Questo è un messaggio popolare. uno_qualunque [Partecipante] 240 Inviato 12 Novembre 2013 Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Novembre 2013 (modificato) Premetto che (come d'altronde suggerisce il mio nickname) non sono un seduttore, né ambisco a diventarlo. Ho altri interessi nella mia vita e quel minimo discreto successo che ho riscosso e riscuoto con le donne è più che sufficiente ad appagare i miei bisogni sentimentali, affettivi e, perché no, sessuali. Ciò detto, io ritengo che l'importanza di un forum come ItalianSeduction sia doppia: da un lato, offrire agli utenti la possibilità di porre questioni e dubbi insoluti ad un ampio bacino di utenza; dall'altro, permettere ad altri utenti la possibilità di offrire il proprio contributo e le proprie testimonianze al fine di arricchire la conoscenza globale condivisa. Dal momento che questo forum mi ha aiutato, soprattutto a posteriori, a rendermi conto di quale fosse la natura di certi errori che ho commesso in passato, lo scopo di questa mia discussione è il secondo. Quindi è mio intento codificare quei pochi insegnamenti utili che ho appreso per esperienza diretta e indiretta nel corso degli anni e renderli disponibili a voi tutti della comunità. Sull'amore: l'amore è un costrutto che i filtri sociali (specie religiosi) e la razionalità ci hanno imposto. In natura l'amore, il matrimonio, le relazioni a lungo termine non esistono. Esiste solo l'innamoramento ed è quel processo biologico che la natura ha codificato in noi affinché ci sentiamo attratti dall'altro sesso e agiamo perché venga salvaguardata la sopravvivenza della specie. Di conseguenza, l'innamoramento è riconducibile ad uno status fisico ed è caratterizzato dalla presenza di determinati ormoni in circolo il cui rilascio può essere indotto inconsapevolmente (o consapevolmente) agendo su determinate leve psicologiche insite nella nostra psiche. Poiché, al contrario degli animali, che sono puramente istintivi, l'essere umano possiede una forte componente razionale, affinché ci si innamori non è sufficiente la sola attrazione (che al più può portare all'avventura di una notte) ma è necessario che subentrino altri fattori, non ultimi la stima reciproca, la compatibilità caratteriale, la fiducia. Nonostante questo, dal momento che l'essere umano è perennemente insoddisfatto e tende a desiderare ciò che non può avere, esaurito il cocktail ormonale indotto dall'innamoramento di cui sopra, che statisticamente dura 18 mesi, la psiche umana comincia a fantasticare e a guardare altrove. Sul rapporto uomo/donna: per meglio comprendere il rapporto uomo/donna in campo sentimentale è utile guardare ad un parallelismo con la modalità con cui avviene il rapporto sessuale. Ancestralmente, l'uomo deve limitarsi ad “infilare, rilasciare e andarsene”. Ciò significa che l'origine della sua attrazione è visiva e si basa sulle caratteristiche fisiche della donna che “vede” (su tutti, seno prosperoso e fianchi larghi, che trasmettono l'idea di fecondità). Analogamente, la donna, che se fecondata resta incinta, deve avere la garanzia che l'uomo non la abbandonerà nel periodo in cui è più vulnerabile. Ciò significa che l'origine dell'attrazione della donna è mentale e si basa sul senso di sicurezza che l'uomo le trasmette.L'errore comune che commettiamo noi uomini è pensare che la donna ragioni come noi. In realtà, la loro psicologia è complementare. Se la nostra mente è semplice e i nostri ragionamenti lineari, la loro è più complessa, lungimirante, e le porta a razionalizzare con più difficoltà le sensazioni che provano. Sul corteggiamento: per scatenare attrazione il vero segreto è possedere (non adottare) la psicologia corretta, vale a dire l'”apprezzamento disinteressato” di cui parla PickUpArtist. Per la serie sto-bene-con-te-ma-posso-fare-a-meno-di-te. Questo bigramma vuol dire tutto: vivere una vita interessante e invitare le donne a condividerla, non mostrarsi bisognosi, essere decisi e imperturbabili. È il motivo per cui piacciamo alle donne che non ci piacciono e attiriamo maggiormente quando siamo fidanzati.La questione sull'essere alpha è relativa, perché troppo dipendente dal contesto sociale in cui si è inseriti. Una donna ci percepirà alpha se siamo l'intellettuale – l'intelligenza non è affatto un difetto, anzi, se ben veicolata è devastante – di turno nel gruppo di studio, così come se siamo il giocatore migliore in una partita di pallavolo mista, e così via. Analogamente, è relativa la questione sull'essere o meno stronzi o bravi ragazzi. Anche il classico bravo ragazzo può generare attrazione. La differenza è nella psicologia posseduta e manifesta; nel