del genere. Mi sono sempre sentito un artista, dall'età di 5 o 6 anni, la prima volta che imbracciai una chitarra, e non me ne sono mai separato. Sentire i medici dirmi che non avrei più suonato o cose di questo genere mi terrorizzava, e avevo un ferro che mi usciva dal dito tipo una graffetta, o un chiodo, che a mò di spiedino teneva assieme i vari pezzi di osso che non mi ero perso per strada, più altre cianfrusaglie, credo, tipo tendini... Tornai a scuola verso fine febbraio con tutte le materie sotto. Mi diedi da fare neanche tanto, e nel giro di due mesi andai volontario a tutte le interrogazioni possibili e divenni ufficialmente il terzo della classe, che però, mi stava sempre più stretta. C'erano la pacifista, la vegetariana, la più bella della scuola, la zoccola, il primo della classe, il secondo della classe, il wannabe, quello che spacciava, e poi una massa informe ed infine io. In quegli anni ebbi la mia prima vera crisi d'identità, non sapevo chi diavolo ero, cosa volessi fare e cosa "si dovesse" fare, avevo delle idee, ma l'impellente giudizio degli "esperti" era in stridente contrasto con quello che dicevano le voci nella mia testa. Da terzo della classe passai di nuovo ad ultimo, quando smisi di andare a scuola, e poi mi bocciarono per la stragrande quantità di assenze, e per dare un calcio in culo a qualcuno che aveva la media peggiore della mia, ma credo sappiate tutti che l'assenza di carattere e l'attitudine a prediligere la coscienza di massa, rappresentano parametri determinanti, ai test di banalità/idoneità a far parte del cosiddetto sistema. Tutto il tempo in cui non andavo più a scuola, comunque, lo passai sulla chitarra, invertii le corde per suonare da mancino, ne provai di varie scalature, inventando improbabili accordature per aggirare il problema della mia mano ma nessuna soluzione mi piacque. L'ultima cosa che volevo era lasciare la musica, declassarla da piano A a piano B, o C... o a hobby, perché io ho sempre sognato di trasformare quella passione in un lavoro. Comunque, "i sogni non si avverano e i desideri non si realizzano". Diedi ascolto alla mia famiglia, ai parenti, agli adulti, autorevoli figure forti della propria esperienza, penatesi tanto per trascinarmi (in buona fede) sull'orlo del baratro, e poi il vento fece il resto. Misi su una piccola attività in nero, riparavo scooter e moto a 2 tempi di piccola cilindrata, montavo preparazioni, limavo i carter eccetera... Ero bravo e avevo un bel giro di clienti e di soldi, in due sole settimane di lavoro al mese, riuscivo a chiudere il mese sempre con più di 800 euro in tasca. Timidamente iniziai anche a riverniciarli, a fare le prese d'aria in vetroresina, a stampare adesivi e aerografare. Di lì a poco passai alle auto dei miei amici, e poi di gente che semplicemente sentì parlare di me e veniva a trovarmi, e dopo due o tre volte mi lasciava la macchina. Piccoli lavori, oscurare vetri, fanali, mettere una presa d'aria sul cofano, paraurti tuning e cose di questo genere. Il lavoro nero ha pro e contro, ma ero bravo, guadagnavo bene, e mi sentivo accettato dalla mia famiglia e dalla mia allora ragazza. Credevo di sposarmi con lei, e ci diedi davvero dentro. Mi mancava qualcosa, ma non ebbi mai le palle di guardarmi dentro, perché dal 2004, data in cui morì mio cugino in un modo che ancora oggi non concepisco appieno, la solitudine mi faceva paura, e queste cose si fanno in solitudine. Mi iscrissi di nuovo al liceo, di nuovo dalla quarta, la finii, e finii anche la quinta. Nei pomeriggi lavoravo e nelle notti provavo a suonare, con un po' di sconforto che gradualmente mi portò molto vicino alla