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Panta rei
Inviato (modificato)

Che senso ha, passar la vita, sull'orlo del trampolino a prender fiato, per morire a polmoni pieni, fuori dall'acqua?


Quando scegli la sicurezza ti stai uccidendo. Quando scegli un lavoro sicuro, ti stai uccidendo.

I tuoi veleni, hanno fiocchi rossi, e luccicano accecanti.

Tua moglie, la tua bella casa ordinata, il tuo conto in banca, i figli ed il cane, sono quello che sognavi?

La donna che non desideri più, ma che non osi lasciare, è ciò che volevi?

Quando hai passato ore ed ore sui libri, a studiare, volevi laurearti, per finire in un ufficio a fare tesserini da pesca?

Lavorare 8 ore al giorno, magari anche 9 o 10, per comprar cose, ti rende felice?

Io credo che sia un fottuto spreco. Della tua vita, delle tue potenzialità. Starsene a vedere quattro cazzate alla tv, non vi sembra il più grande crimine che possiate mai fare a voi stessi?

Lontano dalle certezze vivono i sogni. Lontano dal letto caldo, dal caffè e latte al mattino, dalla comitiva d'amici e dal tuo lavoro.

Ma noi siamo qui, a cercar sicurezze, conti in banca, macchine di lusso. Cerchiamo emozioni finte davanti ad uno schermo, perdendoci tutto quello che è possibile perdere a questo mondo.

Nel frattempo la vita passa, e torneremo ad esser atomi, senza mai esser stati uomini.

Per cosa? Avidità e paura.

Avidità di aver sempre di più, essere sempre più ricchi, più belli, più qualcosa. Paura di lasciar tutto, e rimanere soli. Ma non siamo comunque soli?

Dite di no, lo so. Ma rifletteteci un attimo, se basta un litigio per gettare al cesso anche la più profonda e duratura relazione, perfino tra fratelli, quanto sono deboli questi legami?

Da un giorno all'altro "puf", tu e lei siete due estranei, vi odiate anzi. O coi tuoi amici, un attimo, e tutto crolla. Anni e anni a sentirsi una cosa sola, e con un soffio viene giù tutto.


Siamo soli e nudi. Abbiamo una sola certezza, quella che comunque vada, ce ne andremo, soli e nudi, sotto terra. Ma nonostante tutto, siamo alla disperata ricerca di sicurezze. Assurdo, no? Cosa diavolo cerchiamo di proteggere? Per chi ci preserviamo?


Stupidi ed incoerenti. Passiamo la vita intera nel più totale egoismo, ce ne freghiamo del barbone per strada, dell'amico al letto con una grave malattia. Ma ci sentiamo parte di un tutto, lo pretendiamo anzi. Tipo io sta sera, che son qui a batter tasti, quando ci sarebbe da aiutare, mio padre. Sciocco ed egoista, che sul letto d'ospedale pretendeva assistenza, vicinanza, quasi che avessi voluto che gli altri scambiavano la loro salute con la mia momentanea malattia, e finissero loro li su quel letto, mentre io me ne andavo a zonzo. Ridicolo.

Come è ridicolo, piangere la morte di qualcuno, che mentre era in vita abbiamo saputo così bene abbandonare al suo destino.

Cosa cazzo aspettiamo? Già è tardi, buttiamo via tutto e andiamo.


Omnia mea mecum porto, tutto ciò che è mio lo porto con me, dentro di me. Quello che possiedo, all'infuori di ciò che posso portare dentro di me, è una pura illusione. Io posso "possedere" dell'affetto verso di te, ma non possiederò mai il tuo affetto verso di me. Contorto come discorso, forse, ma lo reputo vero.

Tale idea, si può estendere, secondo me, a tutti i beni materiali, a tutti i rapporti. Ciò che avrai per sempre, sarai te stesso. Il resto è momentaneo, e non è tuo, anche se passa in mano tua.

Questo però non deve portarci ad un misticismo egoista. Se è vero che ciò che è tuo lo porti con te, porti con te tutto il bene ed il male che fai. Porti con te tutto l'egoismo, i rancori, gli urli muti dei sofferenti che non aiuti. Sei tu. Quindi chi cazzo vuoi essere, sceglilo tu. Stai tranquillo però, che se segui l'idea di successo che il mondo( quello malato ) ti propina, bene che ti vada diventerai un crudele e stupido pagliaccio, in smoking e Maserati.

Modificato da Panta rei
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gelsomino
Inviato
Tipo io sta sera, che son qui a batter tasti, quando ci sarebbe da aiutare, mio padre. Sciocco ed egoista, che sul letto d'ospedale pretendeva assistenza, vicinanza, quasi che avessi voluto che gli altri scambiavano la loro salute con la mia momentanea malattia, e finissero loro li su quel letto, mentre io me ne andavo a zonzo. Ridicolo.

solo questo pezzo non ho capito

Panta rei
Inviato

solo questo pezzo non ho capito

E' facile. In questo momento, quando non son io ad aver bisogno d'aiuto, riesco a fregarmene così bene. Quando però, mi trovai in una situazione, particolarmente difficile, pretesi l'impossibile, e mi incazzai col mondo che non stava dietro alle mie pretese. Quasi che, gl'altri avessero dovuto prendersi carico del mio dolore, ed io star beato. E' un autocritica.

gelsomino
Inviato

parli di tuo padre,era un modo carino di sapere di piu',senza sembrare indiscreto! :spiteful:

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