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incoerenza... ma cos'è esattamente?!? (lungo)


kirk

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kirk

IMHO, vale per tutto il post ;)

Ragazzi, a me piace pensare, viaggiare con la mente. Mi piace anche scrivere. E' da questo che voglio partire nell'apprendimento dell'arte del puing. Da questo, che sento molto MIO.

Allora mi permetterete di dirvi qualcosa che frulla nella mia mente da un po'. Grazie ad un amico e grazie ad un paio di buoni libri, ho cominciato a capire più cose in questi giorni che negli ultimi 5 anni. Volevo solo raccontarvele un po'.

Dunque, parto da un post di arachno di un po' tempo fa, quello sulla coerenza e congruenza. Interessantissimo intervento, che solleva un grosso problema di fondo (se non risolvo razionalmente un problema, io col c***o che riesco ad andare avanti. Una bella merda no? :rolleyez: ). Si parla di congruenza e coerenza nei comportamenti, negli atteggiamenti, nel modo di pensare. Del fatto che un sedicente pua che alla prima occasione si dimostra needy è in fondo uno sfigato. Io aggiungo: è uno sfigato anche chi se la fa addosso dietro l'angolo, dove nessuno lo vede.

Ognuno di noi allora porta con se alcuni atteggiamenti, modi di fare, che sono nient'altro che ABITUDINI. Rompere un'abitudine porta inevitabilmente ad una frattura, a meno che non si riesca a modificare d'un lampo l'intera personalità, cioè l'intero sistema di abitudini accumulate da anni e anni, il che risulta un'impresa colossale e pericolosa, oltre che estremamente faticosa. Cioè...rompere un'abitudine porta inevitabilmente ad una incoerenza. Questa incoerenza è avvertita da noi stessi e dagli altri, sia confrontando il prima e il dopo, sia paragonando due nostri atteggiamenti consecutivi (per es. a seguito di alcune esperienze o per necessità "di sopravvivenza" impariamo ad essere alpha in ambito lavorativo o scolastico, mentre rimaniamo AFC negli altri contesti sociali - a me è successo questo).

Ma questa incoerenza come è destinata ad evolversi, se non incontra ostacoli? Io penso nel migliore dei modi: una volta entrata a far parte del nostro modo d'essere in un certo contesto viene estesa per similitudine a tutti gli altri ambiti della vita che ci vedono coinvolti. Questa è l'evoluzione naturale della personalità. Cioè, io credo che l'evoluzione della personalità passi necessariamente attraverso l'incoerenza, per poi trasformare quello che era un comportamento incoerente nel modo d'essere abituale.

Ci sono però alcuni ostacoli che impediscono questa naturale evoluzione. Il primo è l'idea che noi abbiamo una personalità ben definita, un solido IO, in termini filosofici. Di conseguenza, qualsiasi deviazione da questa idea di personalità che ci siamo fatti viene autoavvertita come un'incoerenza, quasi un rinnegare noi stessi. Questo blocco psicologico impedisce che il comportamento incoerente venga assorbito dalla personalità stessa, arricchendola (la cosa che sarebbe naturale e che è naturale, pensate ai bambini).

Naturalmente, l'idea dell'Io è una cazzata :meaculpa: :zott: . Non esiste nessun Io, solo abitudini. Ed è semplicissimo modificare le proprie abitudini, richiede solo un po' di tempo... a patto che non si pensi con questo di rinnegare ciò che si è (cioè il proprio Io). Se sono abituato ad alzarmi dal lato destro del letto e voglio perdere questa abitudine, per un po' di volte presto attenzione a ciò che faccio e mi alzo da quello sinistro (sempre se non c'è il muro :) ). Dopo un certo periodo, il fatto di alzarmi dal lato sinistro diventata automatico. Ma se io invece di farlo con naturalezza penso che il mio essere più profondo coinvolge l'alzarsi dal lato destro, se penso che sono programmato geneticamente per alzarmi dal lato destro per es. perchè non sono mancino etc. etc. la cosa risulterà DIFFICILISSIMA. Ma non perchè difficile in sé, bensì per un VALORE AGGIUNTO PSICOLOGICO, di matrice culturale, dagli effetti negativi sul cambiamento e l'adattamento. Per questo questi ragionamenti altamente distruttivi e limitanti si radicano molto meglio ad abitudini che hanno a che fare con giustificazioni psicologiche (sono timido, sono così, sono colà etc. - tutta MERDA ).

