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black mamba
Inviato

Vi linko un articolo che mi è' piaciuto. Sintetizzando, esamina le difficoltà che trovano le grandi industrie a 'allevare' la prossima generazione di prime linee e prova a tratteggiare dieci caratteristiche vincenti da ricercare e sviluppare. Due punti particolarmente interessanti: il coraggio di fallire, in primis, ma anche la trasparenza e l'autenticità che diventano impossibili da nascondere con l'avvento e la diffusione massiccia dei social network...

http://social.eyeforpharma.com/sales-marketing/next-generation-leaders-building-leadership-capability-creates-strategic-differentia

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dickinson1
Inviato

a livello aziendale ci sono pochi giovani che tendono a prendersi il carico di buttarsi in acquisti.

La maggior parte sono i figli di imprenditori affermati che prelevano (o ereditano?) dal padre/madre

l'azienda in questione.

Percio' quando (generalmente) le cose sono gia' in ballo e vanno gia ' bene.

Non conosco venticinquenni col coraggio di fallire e mettersi in ballo in certe cose.

Io so del mio principale che un quarto di secolo fa acquisto' una azienda a 27 anni.

Ma erano altri tempi.

black mamba
Inviato

premesso che il "decalogo" è stato formulato partendo dalla realtà delle industrie farmaceutiche, e non delle pmi, che invece credo tu abbia in mente, il discorso del "fallire" non voleva certo essere una spinta a portare un'impresa al fallimento :)

ma "darsi il permesso" di fare delle scelte azzardate, che potrebbero rivelarsi anche sbagliate, e farlo sapendo di avere in se le risorse per recuperare in qualche modo, lo trovo un requisito sensato. il coraggio di buttarsi, di rischiare grosso e di imparare dai propri errori non ce l'hanno tutti.

e mi sembra una caratteristica essenziale da ricercare in leader e da coltivare da parte dei giovani (ma non solo) di talento

^X^
Inviato (modificato)

Peraltro vorrei sottolineare che queste caratteristiche sono ancora un punto di enorme forza degli europei e degli statunitensi, rispetto agli asiatici (per motivi prettamente sociali e culturali).

Con l'intesa concorrenza tra continenti, è importante tenerlo a mente. È totalmente inutile pensare di competere con gli ingegneri e gli informatici asiatici,e conviene cercare di avvantaggiarsi della maggior capacità di relazione e apertura mentale occidentale.

Modificato da ^X^
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black mamba
Inviato
Quello che avevo apprezzato, era proprio la trasversalità delle caratteristiche presenti nell'elenco. Quelli elencati, sono tratti comuni un po' a tutti gli ambiti lavorativi. E come giustamente dici, sono i punti di forza che -come occidentali- possiamo giocare di fronte alle competenze diverse che mettono in gioco le nuove leve di manager che arrivano dall'est e non solo. sono insomma le caratteristiche che, al di là delle competenze e degli skill propri di ogni specifico settore, bisognerebbe imparare a sviluppare e coltivare da subito. Perchè se non lo hai fatto a vent'anni, a trenta troverai qualcuno che si è messo in strada prima.

Niente è impossibile, ma saperlo e muoversi per tempo, rende le cose più facili:)

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