butterfly [Partecipante] 119 Inviato 31 Ottobre 2014 Inviato 31 Ottobre 2014 Provo a rispolverare questo post. Vero. Aspettative e desideri sono due concetti diversi. Ma a tuo avviso, Butterfly, a livello di emozioni, il desiderare qualcosa, più o meno ardentemente, nel momento non venga saziato, porta frustrazioni similo ad un'aspettativa negata? Si può desiderare con la consapevolezza di prendere quello che viene senza riscontro emotivo? Ci sono diverse discipline orientali basate sulla negazione del desiderio proprio come via alla serenità. Poi è giusto dire che l aspettativa nasce da un meccanismo erroneo. Il desiderio è forse più sano, se mi fate passare il termine. Proviamo a toglierla e a tornare sullo spicciolo come piace a me. Incontro interessante. Non mi aspetto vada bene ma lo desidero ardentemente. Non va come lo desidero. Frustrazione o piena consapevolezza che i desideri lasciano il tempo che trovano? Non lo so. Per certi versi non vedo possibile eliminare da un desiderio negato il riscontro emotivo. Mmm... Forse questione caratteriale e di cosa metti dentro questo desiderio. Ma sarebbe molto interessante avere un approccio "sano". Credo che bisognerebbe tener presente che fa parte del gioco anche la parte "down" della partita O te ne freghi ma così facendo non assapori appieno il succo delle cose, se c'è da penare ti tocca... Credo che se distinguiamo il concetto di aspettativa da quello di desiderio, dobbiamo fare lo stesso tra quelli di frustrazione e delusione. C’è una sottile differenza secondo me, legata appunto anche dal sentimento che li genera. La frustrazione lo vedo come qualcosa di più negativo, di meno “sano” per riprendere il tuo termine. Se una mia aspettativa viene negata mi sento frustrata perché ci vedo una sorta di ingiustizia. Perché quella persona “doveva” comportarsi così e invece non lo ha fatto. “Dovevo” avere questo e invece non l’ho avuto. Sarebbe stato “giusto” che le cose fossero andate in un certo modo ed invece sono andate in un altro, e allora mi rode. Il presupposto di partenza è una sorta di pretesa da parte mia, che può essere dovuta a svariati motivi, e che può portarmi a non vivere un rapporto sereno con la realtà e con chi mi sta intorno, e alla fine ripercuotersi anche sulla mia autostima. La delusione la vedo come un sentimento meno dannoso. Rimanerci male perché si “sperava” che le cose potessero andare in un certo modo e invece hanno preso una delle tante altre direzioni possibili, coscienti che questo poteva accadere. Secondo me è umano, e sono d’accordo con te che faccia parte del gioco. Della vita in generale. Se devo negarmi di desiderare e sperare per vivere più serenamente… mah, preferisco vivere un po’ meno serena. L’importante credo sia prendere questi momenti per quello che sono, senza andare ad intaccare la fiducia negli altri e in noi stessi. Ovviamente non sto dicendo che sia facile ;-) Salvatore93, Frankso e Connor ha reagito a questo 3
Frankso [Partecipante] 1069 Inviato 31 Ottobre 2014 Autore Inviato 31 Ottobre 2014 Credo che se distinguiamo il concetto di aspettativa da quello di desiderio, dobbiamo fare lo stesso tra quelli di frustrazione e delusione. Cè una sottile differenza secondo me, legata appunto anche dal sentimento che li genera. La frustrazione lo vedo come qualcosa di più negativo, di meno sano per riprendere il tuo termine. Se una mia aspettativa viene negata mi sento frustrata perché ci vedo una sorta di ingiustizia. Perché quella persona doveva comportarsi così e invece non lo ha fatto. Dovevo avere questo e invece non lho avuto. Sarebbe stato giusto che le cose fossero andate in un certo modo ed invece sono andate in un altro, e allora mi rode. Il presupposto di partenza è una sorta di pretesa da parte mia, che può essere dovuta a svariati motivi, e che può portarmi a non