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trout_man
Inviato

Partendo dalla mitologia degli 80 Euro di Renzi ho riflettuto un po' sulla composizione del lavoro dei neolaureati e neodiplomati post 2008-2011, era della c.d. "grande crisi" e post c.d. "legge Biagi". Trovo trasformati i lavoratori dipendenti in lavoratori a tempo determinato, co.co.co., finte partite Iva, si è scritto tanto in merito e non faccio ulteriori considerazioni (è giusto, sbagliato, evitabile, inevitabile ecc. ci sono altre sedi per discuterne).

C'è una vasta gamma di discussioni su figure commerciali, su prospettive estere in genere, su investimenti e sul trading, latita un po' la discussione sul (vecchio) mondo delle professioni.

Per i lavoratori autonomi e i professionisti, invece, cos'è cambiato rispetto a prima? il mondo dei tirocini, gli studi legali e commerciali, gli studi tecnici di architetti, ingegneri, geometri, i cc. dd. "free lance" siano giornalisti, fotografici, grafici, programmatori ecc, gli psicologi, le professioni sanitarie?

Quali sono le nuove prospettive future? Quali i percorsi pratici nel 2014?

Per quanto mi riguarda, parlo da componente del settore commerciale-tributario, vedo l'orizzonte di una professione già profondamente trasformata che mantiene i privilegi di pochi, pochissimi anziani ormai quasi estinti e pletore di giovani senza futuro e professionisti affermati in pieno tumulto da riconversione del business.

La consulenza aziendale, fiscale e societaria in primis (e qui chiamo commercialisti e avvocati), la vedo polarizzarsi verso il polo dell' "alta" consulenza di massa fatta da grandi network (grossi studi, big four divisione tax and legal...) e "bassa" consulenza di massa (CAF, associazioni dell'artigianato ecc. ecc.) e in mezzo tanti pesci medio-piccoli che campano d'inerzia o su settori extra settoriali,

Del tutto (quasi) persa l'attitudine all'allargamento dell'orizzonte consulenziale verso il medio-lungo, verso la strategia, verso la gestione finanziaria ecc. ecc.

Qualche utente esperto o meno esperto può raccontare qualcosa di specifico?

Qui urgono nuove idee...

vanhalen
Inviato

questo è un argomento tutt'altro che semplice o banale da affrontare per il semplice motivo che da qualunque parte inzi a scomporre il problema e risolverlo ti accorgi subito che è sempre un serpente che si morde la coda.

Ovvero è un autentico rompicapo della società odierna.

Veniamo al dunque .... non per dire ma hai un po una visione troppo ristretta e categorica e tendi a classificare ,come se facessi differenze fra proteine e carboidrati.

nella realtà professionale ci sono mille mila sfumature , troviamo dai contratti di merda ai contratti per top manager o imprenditori con contromaroni ... quindi tutto dipende dalle proprie capacità e da quanto è utile quello che si sa fare e da quanta concorrenza c'è per esso.

esempio : quante persone sono laureate oggi in medicina ? beh lascio fare a voi i conti ... io personalmente ne consoco almeno una ventina .

quanto è utile un medico per la società ? beh è di estrema e vitale importanza

quanta concorrenza c'è ? diciamo che tra un po ci saranno più laureati in medicina che sigarette in circolazione .... almeno da quel che vedo io

Quali sono le nuove prospettive future? Quali i percorsi pratici nel 2014?

beh dipende .... vedi il problema è che tutto funziona e niente funziona

tutto dipende da te ,da quello che sai fare e da quanto è richiesto quello che sai fare e da quanto vale per la gente, e non meno importante se fai una cosa con passione o la fai per soldi.