scrittura creativa. Ormai fuori dal liceo avevo il mio giro di clienti fissi e questo giro si espandeva, dall'altro lato c'era la mia passione, e avevo pensato "ok, non posso più suonare, cos'altro mi piacerebbe fare in questo settore?", una specie di ricerca del piano B del piano A che nel frattempo era diventato piano B, quindi, un piano B nel piano B. Un piano C. Da una parte c'erano i soldi, la famiglia contenta, Cinzia (la mia ex ragazza), dall'altra c'ero io, o meglio, il piano C. Il piano C era sradicarmi e andare a Milano per fare il SAE, una nota scuola per tecnici del suono. Ne parlai a lungo con chiunque, e anche con Cinzia, la quale "vuoi lasciare uno stipendio per una cosa che non sai se va e magari ti lascerà col culo per terra?" ...Credevo sempre più che mi sarei sposato. E restai dov'ero, che è anche dove sono adesso. In nero non poteva andare avanti, pensai. E in casa prima o poi mi beccano, e ci passa la mia famiglia, quindi mi serve un posto, e anche una partita iva. Nasceva "Tuning Artworks"... Cinzia disegnò per me il logo, un logo molto carino. Di lì a poco trovai un locale di 40 metri quadri, c'era da mettere a posto l'impianto elettrico, imbiancare, mettere l'adsl e cose del genere. Stavo costruendo un negozio. Le ditte più grandi mi cercavano per propormi rappresentanze e merci, conobbi persone importanti nella scena tuning della Sardegna e anche qualche "fornitore" non troppo "pulito", ma che in quel periodo mi faceva comodo. La notte prima dell'inaugurazione la mia ex non chiuse occhio per aiutarmi a disegnare sul muro una donna sul cofano di un'Alfa 75 rossa. Era tutto ok, scopavamo, non tanto spesso, ma comunque andava, e il lavoro era ok, i clienti c'erano, mi restava sempre qualche cosa in tasca, pagavo l'affitto, ma il mio vuoto interiore ritornava, e non capivo mai. Lo riempii di qualunque cosa, compreso il volontariato, in un'associazione di sessantenni che mi sfruttavano facendomi fare 120km 3 volte a settimana, partenza alle 3 di notte, arrivo alle 5 in ospedale, rientro per colazione, negozio, casa, negozio, casa, tv, letto e insonnia. Un giorno ero libero e presi la chitarra, ferma ormai da qualcosa tipo tre o quattro mesi. Con le dita bene o male mi arrangiavo, dolore a parte e mancanza di allenamento a parte, ma non riuscivo a far nulla lo stesso, perché non avevo più nulla dentro. Ero morto. Ero diventato troppo cerebrale. Il vuoto si rivelò e quella notte scrissi a lungo. Iniziai a fumare perché mi aiutava a scrivere, spesso nemmeno aspiravo, ma il rito, la gestualità, l'atmosfera e il fumo in essa danzante mi fornivano conforto. Mi davano gli abbracci che Cinzia iniziava a farmi mancare. Il vuoto era sempre più grande e io stavo impazzendo, schiavo dei soldi e del buonsenso, confinato dietro a un fottuto bancone che, paradossalmente, mi ero costruito io. Ed era pure figo... Nel frattempo il mio corpo somatizzava lo stress e i miei cattivi pensieri, avevo frequenti mal di testa, e i miei primi attacchi di nevralgia del trigemino, dapprima brevi, poi sempre più forti, che mi veniva voglia di strapparmi la faccia, o di buttarmi dalla finestra. Anche le mie movenze peggiorarono, ero goffo, impacciato, legato, e avevo spesso degli infortuni. Le cose non andavano più tanto bene neppure economicamente, poiché attorno a me si era creata una specie di nube nera, inoltre, in seguito ad un episodio che non ricordo davvero chiaramente, mi trovai con il collare e una costola incrinata, impossibilitato a lavorare. Tempo dopo, o tempo prima, non conta, sfasciai la macchina, la mia relazione era sempre più a puttane e, esasperato, nel bel mezzo della