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Lettera da un deluso - Qual è la giusta interpretazione? [PAPIRO]


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Salve ragazzi,

questo è il mio primo post nel forum. Vorrei rendervi partecipi della mia situazione e della mia storia per potervi chiedere dei consigli su come interpretare certi comportamenti. Premetto: sarà un papiro

Da circa due mesi la mia (oramai ex) lei mi ha lasciato dopo una relazione di due anni intensissima (a mio parere).

Ho 19 anni, quindi si può intuire facilmente che eravamo al 4° anno di liceo quando ci siamo "fidanzati". Lei è stato il mio primo vero amore così, così come lo sono stato io per lei. Frequentavamo la stessa classe e abitiamo nello stesso paese, ci conoscevamo già da un anno e io, per dirla tutta, ho voluto iniziare questa relazione solo per divertirmi da un punto di vista sessuale, nonostante col tempo ci sia entrato davvero dentro e posso dire, col senno di poi, di essermi innamorato per davvero.

Prima di entrare nel vivo del racconto, vorrei premettere le mie considerazioni su di lei e su me stesso per darvi un quadro quanto più completo possibile di quanto seguirà.

Lei era (ed è) immatura, insicura, con una bassa autostima (nonostante sia oggettivamente una bellissima ragazza), ma allo stesso tempo orgogliosa, stuzzicante, pungente, passionale, avevamo un'intesa sessuale perfetta. Ha il grave difetto di non comprendere l'altra parte, di non mettersi nei panni degli altri, di mettersi al centro dell'attenzione in una discussione e travisare sempre i messaggi. Per tutta la durata della relazione l'ho trovata menefreghista e a tratti egoista, ma questo solo nei confronti di persone che non fossero me. Gelosa oltremodo.

Io, al contrario, modestie a parte, mi considero molto più maturo di lei e dei miei coetanei, sempre sicuro e mai esitante, a volte forse anche troppo (a quanto mi viene detto, almeno). Siamo abbastanza diversi, nonostante ciò riuscivamo a fonderci in una maniera unica e conversare per ore senza mai stancarci, probabilmente anche perché ho una serie di interessi estremamente varia: spazio dall'amore smisurato per l'Inghilterra, l'inglese (lingua che conosco in modo eccellente, cosa che le piaceva da impazzire, apparentemente) e la cultura anglofona a quello nei confronti del Giappone, dall'amore per i libri, il cinema, il teatro, i videogiochi, la fotografia a quello per la filosofia, la storia, la cultura dei popoli antichi, fino ad arrivare alla musica, al cibo cinese, all'informatica, ai prodotti di bellezza (!!) e alla scrittura. Mi piaceva tantissimo questo confronto. Non ho mai smesso, neanche per un secondo, di pensare che ogni minuto passato assieme è stato d'arricchimento per entrambi, che mi piaceva renderci entrambi partecipi di quello che l'altro sapeva maggiormente.

Come ho detto precedentemente, la nostra relazione è iniziata quand'eravamo ancora al liceo e proprio per questo ho voluto definirla appositamente "intensissima": tra materie da studiare, interrogazioni da preparare, l'esame di stato e l'università poi, i problemi di locomozione e tutto, ci siamo tolti davvero ogni sfizio. Con lei sono stato a Londra, Praga, Roma, abbiamo avuto occasione di visitare musei, siamo andati alla Reggia di Caserta, a vedere le Luci d'Artista di Salerno e in quel di Napoli siamo stati a San Gregorio Armeno, alla Villa Floridiana, abbiamo mangiato nelle migliori pizzerie, visitato il Centro Storico, passeggiato sul lungomare, senza contare i numerosi regali, pensierini, bracciali, orecchini, pupazzi fino ad arrivare al favoloso Trilogy che le regalai al suo 18° compleanno (che non era un anello di fidanzamento, sia chiaro). Ricordo in particolare quando tornai da Londra l'anno scorso, in gita con mio fratello e i miei cugini, che mi presentai da lei con 4 - 5 pensierini tra cui un mazzo di fiori, ed io ero estasiato nel vederla felice.

