Amstaff [Partecipante] 67 Inviato 6 Novembre 2014 Inviato 6 Novembre 2014 insomma nasciamo, cresciamo, facciamo le scuole, ci troviamo un lavoro di merda (se siamo fortunati) una compagna, poi un altra, poi progettiamo di formare una famiglia (progetto che secondo la tua teoria puntualmente e con precisione matematica va in pezzi), invecchiamo, nel frattempo la vita ci tira qualche altro cazzotto, non ce la facciamo più, la natura inesorabile fa il suo corso e i nostri (eventuali) figli ci rimpiazzano in un ciclo senza fine. domanda: se tutto ciò è vero come (non) spero, la mia esistenza ha qualche vago significato? mi spiego meglio, tu dici che è importante nella vita avere un'obbiettivo: di fronte a un quadro così desolante e squallido, come si fa a porsene uno? E' che la vita è sempre stata in comparativa forzata rispetto a "qulacosaltro" (l'aldilà, una nuova reincarnzaione, una piadineria, ecc... ) che, frutto di elucrubazioni e fantasie , sarà sempre migliore di quello che abbiamo. Se un giorno saremo in grado di accettare l'ovvio (per me) che nascita e morte sono eventi necessari per sancirne l'esistenza e non abbiamo un metro ultraterreno di valutazione del significato di cio' che viviamo ... probabilmente (?) vivremo con piu' gioia e pienezza l'attimo. Senza avere un metro di giudizio sfalsato da un qualcosa che non conosciamo e ci è stato inculcato a furia di spauracchi demoniaci. La vita non è né meravigliosa né una merda. E' solo un esperienza limitata nel tempo. Non è che per forza debba avere un senso. Siamo un po' troppo schiavizzati dal principio causa-effetto. Sono opinioni personali. Nessuna verità. Che nessuno ha, in questo campo. zerozero ha reagito a questo 1
alchimista [Partecipante] 206 Inviato 6 Novembre 2014 Inviato 6 Novembre 2014 Ogni sguardo negato... ogni gesto, ogni frase sussurrata... anche del più stronzo di questo forum... può fare la differenza. E qua invece mi sono commosso io. E' così bello immergersi nello sguardo di una donna. Fondersi dentro. In quel momento, che può essere mezzo secondo o diversi secondi, è come essere in un mondo parallelo. Un mondo fatto da soltanto due persone. Mi emoziona, sento energia. Sento di trovarmi bene e in sintonia con l'altra persona. Al di là della piccola frase che ho citato, credo di aver appreso appieno in tuo pensiero. Ed è stupendo. Credo dovremmo farlo tutti. Purtroppo ci si limita ad altro. Però non mi limiterei soltanto al gentil sesso (che poi, perchè si chiami così, non l'ho mai capito. Ho conosciuto di quelle figlie di troia bastarde che di gentile non avevano nulla!). Ad ogni modo, ogni persona va capita e amata. Ogni persona può dare tanto. AALLEEEXXX, Venusda, ^'V'^ e 2 altri ha reagito a questo 5
DrGonzo [Partecipante] 189 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 (modificato) Mi sono letto tutto, e i tuoi interventi Aivia, mi hanno fatto capire molte cose. Cose che mai avrei collegato con l'ambito scientifco, ma che ho sempre lasciato solo sul piano razionale più superficiale. Ti ringrazio di cuore per avermi aperto questa prospettiva. (Nonostante in altre discussioni tu mi abbia lasciato sconcertato ) Ma ti voglio fare una domanda, forse banale, dopo l'iniziale "shock/illuminazione" riguardo i contenuti da te espressi, da 25 enne con solo una mezza esperienza diretta, ma con molte storie di tradimenti sentite e comprovate da amicizie strette, che mi sono posto: E se tutto quello che hai elencato, fosse troppo forte per una mente "debole" o non ancora del tutto consapevole di come, secondo questa visione che mi vede d'accordo, vanno le cose (come persone che non hanno mai avuto una relazione, e ancora credono nel vero amore fiabesco, o che l'hanno avuta come Valentyna ma che ancora non comprendono il tema di fondo) e finisse per fare più danni che altro? Con questo di certo non voglio demonizzare le tue analisi, ma penso che una persona "non ancora pronta" da questo punto di vista, potrebbe, almeno secondo me, incorrere a queste reazioni: 1) Illuminarsi grazie allo shock procurato dalla lettura di queste cose (vedi me), comprendere il concetto e ricollegarlo alla propria vita, e trarne beneficio per se stesso e per chi avrà accanto, facendolo vivere con la consapevolezza e l'accettazione che anche tu hai dimostrato di aver raggiunto. 