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patrizio
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http://www.orientamento.it/indice/la-terapia-breve-strategica-dei-problemi-sessuali/

Alcuni Casi clinici

1 (76-79). Disturbo dell’erezione. in una occasione il paziente non è riuscito ad avere un’erezione soddisfacente per un rapporto sessuale con la sua partner. Da qui ha iniziato a vivere ogni rapporto con la paura del fallimento, ottenendo fallimenti. Ha iniziato allora a sperimentarsi in rapporti con altre donne, incluse prostitute, ottenendo fallimenti. Il terapeuta, attraverso una serie di domande ‘a imbuto’ fa arrivare il paziente alla conclusione che ‘mettersi alla prova’ significa porsi in una situazione artificiosa, che inibisce la reazione fisiologica desiderata. Il terapeuta inoltre gli dà la seguente prescrizione: nei prossimi rapporti se si sente ansioso deve dichiarare alla sua partner che lui ha un problema per cui è impotente e non può effettuare la penetrazione. Questo nella maggioranza dei casi porta a erezione e penetrazione. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, esposizione a situazione (in questo caso il rapporto sessuale) che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

2 (79-83). Disturbo dell’eccitazione sessuale. La paziente da poco sposata soffre di disturbo dell’eccitazione sessuale. Ne ha parlato con le amiche e la sua percezione del problema si è ingigantita. Durante ogni rapporto si mette in uno stato di concentrazione alla ricerca del minimo piacere. Il marito da parte sua mette in atto una serie di tecniche che dovrebbero facilitare il piacere della moglie, ma che suonano artificiose e abbassano la temperatura emotiva della coppia. La consegna del terapeuta alla paziente è: nei prossimi rapporti, senza dire niente al marito, si metta in una situazione di assoluta volontà di non provare piacere, deve essere una statua di ghiaccio. Nel primo rapporto la paziente raggiunge l’orgasmo. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, depistaggio dell’attenzione (l’attenzione della paziente viene concentrata sull’evitamento del piacere), esposizione a situazione (in questo caso il rapporto sessuale) che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

3. (83-88). Anorgasmia. Signora di 40 anni anorgasmica. Consultazione in coppia. Prescrizione: interrompere qualsiasi attività sessuale. Poi rapporti ma con la donna che deve essere ‘statua di ghiaccio’., mentre il marito organizza serata romantica (cena al ristorante, fiori, etc.), ‘per far capire gravità dell’anorgasmia’ (in realtà perché, sostengono gli Autori, alle donne piace nella sessualità un coinvolgimento sentimentale). Nel primo rapporto la paziente raggiunge l’orgasmo. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, depistaggio dell’attenzione (l’attenzione della paziente viene concentrata sull’evitamento del piacere), esposizione a situazione (in questo caso il rapporto sessuale) che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

4 (88-89). Eiaculazione precoce. Paziente con eiaculazione precoce, divenuta ante-portam dopo una serie di tentativi di soluzione. Il paziente stimola la moglie prima di tentare la penetrazione. Prescrizione: rapporto senza preliminari per concludere il rapporto prima possibile e mettere poi in atto un secondo rapporto. Soluzione del problema alla terza seduta. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, depistaggio dell’attenzione (l’attenzione del paziente viene concentrata sul secondo rapporto), esposizione a situazione che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

5 (91-94). Vaginismo. Una coppia desidera avere dei figli e sospende l’uso del contraccettivo orale. A questo punto subentra vaginismo trattato con vari approcci senza successo. Prescrizione: ogni giorno per mezz’ora allenarsi a contrarre i muscoli delle gambe stringendo fra le gambe oggetti voluminosi, imparando a graduare la contrazione, per ‘acquisire capacità di controllare ciò che era involontario’. A questo punto la prescrizione cambia chiedendo di fare gli stessi esercizi stringendo il marito fra le gambe, ma proibendo rapporti sessuali. Risolto alla seconda seduta (in due settimane). Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, depistaggio dell’attenzione (l’attenzione del paziente viene concentrata sul controllo muscolare), esposizione a situazione che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