senso che chi è solo stronzo fatica a mostrare apprezzamento, chi invece è solo bravo finisce col mostrarne troppo. Per innalzare l'attrazione fino ad arrivare al bacio e all'atto sessuale vero e proprio serve poi un'escalation emozionale. Significa che bisogna pian piano entrare nella “bolla” della donna oggetto del nostro interesse, accorciare le distanze, evitare di farla sentire a disagio e aumentare il contatto fisico – che è fondamentale perché senza un minimo di contatto fisico la donna ci etichetta come sessualmente innocui. Questa escalation a mio avviso può avvenire solo di sera che è il tempo emozionale per eccellenza (contrapposto al tempo tipicamente faccendiero del dì), perché le menti delle genti sono stanche e mollano, anche se leggermente, i freni inibitori. Astraendo e semplificando al massimo, oserei dire che con le donne occorre comportarsi come con i gatti. Osservateli attentamente. Se li rincorrete fuggono, se fate loro un cenno e poi vi allontanate, vi seguono. Se vi allontanate troppo si stancano di seguirvi, ma se fate nuovamente un passo nella loro direzione presteranno di nuovo attenzione ai vostri movimenti. Il “tira e molla” aumenta finché il gatto si sente a suo agio in vostra presenza e si lascia finalmente coccolare. Sulla relazione a lungo termine: tornando al parallelismo fra rapporto di coppia e rapporto sessuale, ancestralmente una relazione a lungo termine riflette il meccanismo dell'orgasmo. L'uomo tende a puntare dritto all'eiaculazione, una volta arrivata la quale si “scarica” e perde stimoli. La donna, invece, ha necessità di investire gradualmente nel rapporto e, arrivata all'orgasmo, ne vuole sempre di più. Nella metafora è racchiusa la psicologia corretta per mantenere viva una relazione (dati per scontati i presupposti che, oltre l'attrazione, ci siano complicità, fiducia, ecc., di cui sopra), così come le cause della rottura, di cui parlo più avanti. La regola d'oro per mantenere viva una relazione è dunque una: “amare meno di lei”. Anche in questo caso, gli insegnamenti derivabili sono molteplici: farla investire gradualmente nel rapporto. Se le date tutto subito, se dopo un mese le confessate già amore eterno, se dopo un anno siete già conviventi in un appartamento tutto vostro, avrete bruciato le tappe e avrete, quindi, bruscamente accelerato il cammino che, in ogni caso, inesorabilmente, porterà alla perdita di attrazione (reciproca, perché avviene ambo le parti); darle tanto sesso e bene (le pulsioni sessuali delle donne sono paragonabili alle nostre, solo meno manifeste). Per cui il consiglio principe che vi posso dare è: smetterla categoricamente col porno e le “seghe”. Se vi masturbate, smarrite il bisogno di toccarla e di farci sesso e lei lo avverte. La maggior parte dei problemi comincia sempre sotto le lenzuola; non eccedere con gli estremi: vale a dire che non bisogna essere né troppo distanti, come due entità che conducono vite parallele, né troppo vicini, come due entità che condividono un'unica esistenza. Ognuno dei due partner deve coltivare sia una zona d'interesse condivisa (ad esempio, l'uscita serale con gli amici il sabato sera) che una zona d'interesse propria e privata (ad esempio, la partita di calcetto coi colleghi del lunedì sera); non ponete mai la donna al centro del vostro mondo. Le conseguenze di questo errore sono due e disastrose: innanzitutto, lei finirà col darvi per scontati e sapervi sostanzialmente sempre disponibili e sotto il suo controllo, il che le farà perdere progressivamente attrazione nei vostri confronti; in secondo luogo, voi stessi, smarrendo ciò che facevate nella vostra vita prima della sua comparsa, che vi rendeva felici e positivi e che le hanno contagiato tale felicità, finirete con l'essere infelici e a contagiare lei facendola sentire infelice a sua volta; siate uomini sempre: ascoltatela ma senza assecondare sempre i suoi capricci. Soprattutto nelle questioni che contano gli uomini siete voi e la responsabilità delle scelte importanti spetta a voi; uccidete la noia: la noia è il principale incubo delle donne. Scoprite insieme sempre nuovi interessi e passioni. Condividete esperienze emozionanti. Viaggiate insieme. Non isolatevi mai dagli amici. E sorprendetela sempre (per esempio, è molto più apprezzato un regalo compratole in un giorno qualunque anziché uno compratole il giorno del suo compleanno, in cui più se lo aspetta); ultimo suggerimento, che esula un po' dal principio dell'"amare meno" è: tenete fuori le famiglie. I familiari, comunque vada il rapporto, danno solo problemi. Se adottate la corretta psicologia sarete in grado di mantenere viva a lungo una