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resurrection joe
Inviato

Perfetto!

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Mata
Inviato

Piuttosto completo il tuo DE RATIONIBUS HUMANORUM (?????????????) Ahaha grazie una buona lettura

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Aldus
Inviato (modificato)

Lettura molto interessante e matura, soprattutto molto naturale, ricca di principi e noncurante delle "tecniche" tanto in voga nei metodi.

Questo è per come la vedo io uno dei migliori articoli letti su questo forum, in quanto approccio molto sano ed equilibrato e sintetico al tempo stesso, che non pare affatto frutto di "uno qualunque".

Segnalo che i principi sulla riconquista sono gli stessi di John Alexander, del cui libro qualcuno ha chiesto di recente.

In particolare il fatto che l'unico modo per riconquistare una donna consiste nel creare certe circostanze, create le quali probabilmente non si ha alcuna voglia di riprendersela.

Modificato da Aldus
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  • 2 settimane dopo...
Helios
Inviato

Di questo Post non condivido solo una cosa, il Titolo: non gli rende merito e non gli da la visibilita che meriterebbe.

5 Stelle Strameritare ^_^

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Cliff Burton
Inviato

Uno dei post più veri e sinceri che abbia letto su questo forum, i miei più sinceri complimenti. Mi piace molto il modo in cui scrivi.

Uccidete la noia: la noia è il principale incubo delle donne. Scoprite insieme sempre nuovi interessi e passioni. Condividete esperienze emozionanti. Viaggiate insieme. Non isolatevi mai dagli amici. E sorprendetela sempre.

Nulla di più reale. L'unica chiave per coltivare una relazione durevole e piacevole nel tempo è lo stupore.

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Acab
Inviato

Vista la lunghezza del post pensavo al solito vomito

dell'appena iscritto.

Mi sono dovuto ricredere.

Complimenti per la lucidità.

Grazie

P.S. Non vuole essere una critica, ma una amara considerazione. Per quanto si

cerchi di schematizzarle, e nel tuo caso nel modo migliore, le relazioni e la vita

ti sorprendono sempre, nel bene e nel male.

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Inviato

Grazie!!! Davvero utile

Votato per 5 stelle :good:

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Rouge
Inviato

Davvero una lettura piacevole...complimenti!

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uno_qualunque
Inviato (modificato)

Tutti troppo buoni. Vi ringrazio :)

In verità, avevo in mente di arricchire il post con altri suggerimenti utili e “rimpolpando” la parte sul corteggiamento che, rileggendo, mi era sembrata lacunosa. Sbadatamente, però, non mi ero accorto che la funzione di modifica è disabilitata una volta pubblicato il post; quindi non posso che pubblicare la pseudo-errata corrige sotto forma di commento.

Sul miglioramento personale: prima ancora di preoccuparsi dell'altro sesso è fondamentale preoccuparsi di se stessi in quanto, benché possa apparire forse un po' egoistico, l'individuo di cui ci dovrebbe importare più di chiunque altro sulla faccia della Terra siamo noi stessi. È fuor di dubbio che le donne siano attratte da persone di valore, quindi più di valore sarà la nostra vita più sarà piacevole per noi viverla e, solo in seconda battuta, sarà piacevole per le donne entrarne a far parte. Ecco dunque alcuni piccoli consigli utili per un percorso di miglioramento personale:

  • in media stat virtus: questo principio è così importante che era noto già in età classica. Nella vita non bisogna eccedere mai, né in un senso né in un altro. Non significa che occorre porsi limitazioni e restrizioni: fumare, ubriacarsi, compiere qualche follia sono eventualità che non possono che introdurre “passione” nella nostra esistenza e scacciare lo spettro del grigiore e dell'inettitudine alla vita. D'altro canto, non possiamo permetterci di diventare schiavi di un'entità esterna a noi, dell'alcol, della droga, e persino di una donna. La nostra felicità è da ricercare innanzitutto dentro noi stessi;