2) Deprimersi, e magari se già in LTR iniziare a dubitare del/la sua lei/lui, o se single, AFC totale, finire per non cercare di migliorarsi, ne cercare approcci, ne cercare di conoscere nuove/i ragazze/i, poichè la realtà da te descritta per loro sarebbe troppo amara da mandare giù, pensando appunto che "il gioco non valga la candela". 3) Fregarsene totalmente, e vivere la propria esistenza relazionale con i partner, nel modo in cui ha sempre fatto, non pensando a tradimenti e se in caso questi avvenissero in modo palese, affrontando la nuova relazione con la vana speranza che ogni volta sia la "storia perfetta" e la volta buona per sposarsi. Che ne pensi? Modificato 7 Novembre 2014 da DrGonzo
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 Tempo 18 o 36 mesi e salta tutto. Però da un po' mi sto chiedendo perchè il maschio sia sempre "innamorato" anche dopo 5-6-7 anni. E parlo di coppie senza figli. Abbiamo assodato che in questo lasso temporale la ragazza tradisce ripetutamente il tipo, ok. Ma, purchè ne sia ignaro, il maschio continuerebbe la relazione ancora a lungo, se non venisse mollato ad un certo punto. Almeno questo mi è sempre parso di capire guardando le coppie durature che conosco, e l'ho provato su di me nella mia prima relazione, fortunatamente non così lunga. Mi riferisco ai maschi che si ritrovano in coppia per molti anni. Certo, vorrebbero trombarsi altre, ma per una serie di motivi non lo fanno. Restano con la ragazza solo perchè in mancanza non avrebbero la scopata assicurata? O qualcosa agisce nel loro cervello e li fa rimanere in quella sensazione di innamoramento per molto più tempo di quanto accada alle ragazze? O è forse solo una caratteristica delle prime relazioni importanti nelle quali pensi che andata via quella persona poi non ce ne sarà mai un'altra così? E' stato studiato che per un maschio perdere la donna che ama, venire lasciato all'improvviso, è un trauma emotivo più violento che per una madre perdere un figlio. E' anche risaputo che le donne sentono meno il dolore fisico (nocicezione) dei maschi, ma sanno lamentarsene molto di più. Il problema, caro sipontobic, è che i maschi sono poligami sincronici. Amano una, e possono amare altre quattro, scopandone altre cinque. Il fatto di andare con altre, che spesso mette fine alla relazione, non significa che non amino più, ma anzi, è il modo per continuare ad essere sessualmente attivi con quella/e che amano, dato che il testosterone crolla vertiginosamente in caso di monogamia o poca varietà sessuale. Se le donne capissero veramente qualcosa dei maschi, gli pagherebbero una puttana a settimana. Sarebbero amate a vita, come solo un maschio sa fare, e sarebbero scopate a vita, come solo un maschio che ha varietà sessuale sa fare. Poi ci sarebbe il discorso che tutte le donne sono bisex e che la vera sessualità di un maschio è con due donne, ma questo è già un passo in più, un boccone per volta. FrankR89, globation, Percival e 1 altro ha reagito a questo 3 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 (modificato) Veramente nei Vangeli si parla di monogamia eccome. Ho letto tutto con interesse, poi mi son ricordato che era un thread sul menare le mani, o meno ehe. La monogamia nei vangeli proprio non c'è... Non c'è nella bibbia, perché gli ebrei sono poligami ufficialmente, e non c'è davvero né nei vangeli né nelle elucubrazioni di quel Saulo di Tarso che ebbe un crollo psicotico e si inventò l'80% di quel che chiamiamo cristianesimo oggi, mentre chiamiamo lui San Paolo. Il Gesù raccontato in quei 4 libri scritti nel 400 non parla mai di abolire la poligamia, parla di matrimonio, riferendosi a quello in stile ebraico, ma dando per sottinteso che esso sia con più mogli, come era normalissimo al tempo. Abolisce solo il divorzio, accettato prima dagli ebrei. Sul ripudio matrimoniale egli affermava, citando il versetto del Deuteronomio (24,1) sul divorzio: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie – eccetto il caso di pornéia– la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio» (5,32). Porneia significa fornicazione, insomma, la potevi scacciare se lei la dava a