relazione stimolante e appagante. In caso contrario, dal momento che le donne sono solite sub-comunicare i loro malesseri, e che per noi uomini è difficile “salire” a tale livello comunicazionale, l'unico modo che abbiamo per capire se il nostro rapporto è in crisi, il campanello d'allarme che deve farci correre subito ai ripari è uno solo: la sua poca voglia di sesso. Se capita che si rifiuti di fare sesso solo occasionalmente, specie quando vittima di giornate particolarmente stancanti, è un conto. Se la scusa, invece, del “mal di testa” o dell'”essere troppo stanca” viene adottata con una certa regolarità sistematica significa solo una cosa: non si sente attratta da voi. La donna, come già detto, ha i nostri stessi impulsi sessuali; ergo, in quei momenti non è affatto vero che non abbia voglia di sesso, semplicemente non ha voglia di noi (non necessariamente sta fantasticando su qualcun altro). Se si è sufficientemente acuti da accorgersene in tempo, l'unico modo che possiamo fare per invertire un'inerzia che porterebbe inevitabilmente alla rottura è creare un leggero distacco per obbligarla (ammesso che sia ancora innamorata) a colmare la distanza e a investire nuovamente nel rapporto. Sulla rottura: escludendo ovviamente le situazioni in cui siete voi a lasciarla o lo fai lei all'improvviso dopo aver scoperto un vostro tradimento, il motivo per cui la donna ci lascia è uno soltanto: perché l'abbiamo data per scontata, ossia abbiamo ormai dato per certo e inalterabile il sentimento che prova (provava) nei nostri confronti. Il darla per scontata si riflette su una serie di atteggiamenti che progressivamente fanno sì che lei non si senta più attratta da noi (le permane solo il senso di sicurezza che le infondiamo): abbiamo investito troppo o troppo poco nel rapporto. Significa che lei ci percepisce o come completamente asserviti alla sua volontà, quindi non più “risistemabili” perché schiavi di un'unica donna, oppure come completamente distanti, vale a dire individui egoisti che ormai badano solo ai propri interessi personali; abbiamo perso quelle caratteristiche che l'avevano inizialmente attratta a noi. Eravamo allegri, spensierati, avventurosi, vitali e pian piano, con la perdita di stimoli, necessariamente derivante dal saperla ormai conqustata, ci “rammolliamo”, isolandoci dagli amici, facendo sempre le stesse cose, banalmente preferendo la serata passata sul divano a guardare la partita piuttosto che portarla fuori al cinema; abbiamo perso noi per primi la voglia di fare sesso con lei. L'infrequenza delle coccole e del sesso fanno sì che lei ci percepisca come sessualmente innocui, quindi fondamentalmente come dei migliori amici. Non dimenticate che, al contrario nostro, la donna dissocia sempre nella propria mente la figura dell'amante dalla figura del protettore (Franco docet). Ciò significa che per una donna dobbiamo essere per primissima cosa il suo amante, chi la “scopa”, e, eventualmente, il suo protettore, ossia il fidanzato “da esibire”. In particolare, la donna, poiché sub-comunica (non mi stancherò mai di ripeterlo), potrebbe celare il suo malessere trincerandosi per mesi dietro una finta felicità, alimentando internamente i propri dubbi, fino a lasciarci in maniera improvvisa quando in realtà, nella sua mente, la scelta era presa già da tempo (proverbialmente, le storie finiscono sei mesi prima della loro fine ufficiale). Il momento preciso in cui lei risolve i suoi dubbi e arriva a concludere di essersi disinnamorata di noi è uno solo: quando prova attrazione per un altro. Ricordate: i dubbi hanno sempre un nome ed un cognome. Quest'altro, tipicamente, non ha nulla di speciale, né regge il confronto con noi; semplicemente ha un valore percepito che in quel momento è più alto del nostro. Fondamentalmente, a scatenare quest'attrazione contribuiscono i seguenti fattori: è l'oggetto proibito: dal momento che gli esseri umani desiderano ciò che non possono avere, in amore si sentono attratti da individui terzi semplicemente perché averli costituirebbe un tradimento; il fattore novità: devastante, si tratta semplicemente di una persona nuova tutta da scoprire; ha manifestato, generalmente in maniera involontaria, quelle caratteristiche che lei aveva percepito in noi e che abbiamo perso “strada facendo”, ad esempio la voglia di divertirsi con gli amici, o di soprenderla con un gesto imprevedibile. Nel momento esatto in cui lei prova attrazione per un terzo e ci lascia, si dipanano tre possibili scenari: repentinamente com'è arrivata, una volta che il tizio in questione viene “decontestualizzato” (ad esempio, diventa un oggetto arrivabile e quindi meno