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Old Norse Wolf
Inviato

Una provocazione: e se la situazione che si ripete fosse il rifiuto del sesso? Se non riuscissi a uscire dall'anoressia? Se a essere bloccata fosse proprio la mia capacità di lasciarmi andare e di provare piacere per cose naturali come il sesso, il cibo e il contatto con gli altri?

Cominciamo a distinguere.

L'anoressia è una patologia seria, non è continuare a cercarsi gli stessi "stronzi". E' una malattia da curare, con effetti sul corpo, e lì non apro bocca quando vedo prescrivere psicofarmaci. Lo stesso vale per la depressione CLINICA, correttamente diagnosticata... non a balengo, come fecero alla mia amica... con conseguenze terribili.

Il resto, le pare mentali, i blocchi del perbenismo, oppure la fobia sociale, si affrontano meglio in strada che negli studi, ma è la mia personale opinione.

Hazel
Inviato (modificato)

Cominciamo a distinguere.

L'anoressia è una patologia seria, non è continuare a cercarsi gli stessi "stronzi". E' una malattia da curare, con effetti sul corpo, e lì non apro bocca quando vedo prescrivere psicofarmaci. Lo stesso vale per la depressione CLINICA, correttamente diagnosticata... non a balengo, come fecero alla mia amica... con conseguenze terribili.

Il resto, le pare mentali, i blocchi del perbenismo, oppure la fobia sociale, si affrontano meglio in strada che negli studi, ma è la mia personale opinione.

Io non ho parlato di cercarsi gli stessi stronzi, ho accennato solo a dinamiche che si ripetono. Se il rifiuto del sesso e la fobia sociale non si risolvono "in strada", nonostante tutti gli sforzi fatti per uscirne, chi ti dice che dietro non ci siano motivazioni profonde quanto quelle che portano all'anoressia e alla depressione?

Per esempio, se il rifiuto del sesso fosse dovuto a una depressione mascherata, tu te ne accorgeresti o lo imputeresti comunque al perbenismo?

Modificato da Hazel
Old Norse Wolf
Inviato (modificato)

Io non ho parlato di cercarsi gli stessi stronzi, ho accennato solo a dinamiche che si ripetono. Se il rifiuto del sesso e la fobia sociale non si risolvono "in strada", nonostante tutti gli sforzi fatti per uscirne, chi ti dice che dietro non ci siano motivazioni profonde quanto quelle che portano all'anoressia e alla depressione?

Il rifiuto del sesso in generale non lo vedo neanche come un problema. Così come non considero l'ipersessualità una malattia, non considero neanche la iposessualità come tale. Esistono molti "asessuali" al mondo, e dicono di stare bene. Chi sono io per metterli in terapia?

Sulle altre due: sull'anoressia non mi esprimo, ma sulla depressione clinica, credo che più che "comprendere" lì bisogni agire sulla chimica. E sia chiaro che qui parlo da profano, quindi mandatemi a fanculo all'istante, ma non è questione di autoanalisi quanto di riequlibrare la vostra produzione ormonale. Prendo sempre l'esempio della depressione post-partum, o della depressione dovuta alla mancanza di luce solare, o allo scazzo da calo di zuccheri dopo un rush glicemico... IO, e sottolineo IO, la ho vista molto spesso come una condizione relativa a uno sbilanciamento della chimica corporea.

Una mia amica, diagnosticata come depressa, non ha avuto bisogno di trattamenti oltre a cazzo, sole e aria nel periodo in cui ci siamo frequentati in quel senso. Allo stesso modo, abbiamo migliaia di casi documentati di depressione indotta da condizioni dietetiche, ambientali o fisiche.

Quindi, consentimi tu, una provocazione - invece di vederle come malattie, non potresti interpretarle come conseguenze naturali del fatto che in un dato periodo non stai ricevendo quello di cui il tuo corpo e la tua mente hanno bisogno? Piuttosto che scavare per cercare cause che magari neanche esistono, o che se esistono sono meno influenti di, banalmente, uno stile di vita inadeguato, con cibo spazzatura? Il consumo di cibo spazzatura è stato collegato alla depressione dagli ultimi studi.

Capisci dove voglio andare a parare?

EDIT: sia chiaro che non sto parlando dei casi gravi, nè dei casi di depressione da trauma violento (ad esempio, gli stupri, che possono indurre personalità fragili alla morte)... in quei casi mi limito a star zitto che ho già detto troppo. Sto parlando, ribadisco, di quel 90% di persone che si ritengono malate... mi chiedo con quale validità... perchè si sentono male se mangiano troppo, o se godono troppo poco...