qualcuno. Ma parla in seno alla normalità del matrimonio poligamico. Non dice mai cose come "da oggi i maschi diventino gay de facto e sposino una sola donna". San Paolo ( in Timoteo 3:1-5 ) consiglia che i vescovi e i diaconi siano sposati una sola volta. Abbiano una sola moglie. Non è un consiglio morale riguardante il sesso, ma riguarda l'impossibilità di gestire al contempo una famiglia numerosa coi suoi impegni e la propria diocesi, avere una sola moglie al tempo significava avere meno necessità economiche, si risparmiava. E siccome i vescovi maneggiavano grosse somme per conto della chiesa, era meglio che evitassero tentazioni. Se ti passano per le mani molti soldi e hai la possibilità di sposare dieci donne, chi te lo fa fare di non rubarli? Vescovi e diaconi non centrano con le cariche attuali. Erano quelli che dovevano maneggiare politicamente i fondi pubblici. Dargli il diritto di una sola moglie, mentre i credenti avevano più mogli era un mnodo perché fossero meno tentati a rubare. Ora, mentre insisto a dire che non c'è traccia di monogamia nei vangeli, ti copincollo un pezzo da qui http://it.cultura.religioni.bahai.narkive.com/dGEzqtHR/origini-storici-della-monogamia-cristiana "La monogamia era usata da pochi popoli... ed erano i più incivili... i romani all'inizio della loro storia erano appunto molto "incivili": un gruppo di ex pastori che aveva fatto fortuna con la pirateria di passo sul Tevere contro altri popoli più civili compresi gli etruschi.... la loro legge matrimoniale implicava: mi piace una donna? domando al padre se invece di mangiare da lui può venire a mangiare la minestra di farro da me ed è fatta... sono sposato con lei.... sposalizio che era, in realtà, non definitivo ma una specie di prestito del padre verso di me per fare figli miei legittimi e alleanza con lui.... quando cade la mia affezione maritale la rimando a mangiare dal padre e mi tengo i figli suoi che ritengo siano del mio sangue e che perciò ho preso in braccio ufficialmente facendoli così divenire cosa mia e non più del padre di mia moglie.... per questo motivo all'inizio della storia romana i beni della moglie rimanevano proprietà di suo padre e venivano solo dati in gestione fiduciaria al marito [manu maritalis] fino a che durava il matrimonio e cioè l'affezione maritale.... glie ebrei e altri popoli avevano leggi diverse e più civili per le donne... il legame si scioglieva dal padre della sposa e divenivano una carne sola come dice la Bibbia... perfino in caso di morte del marito la sposa non tornava dal padre o dalla famiglia di lui ma vigeva l'obbligo che uno della famiglia del marito morto la sposasse... la monogamia romana è, dunque, solo un modo per avere in prestito una donna con la quale fare figli certi e cioè "eredes" ma nulla di più.... questo era giudicato molto pratico perchè così le figlie non portavano via nulla alla famiglia di origine... i cristiani accettarono la monogamia pagana ma le dettero un contenuto normativo ebraico: cioè la donna non era più una convivente ufficiale ma diventava "una carne sola" col marito ed entrava a pieno titolo nella famiglia di lui... questo fu ottimo per gli artigiani e i contadini ma scopriva del tutto i ricchi... i ricchi ne profittarono nell'unica maniera consona a loro: non potendo più cambiare moglie a volontà si trovarno molte amanti illegali senza alcuna possibilità di essere accolte come mogli o concubine ufficiali e senza alcuna possibilità, dunque, di riconoscimento dei loro figli.... in antico il romano cambiava moglie ma la moglie tornava dal padre e i figli rimanevano con l'ex marito.... nessuno ci perdeva troppo... col nuovo sistema si istaurò il caos con una infinità di figli di ricchi privi però di ogni copertura legale... non più schiavi come i figli delle antiche amanti schiave dell'antichità romana ma neppure veramente liberi e figli giuridici.... le casate e le famiglie si disgregarono [si deve interndere una famiglia come ora si intenderebbe una azienda multinazionale] e fu uno dei motivi dell'indebolirsi della potenza romana rispetto ai barbari.... insomma: la monogamia romana o la poligamia ebraica da sole funzionavano benissimo... quando furono mescolate e contaminate tra loro tenendo la