desiderabile, o vengono meno quelle circostanze che l'avevano fatto percepire in un certo modo, ad esempio la vacanza estiva in cui si è mostrato avventuroso) e lei torna a ragionare con lucidità, l'attrazione svanisce e lei si accorge di aver preso un abbaglio e che il confronto lo vinciamo noi; prova a combinarci qualcosa ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro (magari lui parte per un posto lontano senza possibilità di ritorno) non riesce a concludere nulla. Significa che forse si è innamorata dell'altro; ci aveva già traditi prima di lasciarci o comunque intraprende col terzo una relazione (magari non duratura). In questo caso è verosimile che si sia innamorata dell'altro e abbia (almeno consciamente) archiviato la storia con noi. C'è da precisare che molto spesso piuttosto che lasciarci in maniera netta, le donne preferiscono metterci in “pausa di riflessione”. È semplicemente l'anticamera della rottura: o vogliono darci due "colpi" separati piuttosto che uno per farci soffrire meno e farle sentire meno in colpa, oppure progettano seriamente di tenerci come ripiego nel caso il tentativo con l'altro sia coronato da insuccesso. Sulla riconquista: se la vostra storia è stata lunga e/o importante, indipendentemente dallo scenario di cui sopra in cui vi ritrovate, lei è stata davvero innamorata di voi e si augura davvero (sebbene a livello inconscio) che voi torniate esattamente quella persona che l'ha fatta innamorare la prima volta e che le aveva fatto vivere una favola. Solo che non vi crede più capaci di ritrovare voi stessi e che in realtà voi siate quelli che vi siete rivelati essere nell'ultimo periodo che ha preceduto la rottura. Tuttavia, razionalmente, lei spera che sia così perché le confermerebbe di aver preso la scelta giusta ed eviterebbe che in lei venisse alimentato il senso di colpa. Quindi, errori assolutamente da evitare: prometterle di cambiare: penserà che lo stiate facendo solo per compiacerla e che, tempo un paio di mesi, i problemi si ripresenteranno di nuovo; evitare di implorarla e mostrarsi bisognosi: “in amore vince chi fugge”, più le andrete dietro e più le darete la consapevolezza di trovarvi disponibili e di potervi riavere nei tempi e modi che deciderà lei. E finché nutrirà questa convinzione non lo farà; contattarla per un qualunque motivo. Voi non avete bisogno di lei e, benché sia stata per voi importante, la vostra vita va avanti comunque perché voi siete fieri di quello che siete (ciò aumenterà a dismisura il vostro valore ai suoi occhi e darà modo a voi stessi di incrementare la vostra auto-stima). Come tutte le strategie che giocano sulla psicologia, quella della riconquista è contro-intuitiva. La cosa migliore da fare, per avere anche solo qualche chance che lei torni sui suoi passi, è una sola: sparire. Letteralmente. Dovrete toglierle la certezza che se decidesse di tornare vi troverebbe disponibili. I vantaggi dello sparire sono molteplici: dà a voi il tempo di metabolizzare la rottura e quindi di riprendere prima in pugno la vostra vita; fa sì che siate voi stavolta ad essere percepiti come proibiti ed inarrivabili; dà modo a lei di dimenticare l'immagine negativa di voi che si è fissata nella sua mente al momento della rottura e di avere nostalgia dei momenti belli passati insieme (non dimenticate che la nostalgia sopraggiunge in chi lascia in maniera molto più ritardata rispetto a chi viene lasciato). Ovviamente, sparire non significa che dobbiate stare chiusi in casa a piangervi addosso per tutto il tempo. Ma impiegare quello stesso tempo per tornare quelli che eravate prima di impegnarvi sentimentalmente con lei e, se possibile, per migliorarvi. Quindi, rinnovate il vostro look, uscite con gli amici (e con molte amiche), frequentate gente nuova e nuovi luoghi, coltivate nuovi interessi. La fine di una storia, benché traumatica, può diventare davvero occasione di maturazione e miglioramento in tutti i sensi, specie se riuscirete ad affrontarla con la giusta forza d'animo. Non dimenticate che gli amici in comune e/o la vetrina offerta dai social network aiutano perché vi permettono di manifestare indirettamente la vostra ripresa ai suoi occhi senza che abbiate alcun contatto con lei. Nel caso specifico di Facebook evitate assolutamente di pubblicare stati o link deprimenti, o di esagerare nell'altro senso, vale a dire di dare l'impressione di voler mostrare a tutti i costi che vi state divertendo (anche se magari è vero) o, peggio, di farla ingelosire, perché le confermerebbe l'idea di aver lasciato un uomo di poco valore e quindi di aver fatto la scelta giusta. Accadrà così che tempo uno o due mesi, il giusto