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comeback
Inviato

L'intervento che seguirà è una di quelle questioni personali, che ti fanno addormentare con parecchi dubbi. Il mio intento è di non soccombere ma reagire e trovare degli accorgimenti necessari.

La faccio breve : sono un classe 88', laureato triennale in Ingegneria Gestionale, poi dopo aver recuperato diversi esami ho deciso di iscrivermi per il corso di studi magistrale a Ingegneria meccanica, in un ottimo ateneo italiano. Alle spalle ho breve esperienze lavorative in una azienda, dove mi occupavo di diverse mansioni, una brevissima esperienza di tutor (in una disciplina poco ingegneristica), lavori saltuari e attualmente vi spiegherò in seguito di cosa mi occupo. E' tutto ciò che ho trovato.

Nella migliore delle ipotesi, mi laureo a 26 anni, e rimanendo in linea col percorso di studi dovrei fare l'ingegnere.

I miei dubbi :

- come mio punto di forza, sono una persona dinamica, imparo alla svelta, ritengo di possedere buone capacità e non avrei particolari problemi a imparare un lavoro diverso (esempio potrei occuparmi di vendite, o di altro);

- il dubbio principale è l'età, personalmente non vedo la mia età come discriminante, avendo avuto contatti di lavoro in aziende dove il personale non mi è apparso nettamente più datato, ma ho una età tale dove a qualsiasi colloquio qualcuno potrebbe obiettare e declinare la mia candidatura dicendo che i loro requisiti per assumere sono max 25 e saluti e baci. Non contesto tali politiche aziendali, ma se di fatto poi assumi per la stessa posizione uno di 30, poi il dubbio di una leggera malafede mi viene.

- Nella migliore delle ipotesi verrei assunto. Investirei n-anni con un salario che risulterebbe appena sufficiente per vivere (numerosi sono gli apprendistato a 1100 o giù di li) in una periferia di una grande città (solitamente le sedi sono li).

Da qui il mio colpo di coda, ho recentemente aperto una attività familiare, al momento ci occupiamo di vendita al dettaglio.

Potrei estremizzare e perdermi in un discorso banale del tipo che fa meno effetto dire che vendo principalmente prodotti alle signore in un piccolo quartiere, anzichè lavorare come ingegnere per la nota azienda XXX. Con un grande impegno nella attività familiare, si potrebbe guadagnare di più NON facendo l'ingegnere. Per ora i guadagni sono buoni. Ovviamente il paragone lo faccio rispetto a quella che potrebbe essere la carriera nei primi 5-7 anni.

Altra possibilità è seguire il suggerimento di un mio docente che mi ha proposto di provare un dottorato al termine del percorso di studi. Ho molto apprezzato la sua idea, l'ambiente accademico mi piace, i dubbi sono sulla sostenibilità a lungo termine di una carriera di questo tipo. L'attività di dottorato prevederebbe anche periodi più o meno lunghi all'estero.

Insomma mi pesano molto quei 2 anni che ho investito in progetti NON qualificanti rispetto a ciò che sto facendo adesso, personalmente mi hanno insegnato il quadruplo di cose di vita-pratica che la maggior parte dei miei colleghi NON conosce, ma in sede di colloquio ho già avuto la sensazione che ciò che in un sistema normale possa essere inteso come un plus, finisca per alcune aziende come un minus.

Dalla mia non mi sento inferiore a nessun altro mio collega, tanto che alcuni personaggi a cui ho persino insegnato qualcosa ora sono in scia di stage in buone aziende, ma qui aprirei una nuova e meno edificante parentesi.

Grazie a tutti per l'ascolto.

rid1202
Inviato

A meno che tu non lo faccia per passione o tu non abbia caratteristiche particolari che ti consentano di puntare alla dirigenza con una certa sicurezza, lascia stare.

L'ingegnere e' l'operaio moderno, con piu' responsabilita' e meno diritti.

Lavorare come ingegnere per la nota azienda xxx vuol dire guadagnare come un muratore (non subito sia chiaro, magari dopo 6-7 anni se diventi "quadro").

E li' piu' o meno ti fermi.