vivere un rapporto sereno con la realtà e con chi mi sta intorno, e alla fine ripercuotersi anche sulla mia autostima. La delusione la vedo come un sentimento meno dannoso. Rimanerci male perché si sperava che le cose potessero andare in un certo modo e invece hanno preso una delle tante altre direzioni possibili, coscienti che questo poteva accadere. Secondo me è umano, e sono daccordo con te che faccia parte del gioco. Della vita in generale. Se devo negarmi di desiderare e sperare per vivere più serenamente mah, preferisco vivere un po meno serena. Limportante credo sia prendere questi momenti per quello che sono, senza andare ad intaccare la fiducia negli altri e in noi stessi. Ovviamente non sto dicendo che sia facile ;-) ....e voi andate a togliere le donne dal forum. Pazzi. Salvatore93 e butterfly ha reagito a questo 2
Questo è un messaggio popolare. ale4 [Partecipante] 218 Inviato 21 Novembre 2014 Questo è un messaggio popolare. Inviato 21 Novembre 2014 (modificato) mi ero ripromesso di non scrivere per un po' qua sopra, perchè ogni volta che scrivo è perchè qualcosa è andato storto e mi sto leccando le ferite. come in questo istante. aspettative, desidero ed emotività. questo è il thread perfetto per la mia situazione. complimenti per la discussione, è molto profonda e tocca dei temi fondamentali. tanto per cominciare mi recupererò i libri che consigli, perchè è degli ultimi mesi l'idea (mia, aiutato) che dentro di me ci sia un bambino che vive le relazioni e sto cercando di capire come scendere a patti con questa parte di me. per adesso posso dirti che sempre, sistematicamente, quando ho fatto l'adulto (preso dal brio del numero e dall'ebbrezza di poter conoscere virtualmente chiunque), vivendo le cose senza aspettative, sono sempre, sempre andate a segno. al punto che in un certo momento non "le volevo più" ed erano loro ad inseguirmi. ma appena ci ho messo un po' di speranza, un po' di quella voglia di trovare qualcuno che davvero ti capisca, un po' di quel desiderio di fermarsi e non essere continuamente a caccia, insomma appena qualcuna è stata in grado di scavalcare il muro che faccio oltrepassare a pochissime, la situazione si è sfaldata e mi sono ritrovato a dover reagire a situazioni esterne con l'esperienza del bambino di cui parlavo prima. ed è difficile, perchè si tratta di trovare una via di mezzo tra il distacco più totale, simile all'indifferenza, ed il permettersi il lusso di essere perchè no, a volte anche deboli. e tutti sappiamo bene che questo non si può proprio fare. o quantomeno, non si può fare da "deboli", sperando che l'altra persona sopperisca alle nostre mancanze, che riempia le nostre paure. si tratta di trovare la giusta sfumatura di grigio, tra il nero ed il bianco. e no, il libro non l'ho letto. desiderio senza aspettativa è un concetto radicato nelle religioni orientali e credo che da qualche parte lì stia la risposta, ma è una domanda che si pone da tempo l'umanità e diventare un budda non è semplice. la butto sull'esoterico rovinando tutto quanto ho scritto finora, ma io ci credo: uno dei principi cardine della legge di attrazione è il desiderare qualcosa ma essere distaccati dal risultato: ed è per questo che spesso non funziona. perchè abbiamo troppo coinvolgimento nel desiderio, perchè desideriamo qualcosa che ci manca, e "trasmettiamo" questa sensazione di assenza, ricevendo altra assenza. lo so che è una puttanata ma ripeto, a me piace crederci. aggiungo un pezzo per incuriosire: quante volte quando SAPEVI che una situazione sarebbe andata in un certo modo, positivo o negativo, è andata così? tipo il 90%? questo posto è dannatamente affascinante per starci lontano. maledetti! Modificato 21 Novembre 2014 da ale4 Clock, ArmaLaTuaAnima, gdfluxus e 7 altri ha reagito a questo 10