Capiamoci uno all'inzio sopravvive alle spese della vita facendo anche lavori che gli fanno cagare ma nel frattempo si guarda attorno e deve capire come monetizzare le proprie passioni .

se una cosa ti piace la fai , e la fai anche BENE e di conseguenza la gente è disposta a pagarti

nel mio esempio personale sono una appassionatissimo di immobili ,trading, poker, blackjack , e del mondo imprenditoriale e la lista di cose che mi intrigano in cui ho delle soddisfazioni professionali da togliermi è lunga, ma quello che voglio farti notare è che sono cose che mi appassionano veramente , altrimenti alla prima difficoltà mollerei.

scegliere una cosa solo perché a livello macroeconomico funziona , non è detto che nel TUO caso specifico funzioni.

qualcosa che funziona viene quasi inteso come qualcosa di facile e che sia realizzabile con meno problemi e ostacoli , nella realtà dei fatti è tutt'altra minestra.

quindi dirti un percorso che funziona nel 2014 sarebbe da pazzi, perché ci sono troppe variabili in gioco , e in più penso che non dovresti dar retta ai media ecc e a considerare la tua condizione vincolata a quella che è l'economia della società , ovvero senti dire sul tg " l'economia va a puttane " il tuo cervello si dirà " andrà a puttane anche per me che tragedia " e inizi a fossilizzarti.

non c'è alcun legame fra quella che è la tua posizione professionale e lo status della società in cui siamo.

sei la goccia nel mare non puoi alterare da solo tutta la baraonda.

quindi le prospettive dipendono da te , anzi ti faccio qualche domanda per farti notare una cosa :

TU in prima persona che prospettive hai per te stesso ?

hai dei piani ?

hai dei progetti che vuoi realizzare ?

dove vuoi arrivare ?

quanto vuoi guadagnare ?

Come intendi gestire i tuoi soldi e il tuo tempo ?

quali sono le tue passioni che puoi monetizzare ?

se sai rispondere a queste domande sei già a un buon punto .... anche perché che una professione funzioni oggi non è detto che funzioni fra qualche anno , ma se c'è passione le difficoltà si superano grazie a essa.

e in piu credimi la maggior parte delle persone non fa un cazzo per migliorarsi a livello economico e professionale al massimo si lamentano in un bar di qualche politico , poi il giorno dopo si svegliano e vanno a lavorare e fanno la solita vita , quindi evita di vedere le cose in maniera macroeconomica mentre in realtà sei una parte infitesimale di questo universo , hai solo da guadagnarci in salute e meno stress gratuito

il tutto IMHO

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trout_man
Inviato

Guarda Van, tutto condivisibile (quasi tutto...) però forse mi sono spiegato male io o tu non hai centrato il cuore del topic.

Volutamente sin dal titolo ho espressamente limitato il campo a delle categorie precostituite proprio per indirizzare là il focus del discorso. Non sto parlando delle prospettive lavorative di un giovane italiano in generale, nè voglio immettermi in discorsi sull'orientamento professionale pre-accademico o immediatamente post-laurea.

La domanda è espressamente diretta a chi mastica per contatto diretto o indiretto la realtà di quelle che (una volta...) erano le realtà delle "libere professioni" o "professioni liberali" con relativi sontuosi albi professionali ecc., ma anche ai classici lavoratori autonomi in bilico tra artigianato e professione intellettuale (fotografi, grafici ecc.).

Ovviamente, sposo la tua teoria, e vorrei fregarmene altamente dei media ecc. Vorrei raccogliere spunti da chi è dentro, perchè io dall'interno noto un gran fermento sterile dei nostri coetanei (soprattutto giovani commercialisti e giovani avvocati, poichè sono la categoria con cui ho a che a fare maggiormente io...) e un declino degli ex rampanti 40-50 enni, mentre i 60 enni sono ormai su montagne di rendite e patrimonio da dormire sogni iper-tranquilli.

Ripeto la domanda: posto che gli studi professionali del singolo professionista tutto-fare sono ormai alla frutta, qual è l'orizzonte futuro? Un abbandono della professione per passare sempre più a livelli alto-impiegatizi da pseudo dipendenti in grosse firm o network? Internet?

Insomma vorrei stare un po' più sul tecnico alla pari dei topic paralleli svolti per la finanza, i ruoli commerciali, l'imprenditoria ecc. ecc. Altrimenti perdiamo un pezzo importante del mondo del lavoro che nel bene, o nel male ancora esiste in Italia.

black mamba
Inviato

Per quanto mi riguarda, parlo da componente del settore commerciale-tributario, vedo l'orizzonte di una professione già profondamente trasformata che mantiene i privilegi di pochi, pochissimi anziani ormai quasi estinti e pletore di giovani senza futuro e professionisti affermati in pieno tumulto da riconversione del business.