progettazione di una fighissima mossa pubblicitaria che mi avrebbe portato un sacco di soldi, decisi di punto in bianco di chiudere tutto, negozio, contratti, partita iva... Niente aveva più senso. Dopo aver perso la felicità, sfasciato la macchina, perso la salute, la donna, i soldi, cos'altro avrei potuto perdere, in fondo? Mi sentii, per la prima volta, davvero felice. La mia storia con Cinzia ormai non esisteva più, e passai l'estate peggiore della mia vita. Però scrivevo, e scrivevo tanto. Avevo un sacco di debiti, e penali, alle quali, in qualche modo, si fece fronte. Poi lasciai davvero stare tutto, tranne qualche sporadica parentesi in cui ancora oggi, di tanto in tanto, sforno una macchina tuning per qualcuno. L'approvazione della mia famiglia nei miei confronti era scesa di molto sotto zero, e non avevo più amici. Passavo giorni senza parlare con nessuno, uscivo solo e rientravo solo, non c'era più nient'altro che potessi eliminare, era come una fase di transizione, in cui mi ero liberato dalla presa manipolatrice di chi mi stava attorno, ma cose nuove non ne arrivavano. Intanto, i miei scritti crescevano, erano una montagna, e mi misi in testa di riorganizzarli al fine di produrre un libro. "Non te lo pubblicheranno mai", "chi te lo compra?", "è difficilissimo, e non sei nessuno". Comunque io il libro ce l'avevo. Mi aiutò tanto una mia ex insegnante di lettere delle superiori, e alla fine, dentro quel libro ci scrisse pure lei. Sono molto entusiasta di come sia andata, ma allora la situazione altalenava tra euforia e rabbia lenta e appiccicosa per la totale mancanza di appigli. Questo libro non sapevamo proprio a chi diavolo darlo, vagavo tra false speranze e compagnie teatrali, editori e mecenati che non mantennero neppure una promessa, ed ero tesissimo. Tornarono gli attacchi di nevralgia del trigemino, ma più forti, il peggiore durò due ore e pensavo che sarei morto, invece finii solo in ospedale e molte ore dopo mi congedarono con una ricetta come nessun'altra ricetta in casa mia c'era mai stata. Tramadolo, ovvero... Oppio. Massimo 20 gocce al giorno, se è grave, sennò dieci, per riposare e prevenire lo stress. Dopo 21 giorni dall'apertura, buttare la confezione. Presi 10 gocce, e venti minuti dopo mi sentivo morbido, la testa girava, ma era un giramento piacevole, lieve eccitazione mista a paura e a... sonno. La mattina seguente mi sembrò d'aver passato una settimana a dormire. Tutto era tranquillo e positivo nell'aria, persino la cronaca nera al telegiornale mi sembrò velata di dolcezza. C'era zucchero filato dappertutto, coniglietti, case di cioccolato e Homer Simpson che le morsicava. Visto che nessuno voleva il libro continuai a fare delle modifiche, ero in gran forma, aggiunsi della roba... Voci del cazzo riguardanti la mia ex mi mandarono un'altra volta fuori di testa, scrissi ancora, ero davvero arrabbiato, e senza dir nulla alla mia prof-socia ficcai la bozza dentro un file zip, scrissi una mail destinata a tutti gli editori e negozi di libri che avevo trovato su Google, poi, in un raptus cieco e sordo mi ammazzai di seghe e stordito dagli orgasmi e dall'endorfina mi ricordai del tramadolo, e presi 40 gocce. Il mio primo sogno lucido. Scesi dal marciapiede per raggiungere la strada, ma mi trovai a mezz'aria. Tornai indietro, e una volta capito il meccanismo, facevo lunghi salti. Leggero, aprii le braccia e scoprii di poter volare. Passarono un mese e 15 giorni, e divenni pratico di sogni lucidi e esperienze extra corporee. 