TADsince1995 [Élite] 10674 Inviato 21 Novembre 2014 Inviato 21 Novembre 2014 Non hai detto affatto una puttanata. Il tuo post è da incorniciare. Io avevo ritrovato e poi perso il focus su quello che hai detto. Non farò più lo stesso errore. Mai più. ale4 ha reagito a questo 1
Frankso [Partecipante] 1069 Inviato 21 Novembre 2014 Autore Inviato 21 Novembre 2014 mi ero ripromesso di non scrivere per un po' qua sopra, perchè ogni volta che scrivo è perchè qualcosa è andato storto e mi sto leccando le ferite. come in questo istante. aspettative, desidero ed emotività. questo è il thread perfetto per la mia situazione. complimenti per la discussione, è molto profonda e tocca dei temi fondamentali. tanto per cominciare mi recupererò i libri che consigli, perchè è degli ultimi mesi l'idea (mia, aiutato) che dentro di me ci sia un bambino che vive le relazioni e sto cercando di capire come scendere a patti con questa parte di me. per adesso posso dirti che sempre, sistematicamente, quando ho fatto l'adulto (preso dal brio del numero e dall'ebbrezza di poter conoscere virtualmente chiunque), vivendo le cose senza aspettative, sono sempre, sempre andate a segno. al punto che in un certo momento non "le volevo più" ed erano loro ad inseguirmi. ma appena ci ho messo un po' di speranza, un po' di quella voglia di trovare qualcuno che davvero ti capisca, un po' di quel desiderio di fermarsi e non essere continuamente a caccia, insomma appena qualcuna è stata in grado di scavalcare il muro che faccio oltrepassare a pochissime, la situazione si è sfaldata e mi sono ritrovato a dover reagire a situazioni esterne con l'esperienza del bambino di cui parlavo prima. ed è difficile, perchè si tratta di trovare una via di mezzo tra il distacco più totale, simile all'indifferenza, ed il permettersi il lusso di essere perchè no, a volte anche deboli. e tutti sappiamo bene che questo non si può proprio fare. o quantomeno, non si può fare da "deboli", sperando che l'altra persona sopperisca alle nostre mancanze, che riempia le nostre paure. si tratta di trovare la giusta sfumatura di grigio, tra il nero ed il bianco. e no, il libro non l'ho letto. desiderio senza aspettativa è un concetto radicato nelle religioni orientali e credo che da qualche parte lì stia la risposta, ma è una domanda che si pone da tempo l'umanità e diventare un budda non è semplice. la butto sull'esoterico rovinando tutto quanto ho scritto finora, ma io ci credo: uno dei principi cardine della legge di attrazione è il desiderare qualcosa ma essere distaccati dal risultato: ed è per questo che spesso non funziona. perchè abbiamo troppo coinvolgimento nel desiderio, perchè desideriamo qualcosa che ci manca, e "trasmettiamo" questa sensazione di assenza, ricevendo altra assenza. lo so che è una puttanata ma ripeto, a me piace crederci. aggiungo un pezzo per incuriosire: quante volte quando SAPEVI che una situazione sarebbe andata in un certo modo, positivo o negativo, è andata così? tipo il 90%? questo posto è dannatamente affascinante per starci lontano. maledetti! Credo che scrivere quando qualcosa va storto, seppur rimanendo con un filo di "distanza" dal forum, abbia qualcosa di terapeutico. Io stesso se sono in vena vomito dubbi...incertezze..opinioni. Certo dipende... non mi va di parlare di tutto qui. Il tuo intervento riassume concetti che sento molto vicini. Dici cose giustissime. Nelle prime fasi di qualsiasi interazioni ormai siamo esperti nel mostrare il lato "alpha". Dopo, se ci lasciamo andare che le cose cambiano. Vengono fuori aspetti emotivi importanti. Il libro può essere valido perché ti fa pensare "cazzo... vero...". Ma non risolve nulla. Può essere un punto di paetenza ma non fa certamente il lavoro al posto tuo. O mio. Però... aiuta a capire certi meccanismi. Continuando credo che il distaccamento dal risultato sia uno dei puni caridine di molti aspetti della vita, molto attienente in campo seduttivo. C'è una specie di corsa nevrotica al numero che spazza via qualsiasi parvenza di crescita personale e traguardi personali. Sono d'accordo anche sulla tua visione del desiderio come ricerca di sanare un vuoto. Secondo me ne hai dette poche di puttanate... Anzi... credo che se ti va di partecipare non fai altro che aumentare il livello...ultimamente non è sempre a regime... eh eh frk e ale4 ha reagito a questo 2