6 (95-97). Disturbo dell’erezione. L’erezione del paziente scompare quando tenta la penetrazione. Prescrizione: quando il paziente è pronto per la penetrazione deve ‘congelarsi’ con la partner nella posizione del rapporto sessuale, senza penetrazione, per un minuto, dopodiché la coppia deve interrompere ogni attività sessuale. In ogni tentativo successivo il tempo di ‘congelamento’ deve essere prolungato di ulteriori 30 secondi. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, depistaggio dell’attenzione (l’attenzione del paziente viene concentrata sul ‘congelamento’), esposizione a situazione che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

7 (97-99). Disturbo dell’erezione. Il paziente, depresso, non ha più erezione. Viene trattata la depressione (che affermano gli autori, in genere è collegata al disturbo erettile) e così risolto il problema.

8 (99-105). Disturbo dell’erezione. Il paziente non ha rapporti sessuali perché teme disturbi di erezione, la moglie non si sente desiderata non fa avance al marito. Il rapporto con la moglie è in grosse difficoltà per recriminazioni e mutismi. Prescrizioni: ‘rituale serale per coppie’: a turno uno dei partner in piedi parla all’altro seduto per un periodo di tempo prestabilito, l’altro partner può solo ascoltare senza interloquire, poi le parti si invertono. ‘Congiura del silenzio’: durante tutta la giornata i partner non deve parlare del proprio problema. Prescritto poi week end in località turistica con proibizione rapporti sessuali. Poi viene trattato il problema dell’erezione con l’esercizio delle ‘belle statuine’ già utilizzato al caso 6. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale (le continue discussioni), prescrizione di un comportamento più gravoso del comportamento disfunzionale (rituale serale e congiura del silenzio), esposizione a situazione che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate (week end romantico), poi come caso 6.

9 (105-111). Disturbo dell’orientamento sessuale. Il paziente (17 anni) consulta perché ha timore di essere omosessuale. Per mettersi alla prova ha tentato di avere rapporti sessuali con coetanee e prostitute senza riuscirci. Ha avviato allora un processo di evitamento di tutte le situazioni sociali (amici, squadra sportiva) temendo di ‘essere scoperto’. Viene inoltre bocciato all’Istituto Tecnico e si iscrive a una scuola prevalentemente femminile. Inizia a frequentare un adulto omosessuale ma interrompe il rapporto quando questi gli fa un’avance. Sprofonda in depressione. La prescrizione iniziale è confessare a una ragazza il suo essere omosessuale, ma deve farlo in una situazione in cui la ragazza si aspetta una sua proposta sessuale, deve cioè uscire con una ragazza. Il paziente svolge il compito assegnato con una compagna di scuola e si accorge che ha un forte interesse sessuale per lei. Gli viene richiesto di uscire di nuovo con la ragazza evitando qualunque reazione fisica perché, afferma il terapeuta, avrebbe un effetto negativo su di lui. Anche in questo caso il paziente prova una forte attrazione sessuale per la ragazza. Alla terza uscita con la ragazza (sempre con la proibizione di qualunque reazione fisica) il paziente ha un rapporto sessuale. Successivamente il ragazzo viene invitato per mezz’ora al giorno a pensare che vuole avere rapporti con i maschi e non con le ragazze, e poi a ricominciare a frequentare ambienti maschili, ad acquistare riviste pornografiche guardandole per mezz’ora al giorno. A questo punto il ragazzo decide di riscriversi all’Istituto Tecnico. Strategia: esposizione a situazione (uscire con la ragazza) che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate, esposizione a piccole dosi a pensieri disfunzionali (pensare per mezz’ora al giorno di essere omosessuale).