Modificato da Old Norse Wolf
Hazel
Inviato

Il rifiuto del sesso in generale non lo vedo neanche come un problema. Così come non considero l'ipersessualità una malattia, non considero neanche la iposessualità come tale. Esistono molti "asessuali" al mondo, e dicono di stare bene. Chi sono io per metterli in terapia?

Si sta parlando di cose che provocano sofferenza, come diceva Kobol, se vivi in pace con te stesso puoi continuare a farlo senza temere che siano gli psicoanalisti a venirti a cercare.

Quindi, consentimi tu, una provocazione - invece di vederle come malattie, non potresti interpretarle come conseguenze naturali del fatto che in un dato periodo non stai ricevendo quello di cui il tuo corpo e la tua mente hanno bisogno? Piuttosto che scavare per cercare cause che magari neanche esistono, o che se esistono sono meno influenti di, banalmente, uno stile di vita inadeguato, con cibo spazzatura? Il consumo di cibo spazzatura è stato collegato alla depressione dagli ultimi studi.

Dici bene: in un dato periodo. Secondo me è quella la discriminante. Io sto parlando di situazioni che non si risolvono, di strutture della personalità che ti impediscono sempre di vivere una vita soddisfacente, di qualcosa di pervasivo. A questo mi riferivo con "dinamiche che si ripetono", a una specie di autosabotaggio inconscio. Poi non metto in dubbio che ci possano essere cause fisiologiche per problemi a torto considerati principalmente psicologici. Però direi di non escludere l'esistenza di disagi che nascono solo o esclusivamente dalla psiche.

Old Norse Wolf
Inviato

Non li ho mai esclusi. Semmai vi ho fatto riferimento un paio di post sopra (parlando ad esempio degli stupri).

Chi scrive ha visto i suoi inferni. So cosa vuol dire.

Qualche domanda che servirà a rendere più chiari i miei punti:

- nelle "patologie" mentali, o nei "disagi", quanti di questi sono davvero tali, e quanto è il mercato che li crea?

- laddove la patologia colpisce la mente, in quanta misura il trattamento di psicanalisi ha effetto? Cosa dicono le statistiche?

- gli effetti del trattamento sono migliori di quelli farmacologici?

- gli effetti del trattamento superano il placebo?

- gli effetti del trattamento superano quelli di uno stile di vita corretto (alimentazione, esercizio, aria pura, rapporti umani, sesso)?

Rispondi a queste domande, o cerca di rispondere, e capirai dove voglio arrivare.

Kobol
Inviato

Non li ho mai esclusi. Semmai vi ho fatto riferimento un paio di post sopra (parlando ad esempio degli stupri).

Chi scrive ha visto i suoi inferni. So cosa vuol dire.

Qualche domanda che servirà a rendere più chiari i miei punti:

- nelle "patologie" mentali, o nei "disagi", quanti di questi sono davvero tali, e quanto è il mercato che li crea?

- laddove la patologia colpisce la mente, in quanta misura il trattamento di psicanalisi ha effetto? Cosa dicono le statistiche?

- gli effetti del trattamento sono migliori di quelli farmacologici?

- gli effetti del trattamento superano il placebo?

- gli effetti del trattamento superano quelli di uno stile di vita corretto (alimentazione, esercizio, aria pura, rapporti umani, sesso)?

Rispondi a queste domande, o cerca di rispondere, e capirai dove voglio arrivare.

  1. Spesso si danno nomi più specifici per non decadere nel generico depressione o ansia, altre volte sono balle inventate dalle case farmaceutiche. Il DSM più essere un inizio ma non da prendere alla lettera.
  2. La psicoanalisi fa riferimento a Freud e ad ai suoi discepoli ma è una tecnica che non si usa più perché è stata integrata e migliorata, la psicologia è sempre in evoluzione.
  3. Si ma nel lungo periodo e ci vuole costanza ed impegno mentre lo Xanax o EN agisce subito, solitamente in casi gravi si usano le medicine per lavorare meglio sui problemi e poi nel tempo esse vengono calate.
  4. Qui mi viene in mente un esempio: "io sono un maschio alpha, sono figo sono bello e voglio fare il fotomodello" cosa succede quando una o più donne gli dicono di no?
  5. Le cose si integrano e non si escludono a vicenda, certo che se uno non ha uno stile di vita sano difficilmente sta anche bene di testa

Soddisfatto? :)

Jumpy
Inviato (modificato)

- nelle "patologie" mentali, o nei "disagi", quanti di questi sono davvero tali, e quanto è il mercato che li crea?