15 febbraio 2013. Mia madre ritira la posta, c'era una lettera da Roma per me. Proposta editoriale, una busta con dei depliant, una bella lettera e un contratto da rispedire firmato. Una settimana dopo ne arrivò un altro. Quattro mesi dopo il mio libro è realtà, acquistabile online cartaceo e ebook. Oggi, ho finito il mastering del mio primo album, interamente autoprodotto, per l'avvenire "non voglio e non spero, SONO INTENZIONATO". -------------------- Questa è, a grandi linee, la storia di questi miei ultimi anni. In tutto ciò, io... Mi sono avvicinato al transurfing prima della chiusura dell'attività. Era il volume 2, preso "per sbaglio e per caso" in una libreria di Cagliari, mentre aspettavo di andare a un appuntamento. Non avevo idea di cosa fosse, e credevo fosse uno stupido romanzo di pirati informatici, non avevo capito davvero proprio niente!!! Sfogliai giorni dopo due o tre pagine, "stronzate", e lo buttai sul divano, il mio divano pieno di bozze da correggere, magliette, e di altri libri che avevano più o meno fatto la stessa fine di quello di Zeland. Poi, un pomeriggio, intento a riordinare la mia camera, lo ritrovai, sotto il mucchio. Gli diedi una seconda possibilità, e fui letteralmente sconvolto per quanto mi parlasse di me. Parlava di: -potenziali superflui, -forze equilibratrici, -intenzione esterna, -intenzione interna, -sogni lucidi -magia -desiderio, -ansia, -freiling -diapositive -coordinazione... ...e poi di fini, di porte, di mezzi, di emozioni e di pendoli. Ognuno di questi punti rappresentava con matematica, sconvolgente precisione le dinamiche che avevano portato la mia vita a incrinarsi e a sfaldarsi, e mi lasciai rapire da quel libro così prezioso perché sapeva già tutto. Studiai da lì rivedendo me stesso, guardando al passato e cercando di trarne qualcosa, comprai un quaderno in cui disegnare degli schemini, tornava sempre tutto, da qualunque angolazione io lo vedessi, il libro aveva fottutamente ragione, "credere" non serviva più, avevo le prove. Decisi di prestargli fede, e di praticare alla lettera il transurfing per il soddisfacimento dei miei obbiettivi artistici e di sviluppo personale. O ALLA LETTERA O NIENTE, nota per chiunque volesse cimentarsi. Non è un libro da leggere per addormentarsi, e non valgono scuse di alcun tipo. Può esserci chi ha più tempo di te, chi parte da condizioni più avvantaggiate, chi è più bello, bravo, ma non ci potrà essere nessuno che lavorerà più di te, quindi O TUTTO, O NIENTE, o vai fino in fondo, o non cominciare neanche, e questo, con l'applicazione e la pratica del transurfing, a lungo andare diventerà il vostro credo, e vi renderà molto attraenti... Oggi, dopo quasi un anno e mezzo di incessante lavoro (e la costanza non è mai stata il mio forte), ho appena chiuso il mio primo album musicale, mi preparo a pubblicarlo nell'intento di vederlo a dicembre su iTunes, e il secondo libro è arrivato a pagina 45, e del libro che mi hanno già pubblicato, ho un contratto che dura ancora due anni. Da qui a quella scadenza, forse avrò già pubblicato il secondo e sarò a metà del terzo. Non ho parlato e non parlerò nello specifico del Transurfing, sebbene io gli debba quasi tutto dalla mia presa di coscienza in poi, perché sono stati scritti molti libri, sia da Zeland che "apocrifi", e chi è davvero interessato se li deve cercare, leggere, sottolineare, imparare a memoria e applicare ciò che ha imparato. Anche in seduzione. E poi deve dimenticare tutto e cercare la propria via, perché "la" verità in tasca non ce l'ha nessuno. Mi è stato chiesto di raccontare un'esperienza, di testimoniare un risultato. L'ho fatto, sebbene non ami definirli "risultati", in quanto sono conscio che tutto si evolve di continuo, soprattutto nel campo dell'arte, ammesso che ciò