necessario perché l'effetto novità generato dal “terzo incomodo” o comunque dalla vita senza di voi si esaurisca, sarà lei a ricontattarvi con l'intento di ridiscutere la questione o, in ogni caso, di essere vulnerabile alla vostra presenza se mai vi incontraste casualmente o se foste voi a ricontattarla (ovviamente, in maniera non implorante, altrimenti vanifechereste tutto). Ebbene, succederà così che i bei ricordi che aveva di voi uniti all'effetto novità che ora sarete voi a rappresentare, faranno sì che lei si senta nuovamente irrisistiblmente attratta da voi. L'unico effetto collaterale di questa strategia è che, se l'avrete condotta davvero bene, il momento in cui lei tornerà coinciderà con quello in cui sarete voi a quel punto a non volerla più. Perché vi sentirete delusi, traditi, e, soprattutto, capaci ora di poter avere donne migliori di lei nella vita. Modificato 12 Novembre 2013 da uno_qualunque Cavaliere Nero, maxmax, step45 e 29 altri ha reagito a questo 31 1
resurrection joe [Partecipante] 529 Inviato 13 Novembre 2013 Inviato 13 Novembre 2013 Perfetto! uno_qualunque ha reagito a questo 1
Mata [Partecipante] 99 Inviato 13 Novembre 2013 Inviato 13 Novembre 2013 Piuttosto completo il tuo DE RATIONIBUS HUMANORUM (?????????????) Ahaha grazie una buona lettura uno_qualunque ha reagito a questo 1
Aldus [Partecipante] 1447 Inviato 20 Novembre 2013 Inviato 20 Novembre 2013 (modificato) Lettura molto interessante e matura, soprattutto molto naturale, ricca di principi e noncurante delle "tecniche" tanto in voga nei metodi. Questo è per come la vedo io uno dei migliori articoli letti su questo forum, in quanto approccio molto sano ed equilibrato e sintetico al tempo stesso, che non pare affatto frutto di "uno qualunque". Segnalo che i principi sulla riconquista sono gli stessi di John Alexander, del cui libro qualcuno ha chiesto di recente. In particolare il fatto che l'unico modo per riconquistare una donna consiste nel creare certe circostanze, create le quali probabilmente non si ha alcuna voglia di riprendersela. Modificato 20 Novembre 2013 da Aldus uno_qualunque ha reagito a questo 1
Helios [Partecipante] 81 Inviato 30 Novembre 2013 Inviato 30 Novembre 2013 Di questo Post non condivido solo una cosa, il Titolo: non gli rende merito e non gli da la visibilita che meriterebbe. 5 Stelle Strameritare uno_qualunque ha reagito a questo 1
Cliff Burton [Partecipante] 90 Inviato 2 Dicembre 2013 Inviato 2 Dicembre 2013 Uno dei post più veri e sinceri che abbia letto su questo forum, i miei più sinceri complimenti. Mi piace molto il modo in cui scrivi. Uccidete la noia: la noia è il principale incubo delle donne. Scoprite insieme sempre nuovi interessi e passioni. Condividete esperienze emozionanti. Viaggiate insieme. Non isolatevi mai dagli amici. E sorprendetela sempre. Nulla di più reale. L'unica chiave per coltivare una relazione durevole e piacevole nel tempo è lo stupore. Aldus e uno_qualunque ha reagito a questo 2
Acab [Partecipante] 335 Inviato 3 Dicembre 2013 Inviato 3 Dicembre 2013 Vista la lunghezza del post pensavo al solito vomito dell'appena iscritto. Mi sono dovuto ricredere. Complimenti per la lucidità. Grazie P.S. Non vuole essere una critica, ma una amara considerazione. Per quanto si cerchi di schematizzarle, e nel tuo caso nel modo migliore, le relazioni e la vita ti sorprendono sempre, nel bene e nel male. Aldus, uno_qualunque, Lucumone e 1 altro ha reagito a questo 4
Drugo94 [Élite] 854 Inviato 3 Dicembre 2013 Inviato 3 Dicembre 2013 Grazie!!! Davvero utile Votato per 5 stelle uno_qualunque ha reagito a questo 1
Rouge [Partecipante] 4 Inviato 3 Dicembre 2013 Inviato 3 Dicembre 2013 Davvero una lettura piacevole...complimenti! uno_qualunque ha reagito a questo 1
uno_qualunque [Partecipante] 240 Inviato 4 Dicembre 2013 Autore Inviato 4 Dicembre 2013 (modificato) Tutti troppo buoni. Vi ringrazio In verità, avevo in mente di arricchire il post con altri suggerimenti utili e “rimpolpando” la parte sul corteggiamento che, rileggendo, mi era sembrata lacunosa. Sbadatamente, però, non mi ero accorto che la funzione di modifica è disabilitata una volta pubblicato il post; quindi non posso che pubblicare la pseudo-errata corrige sotto forma di commento. Sul miglioramento personale: prima ancora di preoccuparsi dell'altro sesso è fondamentale preoccuparsi di se stessi in quanto, benché possa apparire forse un po' egoistico, l'individuo di cui ci dovrebbe importare più di chiunque altro sulla faccia della Terra siamo noi stessi. È fuor di dubbio che le donne siano attratte da persone di valore, quindi più di valore sarà la nostra vita più sarà piacevole per noi