Satch [Partecipante] 163 Inviato 29 Gennaio 2014 Inviato 29 Gennaio 2014 Io non so qual'è il mio punto B. Quando credo di individuarne uno, dopo un po' mi rendo conto che non è poi così importante, che ll'obbiettivo non vale lo sforzo necessario per raggiungerlo, e mi accontento di galleggiare sulla vita. Spesso penso che gli obiettivi sono più belli da sognare che da ottenere. È sbagliato, lo so.... ) Candy e Sennar ha reagito a questo 2
Bit [Partecipante] 0 Inviato 29 Gennaio 2014 Inviato 29 Gennaio 2014 E' un po' che non scrivo in questo forum, anche se vi seguo abbastanza.... La discussione è molto interessante, e voglio provare a dare il mio contributo. Taurus ha da subito specificato la differenza tra "scusa" e "motivo". La differenza è importante, ma solo a primo avviso chiara e definita. Se devo andare in un posto con l'auto, e non lo faccio perchè non ne ho voglia, è ovviamente una scusa. Se però non lo faccio perchè l'auto è rotta, è evidentemente un motivo. Sembrerebbe che i motivi siano quelli oggettivi, reali e tangibili, e le scuse siano i sentimenti, il carattere e le convinzioni. Però non sempre il confine è così netto... la cosa potrebbe essere più complicata. Facciamo un altro esempio: voglio comprarmi un auto, o una casa... insomma, una cosa di un costo importante. Non lo faccio al momento perchè non ho soldi sufficienti, e sto aspettando di metterne da parte abbastanza. E' un comportamento ovvio e correttissimo, e può definirsi evidentemente un motivo (non ho soldi, e senza soldi non mi vendono quello che vorrei). Però queste cose solitamente si comprano anche a rate, o facendo mutui. Se però non voglio farlo, per mia scelta di vita (non voglio avere debiti, non sono sicuro se in futuro guadagnerò come oggi, ecc...) e mia educazione personale, il motivo diventa una scusa? Potrei comprare l'auto o la casa, facendo un debito, ma non lo faccio perchè non mi va... adesso è una scusa? Mmm... differenza sottile.... Tra l’altro il mio comportamento è pure una minoranza… Detto questo, e cercando di rispondere alla domanda, credo che una buona idea la possa dare il diagramma postato da Tolomeo. Nella parte superiore si vede quello che solitamente si pensa sia il percorso da seguire per raggiungere un obiettivo: scindere l’obiettivo principale in piccoli obiettivi, e impegnarsi per raggiungerne uno per volta, facendo quello che è necessario volta per volta. La parte inferiore secondo me è invece quello che succede nella realtà: non è possibile dedicarsi ad un obiettivo per volta, perché le cose che sono necessarie per raggiungerlo a loro volta consistono in altri obiettivi secondari, la maggior parte dei quali interdipendenti. Questa ovviamente è una difficoltà aggiuntiva, non sempre considerata. Si vedono molte persone dedicarsi ad un unico obiettivo, scavalcando passaggi importanti, e compromettendo altre situazioni per un unico scopo… Quindi perché a volte non si arriva all’obiettivo principale? Semplicemente perché non abbiamo raggiunto un obiettivo secondario, ma fondamentale… Bella risposta direte voi, hai solo spostato il problema… Si, ma la risposta implica altre considerazioni: che succede se l’obiettivo secondario non raggiunto oltre a essere l’ostacolo per gli altri obiettivi, dipende a loro volta da essi? E’ il cane che si morde la coda, una situazione di stallo insomma… Probabilmente lo stallo non sarà mai perfetto, ma sicuramente la difficoltà finale è enormemente superiore a quella che servirebbe per raggiungere il singolo obiettivo, avendone la possibilità. Citando una frase letta in un libro, riguardante il debutto nello spettacolo di un artista: “non ti danno un’audizione se non dimostri di riempire il teatro, e non puoi dimostrare di riempire il teatro se non ti danno un’audizione”. La via di uscita c’è, ma evidentemente le difficoltà sono grandi… E’ un discorso generale, ma probabilmente, se analizziamo gli obiettivi mancati della nostra vita, individuiamo nella maggior parte dei casi queste situazioni di stallo: abbiamo bisogno di qualcosa per andare avanti, ma la possiamo avere solo andando avanti. Dall’esterno solitamente queste situazioni non si vedono, e ancora maggiore difficoltà si avrà a vederle, se si guarda dal punto di vista di chi l’obiettivo l’ha già raggiunto, poiché si danno per scontati passaggi intermedi che invece sono il vero ostacolo in una certa situazione. E’ un po’ come uno studente che non riesce a seguire un corso avanzato per mancanza delle basi giuste. Magari il professore insiste, dimostra allo studente che quello che gli spiega è giusto, che le cose funzionano, ma lo studente, privo delle basi giuste, non può capire completamente. Al massimo le può imparare a memoria, ma la sua preparazione sarà sempre vacillante. Occorre individuare la mancanza delle basi necessarie e intervenire su di esse, anche se solitamente si danno per scontate…
- NeX - [Élite] 408 Inviato 29 Gennaio 2014 Inviato 29 Gennaio 2014 Perchè ogni volta che provo a fare qualcosa per muovermi dal punto a per avvicinarmi al b un nuovo problema sorge. Non riesco a fare nulla che non faccia sorgere sempre qualche problema nuovo.