che faccio io lo sia davvero. Per me erano traguardi impensabili, i più impensabili tra gli impensabili. Se prima, un niente bastava per tormentarmi nell'anima e nel corpo, ad oggi, la cosa che più mi preme è cercare di restare umile. Ho imparato chi sono, e quello che sono è ciò che ho imparato, e il transurfing è stato la mia guida per rinascere. Ognuno può rinascere se vuole. Sono felice d'aver accettato la proposta di dickinson1, White Lion e Vanity, e sono felice d'essermi iscritto a IS, perché potermi esprimere qui è una benedizione, il lavoro su di sé è la cosa più importante fra tutte, dalla cui qualità deriva la qualità della nostra vita e delle nostre azioni, dei nostri rapporti, e qui si respira positività e costruttività. Grazie Modificato 5 Novembre 2013 da transurfer Freshman, Chadwick, Drugo94 e 16 altri ha reagito a questo 18 1
denipr92 [Partecipante] 441 Inviato 5 Novembre 2013 Inviato 5 Novembre 2013 Wow.. letto tutto d'un fiato. Si vede che sei bravo a scrivere, e la storia è molto interessante. Complimenti
OdisseoIV [Partecipante] 475 Inviato 5 Novembre 2013 Inviato 5 Novembre 2013 Complimenti per la tua storia. Un solo piccolo appunto. Non è importante lo strumento che hai utilizzato (il Transurfing, ma avrebbe potuto essere la preghiera di fede crisitana o le danze sciamaniche o il consueto "le vostre zone erronee o come cavolo si chiama") Quello che è veramente importante è che tu abbia deciso di scavare, scavare, scavare dentro te stesso, affrontando demoni e paure, distruggendo per poi ricostruire. Cammino che non tutti hanno il coraggio di affrontare, perchè di coraggio ce ne vuole veramente molto. Consiglio spassionato. Non ti fermare mai. Spesso si raggiunge un risultato importante e ci si siede. E lì cominciano i guai. Invece il cammino è lungo e spesso impervio e ciò che davvero conta non è arrivare ma andare avanti. "Quando raggiungi la vetta, continua a salire" ^'V'^, Fluo e lexx ha reagito a questo 3
White Lion [Partecipante] 182 Inviato 5 Novembre 2013 Inviato 5 Novembre 2013 (modificato) Per quanto mi riguarda, ti ringrazio! Tutte queste esperienze in 24 anni mi fanno sentire proprio piccolo e tra me e te non c'è un'eternità ma al massimo 12 mesi. Mio Dio...Per il transurfing non ti chiederò di entrare nello specifico di questa tecnica (se così si può chiamare) anche perché hai già scritto che non lo farai. Ma mi piacerebbe sapere a grandi linee cosa sia questo transurfig. Un mix di tecniche per rimanere rilassati? Una miscela di frasi motivazionali? Un nuovo modo di pensare? Un metodo tutto esotico di autoipnosi? A me interesserebbe la struttura generale, sapere a grandi linee di cosa tratta. Non per altro, ma in "lista" ho almeno altri 4-5 scritti da leggere e considerando che uno da 450 pagine me lo leggo si e no in 1 mese capisci che per mandare al primo posto un libro devo essere sicuro che sia veramente utile e/o bello ps. non me ne volere. Credo che ciò che è utile per te potrebbe anche non esserlo per me. Mi fido di quel che hai scritto. Modificato 5 Novembre 2013 da White Lion
Vanity [Élite] 225 Inviato 6 Novembre 2013 Inviato 6 Novembre 2013 Grazie per aver condiviso la tua esperienza
TAuRus [Amministratore] 102716 Inviato 6 Novembre 2013 Inviato 6 Novembre 2013 Ho approvato io personalmente la tua iscrizione su IS. Le approvo tutte, quasi:) Il tuo nick però mi è saltato all'occhio... Non avevo aspettative, ma ero curioso: cosa avresti avuto da raccontarci... Complimenti. Per esserti messo in discussione, per aver creduto, saputo, agito. In primavera di quest'anno un mio grande amico e mentore è riuscito a portare Zeland in Italia. La conferenza si è tenuta a Milano. Più di mille persone. Ovviamente io c'ero, anzi, noi c'eravamo, con il nostro progetto, visto che segue perfettamente tutto ciò che io ho letto di Zeland in due lingue:) E sono rimasto sorpreso da quanti italiani siano così appassionati del Transurfing... Benvenuto su IS;) ^'V'^ ha reagito a questo 1
