Kobol [Banned] 0 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Dove sta Medea quando serve, miseriaccia!!!
Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Ti faccio una domanda, Aivia. So che te la sei già fatta da solo e ci hai riflettuto, e proprio per questo vorrei conoscere la risposta. E non te la farei nemmeno se avessi accennato a tua madre solo in questo topic. Non pensi che la tua esperienza familiare possa averti influenzato, forse eccessivamente, a livello inconscio, nella formazione delle tue teorie, che col tempo sono diventate convinzioni? Ovviamente è del tutto normale che si parta dall'esperienza diretta, ma su temi complicati come "la società" non è oggettivo basarsi sulla propria famiglia. E sai anche questo. (per esempio, se io mi basassi sulla mia famiglia, banalmente, direi che ha ragione chi alza di più la voce, e tanto basta, sempre. Per dirne una. E lo so che non è vero, ma inconsciamente ogni tanto questa cosa ritorna. Fino a quando mi blocco e dico: "ma cosa sto facendo? Sono mio padre...") E anche se ti guardi attorno, avendo certe esperienze totalmente superate alle spalle, anche se non ti traumatizzano (perché come dici tu una diga dei castori non può arginare la potenza del fiume) queste ti lasciano un'immagine, un segno, una credenza, se sono esperienze significative come la convivenza prolungata con una "famiglia" (qualsiasi cosa voglia dire). E qualsiasi cosa vedi, senti, apprendi, rischi di ricondurla ha quanto hai già visto, sentito e appreso, anche per osmosi, anche inconsciamente, in quell'ambiente o in quell'esperienza che ti ha segnato (senza traumi), quell'esperienza che ha contribuito ad informarti, anche passivamente, in quello che sei ora. Poi la chiami realtà, ma non è realtà, è quello che hai potuto capire di essa dal tuo percorso, e se da quel percorso non ti sai distaccare la realtà non la coglierai mai nella sua complessità (ammesso che sia possibile)... ...e non so se qui la pensi come me, ma se sì... ...penso che in ultima analisi la domanda sia: come hai fatto a distaccarti dal tuo vissuto per arrivare a una teoria generale e trovarla convincente al di là del tuo vissuto? Come facevi ogni volta che leggevi un articolo a non pensare. "eh, sì, proprio come faceva mia madre..."? (per dire...)
adad [Partecipante] 272 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 http://www.ted.com/talks/helen_fisher_tells_us_why_we_love_cheat/transcript?language=en MrFab ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Ti faccio una domanda, Aivia. So che te la sei già fatta da solo e ci hai riflettuto, e proprio per questo vorrei conoscere la risposta. E non te la farei nemmeno se avessi accennato a tua madre solo in questo topic. Non pensi che la tua esperienza familiare possa averti influenzato, forse eccessivamente, a livello inconscio, nella formazione delle tue teorie, che col tempo sono diventate convinzioni? Ovviamente è del tutto normale che si parta dall'esperienza diretta, ma su temi complicati come "la società" non è oggettivo basarsi sulla propria famiglia. E sai anche questo. (per esempio, se io mi basassi sulla mia famiglia, banalmente, direi che ha ragione chi alza di più la voce, e tanto basta, sempre. Per dirne una. E lo so che non è vero, ma inconsciamente ogni tanto questa cosa ritorna. Fino a quando mi blocco e dico: "ma cosa sto facendo? Sono mio padre...") E anche se ti guardi attorno, avendo certe esperienze totalmente superate alle spalle, anche se non ti traumatizzano (perché come dici tu una diga dei castori non può arginare la potenza del fiume) queste ti lasciano un'immagine, un segno, una credenza, se sono esperienze significative come la convivenza prolungata con una "famiglia" (qualsiasi cosa voglia dire). E qualsiasi cosa vedi, senti, apprendi, rischi di ricondurla ha quanto hai già visto, sentito e appreso, anche per osmosi, anche inconsciamente, in quell'ambiente o in quell'esperienza che ti ha segnato (senza traumi), quell'esperienza che ha contribuito ad informarti, anche passivamente, in quello che sei ora. Poi la chiami realtà, ma non è realtà, è quello che hai potuto capire di essa dal tuo percorso, e se da quel percorso non ti sai distaccare la realtà non la coglierai mai nella sua complessità (ammesso che sia possibile)... ...e non so se qui la pensi come me, ma se sì... ...penso che in ultima analisi la domanda sia: come hai fatto a distaccarti dal tuo vissuto per arrivare a una teoria generale e trovarla convincente al di là del tuo vissuto? Come facevi ogni volta che leggevi un articolo a non pensare. "eh, sì, proprio come faceva mia madre..."