monogamia ma dandole contenuto ebraico di completo abbandono della famiglia originaria.... così unite crearono la crisi...." E io invece ti chiedo aivia..come hai fatto a riscoprire te stesso?chi ti ha detto fai così e non cosà é meglio questo di quello?libri?un mentore? Nessun libro mi ha detto fai così o cosà. E quando scelgo un mentore è proprio per la sua capacità di non pronunciare mai parole come fai così, fai cosà. I libri e i mentori giusti sono quelli che sanno farti le domande giuste. E in questo mi sono stato Master. Mi sono fatto molte domande, visto che le risposte di chi guardava la televisione erano scollate dalla realtà. Scollate in modo violento, doloroso, evidente. Quando ti fai delle domande, il tuo cervello diventa una macchina fantastica, per come trova, tra mille titoli in uno scaffale, il libro che potrebbe contenere dati a riguardo, o la persona che potrebbe esserci già passata e dedicarti le sue parole. Ti quoto qua ma solo prr comodità in quanto è sui tuoi discorsi che voglio capire un attimo.. Tu sei venuto dentro una "baldraccona rumena" che aveva il dichiarato intento di figliare per incastrare un tuo ex amico? Ora scusami ma non mi pare geniale rischiara di mettere incinta una e diventare il padre naturale e così legale del nascituro. Qualora la "baldraccona rumena " fosse rimasta incinta e il tuo ex amico le avesse dato un bel calcio in culo (magari per una bella baldraccona polacca più giovane). Secondo te da chi sarebbe venuta la baldraccona rumena a battere cassa? Se fosse venuta da me a battere cassa l'avrei messa a battere via internet e le avrei lasciato il 40% x Natale, il 20% gli altri giorni. Se battere cassa su di me fosse così facile, equitalia la smetterebbe di darmi infruttuosamente la caccia da anni. Comunque non si sarebbe mai azzardata. Non c'era nemmeno bisogno che ne parlassimo, conoscevamo gente in comune e nel momento in cui mi ha chiesto di ingravidarla sapeva benissimo che mai sarebbe venuta a darmi del pollo. Per te è una "baldraccona". Per me è una che rispetta certe leggi non scritte, cresciuta tra delinquenti e figlia di un omicida in galera, lei sa bene quali sono i maschi cui addossare colpe e quali sono quelli da cui farsi venire dentro. E' più facile che mi venisse a chiedere una mano per circuire un pollo che aveva conosciuto con l'annuncio su internet, che venisse da me a darmi del pollo con quella pretesa. In ultima analisi... ma chi glielo fa fare di aggrapparsi ad una prova biologica per battere cassa su uno che non ha nulla, nemmeno uno scooter intestato, quando può lavorare con l'annuncio su internet da sola o farsi sposare da uno dei mille italiani benestanti che ogni giorno chiedono a gente come lei di sposarli? E' pieno, di polli. O stai dalla parte di chi becca il granoturco, o stai dalla parte di chi mangia pollo. Mi avrebbe al massimo chiesto una mano per la gestione di un pollo. Seconda domanda accantonando i discorsi monotonia=infelicità che la maggior parte delle donne tradiscono ecc ecc ( mi sembra questa la tua filosofia) non ti sembra esagerato dichiarare questo tuo modo di vedere come verità? Tralasciando l'infelicità dovuta alla repressione dell'istinto. Non capisco il tuo assunto del fatto che una persona per istinto debba tradire. Non può subentrare la razionalità e quindi tramite essa la repressione dell'istinto? Spero di essermi spiegato bene Fin troppo. C'era questo Cartesio... e aveva questa passione per fare lo scienziato... nel 1600, quando la chiesa usava gli scienziati come sigarette... Cartesio poi... sezionava cadaveri... non proprio il massimo per essere lasciato in pace. Così trova questa ghiandola, la pineale, e decide di strizzare l'occhio alla chiesa per evitare che facessero un drum con lui. Non sapendo a cosa servisse, decide che è salutare dire pubblicamente che quella è la sede della ragione, che la ragione l'ha messa lì Dio per combattere col corpo, per combattere contro i propri istinti. Ora. Ovviamente non stiamo parlando di scienza. Anzi, qualunque neuroscienziato ti dirà che funziona proprio all'opposto. La ragione, che non ha sede nella pineale, serve a trovare modi indiretti per soddisfare le necessità istintive, laddove il modo diretto sia ostacolato