ale4 [Partecipante] 218 Inviato 28 Novembre 2014 Inviato 28 Novembre 2014 grazie per l'apprezzamento. ci va del tempo per digerire questi discorsi, e mi sto approcciando al libro in queste settimane. quando ho le idee in ordine, posto qualcosa, è un peccato lasciar morire questa discussione Frankso ha reagito a questo 1
dantemaycry [Partecipante] 65 Inviato 28 Novembre 2014 Inviato 28 Novembre 2014 il 3d, bellissimo, custodisce, in nuce, un pericolosissimo ossimoro.... aspettative ed emotività... l'Uomo non ha aspettative, poiché l'Uomo che abbia scelto di vivere per aspettative, ha scelto di vivere del risultato di una azione altrui, dell'accadimento accidentale, della volontà di una improbabile, ove riconosciuta, entità superiore. l'Uomo ha dei desiderata, registra la mancanza, ne pone, conseguentemente gli obbiettivi idonei ai suoi soddisfacimenti, scegliendo, contestualmente, tra i tanti, i mezzi, i più idonei per l'ultima realizzazione. ma l'Uomo non ha aspettative, né, tantomeno, può legare l'intima sfera dell'emotività, all'attesa dell'altrui azione, del caso accidentale, dell'eventuale astratta volontà dell'entità superiore, perché se così fosse, sarebbe un essere dipendente e non più autonomo come, invece, predisposto alla vita. in questo, la Filosofia intesa come Pensiero Puro, l'Arte, in tutte le sue manifestazioni, ne costituisce la massima espressione, la più alta manifestazione dell'Uomo. In becera sintesi, il pensiero di un noto pensatore tedesco. Ma qui si parla di Seduzione, che, inglobando anche la condivisione successiva di un cammino con un altro essere umano...due...non uno....ma è un cammino che non presuppone, o quantomeno non dovrebbe presupporre, comunque, alla sua base l'aspettativa verso l'altrui agire e i suoi risultati. Un cammino, di due individui, che viaggiano affianco l'uno all'altro. La buca...l'inciampo...la caduta....il braccio teso un milione di volte, avrebbe recitato un noto poeta italiano, a raccogliere ed a far rialzare il compagno momentaneamente caduto. Quel braccio teso, emozionale...un'aspettativa? No. Altruismo ed empatia. Non un ossimoro...ma l'idillio del perfetto incastro. L'armonia...del viaggio. In due. Il "finché morte"...il fondamento di un contratto canonico...l'irrinunciabile base del contratto civile...per molti, tanti, troppi, anche una giustificata e legittima emozione. Ma quella emozione....in quanto tale...quella promessa....sottace una aspettativa? No. Appunto, è una emozione. Quindi, Altruismo ed empatia. L'aspettativa si (RI)mette nella sala d'attesa della mente dell'altrui agire. Il più grande scrittore di aforismi che abbia mai onorato questa terra, spiegò, in premessa, che la chiave di lettura di quelle immortali 504 massime altro non era che....l'egoismo....il solo vero fine ultimo dell'agire umano. L'aspettativa, che sa di attendere il risultato dell'altrui agire, allora, conosce già l'esito, il risultato, di quella vana ed inutile attesa. L'egoismo. L'emotività non può legarsi all'aspettativa. Ma all'altruismo e all'empatia. L'Utopia. Ma in quanto tale, non è di questo mondo. Thx to Zio Frank x il 3d Frankso ha reagito a questo 1