La consulenza aziendale, fiscale e societaria in primis (e qui chiamo commercialisti e avvocati), la vedo polarizzarsi verso il polo dell' "alta" consulenza di massa fatta da grandi network (grossi studi, big four divisione tax and legal...) e "bassa" consulenza di massa (CAF, associazioni dell'artigianato ecc. ecc.) e in mezzo tanti pesci medio-piccoli che campano d'inerzia o su settori extra settoriali,

Del tutto (quasi) persa l'attitudine all'allargamento dell'orizzonte consulenziale verso il medio-lungo, verso la strategia, verso la gestione finanziaria ecc. ecc.

Ti premetto che non è esattamente il mio ramo, ma comunque è un settore con cui ho spesso contatti trasversali. Condivido l'analisi sulla consulenza alta e bassa, che descrivi. Quello che non riscontro, e' l'inerzia dei "medio-piccoli". Quello che vedo e sento e' si' una collaborazione con i grossi network che fungono un po' da "assicurazione" e presidio di emergenza, ma il lavoro grosso e costante resta sempre interno. Non fosse altro che per "lavare i panni sporchi" in casa... Per dirti, uno dei miei amici, spende -è vero- dieci/undici ore al giorno in ufficio ma è arrivato alla dirigenza prima dei trentacinque. E sto pensando a grossi gruppi finanziari/industriali...

vanhalen
Inviato

no il topic l'ho centrato pienamente per una semplice ragione .

ora ti spiego

dunque andiamo alla radice .... qual'è il problema di tutta sta storia ?

SONO I SOLDI !

very easy , molto banale , ma è una realtà molto latitante perché spesso la gente si focalizza sul mezzo del mezzo ,e non si concentra sul mezzo per arrivare al fine.

Attenzione, il lavoro o libera professione o il mondo imprenditoriale sono un mezzo per arrivare ad avere soldi che sono a loro volta un mezzo per farci il cazzo che ci pare.

quindi la gente si concentra sul lavoro ecc perdendo di vista il VERO mezzo per fare quello che ci pare che sarebbero i soldi , ed è per questo che ho scritto prima che le persone di focalizzando sul mezzo del mezzo.

semplificati la vita , così facendo con discorsi del genere te la complicheresti a dir poco ,quasi dimenticandoti dei soldi perché la tua mente vuole valutare trend di un intero paese per 60 anni ,e vuoi avere tutte le risposte universali in maniera analitica e precisa perfino di cose che accadranno negli anni a venire.

Piuttosto chiediti quanto vuoi guadagnare e cerca tutte le possibili strade che ti conducono al tuo risultato monetizzando il tuo sapere / abilità / passioni.

capiamoci se avessi un conto in banca di donald trump non penso che stai a chiederti e a fare domande come la tua .

fare una previsione è una cosa non facile ... questo senza considerare che le previsioni che facciamo non sono mai precise e non sono mai reali , se così fosse chi fa trading avrebbe una vita tutto rose e fiori , ma sappiamo bene che dire cosa succederà con precisione è fantasia.

risponderò lo stesso in qualche misura alla tua domanda ma ribadisco che fare di tutta l'erba un fascio è inutile ognuno deve fare delle valutazioni per il suo caso specifico.

i liberi professionisti piccoli o grandi che siano ci saranno e dovranno sempre essere presenti per una semplice ragione ,sono una vera colonna portante per l'economia italiana.

che poi i 60 enni abbiano interi patrimoni mentre i giovani non hanno una lira può essere dovuto a diversissime ragioni ,una delle quali possiamo dire che chi ha 60 anni è arrivato al mondo in un altra epoca dove c'erano altri trend rispetto a quelli odierni , mentre il giovane è squattrinato perché non ha ancora fatto nulla di concreto nel mondo , vuoi che la generazione dei 60 enni ha patito la miseria del post guerra e quindi ha vissuto condizioni di gioventù più ardue e motivanti e possiamo dare altre mille mila motivazioni.

sono tutte spiegazioni diversissime e sono tutte plausibili e logicamente accettabili, ma di fatto cosa sia successo nella realtà non lo possiamo sapere al limite possiamo cercare di tirare a indovinare perché semplicemente non abbiamo vissuto sulla nostra pelle quella determinata epoca.