da altri o da difficoltà. Non è qualcosa che possa combattere con l'istinto, come la calcolatrice del mio computer non può combattere con me. Può sbagliare calcoli se le do gli input sbagliati. O se non capisco le variabili in gioco e faccio il calcolo sbagliato. Tuttavia... la gente dal 1600 ha introiettato questo pensiero cristiano di lotta contro il corpo e di negazione della vita, ammantandolo di pseudoscientificità filosofica, la ragione che lotta contro gli istinti, il conflitto tra sentimento e ragione... Sai cosa succederebbe se la ragione avesse un potere sugli istinti? Succederebbe che un domani potresti scegliere per un ragionamento, di smettere di essere attratto e incantato davanti a quel buco peloso e umido e decidere di provare quella sensazione per il cavolo cappuccio o per la lattuga iceberg. Comoda sarebbe, vero? Ogni giorno vai al supermercato e con un euro sei felice per sempre. No, la ragione non comanda nulla agli istinti, e ci mancherebbe, come il mio PC non comanda nulla a me. Pensa a quando hai fame, sete, o sonno. Senti fame, senti sete, senti sonno, allora razionalizzi che è perché non mangi/bevi/dormi da molte ore, e inizi a ragionare su quale sia il modo per trovare soddisfazione per questi istinti. Non succederà mai l'inverso. Non succederà mai che noti sull'orologio che sono molte ore che non mangi, ci ragioni, e allora senti fame. Con buona pace di Cartesio, che, va detto, poveretto, mica ci credeva davvero, ma a nessuno piace finire in un posacenere. insomma nasciamo, cresciamo, facciamo le scuole, ci troviamo un lavoro di merda (se siamo fortunati) una compagna, poi un altra, poi progettiamo di formare una famiglia (progetto che secondo la tua teoria puntualmente e con precisione matematica va in pezzi), invecchiamo, nel frattempo la vita ci tira qualche altro cazzotto, non ce la facciamo più, la natura inesorabile fa il suo corso e i nostri (eventuali) figli ci rimpiazzano in un ciclo senza fine. domanda: se tutto ciò è vero come (non) spero, la mia esistenza ha qualche vago significato? mi spiego meglio, tu dici che è importante nella vita avere un'obbiettivo: di fronte a un quadro così desolante e squallido, come si fa a porsene uno? Scusa, non ho capito quale sarebbe il significato della tua esistenza se esistesse la famiglia monogamica e non fosse un'invenzione dei media. Mi sono letto tutto, e i tuoi interventi Aivia, mi hanno fatto capire molte cose. Cose che mai avrei collegato con l'ambito scientifco, ma che ho sempre lasciato solo sul piano razionale più superficiale. Ti ringrazio di cuore per avermi aperto questa prospettiva. (Nonostante in altre discussioni tu mi abbia lasciato sconcertato ) Ma ti voglio fare una domanda, forse banale, dopo l'iniziale "shock/illuminazione" riguardo i contenuti da te espressi, da 25 enne con solo una mezza esperienza diretta, ma con molte storie di tradimenti sentite e comprovate da amicizie strette, che mi sono posto: E se tutto quello che hai elencato, fosse troppo forte per una mente "debole" o non ancora del tutto consapevole di come, secondo questa visione che mi vede d'accordo, vanno le cose (come persone che non hanno mai avuto una relazione, e ancora credono nel vero amore fiabesco, o che l'hanno avuta come Valentyna ma che ancora non comprendono il tema di fondo) e finisse per fare più danni che altro? Con questo di certo non voglio demonizzare le tue analisi, ma penso che una persona "non ancora pronta" da questo punto di vista, potrebbe, almeno secondo me, incorrere a queste reazioni: 1) Illuminarsi grazie allo shock procurato dalla lettura di queste cose (vedi me), comprendere il concetto e ricollegarlo alla propria vita, e trarne beneficio per se stesso e per chi avrà accanto, facendolo vivere con la consapevolezza e l'accettazione che anche tu hai dimostrato di aver raggiunto. 2) Deprimersi, e magari se già in LTR iniziare a dubitare del/la sua lei/lui, o se single, AFC totale, finire per non cercare di migliorarsi, ne cercare approcci, ne cercare di conoscere nuove/i ragazze/i, poichè la realtà da te descritta per loro sarebbe troppo amara da mandare giù, pensando appunto che "il gioco non valga la candela". 