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Ero incerta se rispondere ad uno di voi, frequentanti di questa sessione, o aprire direttamente un topic. Alla fine quest'ultima idea ha prevalso.

La mia decisione di scrivere, questa sincera e breve idea che lessi parecchi anni fa, viene da diversi motivi:

uno dei motivi è il sempre arguto utente BANE, che nonostante le sue ferree idee ha commentato un post di un uomo che a 26 anni ha la possibilità di rivivere le esperienze di quando era un sedicenne spensierato, con il suo primo amore. Il commento di Bane è stato ovviamente di riprovarci, di non avere rimpianti. Come si sa...meglio un rimorso che un rimpianto.

Un altro motivo è l'aver letto il post di un ragazzo di 19 anni, ferito dall'amore, che ovviamente in preda alla rabbia e alla sofferenza ha esclamato "ora esco e mi scopo la prima che passa". Cosa ovviamente sconsigliata dagli utenti più anziani, che sanno bene che questo crea un vuoto maggiore. Ma ovviamente lui farà di testa sua, e non credo che questo sia un male...

Infine un ultimo motivo, Il mio amore grande, il mio "vero" amore. Che altro non sono che... io. Ieri parlando con un'amica è venuto fuori un argomento che per troppi anni è stato taboo. Una ragazza. Una semplice ragazza che secondo i miei amici mi ha "rovinato", rendendomi un mostro che preda innocenti fanciulle. L'idea della mia cara amica è stata quella di richiamare il mio vecchio amore, perchè ora sono "più forte".

La verità è che è vero che sono più forte, ed è anche vero che la mia testa funziona a cicli (un po' come dice coelho, che per chiudere veramente qualcosa bisogna finire il ciclo) . La voglia di chiamarla, per salutarla un'ultima volta è tanta. Ma non credo lo farò tanto presto. Nel forte castello che ho costruito in tutto questo tempo, fatto di dolcissima solitudine e incredibile indipendenza, lei potrebbe venire a soffiare e a buttarlo giù. Basterebbe uno sguardo.

Ho avuto rabbia, poi ho avuto paura, poi ho avuto nostalgia. E fino a ieri ho avuto la mente intorpidita, affaticata, perchè non c'è stato giorno in cui non ho cercato di non pensare a lei. E quando ho finalmente smesso tutto di me ha gioito.

Vi dico questo come prologo a quello che sto per scrivervi. Citazione tratta da un romanzo poco conosciuto; che spero non vediate come una verità triste, ma come uno di quei doni più belli della vita: l'opportunità di ricominciare.

E potete scalpitare, potete pensare alla vostra lei per anni, ma poi alla fine... andrà via. Anche dovesse essere il vostro amore più grande, lei andrà via dalla vostra testa.

Tanto poi dimentichi tutto.
Prima dimentichi tutto quello che hai studiato: le date di storia e il Teorema di Pitagora.
In particolare dimentichi quello che non hai imparato veramente, ma che hai mandato a memoria la sera prima.
Dimentichi i nomi di tutti i professori, tranne uno o due, e alla fine pure quelli.
Dimentichi l’orario delle lezioni di prima superiore e dove stavi a sedere e il numero di telefono del tuo migliore amico e le strofe di quella canzone che avevi cantato un milione di volte.
[...] E poi, lentamente, molto lentamente, dimentichi le umiliazioni: persino quelle che sembravano indelebili sbiadiscono a poco a poco.
Dimentichi che cosa andava di moda e che cosa era out.
Chi era carino, sveglio e altletico e chi no.
Chi ha frequentato un buon college.
Chi organizzava le feste migliori.
Chi ti trovava del fumo.
Li dimentichi tutti quanti.
Persino quelli che dicevi di amare e quelli che amavi veramente.
Sono gli ultimi a scomparire.
E una volta che hai scordato abbastanza, puoi amare qualcun altro.

Gabrielle Zevin
Non ricordo perché ti amo

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Dani89

Mi fa pensare più al morbo di Alzheimer che al tempo che passa questa poesia... anche in una maniera abbastanza poetica perché l'immagine che mi si è proiettata in mente è il finale de "La versione di Barney", con il canadair che lancia il pallone gonfiabile...

Sarà anche vera ma è come dire a un ubriaco fradicio: "guarda che domani stai meglio"... l'ubriaco non ha la concezione del domani, e se ce l'ha non gliene frega niente...

Tempo al tempo, sì. Ma il tempo si vive, non si racconta... :)

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