richipua [Partecipante] 13 Inviato 29 Gennaio 2014 Inviato 29 Gennaio 2014 mmh credo perche sono molto pigro e testardo, il fatto e che quando mi fisoo su una cosa faccio di tutto per ottenerla ma scordo completamente il resto! inoltre sono pigro e se il punto B non mi sembra particolarmente importante semplicemente non ci provo neanche ho applico solo il 10 % di me stesso
acersa [Élite] 210 Inviato 30 Gennaio 2014 Inviato 30 Gennaio 2014 Perché, fino ad oggi, il punto b è cambiato diverse volte durante il percorso per raggiungerlo. Quello che poteva essere importante ieri, oggi non lo è più e viceversa
ξรô†ïcø [Élite] 1508 Inviato 30 Gennaio 2014 Inviato 30 Gennaio 2014 il fatto è che ci lasciamo fottere dalla metafora. Topologicamente, andare da a a b è semplice. basta, per ogni dimensione dello spazio metrico di riferimento, confrontare le coordinate di a e di b, vedere se è maggiore quella di a o quella di b, e decrementare o incrementare il valore finché non si arriva nell'intorno di b, poi aggiustare l'incremento ulteriormente. Ma il miglioramento non è un percorso topologico. Non sempre si conoscono le coordinate del nostro b. non sempre è triviale confrontarle con quelle di a. tante volte è persino difficile capire dove ci si trova. lo spazio del miglioramento ha una "topologia" strana. Tante volte una piccola variazione di comportamento ti porta a sorpassare B della stessa misura che prima ti ci separava. Ad esempio, gli ex zerbini che leggono qualcosa sul maschio alpha, e improvvisamente diventano stronzetti detestabili. Quello che secondo me mi mancava era una mappa. Ma credo di aver risolto. Ho imparato a disegnarmi le mie mappe. purple pill ha reagito a questo 1
friedli [Partecipante] 221 Inviato 30 Gennaio 2014 Inviato 30 Gennaio 2014 Se prendo i miei propositi di un paio di anni fa allora si, il punto B l'ho raggiunto a pieni voti. L'ho raggiunto grazie alla mia determinazione (che c'è sempre stata), grazie a delle circostanze estremamente fortunate (lo ammetto), grazie alla mia presa di coraggio di uscire dalla zona comfort e grazie anche a questo forum (che frequento tutti i giorni da un anno, quindi ormai è diventato importante) Ora però non mi sento affatto pienamente realizzato, nel frattempo si sono aggiunti molti alti obiettivi, e anche se sono contento di quel poco che ho fatto fin'ora mi sento comunque al punto di partenza. Ogni giorno è una sfida per ottenere sempre di più. In senso assoluto diciamo che esiste un punto B, che nel mio caso l'ho assimilato all'ottenimento di un preciso posto di lavoro, ma si tratta di un percorso talmente complesso che mi ci potrebbero volere ancora 10 o 20 anni. E comunque so per certo che non sarà il raggiungimento del mio punto B la fine di ogni problema e il momento in cui finalmente sarò pienamente felice. Si dice che sia il percorso la parte importante.
ReBravo [Partecipante] 55 Inviato 30 Gennaio 2014 Inviato 30 Gennaio 2014 POLTRONITE, a volte! Pochissime opportunità e pochissimi stimoli (per colpa di questo paese), quasi sempre. Queste sono le mie "motivazioni".
ZakMorris [Partecipante] 458 Inviato 30 Gennaio 2014 Inviato 30 Gennaio 2014 Per anni ti dedichi al lavoro e alla carriera, raggiungi la liberta economica, il punto " A " per molti, la vita in questo senso mi ha dato quasi tutto, ma sento dentro di me che mi manca qualcosa, questo mondo mi ostacola, quel punto A che tanto hai desiderato ti inibisce quel piacere, quella voglia di esplorare e buttarti a capo fitto nel mondo che ti circonda, punto B, il cervello abituato a calcolare tutto ti blocca e non ti fa apprezzare a pieno tutto ciò che la vita ha riservato per me.... Nonostante lavori a stretto contatto con le donne, ho mantenuto un rapporto strettamente professionale, perdendo tantissime occasioni, tanti punti B inesplorati ormai persi, retaggio di un'educazione ricevuta, ma qui ho trovato quella spinta che mi serviva e che mi sta aiutando ad uscire dal punto A e a vivere alla ricerca di quei punti B che per anni mi hanno attraversato inconsciamente.
Sennar [Partecipante] 507 Inviato 30 Gennaio 2014 Inviato 30 Gennaio 2014 Perché vorremmo avere in fretta i risultati...è difficile trovare la motivazione di ricevere tante batoste,affrontare cose che per te risultano difficili quando il risultato dei tuoi sforzi lo vedrai tra anni;vorremmo fare sforzi per poi ottenere subito la ricompensa...
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