in sintesi fare un confronto fra la mia generazione e quella dei 60 enni lo trovo inutile e in secondo luogo la cosa non mi farebbe guadagnare una lira , e la cosa non aiuterebbe in alcun modo significativo quello che devo fare per pararmi il culo economicamente.

quindi perché preoccuparsi di generazioni passate ?

io penso a me e bona , ci sono già troppe cose a cui devo pensare , perché aggiungerne una in più del tutto inutile a livello economico?

comuque sia l'orizzonte del futuro a mio modesto parere in materia di consulenza e in ambito di commercio sta nello specializzarsi ( nel mondo imprenditoriale è l'opposto) e in più le aziende per risparmiare preferiranno a lungo andare avere dei consulenti esterni per abbattere i costi , per non parlare del fatto che un consulente esterno svolge il lavoro meglio di un consulente nelle vesti da dipendente per ovvie ragioni.

  • 3 settimane dopo...
Noir
Inviato

se ho capito il senso provo a risponderti io da psicologo..innanzitutto nelle libere professioni quelli che ora hanno 55-60 anni hanno le mani ovunque (studio privato, consulenze in strutture varie, universita, ecc)..quindi UNA persona ha DIECI posti di lavoro (numero a caso..è per rendere l idea)..ovvio che poi il mercato risulta saturo..gia siamo in tanti, se i posti a disposizione sono divisi tra i soliti (pochi) noti e amici va da sé che si rimane a spasso

da libero professionista c è una fortissima concorrenza proprio perche la domanda è medio-bassa mentre c è un'offerta altissima...il vantaggio pero sta nell offrire un servizio decente..infatti nella quantità di proposte spesso ci s imbatte in una bassa qualita...da parte mia cerco di fornire un servizio valido che spinga la gente a tornare o scegliere me piuttosto che un altro e allo stesso tempo ricevo pubblicità tramite passaparola

l ideale sarebbe trovare un posto fisso per avere un'entrata fissa e gestirsi poi uno studio privato..ho in mente qualche idea, ma è ancora da elaborare

comeback
Inviato (modificato)

Non ho francamente compreso la tua richiesta, cosa ci domandi in parole povere?

Detto questo.

Il settore della consulenza, e mi riferisco alle note big 4, non ha conosciuto grossa crisi e quindi hanno vissuto in controtendenza rispetto all'andamento macroeconomico.

Invito chiunque a contestare la mia affermazione, perchè sono i dati a parlare e perchè sono state tra le poche aziende in un periodo di crisi a presentare piani di assunzioni importanti (ma va precisato che il turnover all'interno del personale, è altissimo).

Detto questo a dire di molti la consulenza è il piatto forte del futuro, e per molti futuri professionisti la scelta/possibilità (aggiungo fortuna) di entrare in una delle big 4, presenta nel breve periodo una attività poco redditizia ma con elevate possibilità di acquisire competenze poi da spendere altrove. Solitamente nelle big 4, l'età media è bassa, non perchè apprezzano i giovani ma perchè il giovane è in questo macro-contesto la carne da macellare, ben disposta a ritmi di lavoro stressati, con un salario basso e diritti non troppo stringenti (per l'azienda).

Questo lascia desumere quello che dicevo prima.

Personalmente sono stato scartato da 2 big 4, una delle quali pochi giorni fa, perchè considerato anziano per loro (sono un 88'), questo dopo aver superato alcuni step di ingresso. Sono un laureando in ing.meccanica ma mi presentavo per lo più con la laurea triennale in ing. gestionale.

Conosco però diverse persone che lavorano o stanno iniziano un percorso in queste aziende della consulenza, sia come contabili, sia come giuristi sia come informatici. Alcuni hanno buoni feedback, altri come spesso avviene si lamentano, ma nell'insieme è una delle migliori possibilità che un giovane che vuol rimanere in Italia, può avere.

Detto poi in generale, vedo moltissimo ostruzionismo all'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e per esperienza mia diretta a fare ostruzione non è tanto l' inflessibilità del mondo del lavoro e i contratti esisti, ma quella grossa fetta di dinosauri (55-60enni e oltre) che fanno da barriera e che riescono grazie a fiuto, esperienza e parecchia avidità a polarizzare ogni commessa di lavoro.