viverla e, solo in seconda battuta, sarà piacevole per le donne entrarne a far parte. Ecco dunque alcuni piccoli consigli utili per un percorso di miglioramento personale: in media stat virtus: questo principio è così importante che era noto già in età classica. Nella vita non bisogna eccedere mai, né in un senso né in un altro. Non significa che occorre porsi limitazioni e restrizioni: fumare, ubriacarsi, compiere qualche follia sono eventualità che non possono che introdurre “passione” nella nostra esistenza e scacciare lo spettro del grigiore e dell'inettitudine alla vita. D'altro canto, non possiamo permetterci di diventare schiavi di un'entità esterna a noi, dell'alcol, della droga, e persino di una donna. La nostra felicità è da ricercare innanzitutto dentro noi stessi; mens sana in corpore sano: precetto dell'antichità come sopra, è fondamentale allenare sia il corpo che la mente. L'esercizio fisico non serve di per sé a migliore il nostro aspetto esteriore agli occhi delle donne (per le quali sono ben altri fattori a suscitare attrazione) bensì a farci sentire in forma, più energici, a scaricare la tensione che inevitabilmente si accumula per via della frenesia della società in cui siamo immersi e, in definitiva, per essere “pronti alla vita”. La mente, invece, richiede un esercizio più impegnativo, meno subdolo e meccanico: leggere, guardare film, ascoltare musica, coltivare passioni, fare arte, viaggiare. Sono tutte attività che ci migliorano, ampliando la misura delle nostre conoscenze e, contemporaneamente, arricchendo il vocabolario con cui possiamo razionalizzare e formalizzare tali conoscenze all'esterno; l'uomo è un animale sociale. Ergo, al contrario degli animali, nei quali le emozioni più forti coincidono con quelle atavicamente istintive della fame, del freddo e del desiderio carnale, l'uomo ha necessità di verbalizzare le proprie emozioni col linguaggio. Di conseguenza, le emozioni e i sentimenti tipicamente umani scaturiscono dalla comunicatività con altri individui. Per di più, dal momento che il linguaggio è solo lo strato superficiale di una corteccia prettamente animalesca, la maggior parte dell'informazione non la comunichiamo col verbale (le parole che diciamo), bensì col para-verbale (il tono con cui le diciamo) e, soprattutto, col linguaggio del corpo (il modo in cui ci poniamo nel mentre le diciamo). Quindi, fondamentale: comunicare dicendo cose sensate, nel tono che più si confà loro e ponendosi in maniera aperta e sicura col corpo (né invadente, né timida); sliding doors. La storia delle nostre giornate scorre in maniera sostanzialmente tranquilla e prevedibile, con qualche picco emozionale qua e là. Tuttavia, poiché io credo che la curva della vita si comporti come una sinusoide (quindi non come una funzione costante), è possibile rintracciare dei “punti di scelta” che possono volgere precipitosamente l'andamento degli eventi sia in positivo che in negativo. Mi riferisco ad un'importante offerta di lavoro, ad un incidente grave oppure, semplicemente, al non averci saputo fare con la ragazza che sarebbe potuta diventare la donna della nostra vita e che invece ci siamo fatti scappare. Ciò che distingue il saggio dall'uomo comune è l'aver commesso tanti di quegli errori da essere ormai in grado di riconoscere i punti di scelta importanti e saper agire di conseguenza. Amaramente, tali errori non sono quasi mai rimediabili e ce ne si rende conto solo a posteriori; la “regola del poker”. Purtroppo, è fuor di dubbio che, nella vita, ci sia gente più fortunata e gente meno fortunata. È esattamente come nel poker: c'è chi parte con la coppia d'assi (è bello, ricco, intelligente), chi con un misero 7-2 (è brutto, povero, idiota). È innegabile. Come nel poker, però, ciò non significa che l'esito apparentemente scontato della mano non possa essere ribaltato. Persino la coppia d'assi può essere scoppiata. La mano è ancora tutta da giocare. Come? Cogliendo al volo le opportunità favorevoli man mano che nuove carte vengono scoperte (le occasioni della vita) e giocandole con intelligenza mista a un pizzico d'astuzia (giocandosi bene quelle occasioni e sapendo ottimizzarle al massimo); distinguersi dalla massa: non abbiate paura a coltivare interessi che piacciono ai più (se è così deve pur esserci un motivo), né a coltivare passioni proprie che potrebbero sembrare ad occhi estranei astruse. Noi siamo noi, speciali nella nostra individualità. Analogamente, non abbiate timore a rimostrare opinioni discordanti con quelle dibattute nel corso di una discussione. Male che vada saranno opinate e smontate, ma anche in quel caso sarà stata una vittoria, essendosi