  • mens sana in corpore sano: precetto dell'antichità come sopra, è fondamentale allenare sia il corpo che la mente. L'esercizio fisico non serve di per sé a migliore il nostro aspetto esteriore agli occhi delle donne (per le quali sono ben altri fattori a suscitare attrazione) bensì a farci sentire in forma, più energici, a scaricare la tensione che inevitabilmente si accumula per via della frenesia della società in cui siamo immersi e, in definitiva, per essere “pronti alla vita”. La mente, invece, richiede un esercizio più impegnativo, meno subdolo e meccanico: leggere, guardare film, ascoltare musica, coltivare passioni, fare arte, viaggiare. Sono tutte attività che ci migliorano, ampliando la misura delle nostre conoscenze e, contemporaneamente, arricchendo il vocabolario con cui possiamo razionalizzare e formalizzare tali conoscenze all'esterno;

  • l'uomo è un animale sociale. Ergo, al contrario degli animali, nei quali le emozioni più forti coincidono con quelle atavicamente istintive della fame, del freddo e del desiderio carnale, l'uomo ha necessità di verbalizzare le proprie emozioni col linguaggio. Di conseguenza, le emozioni e i sentimenti tipicamente umani scaturiscono dalla comunicatività con altri individui. Per di più, dal momento che il linguaggio è solo lo strato superficiale di una corteccia prettamente animalesca, la maggior parte dell'informazione non la comunichiamo col verbale (le parole che diciamo), bensì col para-verbale (il tono con cui le diciamo) e, soprattutto, col linguaggio del corpo (il modo in cui ci poniamo nel mentre le diciamo). Quindi, fondamentale: comunicare dicendo cose sensate, nel tono che più si confà loro e ponendosi in maniera aperta e sicura col corpo (né invadente, né timida);

  • sliding doors. La storia delle nostre giornate scorre in maniera sostanzialmente tranquilla e prevedibile, con qualche picco emozionale qua e là. Tuttavia, poiché io credo che la curva della vita si comporti come una sinusoide (quindi non come una funzione costante), è possibile rintracciare dei “punti di scelta” che possono volgere precipitosamente l'andamento degli eventi sia in positivo che in negativo. Mi riferisco ad un'importante offerta di lavoro, ad un incidente grave oppure, semplicemente, al non averci saputo fare con la ragazza che sarebbe potuta diventare la donna della nostra vita e che invece ci siamo fatti scappare. Ciò che distingue il saggio dall'uomo comune è l'aver commesso tanti di quegli errori da essere ormai in grado di riconoscere i punti di scelta importanti e saper agire di conseguenza. Amaramente, tali errori non sono quasi mai rimediabili e ce ne si rende conto solo a posteriori;

  • la “regola del poker”. Purtroppo, è fuor di dubbio che, nella vita, ci sia gente più fortunata e gente meno fortunata. È esattamente come nel poker: c'è chi parte con la coppia d'assi (è bello, ricco, intelligente), chi con un misero 7-2 (è brutto, povero, idiota). È innegabile. Come nel poker, però, ciò non significa che l'esito apparentemente scontato della mano non possa essere ribaltato. Persino la coppia d'assi può essere scoppiata. La mano è ancora tutta da giocare. Come? Cogliendo al volo le opportunità favorevoli man mano che nuove carte vengono scoperte (le occasioni della vita) e giocandole con intelligenza mista a un pizzico d'astuzia (giocandosi bene quelle occasioni e sapendo ottimizzarle al massimo);

  • distinguersi dalla massa: non abbiate paura a coltivare interessi che piacciono ai più (se è così deve pur esserci un motivo), né a coltivare passioni proprie che potrebbero sembrare ad occhi estranei astruse. Noi siamo noi, speciali nella nostra individualità. Analogamente, non abbiate timore a rimostrare opinioni discordanti con quelle dibattute nel corso di una discussione. Male che vada saranno opinate e smontate, ma anche in quel caso sarà stata una vittoria, essendosi trattato comunque di un arricchimento personale e di un'occasione di confronto;

  • yes man: come nel film interpretato da Jim Carrey, bisogna essere proattivi nei confronti della vita. Dimenticate i consigli della mamma, per la serie “vedrai, un giorno arriverà anche il tuo turno”. Le occasioni non capitano se non le si fa capitare. Non vengono a citofonare sotto casa. Le occasioni capitano agendo, entrando nella sfera del possibile e cogliendole con intelligenza laddove si presentano;

  • il look: tralasciando il fatto che la società moderna, purtroppo, sulla base dei valori vittoriani, richiede che il “buon nome” debba essere manifestato fenotipicamente dall'abbigliamento che si indossa, avere un proprio look, vestire abiti comodi e che a noi piacciono non è tanto importante per “spiccare” in mezzo agli altri quanto piuttosto per farci sentire a nostro agio e più naturali nel rapporto sociale;