3) Fregarsene totalmente, e vivere la propria esistenza relazionale con i partner, nel modo in cui ha sempre fatto, non pensando a tradimenti e se in caso questi avvenissero in modo palese, affrontando la nuova relazione con la vana speranza che ogni volta sia la "storia perfetta" e la volta buona per sposarsi. Che ne pensi? Penso che dovresti incazzarti come una iena per la gente che ti ha raccontato, fino a dopo i 12 anni, che un tale di nome Giona è vissuto nella pancia di una balena sott'acqua per tre giorni, o che uno schiavo abbia aperto il mar rosso con un bastone da Pastore. Penso che dovresti sentirti tradito da quanti ti hanno detto che le donne sono le depositarie della monogamia e del focolare domestico e che i maschi sono schiavi di impulsi sessuali, penso che dovresti prendertela con altri, se stai male riguardo ai continui scontri con la realtà. 1) 2) 3) La stessa risposta: liberati dal desiderio. Non dal desiderio in senso di tensione verso qualcosa. Dal desiderio che le cose siano come vorresti crederle. Si crea un gap, in questo modo, che è la vera fonte del tuo dolore. La fonte del dolore non è l'accettazione della realtà. O la realtà stessa. La fonte del dolore è data dai metri di caduta in cui inciampi ogni volta che il surreale teatro nella tua mente incontra il pavimento del reale. E' un pavimento sul quale si può anche stare bene. Se lo senti duro e doloroso è solo perché a volte ci cadi da 20 metri, invece di camminarci. Comunque... non voglio farti la morale o dirti che io detengo la realtà. Però se inizi a cercarla, la tua, quella della tua, scienza, ricorda di non proiettare i tuoi desideri nella ricerca, i tuoi desideri di come vorresti che fossero le cose. Perché creano quel gap. Quello scollamento forte. Che quando cadi rompe le ossa. Mi sembra di ricordare che in passato, forse nemmeno troppo remoto, anche tu ti sei ritrovato in questo tipo di rapporto. Ipotizzo che molto probabilmente eri già arrivato alle conclusioni esposte sopra. La mia domanda quindi è, perché? Cosa ti ha spinto dentro un concetto innaturale come il rapporto di coppia per mesi e mesi? metterti alla prova? conoscere meglio te stesso? innamoramento biochimico? Se l'innamoramento biochimico rendesse monogami, dovrei essere monogamo almeno, una o due volte l'anno. Nel 2011 venivo da due anni senza lavoro, per un frontale in moto, da due anni di cui uno e mezzo senza nemmeno un'erezione al mattino, per la botta presa ai testicoli nel frontale. Il testosterone era sotto i livelli minimi, per la stessa botta. E intanto mi trovavo braccato dai debiti del mio ex socio e trascinato per i capelli in processi penali più grossi di me, sempre grazie a lui. Con forti dolori, sena lavoro, senza macchina, con la moto sotto casa non assicurata, con un braccio che era la metà in spessore dell'altro dopo due interventi, senza testosterone, una sera un amico mi scrive un messaggio dolcissimo e di conforto e decido di vestirmi ed andare a salutarlo di persona per ringraziarlo. Un tizio che era con due donne, e che conoscevo di vista, mi vede solo in disparte che aspetto il mio amico senza socializzare e senza fregarmi nulla di nessuno, e viene con le tipe a dirmi: ah ahah tu sei Aivia e sei solo come un cane, io non sono nessuno e sta sera chiavo queste due, fatti due domande. Al che gli faccio io una domanda. Di indicarmi quale gli piacesse di più tra le fotomodelle che stavano posando per delle foto - evento in mezzo al locale. Un palazzo storico con un'atmosfera iperfighetta e musicalmente soft. Me la indica. La demonizzo, ci innamoriamo. Monogamo? No. Però lei mi sembrava in grado di accettare se stessa, nel tempo, un petalo alla volta. Mi sembrava in grado di reggere alla realtà. Lei mi chiedeva di essere monogamo, e piangeva, anche, nel chiedermelo. Così, mentre la accompagnavo a capire che di fatto lei non lo era mai stata... (sempre storie di 5 mesi, a volte finite per tradimento di lei) e mentre le dicevo che non volevo una storia di soli 5 mesi perché lei voleva giocare alla monogamia e quindi finire per avere lo schifo di me o l'indifferenza quando avesse trovato un altro, andai solo con altre tre in sei mesi, e lo feci di nascosto, per nutrirmi, lo feci di nascosto perché stavo aspettando i suoi tempi. Non