Io lascerei perdere la specialistica, porta avanti la tua attivita' e vedi come funziona. Se cambi idea sei ancora in tempo per riciclarti con un qualche masterino/periodo all'estero e ritentare la carriera aziendale.

Mi spiace non essere incoraggiante ma questa e' la realta'...

  • Mi piace! 1
comeback
Inviato

Grazie della risposta.

A 4 esami dalla fine e' buona norma finire e laurearmi in ingegneria, mi sembrerebbe una assurdità girare i tacchi e non terminare.

Gli stipendi sono davvero bassi, per i bravi/fortunati vedo numerosi contratti di apprendistato a cifre che con tutta onesta' non mi permetterebbero di vivere in una città ad esempio come Bologna (dove vivo), e persino nelle periferie delle grandi città.

Parliamo di poco più di 1000, e con questa cifra ti troveresti in eterno a condividere casa con sconosciuti, a non avere un auto (normale) e pagare l'assicurazione, e via discorrendo.

Farei quindi un lavoro qualificato che darebbe una sorta di prestigio sociale ma a fine mese le spese rischierei di non pagarle.

Come dicevo parallelamente ho nella mia città (non Bologna) una piccola attività da qualche mese che seguo quando posso, e di cui ora si occupa la mia famiglia.

Per ora e' ben più remunerativa, non di molto, ma considerando il più basso costo della vita nella mia città, mi permette una migliore prospettiva (almeno di breve).

Tra l'altro avendo avuto molti contatti mesi fa con fornitori del mio settore, ho avuto una ulteriore conferma che non c'è correlazione tra laurea e stipendi/successo professionale. Almeno in certi settori.

mastermind
Inviato

Vedi non riesci ad inquadrare IL PROBLEMA!!!

la domanda che ti dovresti farti non è cosa potrei fare...ma cosa mi piacerebbe fare?

Il dubbio dovrebbe essere SOLO questo:-)

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Clock
Inviato

Ti consiglio di continuare l'attività imprenditoriale che attualmente stai svolgendo, questo perchè :

- Non sembri convinto/appassionato su ciò che stai studiando, non a caso hai cambiato facoltà alla magistrale da gestionale a meccanica, i cambi di rotta spesso sono sintomi di insicurezza che a sua volta deriva dall'indecisione/dubbio

- Vuoi rimanere in Italia, confermi ?

- L'Italia non è un bel paese per dipendenti privati, lavoratori autonomi ecc..., forse è un bel paese - economicamente parlando - per un dipendente statale di provincia... Posto statale che tutti vorrebbero avere

- Da imprenditore hai maggiori responsabilità, orari difficili ma... La libertà di decisione, e la possibilità di guadagno che un dipendente semplice non può avere

Fai ciò che senti...

kekko985
Inviato

L'intervento che seguirà è una di quelle questioni personali, che ti fanno addormentare con parecchi dubbi. Il mio intento è di non soccombere ma reagire e trovare degli accorgimenti necessari.

La faccio breve : sono un classe 88', laureato triennale in Ingegneria Gestionale, poi dopo aver recuperato diversi esami ho deciso di iscrivermi per il corso di studi magistrale a Ingegneria meccanica, in un ottimo ateneo italiano. Alle spalle ho breve esperienze lavorative in una azienda, dove mi occupavo di diverse mansioni, una brevissima esperienza di tutor (in una disciplina poco ingegneristica), lavori saltuari e attualmente vi spiegherò in seguito di cosa mi occupo. E' tutto ciò che ho trovato.

Nella migliore delle ipotesi, mi laureo a 26 anni, e rimanendo in linea col percorso di studi dovrei fare l'ingegnere.

I miei dubbi :

- come mio punto di forza, sono una persona dinamica, imparo alla svelta, ritengo di possedere buone capacità e non avrei particolari problemi a imparare un lavoro diverso (esempio potrei occuparmi di vendite, o di altro);

- il dubbio principale è l'età, personalmente non vedo la mia età come discriminante, avendo avuto contatti di lavoro in aziende dove il personale non mi è apparso nettamente più datato, ma ho una età tale dove a qualsiasi colloquio qualcuno potrebbe obiettare e declinare la mia candidatura dicendo che i loro requisiti per assumere sono max 25 e saluti e baci. Non contesto tali politiche aziendali, ma se di fatto poi assumi per la stessa posizione uno di 30, poi il dubbio di una leggera malafede mi viene.