transurfer [Partecipante] 73 Inviato 6 Novembre 2013 Autore Inviato 6 Novembre 2013 (modificato) fatto casino con l'editor, spero che adesso funzioni... Modificato 6 Novembre 2013 da transurfer
transurfer [Partecipante] 73 Inviato 6 Novembre 2013 Autore Inviato 6 Novembre 2013 Vita molto intensa ed interessante. Ma del transurfing ne so quanto prima... Per quanto mi riguarda, ti ringrazio! Tutte queste esperienze in 24 anni mi fanno sentire proprio piccolo e tra me e te non c'è un'eternità ma al massimo 12 mesi. Mio Dio... Per il transurfing non ti chiederò di entrare nello specifico di questa tecnica (se così si può chiamare) anche perché hai già scritto che non lo farai. Ma mi piacerebbe sapere a grandi linee cosa sia questo transurfig. Un mix di tecniche per rimanere rilassati? Una miscela di frasi motivazionali? Un nuovo modo di pensare? Un metodo tutto esotico di autoipnosi? A me interesserebbe la struttura generale, sapere a grandi linee di cosa tratta. Non per altro, ma in "lista" ho almeno altri 4-5 scritti da leggere e considerando che uno da 450 pagine me lo leggo si e no in 1 mese capisci che per mandare al primo posto un libro devo essere sicuro che sia veramente utile e/o bello ps. non me ne volere. Credo che ciò che è utile per te potrebbe anche non esserlo per me. Mi fido di quel che hai scritto. DISCLAIMER: ritengo che la sola via per conoscere e approfondire il transurfing sia leggere e sperimentare il transurfing. Il mio attuale intervento è da intendersi UNICAMENTE come un'infarinatura di base, utile per chi si senta "iniziato" allo studio autonomo di un argomento così estremamente vasto; solo un piccolo riassunto della mia umile conoscenza. FATTORE DETERMINANTE nella riuscita dei vostri intenti mediante la pratica del transurfing è SOLO che voi siate capaci di applicare con precisione meticolosa quello che sapete. Non conta quanto ne sappiate, né che siate inclini a saperi vasti oppure contenuti ma specifici. Chi non si sente a proprio agio con quanto scritto, si astenga semplicemente. ------- Il transurfing non è assolutamente un insieme di tecniche per rilassarsi né cose del genere, e anzi la sua filosofia vuol dissuadere dalla pratica di queste tecniche, in quanto lottare contro lo stress equivale a sprecare le proprie energie nella lotta stessa, quando si potrebbero convogliare in un'azione efficacemente finalizzata nella ricerca della causa primaria del problema, e nello sradicamento della stessa. Il transurfing è un metodo di gestione della realtà individuale operata per mezzo della comprensione profonda della struttura sociale in cui viviamo, costruita interamente su sotto-strutture definite "pendoli", sostanze di natura energetica che, pur essendo per natura "distruttive", permettono, solo a chi vi interagisce con piena consapevolezza, con chiarezza di intenti, e in piena armonia di rapporti fra anima e ragione (essere centrati è la prima condizione perché qualunque nostra intenzione abbia successo, si tratti di approcciare una ragazza o di avviare una carriera, o di fare una torta), di elevarsi all'ottenimento del proprio obbiettivo. Non "raggiungimento", ma proprio OTTENIMENTO: la visione comune della vita, che presuppone ci si debba imbattere nella necessità di lottare contro il mondo per ottenere ciò che si vuole, è