  • la “febbre del venerdì sera”, contrapposta a quella del “sabato sera”. Riscoprite il valore delle uscite “tranquille” e prive di pretese di sorta. Il sabato sera, tipicamente, si carica di ansie e aspettative quasi sempre deluse e finisce col consumarsi in contesti, quali la discoteca, dove la comunicatività raggiunge i minimi storici. Vi posso assicurare che le serate migliori in assoluto, quelle che vi resteranno per sempre impresse nella memoria, e, d'altronde, più “favorevoli” per approcciare e approfondire la conoscenza delle ragazze, sono le passeggiate con gli amici in piazza trascorse a ridere e a discutere di fatti di nessuna importanza;

  • i veri amici. Gli amici veri, a mio avviso, sono quelli con cui è stata condivisa l'adolescenza, con cui si è cresciuti insieme. Tutti gli altri, tutti quelli che vengono dopo, sono amici “di comodo”. Non significa che si tratti di individui materialisti che vi avvicinano solo per convenienza (o meglio, non necessariamente), ma saranno diventati amici semplicemente perché è sorto un qualche elemento che vi ha accomunati (ad esempio, un interesse per il disegno durante la frequentazione di un corso d'arte). Inutile dire che, esaurito l'elemento in comune, l'amicizia sfumerà in maniera altrettanto repentina di come è nata;

  • l'”effetto novità”: ricollegandosi al punto precedente, purtroppo, benché gli amici di sempre, il cosiddetto “gruppo storico”, sia fondamentale, esso soffre di un ineluttabile difetto: è stantio. Per la serie “tutto quello che doveva succedere è già successo”. Le principali dinamiche sociali, in primis le storie d'amore, si consumano nel giro di pochi mesi, al più pochi anni. Ergo, sebbene possa essere spiacevole, l'unico modo per smuovere qualcosa nella propria vita sentimentale è “cambiare aria”. In particolare, introdursi in un gruppo stantio come quello dei propri amici darà modo a voi di rappresentare una potente novità tale da suscitare la curiosità delle ragazze ivi presenti e darà modo a voi stessi di ricostruirvi un'identità da zero, specie se eravate finiti con l'essere disprezzati o considerati lo zimbello di turno nell'ambito del precedente gruppo.

Sul corteggiamento (parte seconda): le tecniche tanto in voga nei metodi non devono servire a farci diventar “fighi” o osannati dalle donne, quanto piuttosto ad accumulare l'esperienza necessaria per non farci scappare la donna giusta quando ci accorgiamo di averla trovata. Se è vero infatti che il giusto approccio non può mai dare la garanzia di riuscita al 100%, è altrettanto vero che l'approccio sbagliato conduce al 100% all'insuccesso sistematico. Se ci si scopre in un certo feeling con una donna, se c'è compatibilità caratteriale, se si sta bene insieme, l'unico modo per lasciare che le cose seguano naturalmente il proprio corso è non stravolgerne l'andamento naturale commettendo banali errori evitabili. La seduzione, a mio avviso infatti, non comporta il dover fare qualcosa, quanto piuttosto evitare di fare qualcos'altro:

  • evitare di porre le donne su di un piedistallo. La donna non deve meritare qualcosa solo in virtù della sua bellezza oggettiva (di cui, tra l'altro, il merito non è neanche suo). Trattate la donna in base a come si comporta. Se si comporta bene ha senso “premiarla”. Se si comporta male ha senso “punirla”;

  • evitare di essere scontati. Il fattore “mistero” è il più devastante nello scatenare attrazione in una donna. Se ci riflettete un istante, le vostre storie più belle e romantiche sono state quelle precedute da un periodo (generalmente lungo) in cui entrambi non riuscivate a capacitarvi di cosa stesse accadendo. Era nata un'amicizia “particolare” non meglio definibile (“ci sta, o non ci sta?”, non avreste saputo dirlo con certezza). Non essere scontati significa che non dovete porvi né come amici, né come i ragazzi che ci provano spudoratamente;