- Nella migliore delle ipotesi verrei assunto. Investirei n-anni con un salario che risulterebbe appena sufficiente per vivere (numerosi sono gli apprendistato a 1100 o giù di li) in una periferia di una grande città (solitamente le sedi sono li).

Da qui il mio colpo di coda, ho recentemente aperto una attività familiare, al momento ci occupiamo di vendita al dettaglio.

Potrei estremizzare e perdermi in un discorso banale del tipo che fa meno effetto dire che vendo principalmente prodotti alle signore in un piccolo quartiere, anzichè lavorare come ingegnere per la nota azienda XXX. Con un grande impegno nella attività familiare, si potrebbe guadagnare di più NON facendo l'ingegnere. Per ora i guadagni sono buoni. Ovviamente il paragone lo faccio rispetto a quella che potrebbe essere la carriera nei primi 5-7 anni.

Altra possibilità è seguire il suggerimento di un mio docente che mi ha proposto di provare un dottorato al termine del percorso di studi. Ho molto apprezzato la sua idea, l'ambiente accademico mi piace, i dubbi sono sulla sostenibilità a lungo termine di una carriera di questo tipo. L'attività di dottorato prevederebbe anche periodi più o meno lunghi all'estero.

Insomma mi pesano molto quei 2 anni che ho investito in progetti NON qualificanti rispetto a ciò che sto facendo adesso, personalmente mi hanno insegnato il quadruplo di cose di vita-pratica che la maggior parte dei miei colleghi NON conosce, ma in sede di colloquio ho già avuto la sensazione che ciò che in un sistema normale possa essere inteso come un plus, finisca per alcune aziende come un minus.

Dalla mia non mi sento inferiore a nessun altro mio collega, tanto che alcuni personaggi a cui ho persino insegnato qualcosa ora sono in scia di stage in buone aziende, ma qui aprirei una nuova e meno edificante parentesi.

Grazie a tutti per l'ascolto.

Hai descritto la situazione di un paio di miei amici.

RIspondo perchè hai i dubbi...perchè non hai pianificato la tua vita. Se non sai dove devi andare...non andrai da nessuna parte. Bisogna definire gli obiettivi per raggiungerli...

Il momento giusto per farlo è ora. Fermati un momento lavora sui tuoi obiettivi (se non sai come si lavora sugli obiettivi seguiti un corso o prenditi un libro)...e vedrai che tutto diventa più semplice.

rid1202
Inviato

Grazie della risposta.

A 4 esami dalla fine e' buona norma finire e laurearmi in ingegneria, mi sembrerebbe una assurdità girare i tacchi e non terminare.

Gli stipendi sono davvero bassi, per i bravi/fortunati vedo numerosi contratti di apprendistato a cifre che con tutta onesta' non mi permetterebbero di vivere in una città ad esempio come Bologna (dove vivo), e persino nelle periferie delle grandi città.

Parliamo di poco più di 1000, e con questa cifra ti troveresti in eterno a condividere casa con sconosciuti, a non avere un auto (normale) e pagare l'assicurazione, e via discorrendo.

Farei quindi un lavoro qualificato che darebbe una sorta di prestigio sociale ma a fine mese le spese rischierei di non pagarle.

Come dicevo parallelamente ho nella mia città (non Bologna) una piccola attività da qualche mese che seguo quando posso, e di cui ora si occupa la mia famiglia.

Per ora e' ben più remunerativa, non di molto, ma considerando il più basso costo della vita nella mia città, mi permette una migliore prospettiva (almeno di breve).

Tra l'altro avendo avuto molti contatti mesi fa con fornitori del mio settore, ho avuto una ulteriore conferma che non c'è correlazione tra laurea e stipendi/successo professionale. Almeno in certi settori.

Non avevo capito ti mancassero pochi esami... allora vai e finisci!

Ingegneria ti da sicuramente qualcosa. Poco ma qualcosa si', eccheccazzo.

E poi... Bologna... vivitela e goditela!

Vedi? Siamo in una situazione parallela. Io Bolognese di razza emigrato in terre lontane (ma molto lontane) e te uguale, con la voglia di casa e la speranza i poter farci qualcosa.