12 (117-120). Disturbo da avversione sessuale. Due partner sposati da pochi mesi non hanno mai avuto rapporti sessuali perché entrambi molto religiosi. Al marito viene diagnosticata una malattia endocrina che in pochi anni gli impedirà di avere figli e desidera così avere al più presto rapporti sessuali, mentre la moglie manifesta un’ansia acuta all’idea del rapporto sessuale. Il terapeuta riceve i coniugi separatamente. Alla moglie spiega che in realtà il problema è del marito che ha montato il caso per giustificare la sua impotenza, e che la terapia sarà continuata col marito, a cui però sarà detto che la terapia viene fatta con la donna. Al marito viene prescritta astinenza sessuale e di mostrarsi freddo verso la consorte. Tale atteggiamento viene giustificato con la donna col fatto che ‘non avendo più scuse perché la moglie non gli si nega’ è depresso perché non è in grado di effettuare la penetrazione. A questo punto la moglie prova simpatia per il marito e desidera avere rapporti sessuali, ma la consegna che viene data a entrambi i partner è di non superare il millimetro di penetrazione, aumentando, se lo desiderano, di un millimetro a settimana. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale, depistaggio dell’attenzione (l’attenzione del paziente viene concentrata sul millimetro), esposizione a situazione che stimola il comportamento o le sensazioni desiderate.

14 (122-128). Una coppia ha continui litigi e scarsi rapporti sessuali. Prescrizione: continuare a litigare quanto desiderano, ma possono litigare solo in mansarda (una stanza spoglia e fredda). Alla seconda seduta i due hanno smesso di litigare e la sessualità è ripresa. Strategia: prescrizione di un comportamento più gravoso del comportamento disfunzionale (litigare in mansarda).

15 (128-131). Sadismo sessuale. In una coppia, il marito ha iniziato a picchiare la moglie per eccitarsi sessualmente. La moglie risponde alla violenza del marito con atteggiamenti di sottomissione. Attraverso una serie di ‘domande a imbuto’ il terapeuta rende evidente alla moglie che il suo atteggiamento di sottomissione incoraggia il marito. Prescrizione: la donna deve chiedere al marito di maltrattarla quando questi non se lo aspetta. In seconda seduta le violenze del marito sono terminate e il marito chiede di entrare in terapia. Strategia:interruzione della tentata soluzione disfunzionale (la sottomissione della moglie).

16 (131-133). Parafilia. Si prescrive al paziente di proseguire con i propri comportamenti, chiedendogli poi di aumentarli (‘Ogni volta che lei farà X deve farlo altre quattro volte’). Strategia: prescrizione di un comportamento più gravoso del comportamento disfunzionale.

17 (133-139). Disturbo delirante cronico. Una giovane donna sola trasferitasi per lavoro in una grande città del Nord è depressa e dimagrita di 10 chili. Due anni prima mentre guardava un film ha avuto l’impressione, poi divenuta certezza, che il protagonista, dallo schermo, si rivolgesse a lei. Avvia così una relazione a distanza con l’attore scrivendogli (senza ottenere risposte) e raccogliendo materiali su di lui. In parallelo si chiude in casa e inizia a passare le sue giornate a letto. In prima seduta il terapeuta asseconda la paziente, chiedendole di immaginare ogni giorno come peggiorare la sua situazione di infelicità. In seconda seduta la donna dice che per peggiorare ancora potrebbe pensare ancora di più all’attore riducendo ancora di più le sue attività. Il terapeuta le prescrive allora di pensare ogni giorno, per alcuni minuti, come cambierebbe la sua vita se lei potesse tornare a prima dell’incontro con l’attore. In terza seduta la paziente si presenta dicendo di desiderare un qualche cambiamento nella sua vita. Il terapeuta le chiede allora di mettere in atto, ogni giorno, una delle cose che avrebbe fatto se non avesse incontrato l’attore. La paziente riprende a vedere alcune persone, butta via i materiali sull’attore. In quarta seduta il terapeuta le chiede allora di mettere in atto, ogni giorno, due delle cose che avrebbe fatto se non avesse incontrato l’attore. In quinta seduta la donna afferma che forse si è inventata tutto. Il terapeuta le dice con tono saccente che invece è stata un’esperienza reale e le chiede di meditare ogni giorno sul fatto che l’attore aveva effettivamente voluto farla innamorare di lui, ma che questo le aveva impedito di avere una vita soddisfacente. In sesta seduta la paziente è ancora più sicura riguardo alla natura fittizia delle attenzioni dell’attore per lei, che anche il terapeuta alla fine riconosce. Seguono poi altre sedute dove il terapeuta aiuta la donna a sviluppare una socialità migliore. Strategia iniziale: prescrizione di un comportamento più gravoso del comportamento disfunzionale.

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