? (per dire...) Perdonami. Capisco il tuo punto di vista, come ragionamento generale. Ma... In questo 3d ho: - parlato di come ho messo in discussione un libro che io per primo avevo consigliato in questo forum, facendo ammenda. - parlato di come avevo messo in discussione teorie evoluzionistiche che ho pompato su questo forum. - parlato di dati freddi emersi da studi abbastanza recenti che mettono in discussione cose che credevo. - fatto retro marsh su una o due cose che davo ormai per scontate. (nocicezione) - parlato delle esperienze altrui, tranne un paio mie. - infine, parlato di come le esperienze altrui e di come gli studi scientifici si riflettano in ciò che vivo anche io. In tutto questo, non mi sembra di aver proposto una mia visione del mondo personale, una mia teoria, un mio modello. Ammesso e non concesso che a 35 anni il proprio modello del mondo abbia ancora il coraggio di dipendere dalla famiglia di origine. Questo mi sembra simile a quando parlo di uno studio della Chivers in cui le donne dichiaravano il contrario ma si eccitavano realmente solo con gli estranei, e mi viene detto che dico così perché frequento un social circle di zoccole. (magari!) MrFab ha reagito a questo 1
No Name [Partecipante] 13 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 (modificato) .... Stava per mollare la sua donna dopo anni di litigate e incomprensioni sterili ed era innamorato follemente di un'altra con cui voleva andare a vivere e costruire una famiglia, quando la sua ex donna gli dice di essere incinta. Perde l'amore, perde tutto, chiede solo la grazia del test del DNA, visto che è impossibile che sia suo. E si scontra con una realtà che forse alcuni non conoscono: Non puoi far fare il test del DNA al figlio fino a che lui non ha 18 anni e può decidere per se stesso. Per ottenere il test deve chiederlo la madre. Se la madre si rifiuta, come nel suo caso... Sei costretto a fare il coglione che mantiene il figlio di un altro, dopo che la cosa ti è pure costata l'amore della tua vita, almeno per 18 anni. Ora sta sopportando quella donna che odia, ha i suoi piedi in testa dal mattino alla sera, e conta i giorni che lo separano da quei 18 anni. Fammi capire, una pazza qualunque dice che è incinta e che io sono il padre e secondo te legalmente non potrei fare nulla? Modificato 8 Novembre 2014 da No Name
Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 In tutto questo, non mi sembra di aver proposto una mia visione del mondo personale, una mia teoria, un mio modello. Ammesso e non concesso che a 35 anni il proprio modello del mondo abbia ancora il coraggio di dipendere dalla famiglia di origine. Questo mi sembra simile a quando parlo di uno studio della Chivers in cui le donne dichiaravano il contrario ma si eccitavano realmente solo con gli estranei, e mi viene detto che dico così perché frequento un social circle di zoccole. (magari!) Vabbe' capisco di aver fatto una domanda almeno un po' ingenua. Forse lo capiró da solo quello che ti chiedevo. Ma in questo momento la famiglia di origine mi sembra un imprinting forte.
adad [Partecipante] 272 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Fammi capire, una pazza qualunque dice che è incinta e che io sono il padre e secondo te legalmente non potrei fare nulla? Se la pazza dice che sei il padre, tu non lo vuoi dichiarare, lei può andare al tribunale dei minori per obbligarti a fare il test del DNA, e se non sei tu il padre non corri il rischio. Il rischio lo corri se vieni in una, questa esce incinta, va in tribunale e il tribunale ti obbliga a fare il test. Se il test non lo vuoi fare il giudice ti dichiara comunque padre, perché il rifiuto ingiustificato di sottoporti al test è "prova" della tua colpevolezza. Questo in modo molto maccheronico...
adad [Partecipante] 272 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Ovviamente sono entrambi i presunti genitori a chiedere il test, ma questo significa che se lei non vuole far fare il test al figlio e tu non sei interessato a mantenerlo perché non lo reputi figlio tuo sei liberissimo di farlo...
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Fammi capire, una pazza qualunque dice che è incinta e che io sono il padre e secondo te legalmente non potrei fare nulla? Non una pazza qualcunque, la sua convivente ufficiale. E' un problema. Se una pazza qualunque viene a darti la colpa, tu puoi non riconoscerlo, allora lei si rivolge al giudice che può disporre un accertamento obbligatorio sul tuo DNA. Ma quella è la sua convivente da anni, anche se lui stava iniziando a traslocare e non andavano d'accordo da tempo.
^'V'^ [Aivia Demon] 174881 Inviato 8 Novembre 2014 Inviato 8 Novembre 2014 Ovviamente sono entrambi i presunti genitori a chiedere il test, ma questo significa che se lei non vuole far fare il test al figlio e tu non sei interessato a mantenerlo perché non lo reputi figlio tuo sei liberissimo di farlo... Il fatto è che lui, se ci fosse il 10% di possibilità che fosse suo, non se la sentirebbe di abbandonarla e di non prendersene cura. Quindi sta lì sotto scacco per il dubbio che potrebbe forse per sbaglio essere suo. Mentre lei non gli toglie il dubbio.
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