Frankso [Partecipante] 1069 Inviato 29 Novembre 2014 Autore Inviato 29 Novembre 2014 (modificato) Ok. Manteniamo vivo il post. DanteMaycry.... interessante... e concordo... Bella la metafora della caduta nel viaggio a due e la spinta a tendere la mano senza aspettative ma mossi dall'empatia. Quello ritengo sia un obbiettivo importante per un solido rapporto. Devilm dice il giusto... legare emotività ad aspettative è un meccanismo che non fa che aumentare la dipendenza dall' altrui azione. E di conseguenza, la felicità. Esatto. Ma... Il problema, come abbiamo detto, credo sia da dove nasce l'aspettativa. Negli ultimi giorni mi è capitato di pensare proprio a questo. Alla cosa che ritengo sia all'origine. Il bisogno. Provo. Per storia personale, per vicende del passato, per mancanze, per eccessi... posso sviluppare un vuoto da riempire. Una ferita aperta che chiede di essere curata. Questo genera il bisogno. Bisogno di affetto, di sesso, di amore, di attenzioni, di protezione, di emozioni forti ecc... Non sto parlando di livelli patologici... Sto parlando di sentimenti ed emozioni che possiamo avvertire tutti noi. Una parte di essi saranno rappresentati da bisogni "leciti", come reputo sia l'avere una storia sentimentale soddisfacente, perché no... ma un'altra parte può essere generata da un vuoto da riempire. Veniamo a noi... Considero molto importante la distinzione che abbiamo fatto tra aspettative e desideri. Dal momento incontro una persona con la quale lego, questi bisogni si proiettano. Quasi inevitabile. Se sento di aver bisogno di vicinanza, di presenza, ad esempio, posso desiderare questo dal mio rapporto. Non lo ricevo. Reagisco emotivamente perché il mio bisogno non è soddisfatto. Sfido chiunque a dire di non provare una sorta di frustrazione o seppur lieve delusione. Ma quanto di questo meccanismo rappresenta una zona erronea (citiamo...) e quanto invece una lecita ricerca? Perché se io ho bisogno di sesso, oppure di complicità, per spararne due, non posso desiderarli? Non lo so. Sto pensando a questo ogni tanto. La via della serenità è sempre quella di venire a patti con sé stessi, con la consapevolezza che possiamo essere gli unici a sfamare i nostri bisogni? Però l 'entità di questi bisogni per antonomasia è proiettata all'esterno. Ad un un'altra persona. Più che rincorrere una sorta di anestesia emozionale, credo sia più importante capire quale sia il giusto equilibrio tra i bisogni nati da mancanze passate e quanto da nostre necessità attuali. Un uomo o una donna che dice : " sto bene con te, ma questo rapporto non soddifa quello di cui ho bisogno" Non è un uomo o una donna che sono invischiati nelle proprie aspettative, anzi nei propri desideri. Hanno forse solo fatto pace coi propri limiti e bisogni. Questa forse è la parte di desiderio"sana". Quella che può portarsi dietro un feedback emotivo, ma lo usa per capire come porsi all'interno. (Ho vomitato qualche pensiero... prendeteli così ora... bisogna che finisco la moretti in frigo, e faccio due rutti per compensare...) Modificato 29 Novembre 2014 da Frankso Connor ha reagito a questo 1
ale4 [Partecipante] 218 Inviato 30 Novembre 2014 Inviato 30 Novembre 2014 Credo che scrivere quando qualcosa va storto, seppur rimanendo con un filo di "distanza" dal forum, abbia qualcosa di terapeutico. Io stesso se sono in vena vomito dubbi...incertezze..opinioni. Certo dipende... non mi va di parlare di tutto qui. Il tuo intervento riassume concetti che sento molto vicini. Dici cose giustissime. Nelle prime fasi di qualsiasi interazioni ormai siamo esperti nel mostrare il lato "alpha". Dopo, se ci lasciamo andare che le cose cambiano. Vengono fuori aspetti emotivi importanti. Il libro può essere valido perché ti fa pensare "cazzo... vero...". Ma non risolve nulla. Può essere un punto di paetenza ma non fa certamente il lavoro al posto tuo. O mio. Però... aiuta a capire certi meccanismi. Continuando credo che il distaccamento dal risultato sia uno dei puni caridine di molti aspetti della vita, molto attienente