- laddove la patologia colpisce la mente, in quanta misura il trattamento di psicanalisi ha effetto? Cosa dicono le statistiche?

- gli effetti del trattamento sono migliori di quelli farmacologici?

- gli effetti del trattamento superano il placebo?

- gli effetti del trattamento superano quelli di uno stile di vita corretto (alimentazione, esercizio, aria pura, rapporti umani, sesso)?

Messe così son domande che non hanno senso, tranne, forse, l'ultima.

Come si nota anche dagli altri post che hai scritto, non sembri distinguere tra psicoanalisi, psicoterapia e psichiatria, tre settori completamente diversi.

Tanto per dirne alcune, nella psicoterapia non è previsto l'uso di farmaci e un percorso di psicoanalisi può durare anche decenni (a differenza di un percorso di psicoterapia che solitamente si risolve nel giro di un anno).

E la prescrizione di psicofarmaci è esclusiva dei medici psichiatri (che non son né psicologi né psicoterapeuti).

Insomma... son tre mondi che a volte neanche entrano in contatto tra loro.

Per i problemi più diffusi (=leggi depressione) negli ultimi anni ci si indirizza sempre più verso la psicoterapia, quindi escludendo l'uso di farmaci (tranne per casi particolarmente gravi, tipo episodi di violenza o tentativi di suicidio).

E moltissime delle tecniche diffuse qui sul forum e che insegnano nei vari corsi di Coaching, son prese proprio dalla psicoterapia.

Sull'ultimo punto purtroppo, chi ha problemi psicologici, li vive con disagio proprio perché per via della sua condizione mentale non riesce a trarre soddisfazione dalla vita infilandosi continuamente in circoli viziosi o autosabotandosi (e di soggetti del genere ne trovi anche su questo stesso forum... basta fare una lettura ad alcuni thread anche recenti).

Modificato da Jumpy
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CoolAid
Inviato

Ma anche la psicoanalisi, per quanto non sia la mia preferita, è dimostrato che da buoni risultati:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19205963

Old Norse Wolf, sei un bravo utente, spessissimo concordo con quello che dici, ma qui stai iniziando una guerra contro i mulini a vento.

Ci sono migliaia di psicologi al mondo, milioni di casi di studio, centinaia di professori universitari che se ne occupano...tutti scemi?

Dai su, l'aria fresca e il cibo sano sono cose buone e giuste ma i veri problemi psicologici sono un altro pianeta.

Anche i piccoli problemi, fosse per me li farei controllare tutti (per chi lo desidera) da specialisti (psicologi, non psichiatri), e saranno loro, noi io ne tu, a dire stabilire se si tratti di cazzate risolvibili con una scopata e una passeggiata nel bosco o magari del campanello di allarme di aulcosa di più serio.

Fosse per me in un mondo ideale chiunque dovrebbe avere del supporto psicologico professiolane gratuito all'occorrenza.

A me ste crociate non mi piacciono, e nn me la prendo con te Old, ma c'è sta moda di spalare merda sulla psicologia da parte di esperti del nulla su internet, gente che nn ha nessun titolo per criticare, gente che attraverso le critiche vuole ritagliarsi un ruolo da guru controcorrente che ha scoperto il piano diabolico alla adam kadmon su questo o quell'argomento, ma per cortesia.

caporex
Inviato (modificato)

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Modificato da caporex
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Hazel
Inviato (modificato)

Non sono la persona più adatta a rispondere alle tue domande perché mi interesso di psicologia e psicoanalisi (non psichiatria) per motivi personali e sempre e solo da una prospettiva umanistica, che poi è l'unica alla mia portata, quindi mi manca qualunque dato sulle percentuali di successo. Mi viene però da pensare che i trattamenti farmacologici da soli migliorino il sintomo, ma se il problema psicologico sottostante persiste, si potrebbe anche verificare uno spostamento verso un altro sintomo. I due fenomeni possono sembrare non correlati e la terapia tecnicamente ha avuto successo: c'erano attacchi di panico e quelli vengono tenuti sotto controllo. Peccato però che sia subentrato, che so, un qualunque disturbo psicosomatico, che ovviamente verrà trattato sempre farmacologicamente e così via. In questo caso l'efficacia della terapia sul sintomo è innegabile, però il paziente non è detto sia uscito dell'impasse.

Modificato da Hazel

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