trattato comunque di un arricchimento personale e di un'occasione di confronto; yes man: come nel film interpretato da Jim Carrey, bisogna essere proattivi nei confronti della vita. Dimenticate i consigli della mamma, per la serie “vedrai, un giorno arriverà anche il tuo turno”. Le occasioni non capitano se non le si fa capitare. Non vengono a citofonare sotto casa. Le occasioni capitano agendo, entrando nella sfera del possibile e cogliendole con intelligenza laddove si presentano; il look: tralasciando il fatto che la società moderna, purtroppo, sulla base dei valori vittoriani, richiede che il “buon nome” debba essere manifestato fenotipicamente dall'abbigliamento che si indossa, avere un proprio look, vestire abiti comodi e che a noi piacciono non è tanto importante per “spiccare” in mezzo agli altri quanto piuttosto per farci sentire a nostro agio e più naturali nel rapporto sociale; la “febbre del venerdì sera”, contrapposta a quella del “sabato sera”. Riscoprite il valore delle uscite “tranquille” e prive di pretese di sorta. Il sabato sera, tipicamente, si carica di ansie e aspettative quasi sempre deluse e finisce col consumarsi in contesti, quali la discoteca, dove la comunicatività raggiunge i minimi storici. Vi posso assicurare che le serate migliori in assoluto, quelle che vi resteranno per sempre impresse nella memoria, e, d'altronde, più “favorevoli” per approcciare e approfondire la conoscenza delle ragazze, sono le passeggiate con gli amici in piazza trascorse a ridere e a discutere di fatti di nessuna importanza; i veri amici. Gli amici veri, a mio avviso, sono quelli con cui è stata condivisa l'adolescenza, con cui si è cresciuti insieme. Tutti gli altri, tutti quelli che vengono dopo, sono amici “di comodo”. Non significa che si tratti di individui materialisti che vi avvicinano solo per convenienza (o meglio, non necessariamente), ma saranno diventati amici semplicemente perché è sorto un qualche elemento che vi ha accomunati (ad esempio, un interesse per il disegno durante la frequentazione di un corso d'arte). Inutile dire che, esaurito l'elemento in comune, l'amicizia sfumerà in maniera altrettanto repentina di come è nata; l'”effetto novità”: ricollegandosi al punto precedente, purtroppo, benché gli amici di sempre, il cosiddetto “gruppo storico”, sia fondamentale, esso soffre di un ineluttabile difetto: è stantio. Per la serie “tutto quello che doveva succedere è già successo”. Le principali dinamiche sociali, in primis le storie d'amore, si consumano nel giro di pochi mesi, al più pochi anni. Ergo, sebbene possa essere spiacevole, l'unico modo per smuovere qualcosa nella propria vita sentimentale è “cambiare aria”. In particolare, introdursi in un gruppo stantio come quello dei propri amici darà modo a voi di rappresentare una potente novità tale da suscitare la curiosità delle ragazze ivi presenti e darà modo a voi stessi di ricostruirvi un'identità da zero, specie se eravate finiti con l'essere disprezzati o considerati lo zimbello di turno nell'ambito del precedente gruppo. Sul corteggiamento (parte seconda): le tecniche tanto in voga nei metodi non devono servire a farci diventar “fighi” o osannati dalle donne, quanto piuttosto ad accumulare l'esperienza necessaria per non farci scappare la donna giusta quando ci accorgiamo di averla trovata. Se è vero infatti che il giusto approccio non può mai dare la garanzia di riuscita al 100%, è altrettanto vero che l'approccio sbagliato conduce al 100% all'insuccesso sistematico. Se ci si scopre in un certo feeling con una donna, se c'è compatibilità caratteriale, se si sta bene insieme, l'unico modo per lasciare che le cose seguano naturalmente il proprio corso è non stravolgerne l'andamento naturale commettendo banali errori evitabili. La seduzione, a mio avviso infatti, non comporta il dover fare qualcosa, quanto piuttosto evitare di fare qualcos'altro: evitare di porre le donne su di un piedistallo. La donna non deve meritare qualcosa solo in virtù della sua bellezza oggettiva (di cui, tra l'altro, il merito non è neanche suo). Trattate la donna in base a come si comporta. Se si comporta bene ha senso “premiarla”. Se si comporta male ha senso “punirla”; evitare di essere scontati. Il fattore “mistero” è il più devastante nello scatenare attrazione in una donna. Se ci riflettete un istante, le vostre storie più belle e romantiche sono state quelle precedute da un periodo (generalmente lungo) in cui entrambi non riuscivate a capacitarvi di cosa stesse accadendo. Era nata un'amicizia “particolare” non meglio definibile (“ci sta, o non ci sta?”, non avreste saputo dirlo con certezza). Non essere