per nascondermi. Insomma, sapeva che non ero monogamo, ma le risparmiai dettagli e situazioni. Lei, ovviamente, non era la santa che dava a bere a se stessa o a me. Siamo pari, quanto a "tradimenti" in quei sei mesi. Con la differenza che lei, poi scoperta, diede tutte le colpe a me, al mio non aver risposto ad un messaggio per ore, ad esempio. o cazzate così. Poi quando mi chiese di andare a vivere insieme ed era felicissima ed aveva anche accettato la condizione mia del vivere insieme ma solo per tre giorni la settimana, massimo 4 in alcune occasioni, le dissi di sì. Perché l'aver accettato quella condizione mi faceva sperare che stesse crescendo nella sua consapevolezza di se stessa, e che avremmo potuto iniziare a stare bene. 4 giorni dopo, il nostro semesiversario, mentre la aspettavo per la festa, dopo avermi scritto faccio una doccia e arrivo amore, è rimasta a dormire col fotografo che aveva conosciuto quel pomeriggio. Si sono proprio fidanzati e l'ha mollato dopo dieci giorni. Poi dopo due mesi è tornata a chiedermi scusa e a dirmi che avevo ragione su tutto. Con l'unica differenza che io... Non ero più il poveretto senza lavoro, senza macchina, senza testosterone, che aveva conosciuto e che era disposto ad accettare sei mesi di criptopoligamia ipocrita pur di avere una bella ragazza, aiutato dal deficit ormonale che mi rendeva più simile ad un 80 enne che ad un 30 enne. Ormai lavoravo, il braccio era tornato accettabile, gli ormoni erano tornati a girare sotto il cofano, le mie battute di caccia fruttavano selvaggina meglio di lei. E allora la accolsi come un padre, per due giorni abbracciati, poi iniziò un rapporto sano, in cui lei si innamora dei suoi fidanzatini e viene a farsi sbattere parlandomi di loro e di quanto è innamorata. Poi dopo qualche mese le sue storielle finiscono, e avanti un altro. Modificato 7 Novembre 2014 da ^'V'^ lovedrop22, Cliff Burton e DrGonzo ha reagito a questo 3
Magic Mike [Élite] 621 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 @fisco. per i tuoi modi educati di porti, ora come vedi non sto abbreviando, anche se per me abbreviazioni o meno, è il concetto che conta 1. Niente abbreviazioni per chi ti lecca un pochettino il culo. 2. Elimina il linguaggio da sms, per tutti. Il concetto conta, se scritto in italiano (vedi regolamento). Per il resto, Ciao
Arkad [Banned] 695 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 Poi ci sarebbe il discorso che tutte le donne sono bisex e che la vera sessualità di un maschio è con due donne, ma questo è già un passo in più, un boccone per volta. Su questa idea mi piacerebbe saperne di più... Come ti sei convinto che tutte le donne siano bisex?
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 Su questa idea mi piacerebbe saperne di più... Come ti sei convinto che tutte le donne siano bisex? L'argomento meriterebbe approfondimenti orizzontali e verticali da questo mio post del 2010, ma per il momento può essere un inizio: http://blog.aivia.it/2010/04/13/donne-da-provetta/
Questo è un messaggio popolare. Rev [Partecipante] 237 Inviato 7 Novembre 2014 Questo è un messaggio popolare. Inviato 7 Novembre 2014 1) Illuminarsi grazie allo shock procurato dalla lettura di queste cose (vedi me), comprendere il concetto e ricollegarlo alla propria vita, e trarne beneficio per se stesso e per chi avrà accanto, facendolo vivere con la consapevolezza e l'accettazione che anche tu hai dimostrato di aver raggiunto. 2) Deprimersi, e magari se già in LTR iniziare a dubitare del/la sua lei/lui, o se single, AFC totale, finire per non cercare di migliorarsi, ne cercare approcci, ne cercare di conoscere nuove/i ragazze/i, poichè la realtà da te descritta per loro sarebbe troppo amara da mandare giù, pensando appunto che "il gioco non valga la candela". 