Allora, tirando le somme: se la mia idea dell'IO è quella tradizionale, quella cioè di un blocco megalitico REALE e STATICO, ogni cambiamento significherà incoerenza e come tale verrà avversato con tutte le armi disponibili. Perchè rinnegare sé stessi significa MORIRE.

Se invece la mia idea di me stesso è quella tipica dei bambini (o di Hume), vale a dire un'accozzaglia di pensieri temporanei e di abitudini, un "fascio di percezioni" (Hume), se penso a me stesso come a qualcosa che si modifica nel tempo - com'è naturale - che varia al variare delle esperienze e degli stimoli esterni, allora l'idea stessa di incoerenza si dissolve come neve al sole. Tu non puoi definirmi e io non posso definirmi, perchè domani non sarò più quello che sono oggi.

Ultimo punto, perchè non mi si dica che sono un teorico che non viene mai ai fatti ;) . Nella fase iniziale di assunzione di un nuovo comportamento, di una nuova abilità, di rottura delle nostre abitudini, questo cambiamento verrà avvertito dall'esterno come incoerente. Ma questo perchè l'idea dell'IO megalitico è radicata culturalmente nella nostra società di adulti. Perchè quasi nessuno si pone il problema se la corrente idea dell'Io abbia senso, e infatti la nostra è una società di ottusi stressati da qualsiasi cambiamento. Ma guardate i bambini... la sorella di un mio caro amico - 4 anni, non ha alcun pregiudizio sul proprio Io - è ogni giorno un personaggio diverso: biancaneve, peter pan... ogni tanto torna ad essere Lucia, ma solo di rado. Non si fissa su alcuno dei personaggi, ma passa da uno all'altro come niente fosse. Straordinaria, flessibile e resistente come una canna al vento (immagine zen :rolleyez: ).

Come fare nella pratica di tutti i giorni? Sbattersene il c***o dell'incoerenza. Perchè, semplicemente, non esiste. E' una balla colossale. E perchè comunque nel giro di pochissimo tempo diventerà coerenza con la nostra personalità in evoluzione. Bisogna vincere questo fattore che ci trattiene dal cambiamento e per farlo occorre superare con l'azione la paura di fare la figura dell'incostante, dell'incoerente, di chi pretende di fare cose che non sa, di essere quello che non è.

In sostanza:

1. l'incoerenza comportamentale non esiste se non come definizione di una innaturale forzatura che esercitiamo versono noi stessi per assumere un comportamento che riteniamo non essere coerente col nostro IO più profondo. E come tale viene percepita anche dall'esterno. Ma se decidiamo che il nostro IO più profondo è un'illusione, l'idea di incoerenza si dissolve.

2. anche se ci siamo sbarazzati dell'idea di incoerenza, essa permarrà almeno in parte nella mente e negli occhi di chi ci guarda ad ogni nostro cambiamento. Non come forzatura (perchè essendoci sbarazzati dell'idea dell'IO FISSO non trasmettiamo l'idea di forzatura), ma per semplice confronto. Come superare questo problema?

a. capire che sono degli ottusi che limitano se stessi e pretendono di limitare anche gli altri con le loro percezioni distorte;

b. si tratta di un passaggio obbligato ma transitorio. Dura poche settimane, dopodiché il nuovo comportamento verrà assorbito dalla precedente personalità, verrà reso personale, originale, nostro. Oltre al fatto che gli altri si abitueranno a vederci con occhi diversi. Il problema è tutto loro, non nostro.