in campo seduttivo. C'è una specie di corsa nevrotica al numero che spazza via qualsiasi parvenza di crescita personale e traguardi personali. Sono d'accordo anche sulla tua visione del desiderio come ricerca di sanare un vuoto. Secondo me ne hai dette poche di puttanate... Anzi... credo che se ti va di partecipare non fai altro che aumentare il livello...ultimamente non è sempre a regime... eh eh credo che tutta la storia della seduzione si concentri nelle prime fasi della conoscenza, questo ci porta sì ad eliminare dubbi ed ansie che ci portiamo dietro nel conoscere persone nuove ma quando il terreno si assesta, vecchi fantasmi vengono fuori. qualcuno direbbe che mostriamo ciò che siamo, io comincio a credere che invece vengano a galla le nostre paure e le nostre insicurezze e nel contesto "protetto" chiamato coppia spesso ci aspettiamo che l'altra persona ci sostenga, ci aiuti in qualche modo o faccia fronte ai nostri problemi. il problema è che la seduzione intesa come marketing, grandi numeri, approcci a freddo e immagine si concentra poco sulla parte interiore di quello che siamo. è inevitabile che questo accada (intendo l'emergere delle contraddizioni e dei problemi): non siamo perfetti, è umano. però, spesso questo fa naufragare le cose. non sempre, ma sicuramente crea delle crepe in quell'immagine che avevamo trasmesso inizialmente. un percorso di coerenza (e odio quando le donne mi danno dell'incoerente, ma a volte è vero) è possibile solo se siamo consci di questa cosa e disposti a lavorarci sopra. non per le donne, ma per noi: d'altra parte nessuno può risolvere i nostri conflitti se non noi stessi. il libro, almeno per quel che riguarda i primi capitoli che ho letto, ci porta ad osservare questo meccanismo che mettiamo in atto (infantile, o di ricerca di protezione, oppure di soddisfazione di desideri più o meno inconsci) e a renderci conto di quando certi meccanismi scattano. già questo è un grosso aiuto, partiamo da una vaga idea, una vaga intuizione -io stesso ad un certo punto ho avuto la vaga sensazione che ci fosse qualcosa di infantile e/o irrisolto in me che emerge in situazioni di stress affettivo- ma senza avere una chiara visione di quanto sta succedendo. ed il primo passo per gestire queste cose (non dico risolverle o eradicarle) è prenderne coscienza. sul desiderio e sul distacco ci ritornerò quando avrò finito il libro Connor, Frankso e Salvatore93 ha reagito a questo 3
Frankso [Partecipante] 1069 Inviato 2 Dicembre 2014 Autore Inviato 2 Dicembre 2014 (modificato) credo che tutta la storia della seduzione si concentri nelle prime fasi della conoscenza, questo ci porta sì ad eliminare dubbi ed ansie che ci portiamo dietro nel conoscere persone nuove ma quando il terreno si assesta, vecchi fantasmi vengono fuori. qualcuno direbbe che mostriamo ciò che siamo, io comincio a credere che invece vengano a galla le nostre paure e le nostre insicurezze e nel contesto "protetto" chiamato coppia spesso ci aspettiamo che l'altra persona ci sostenga, ci aiuti in qualche modo o faccia fronte ai nostri problemi. il problema è che la seduzione intesa come marketing, grandi numeri, approcci a freddo e immagine si concentra poco sulla parte interiore di quello che siamo. è inevitabile che questo accada (intendo l'emergere delle contraddizioni e dei problemi): non siamo perfetti, è umano. però, spesso questo fa naufragare le cose. non sempre, ma sicuramente crea delle crepe in quell'immagine che avevamo trasmesso inizialmente. un percorso di coerenza (e odio quando le donne mi danno dell'incoerente, ma a volte è vero) è possibile solo se siamo consci di questa cosa e disposti a lavorarci sopra. non per le donne, ma per noi: d'altra parte nessuno può risolvere i nostri conflitti se non noi stessi. il libro, almeno per quel che riguarda i primi capitoli