Modificato da comeback
  • Mi piace! 1
Sungroove
Inviato

Il futuro delle libere professioni in Italia è destinato a rimanere proporzionale al prodotto interno lordo.

In sintesi :

Produciamo ricchezza = lavoro per architetti, geometri, avvocati, commercialisti ecc.

Non produciamo piú ricchezza = lavoro per nessuno

Nella vita di tutti i giorni e anche sul forum, leggo di persone che fanno studi o fanno lavori che non hanno tradizione con lo sviluppo economico italiano. La nostra economia ha vissuto grandi slanci quando facevamo nostra l' avanguardia industriale. Ora stiamo lentamente cedendo il passo, conseguentemente all' abbandono della nostra mentalitá industriale verso piú effimeri mestieri.

La ricetta per evitare questo è riprendere ad investire nello sviluppo delle idee tecnologiche, ed evitare di tassare all' ennesima potenza le imprese. Ma sappiamo tutti quanto questi concetti siano lontani dai pensieri della maggioranza degli italiani.

My two cent.

  • Mi piace! 1
trout_man
Inviato (modificato)

Grazie comeback, conosco bene le big four lavorandoci attualmente. Non sono un inferno come si dice, sono semplicemente un parcheggio per giovani ambiziosi e intelligenti, ma senza grosse spinte/curriculum/capacità di rischio ecc. Si fa un lavoro di bassa manovalanza e si fa palestra per diventare insensibili allo stress e alla stupidità delle grosse procedure. Consiglio di fare esperienze più formative se si riesce. Però pagano una miseria se si guarda il salario orario...

Io grazie a Dio non sono in revisione, nè in aree tecniche e quindi non ho grossi vincoli... Però potendo avere alternative più umane, avvincenti e tecnicamente stimolanti me ne andrei all'istante ed è quello che farò a breve costruitomi un minimo di curriculum.

Tuttavia la domanda era specifica, parlo delle famose professioni liberali di una volta, ora parecchio in declino. Non parlo di generiche prime assunzioni.

Come dire: che fare oggi se si è giovani avvocati o commercialisti o medici o architetti? Esiste spazio nei vecchi studi tradizionali? ci sono spunti per rinnovare? Dovremo rassegnarci ad emigrare o diventare dipendenti? Ci sono spazi per costruire network dalla dimensione medio o grande ma con un radicamento sul territorio e non votati alla consulenza di massa stile Big four?

Insomma il tema in poche parole è quest...

Modificato da trout_man
^X^
Inviato (modificato)

E' difficile trovare una soluzione, se non si hanno ben chiare le cause.

Le professioni liberali erano dei monopoli locali, nei quali chi riusciva ad entrare godeva di rendite totalmente sconnesse da logiche di merito o necessità del mercato: dal notaio ci vai perchè è obbligatorio, non perchè come professionista egli aggiunga del valore.

E questa situazione, si badi bene, fu creata nel medioevo ed è durata fino a oggi. Anzi, ieri.

Con l'avanzata del liberalismo, le gilde hanno trovato l'uovo di colombo: si sono riformate, hanno accettato alcune liberalizzazioni, ma per accettarle hanno imposto che venissero scaricate TUTTE sui nuovi entranti.

Questo genera la situazione attuale, più o meno dappertutto. Anche nelle Big4, quelli entrati 5 anni prima di me hanno avuto, hanno e sempre avranno redditi che io non posso sognarmi neanche da Amministratore Delegato. E la stessa cosa, ahivoi, vale quando paragonate i vostri redditi da trentenne con i miei da quarantenne.

Detto questo, cosa vuoi fare? Nulla. Paragonati ai tuoi pari, che sono comunque nella tua stessa situazione, e accetta la banale situazione che essendo nati in un transitorio, lo prendiamo nel culo.

Seguire le "carriere classiche" non serve a nulla, perchè non è che le cose cambieranno magicamente: occorre essere inventivi, ma cosa significhi esattamente essere inventivi non te lo so dire, perchè quello che vale per me non vale per te. E' un percorso individuale.

Modificato da ^X^
  • Mi piace! 1

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