  • evitare di finire in “zona amicizia”. Ricollegandosi al punto precedente, purtroppo la donna ci mette poco, anche solo pochi istanti, per etichettarci come potenziali partner o semplicemente come amici/conoscenti. L'errore sacrosanto da evitare è di diventare un amico fedele o, peggio ancora, il confidente della donna oggetto del nostro interesse. L'unico modo per invertire un'inerzia che ci condurrebbe forse anche ad anni di sofferenza è una sola: sparire (esattamente come nella riconquista). Sparire permette di far dimenticare alla donna l'immagine che aveva di noi e che si è fissata nella sua mente e permette a noi di ripresentarci sotto una luce completamente nuova e di “rigiocare la partita daccapo”;

  • evitare di dichiararsi: gli esseri umani, non solo le donne, rifuggono da individui bisognosi, specie se palesano subito i propri bisogni (in questo caso sentimentali). Il bacio deve avvenire “naturalmente”, come conclusione scontata e spontanea di un processo di avvicinamento. Dichiararsi impone una brusca sterzata, non sempre ri-direzionabile.

Da questi insegnamenti derivano in maniera spontanea i giusti atteggiamenti da adottare:

  • indifferenza. Non significa che dobbiate essere sprezzanti e sdegnosi nei confronti delle donne, ma semplicemente che dobbiate trattarle come persone “normali” (che è esattamente ciò che sono), senza dar loro eccessiva importanza e senza snobbarle in assenza di precisi motivi. Se apprezzerete la compagnia di una donna vi verrà spontaneo rivolgerle apprezzamenti sinceri (sulla sua maturità, intelligenza, presenza di spirito; molto più apprezzati che i banali complimenti sul suo aspetto esteriore) e se avrete condotto un proficuo percorso di miglioramento personale, sarete fieri di voi abbastanza per non diventare succubi delle donne e saper vivere felici indipendentemente da loro. Unitamente, i due fattori sono devastanti;

  • contatto fisico: fondamentale; come detto, la donna ci mette poco ad etichettarci. Senza un minimo di contatto fisico la donna finisce col giudicarci sessualmente innocui e quindi alla stregua di comuni amici;

  • riprova sociale: è fuor di dubbio che la gente, non solo le donne, sia attratta da individui di valore, che abbiano carisma e capacità di persuasione. I bagnini, gli animatori, i ricchi figli di papà non attirano per via di ciò che possiedono ma per via dell'esperienza accumulata in determinati contesti e che li porta a sviluppare la giusta sicurezza di sé che occorre per “saperci fare” con le donne. Tipicamente, chi ci “sa fare” è chi è abituato ad avere donne attorno, al punto da prevedere le loro reazioni, o chi ha cominciato ad approcciarsi con loro fin da subito (già dalle scuole medie), al punto da aver commesso tanti di quegli errori da aver imparato ad evitarli;

  • preselezione. Forse è l'unica vera caratteristica alpha che occorre possedere. Le donne vogliono il meglio. E il meglio, purtroppo, è attestato dall'apprezzamento che nutrono nei nostri confronti altre done. Inoltre, alle donne piace essere scelte, per la serie “posso avere tutte le donne che voglio, ma fra tutte ho scelto te”. Ciò dà a loro l'idea che avervi corrisponda ad aver fatto una conquista, nel senso ampio e astratto del termine. Se saremo circondati da donne potremo godere di entrambi i suddetti fattori contemporaneamente.

Molto spesso, qui sul forum, si parla di segnali d'interesse. A mio modesto modo di vedere, l'unico vero segnale che può aiutarci a capire se la tanto attesa “scintilla” sia o meno scattata è: la “posizione”. Per posizione intendo un avvicinamento sia fisico che astratto. Pensateci. Quando vi capita di prevedere con largo anticipo che due persone che si vogliono bene finiranno immancabilmente col mettersi insieme? Quando sono vicini. Quando lei tende ad avvicinarsi a lui nel mentre si passeggia, quando gli siede accanto mentre si è in un locale, banalmente quando li si vede vicini in foto scattate e poi pubblicate su Facebook. La vicinanza la si nota anche verbalmente, quando lei interviene a prenderne le difese, quando scambia piacevolmente la chiacchiera con lui, banalmente quando commenta con partecipazione un suo stato sul social network. Si arriva a pensare che “c'è qualcosa nell'aria”. Per chi non lo sapesse, è quello il momento del bacio: quando ormai entrambi se lo aspettano senza dirselo. Darlo prima o dopo – esperienza personale – manda tutto all'aria.

Modificato da uno_qualunque
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