Per quanto poi dicono qui sopra, che dovresti sapere cosa vuoi, come e quando esserlo... beh, preparati: probabile che non lo saprai mai.

Io sono verso gli anta, sposato, in giro per il ondo e sto ancora pensando cosa faro' da grande!

Questo e' il bello (e il brutto) della vita!

TAuRus
Inviato

- come mio punto di forza, sono una persona dinamica, imparo alla svelta, ritengo di possedere buone capacità e non avrei particolari problemi a imparare un lavoro diverso (esempio potrei occuparmi di vendite, o di altro);

Premesso che mancandoti solo 4 esami, sarebbe uno spreco non finire il percorso di studi...

Ciò detto, se è vero quello che dici e se è vero che per fare carriera e guadagnare sei disposto a fare qualcosa di diverso invece di stagnare nel solito sistema facendo l'ingranaggio... Noi stiamo portando avanti diversi progetti, contattami e parliamone. https://www.facebook.com/rosanov

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comeback
Inviato (modificato)

Ringrazio tutti per le risposte, e provo a dare una risposta generale.

E' mia intenzione finire il corso di studi, senza nessun dubbio. E' un corso davvero duro, per me lo è ancor di più in quanto vengo da un corso di laurea diverso, nel frattempo seguo anche il lavoro (a centinaia di km di distanza) e accademicamente ho dovuto recuperare tante di quelle cose/conoscenze grazie alla determinazione.

Il punto chiave è questo, sono molto determinato, ma poco appassionato. Rimango nel dubbio se la passione prima o poi brucerà come dovrebbe (i motivi li spiego nel seguito dell'intervento)

E' come una bella donna, che ti porti a letto, ma non c'è passione.

Probabilmente è il campo ingegneristico in se che con le sue mille sfaccettature e i suoi tanti ambiti, e non tutti interessantissimi, mi fa confusione. Questa ritengo sia una forte carenza della formazione universitaria italiana, con un taglio molto teorico. Per altro, posso garantire che gli studenti italiani non sono assolutamente inferiori a nessun collega straniero.

Riguardo invece al lavoro, per ora come dicevo ho una piccola attività da me, se dovessi lavorare in ambito privato, accetterei qualsiasi lavoro a patto di uno stipendio dignitoso (non intendo 3k al mese, che non me li offrirebbe a scatola chiusa nessuno neanche sotto effetto di droghe pesanti). L'aspetto economico è importante, come già sostenevo con 1 k al mese, vivere in molte grandi città italiane è una esperienza quasi impensabile.

In questo l'aspetto positivo è che ho una certa dinamicità, e che a dispetto di molti miei colleghi non avrei problemi a mutare prospettiva (avendo in passato già lavorato saltuariamente come tecnico di computer, magazziniere, cameriere, autista e persino scrittore). Parlo di esperienze molto brevi.

Dovessi però scegliere un lavoro ne preferirei uno maggiormente relazionale, so di ingegneri (meccanici) in azienda che si sono trovati in posizioni di dirigenza in aree di vendita, una sorta di ingegneri gestionali con più conoscenze sui prodotti.

In ogni caso, vedremo gli sviluppi.

Riguardo all'estero come chiedeva qualcuno, rimango dell'idea che se si presenta una occasione, si va, ma ritengo che l'estero intesa come exit strategy per ognuno che non becca un contratto in ITA, può essere una scelta sbagliata.

All'estero a mio parere devi andare con una minima (anche risicata) esperienza già alle spalle, e da qui sto anche valutando se ci sono possibilità tramite l'Ateneo dove studio.

Modificato da comeback
The President
Inviato

Secondo me ti poni sin troppe domande, ed è proprio questo a rallentarti. Anche sulla possibilità di lavoro come ingegnere: l'università è una cosa, il lavoro è un altro. All'estero ben pochi cominciano con un lavoro legato al proprio campo, all'inizio ci si arrangia. Credo che sottolineando il fatto che hai svolto più lavori sei sulla buona strada, ma serve qualcosa di "pesante" da mettere nel CV.

A mio avviso rimanere in Italia a fare l'ingegnere è una follia, ma resta solo un parere spassionato da expat :)

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