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mad4hb

Ciao Kirk,

ho letto con molto interesse il tuo post e devo dirti grazie per avermi spinto a rileggere quello origlinale di aRaChNo su coerenza e congruenza (per chi non l'ha ancora letto, eccoloqui).

IMHO credo che il concetto di coerenza temporale e di congruenza spaziale esposti dal grande aRa non fossero estesi come intendi tu, ma si riferissero alla singola interazione con una persona/gruppo di persone.

Per farla semplice, nulla ti vieta di fare recitrare un ruolo nelle interazioni che hai, che so, di fare l'imbranato con una hb se credi che questo ti serva nell'interazione. Semplicemente devi cercare di non uscire dal personaggio, o, se lo fai, di farlo nel modo giusto, in modo che sia chiaro che prima stavi giocando, altrimenti le reazioni saranno facilmente negative.

Quest'estate mi è capitato di aprire un 2set di con una hb8,5. Stavo sperimentando una tecnica ricavata osservando un mio amico natural (un vero fenomeno!) e che spero di postare presto (per ora ho intenzione di chiamarla Upset daddy), in due parole apro la CB (poi scoprirò essere la sorella maggiore del target), dopo di che passo al target, che risponde molto meglio della CB. Iniziamo a parlare in inlgese (stavo all'estero). Dal momento che la zona era infestata di italiani, le dico di essere di un'altra nazione latina, e tutto procede liscio, fino a che non decido di presentare un amico alla sorella in modo da ridurne le resistenze. Purtroppo ecco l'incoerenza: le presento l'amico col suo nome tradotto nella lingua del mio presunto paese, poi lo dico anche a lui. La CB se en accorge: credibilità a put..ne e gioco lentamente svanito nel nulla.

Precedentemente, nell'interazione con la CB, avevo detto in modo C&F di essere gay, (mi aveva detto di avere un ragazzo, al che ho risposto "anche io"). In questo caso il risultato non è stato incoerenza, ma divertimento: nessuno aveva creduto che fossi gay, ma dirlo aveva abbassato le barriere della CB ed incuriosito la hb, che l'ha preso per un gioco divertente e persino eccitante! Qui l'incoernza era solo apparente: in seguito ho negato di essere gay, ma lei non l'aveva mai creduto.

Un altro esempio l'ho già scritto in questa risposta sull'opener delle sigarette.

In definitiva sono pienamente daccordo con te sul fatto che possiamo cambiare i nostri comportamenti (altrimenti che ci staremmo a fare qui?) e quindi risultare incoerenti agli occhi di chi ci vede dall'esterno a distanza di tempo (a proposito di questo ho avuto un lungo discorso con un mio amico preoccupato per il mio cambiamento rispetto all'irrecuperabile AFC che conosceva). Sono anche daccordo sul fatto che questi cambiamenti, prima di essere assimilati, possano generare incoerenza o incongruenza nelle nostre relazioni con l'esterno e prima ancora ai nostri propri occhi, ed è proprio per questo (credo) che il post di aRa è tanto più prezioso, perché ci mette in guardia sul fatto che per risultare veri non basta interpretare la parte del PUA, ma diventarlo.

Tuttavia, prima di esserlo appieno occorre esercitarsi, sperimentarsi, diventare padroni di sè, delle proprie emozioni e delle tecniche secondo cui condurre il gioco e superare gli ostacoli che ci troviamo davanti (AMOG, CB, BS, ST, LMR...) senza uscire dal frame (farci smontare da eventuali errori), risultando VERI a tutto tondo.

Come recita Mystery "Fake it 'till you make it!"

Se non l'ahi già letto, ti suggerisco un altro grande thread sull'argomento qui.

Just my 2 cents

Ora ti lascio perché è sabato sera e spero di aver meglio da fare tra poco.

Sarge: ON

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