3) Fregarsene totalmente, e vivere la propria esistenza relazionale con i partner, nel modo in cui ha sempre fatto, non pensando a tradimenti e se in caso questi avvenissero in modo palese, affrontando la nuova relazione con la vana speranza che ogni volta sia la "storia perfetta" e la volta buona per sposarsi. Con questo di certo non voglio demonizzare le tue analisi, ma penso che una persona "non ancora pronta" da questo punto di vista, potrebbe, almeno secondo me, incorrere a queste reazioni: Fino a poco tempo fa, consideravo Aivia una persona intelligente, sveglia, ma troppo estrema. Pensavo che la vita lo avesse preso a pugni in faccia e per sopravvivere si fosse inventato il mondo che in questo topic descrive bene. Ero ovviamente terrorizzato dall'idea che quello che scrivesse fosse vero. Mettevo in dubbio tutto ciò che diceva. Per alcuni versi... vederlo così ammirato.. me lo rendeva ancora più antipatico.. Poi per una donna, e per la partenza di questa donna, sono morto. Non fidandomi di nessuno, sentendomi superiore a tutti ma a terra, l'ho chiamato, e l'ho incontrato. E' stato un pomeriggio piacevole. Non mi ha demonizzato o roba simile, ma mi è servito molto dare un volto a chi scriveva quelle cose. Ero morto, e quindi potevo assimilare tutto senza paura del dolore. Dolore più, dolore meno... In questi mesi ho represso la mia voglia di inondare Aivia di mail e messaggi, piuttosto ho messo in discussione tutto ciò che avevo appreso precedentemente. Ho letto molto, vissuto molto, e sono cresciuto molto. Poi, ieri... ho scritto un messaggio alla donna che amo. Le ho scritto che la amavo in senso sacro, non nel senso terreno e volgare. Che anche se siamo ora divisi, lei sarà per sempre con me. Che non mi interessa con chi tromba, chatta, spompina. Che a me interessa solo perdermi nei suoi occhi provando Amore, quando la vedo. Tutto il resto, non conta. Poi le ho dedicato questo pezzo... "Come faccio a metterlo in gabbia... e' bello come i fiori di ciliegio quando cadono... E forse torna, dentro la mia finestra. Forse no. Ma per lui c'è sempre, sempre, un pezzettino di pane. Non importa se non si è fatto vivo, non importa se mi ha beccato un dito l'ultima volta. Davvero, come può essere rilevante...siamo bellissimi e alla fine moriamo, come i fiori di ciliegio quando cadono. E tutto il resto...ma che importa? Quando ti guarda con quegli occhietti e dice cip cip...quando ti mostra con finta indifferenza la stupenda rugiada del mattino sui suoi petali... non ha più importanza nient'altro..." E si, è un pezzo di Aivia. E mentre glielo dedicavo, mentre compariva nella sua pagina facebook, piangevo. Ero felice. Ero libero. E piangeva pure lei. Ed era felice. Ed era libera. Me lo scrisse subito. Ieri sera ho provato una sensazione di pace e Amore che forse non ho mai provato prima. E se questa sensazione l'ha provata pure lei... è il regalo più bello che le abbia mai fatto... e piangerei anche ora, se non fossi nel mio posto di lavoro... Weiji - inactive, lovedrop22, /ekyll e 8 altri ha reagito a questo 11
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 7 Novembre 2014 Inviato 7 Novembre 2014 Le ho scritto che la amavo in senso sacro, non nel senso terreno e volgare. Cariche elettromagnetiche forti... Repulsione interna... Sei al livello, sperimentato da pochi nel mondo, in cui ami NONOSTANTE lei chatti o spompini qualcuno. C'è molto di più nel tuo cuore. Metti uno dei due tipi di amore dove te lo senti nel corpo. Che colore ha? Che suono fa? Che forma? Metti l'altro dove te lo senti nel corpo. Colore? Forma? Suono? Prova ad invertirli, per posizione, prova a invertirgli il colore, la vibrazione... Quando hai fatto, fallo di nuovo. E di nuovo, continua ad invertirli. Magari dove puoi avere un sacchetto per il vomito, non al lavoro. Una volta invertiti a livello di sensazione fisica, di immagini, di suoni, prova a spalmarne uno in tutto il corpo, con mani forti e delicate come fossero d'acciaio in guanti di velluto. Prova a spalmare l'altro tipo, in tutto il corpo. Spalmali insieme, ovunque. Dentro di te. Sopra di te. Sotto di te. Tutt'intorno a te. E ora contemporaneamente in tutte le direzioni, dentro e fuori fino ai confini del cosmo. Che succede? Vorrei dirti cosa vedi e senti ora ma non voglio suggestionarti. Dillo tu, se hai voglia. Perché un domani potresti avere acqua salata, invece di acqua e sale. Potresti amare lei nel momento in cui chatta. E non NONOSTANTE il fatto che chatti. Sacro... volgare... è vero, certo e verissimo... ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere il miracolo della cosa UNA.
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora