Panta rei [Lurker] 7 Inviato 12 Aprile 2014 Inviato 12 Aprile 2014 Perfezionare, significa eliminare qualcosa, semplificare. Da qui vorrei partire sta sera. Ho letto che per Michelangelo, fare il David, è stata una cosa piuttosto semplice. Riferì che la statua già esisteva e che il suo compito fù semplicemente quello, di liberarla dai pezzi di marmo in più. Affascinante, no? E se, anche per noi stessi, valesse la stessa cosa? Se fossimo opere d’arte da liberare, dal superfluo che ci circonda? Ma il superfluo cos’è? Sto forse dicendo che ciò che non ci è utile, per costruire chissà quale capolavoro vada eliminato? Sto dicendo che un passeggiata, un caffè al bar, chiacchierare con gli amici sia inutile? No. Con superfluo intendo tutto quello che al posto di migliorare la nostra vita, la peggiora. Immaginate di dovervi fare 100 km a piedi, dormendo una notte in tenda. Cosa vi portereste con voi? L’essenziale. Le cianfrusaglie, sarebbero un peso inutile, giusto? Bene. Ma ora mi chiedo, perché non gettiamo voi tutte le zavorre, che ci portiamo in spalla, durante la nostra esistenza? So che dirlo è facile, farlo un po’ meno. Ma credo valga la pena. Le paure innanzitutto, quelle irrazionali, perché non ce ne sbarazziamo? Come, chiederete voi. Affrontandole. La pigrizia? Vi fa del bene, o vi pugnala silenziosamente alle spalle? Vi assicuro, se non la allontanerete da voi, saboterà ogni vostro progetto. Il vivere nel passato o nel futuro? Due equivalenti dell’inferno. Nel passato il diavolo sono i nostri rimpianti. Nel futuro le nostre preoccupazioni e la nostra ansia. Mostri che nel presente, non troverebbero ossigeno. Centrando la nostra attenzione, a quell’istante inafferrabile, detto presente, non si può che essere felici. Guardiamo gli animali. Loro non concepiscono il tempo, fluiscono con il momento che scorre. Altro non esiste che il presente per loro. Ora vi chiedo, avete mai visto un uccello depresso? Un leone spaventato dal domani? Io no. Un altro peso inutile è il nostro pessimismo. Un sociologo americano, William Thomas, elaboro un teorema significativo su questo argomento: “Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze” Ed è realtà, confermata dalla prova dei fatti. Vi cito un esempio, di un altro sociologo. «Un mercoledì mattina del 1932, Cartwright Millingville va a lavorare. Il suo posto è alla Last National Bank e il suo ufficio è quello di presidente. Egli osserva che gli sportelli delle casse sono particolarmente affollati per essere di mercoledì; tutte quelle persone che fanno dei depositi sono inconsuete in un giorno della settimana che è lontano da quello in cui si riceve lo stipendio. Millingville spera in cuor suo che tutta quella gente non sia stata licenziata e incomincia il suo compito quotidiano di presidente. La Last National Bank è un istituto solido e garantito. Tutti lo sanno, dal presidente della banca agli azionisti, a noi. Ma quelle persone che fanno la coda davanti agli sportelli delle casse non lo sanno; anzi, credono che la banca stia fallendo, e che se essi non ritirano al più presto i loro depositi, non rimarrà loro più nulla; e così fanno la fila, aspettando di ritirare i loro risparmi. Fintanto che l’hanno solo creduto e che non hanno agito in conseguenza, hanno avuto torto, ma dal momento che vi hanno creduto e hanno agito in conseguenza, hanno conosciuto una verità ignota a Cartwright Millingville, agli azionisti, a noi. Essi conoscono quella realtà perché l’hanno provocata. La loro aspettativa, la loro profezia si è avverata; la banca è fallita». Tutto questo, è conosciuto anche come “profezia che si autoadempie”. Anche la psicologia conferma, notando che spesso, gli individui, modificano il proprio atteggiamento, per allinearsi con ciò che professano pubblicamente. Quindi, il pessimismo, avvelena le nostre vite. Ma proseguiamo. Il bisogno compulsivo di essere supportati, apprezzati, amati. Il mal che nasce, dal nido, del non saper bastarsi. Ci porta ad esser dipendenti da qualcun altro, schiavi di lui. Ma comunque infelici. Nelle mani del capriccio di qualcuno. Ci trasforma in parassiti d’affetto, in vittima e carnefice, allo stesso tempo. Anche questo, dovremmo sradicarlo quanto più possibile dal nostro essere. La lista credo sia ben più lunga, ma l’importante è che passi il senso del discorso. Qual è il senso? E’ facile. Ognuno di noi, è un opera meravigliosa, in attesa di esser liberata dal superfluo. Gregz, Edmond Dantes e Lilian ha reagito a questo 3
dickinson1 [Partecipante] 2641 Inviato 12 Aprile 2014 Inviato 12 Aprile 2014 In fondo noi siamo degli esseri unici e inimitabili,con pregi e difetti. E nessuno ce li toglie. Possiamo essere pessimisti,ma probabilmente e' perché siamo ottimisti ben informati su determinate questioni. Possiamo essere pigri,ma magari ottenere comunque cio' che ci torna utile.E quindi saremmo dei furbi. Nessuno e' uguale . E' questo il bello ,appunto. Perché ognuno puo' davvero stupirci da un momento all 'altro,sia in negativo che positivo.
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