scontati significa che non dovete porvi né come amici, né come i ragazzi che ci provano spudoratamente; evitare di finire in “zona amicizia”. Ricollegandosi al punto precedente, purtroppo la donna ci mette poco, anche solo pochi istanti, per etichettarci come potenziali partner o semplicemente come amici/conoscenti. L'errore sacrosanto da evitare è di diventare un amico fedele o, peggio ancora, il confidente della donna oggetto del nostro interesse. L'unico modo per invertire un'inerzia che ci condurrebbe forse anche ad anni di sofferenza è una sola: sparire (esattamente come nella riconquista). Sparire permette di far dimenticare alla donna l'immagine che aveva di noi e che si è fissata nella sua mente e permette a noi di ripresentarci sotto una luce completamente nuova e di “rigiocare la partita daccapo”; evitare di dichiararsi: gli esseri umani, non solo le donne, rifuggono da individui bisognosi, specie se palesano subito i propri bisogni (in questo caso sentimentali). Il bacio deve avvenire “naturalmente”, come conclusione scontata e spontanea di un processo di avvicinamento. Dichiararsi impone una brusca sterzata, non sempre ri-direzionabile. Da questi insegnamenti derivano in maniera spontanea i giusti atteggiamenti da adottare: indifferenza. Non significa che dobbiate essere sprezzanti e sdegnosi nei confronti delle donne, ma semplicemente che dobbiate trattarle come persone “normali” (che è esattamente ciò che sono), senza dar loro eccessiva importanza e senza snobbarle in assenza di precisi motivi. Se apprezzerete la compagnia di una donna vi verrà spontaneo rivolgerle apprezzamenti sinceri (sulla sua maturità, intelligenza, presenza di spirito; molto più apprezzati che i banali complimenti sul suo aspetto esteriore) e se avrete condotto un proficuo percorso di miglioramento personale, sarete fieri di voi abbastanza per non diventare succubi delle donne e saper vivere felici indipendentemente da loro. Unitamente, i due fattori sono devastanti; contatto fisico: fondamentale; come detto, la donna ci mette poco ad etichettarci. Senza un minimo di contatto fisico la donna finisce col giudicarci sessualmente innocui e quindi alla stregua di comuni amici; riprova sociale: è fuor di dubbio che la gente, non solo le donne, sia attratta da individui di valore, che abbiano carisma e capacità di persuasione. I bagnini, gli animatori, i ricchi figli di papà non attirano per via di ciò che possiedono ma per via dell'esperienza accumulata in determinati contesti e che li porta a sviluppare la giusta sicurezza di sé che occorre per “saperci fare” con le donne. Tipicamente, chi ci “sa fare” è chi è abituato ad avere donne attorno, al punto da prevedere le loro reazioni, o chi ha cominciato ad approcciarsi con loro fin da subito (già dalle scuole medie), al punto da aver commesso tanti di quegli errori da aver imparato ad evitarli; preselezione. Forse è l'unica vera caratteristica alpha che occorre possedere. Le donne vogliono il meglio. E il meglio, purtroppo, è attestato dall'apprezzamento che nutrono nei nostri confronti altre done. Inoltre, alle donne piace essere scelte, per la serie “posso avere tutte le donne che voglio, ma fra tutte ho scelto te”. Ciò dà a loro l'idea che avervi corrisponda ad aver fatto una conquista, nel senso ampio e astratto del termine. Se saremo circondati da donne potremo godere di entrambi i suddetti fattori contemporaneamente. Molto spesso, qui sul forum, si parla di segnali d'interesse. A mio modesto modo di vedere, l'unico vero segnale che può aiutarci a capire se la tanto attesa “scintilla” sia o meno scattata è: la “posizione”. Per posizione intendo un avvicinamento sia fisico che astratto. Pensateci. Quando vi capita di prevedere con largo anticipo che due persone che si vogliono bene finiranno immancabilmente col mettersi insieme? Quando sono vicini. Quando lei tende ad avvicinarsi a lui nel mentre si passeggia, quando gli siede accanto mentre si è in un locale, banalmente quando li si vede vicini in foto scattate e poi pubblicate su Facebook. La vicinanza la si nota anche verbalmente, quando lei interviene a prenderne le difese, quando scambia piacevolmente la chiacchiera con lui, banalmente quando commenta con partecipazione un suo stato sul social network. Si arriva a pensare che “c'è qualcosa nell'aria”. Per chi non lo sapesse, è quello il momento del bacio: quando ormai entrambi se lo aspettano senza dirselo. Darlo prima o dopo – esperienza personale – manda tutto all'aria. Modificato 4 Dicembre 2013 da uno_qualunque Helios, Cliff Burton, BeegBooties e 1 altro ha reagito a questo 4
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