che ho letto, ci porta ad osservare questo meccanismo che mettiamo in atto (infantile, o di ricerca di protezione, oppure di soddisfazione di desideri più o meno inconsci) e a renderci conto di quando certi meccanismi scattano. già questo è un grosso aiuto, partiamo da una vaga idea, una vaga intuizione -io stesso ad un certo punto ho avuto la vaga sensazione che ci fosse qualcosa di infantile e/o irrisolto in me che emerge in situazioni di stress affettivo- ma senza avere una chiara visione di quanto sta succedendo. ed il primo passo per gestire queste cose (non dico risolverle o eradicarle) è prenderne coscienza. sul desiderio e sul distacco ci ritornerò quando avrò finito il libro Come dici tu, tutta la parte iniziale, spesso è rappresentata da strategie simil marketing che vanno ponderate in base alla propria persona Altrimenti è semplice. Nelle prime fasi ti dimostri un roccioso alpha che non deve chiedere mai. Cazzuto. La conquisti e se sei un certo tipo, non appena la cosa ti coinvolge non gestisci più la situazione come prima. Vai in pappa. Vorresti lasciarti andare, e se lo fai la maggior parte delle volte chi hai davanti non capisce più con chi ha a che fare e accusa il cambiamento. E' come se per conquistare una, passi davanti a casa sua sempre con la tua ferrari. Alla fine questa ci sta, le piacciono le ferrari. Entra in macchina e scopre che dentro ha il motore di una Panda. Cazz?!?!? Bisogna compensare le due cose. Capire come adattarle. Ci sono un sacco di nozioni che a suo tempo magari ho provato a farle mie ma, o ero completamente snaturato, oppure proprio non riuscivo. Amen. La parte interessante della seduzione è sempre quella che parla di crescita personale. Faccio un esempio banale. non devi smettere di chiamarla ogni giorno perché non è "alpha", devi smettere quando capisci che lo fai per avere un controllo fasullo e dipendente. Quindi sono totalmente d'accordo quando dici che il percorso di coerenza deve partire da dentro, non per farsi una scopata in più. Poi oh, dipende uno cosa cerca. per carità... arriva il ragazzino o il ventenne che cerca due dritte per divertirsi allora fa bene... ma non appena le cose si fanno più "movimentate dentro" allora il campo da giocare è anche un altro. Per il discorso degli scheletri nell' armadio e delle insicurezze (ne ho di tutti e due...) ci sono da fare altre considerazioni. E' normale nelle prime fasi giocarsi le carte migliori, fa parte di qualsiasi processo seduttivo, seppur senza snaturarsi. E' fisiologico. Io stesso mi sento strano se conosco una tipa che dopo pochi appuntamenti mi tempesta di problemi personali o emotivi, ma non perché non voglio approfondire, solo perché ritengo ci siano dei tempi di conoscenza da rispettare e stima verso se stessi. E mi è capitato diverse volte. Allo stesso modo se vedo che tutto rimane fermo come all' inizoo, avverto ci sia qualcosa che non torna. Se parte un ideale di coppia, sarò all' antica ma in una certa maniera desidero sentirmi libero di poter mettere sul tavolo tutto quello che mi caratterizza, perché vorrei facesse lo stesso la persona con cui decido di passare un arco considerevole di tempo. Fa parte della conoscienza di due individi senza peraltro risultare dipendenti dall' altro. Se lei non accetta questa cosa, non vedo tanto futuro... Da una parte deve esserci il percorso personale, dall' altra e quello a due non deve essere sempre una guerra nel nascondere le proprie debolezze. Sai che stress. Lo so che spesso è nocivo, ma vanno fatte tante considerazioni, non è semplice trovare un buon equilibrio ma ci sono dei punti fermi in cosa cerco. Poi oh, faccio male e rimarrò solo? Boh... può essere..eh eh Modificato 2 Dicembre 2014 da Frankso Salvatore93, frk, Connor e 3 altri ha reagito a questo 6
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