palesemente ABOLITA per il praticante del transurfing che vi si dedichi con anima e corpo. Ampio spazio è dedicato alla conoscenza di sé, delle proprie aspirazioni e alla ricerca del proprio fine. Qualora ce ne siano più di uno, occorre definire quale sia quello principale, e occorre dedicarsi a questo e basta: LA REALIZZAZIONE DEL FINE PRINCIPALE SI PORTA DIETRO LA REALIZZAZIONE DI TUTTI GLI ALTRI FINI. Fa parte dello studio di sé anche l'analisi dei propri comportamenti, l'osservazione, atta allo scopo di svincolarsi dalla presa dei "pendoli" sulla propria coscienza, la quale è sempre, in qualche misura, influenzata dai pendoli. Pertanto è necessario, prima di ricercare il proprio fine, rendersi liberi. Tale atteggiamento consente di riconoscere, comprendere e evitare in futuro passaggi indotti su linee della vita che non sono propriamente nostre, su cui non ci possiamo esprimere nell'unità di anima e ragione, nelle quali non ci sentiamo centrati e pienamente in armonia con noi stessi. Per adesso mi fermo qui, so che le domande saranno tante perché tanto è ciò che ho scritto, quindi avremo modo di approfondire step by step. Ho approvato io personalmente la tua iscrizione su IS. Le approvo tutte, quasi:) Il tuo nick però mi è saltato all'occhio... Non avevo aspettative, ma ero curioso: cosa avresti avuto da raccontarci... Complimenti. Per esserti messo in discussione, per aver creduto, saputo, agito. In primavera di quest'anno un mio grande amico e mentore è riuscito a portare Zeland in Italia. La conferenza si è tenuta a Milano. Più di mille persone. Ovviamente io c'ero, anzi, noi c'eravamo, con il nostro progetto, visto che segue perfettamente tutto ciò che io ho letto di Zeland in due lingue:) E sono rimasto sorpreso da quanti italiani siano così appassionati del Transurfing... Benvenuto su IS;) Buongiorno TAuRus, ti rivolgo profonda stima e gratitudine, e sono senza parole! ^'V'^ ha reagito a questo 1
tef [Élite] 372 Inviato 6 Novembre 2013 Inviato 6 Novembre 2013 Scusa se l hai scritto me lo sono perso..che libro consigli di leggere per iniziare a capirci qualcosa? Grazie
Il Lupo [Partecipante] 237 Inviato 6 Novembre 2013 Inviato 6 Novembre 2013 Interessante contenuto e bella forma. Ti si legge con piacere. Da artista ad artista la tua "perdita" mi ha colpito molto, non voglio nemmeno immaginare come mi sentirei io se la mia voce andasse via. Comunque, almeno qui in Italia, un musicista è sempre una srota di "fuori casta" perchè è insita nella mente ottusa dell'italiota medio che l'unico lavoro "vero" è quello che ti sbatte dietro una scrivania o a fare il servo da qualche parte perchè tu possa pagare gli alimenti a fine mese. Inutile predicare nel deserto. Mi cercherò qualcosa da leggere su questo Transurfing: di solito è la prima cosa che si fa quando si è realmente interessati a qualcosa.. si ricercano direttamente le informazioni, si sperimenta, si spende del tempo. Soprattutto mi sono ritrovato molto nel punto in cui parlavi dell'importanza di avere un obbiettivo primario, e che gli altri obbiettivi sono una conseguenza della buona riuscita del primo. E' una cosa che mi sono fissato in mente da quando ho cominciato il mio percorso di crescita. Per dirla in parole poverissime, essere "capace" in quella che tu consideri la cosa che più ti sta a cuore, aumenta il valore auto-percepito e quello che gli altri percepiscono quando sono a contatto con te. Mi fa piacere che tu sia approdato qui, penso che sarai una risorsa di primo livello per il bene del forum, e penso che questo forum possa a sua volta darti molto Un saluto
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