Ora, chi è arrivato a leggere fin qui faccia bene attenzione: dopo aver razionalizzato il tutto, posso ben dire che in questo periodo NON sono mai stato uno zerbino e non mi sono mai comportato da tale. Non sono mai stato una persona particolarmente smielata, ho sempre odiato coloro che si fanno dediche su facebook o pubblicano decine di foto al giorno. Nonostante ciò, sono una persona dalla retorica importante e, soprattutto di persona, sapevo essere romantico, sapevo come farmi desiderare e sapevo soprattutto cosa dirle per farla sciogliere. Anche questo mio tratto, apparentemente, diceva che la faceva impazzire.

Potrebbe sembrare strano, eppure è così. Ciò che ho fatto e che ho regalato è sempre nato da una mia iniziativa e ho sempre messo tutto il amore, perché mi rendeva felice vederla felice. Naturalmente ci sono state delle volte che mi ha chiesto qualcosa o mi ha fatto capire di volere qualcosa e io gliel'ho dato, ma semplicemente perché erano cose da niente, che non richiedevano alcuno sforzo da parte mia. Quante volte l'ho lasciata a piangere per qualcosa di cui magari lei stessa era artefice, ed io non me ne curavo nella speranza che potesse capire il suo errore. Ne ho commessi anche io, di errori, forse la maggior parte di essi riguardano l'atteggiamento che assumevo durante le nostre litigate: troppo sicuro di me, troppo imperturbabile. Ma cosa potevo farci? Mi dava enormemente fastidio quando un mio messaggio veniva pesantemente frainteso oppure, a volte, la sua gelosia diventava asfissiante, gelosia a cui io non davo alcuna ragione d'esistere. La maggior parte di queste situazioni avvenivano tramite messaggio, perché da vicini ci siamo sempre trovati divinamente. Io la amo ancora, e probabilmente questa cosa mi frega, perché ripensando indietro alle poche volte che l'ho fatta piangere "dal vivo", nonostante mi sia comportato da completo stronzo non curante, oggi la stringerei solamente forte al petto per farle capire che anche in quei momenti l'ho amata. Tra gli errori commessi voglio metterci anche le brutte, bruttissime parole che le ho rivolto in momenti di estremo nervosismo ("Mi tarpi le ali ogni volta che mi fai innervosire e non mi fai concentrare", "Sei una malattia per me") e le volte in cui le avevo preannunciato che ci saremmo lasciati prima o poi, perché certi suoi atteggiamenti di fraintendimento o la sua incapacità di capire l'altro e mettersi nei suoi panni sarebbero diventati intollerabile.

In ogni caso, l'inizio dell'università per entrambi è stato un momento ambiguo, da un lato c'era l'eccitazione per il nuovo ambiente, le nuove persone, le nuove materie, dall'altro la malinconia perché inevitabilmente non ci saremmo più visti così spesso come prima (nonostante di mattina prendiamo lo stesso treno). Iniziamo ad integrarci, ognuno nel proprio nuovo ambiente, ed io conosco fin da subito i principali suoi compagni: un tipo in particolare, con il quale mi presento e ci conosciamo. Inizio a tenerlo d'occhio. La nostra relazione continua bene, però. Finalmente mi viene anche data l'auto per uscire e, quindi, nuovi posti in cui andare, oltre ad un luogo tranquillo dove appartarci il sabato sera. Con il carico di lavoro in più, però, iniziamo per forza di cose a sentirci di meno tramite messaggi ed io inizio a sentirne la mancanza. Era all'incirca l'inizio dello scorso Ottobre quando le dico chiaramente che non mi piace il fatto di sentirla così saltuariamente, così si torna su "livelli normali" per i successivi 2 - 3 giorni e poi di nuovo il contatto inizia a scemare. Ripeto quanto detto prima, in toni più bruschi ("Nonostante i miei studi e i miei impegni, io ti penso e ti scrivo, e mi chiedo per quale fottuto motivo a te non venga la voglia di sentirmi!") e il tutto sembra tornare alla normalità, pur riducendosi col passare dei giorni.

Tutto questo fino alla metà di Ottobre. Non dimenticherò mai quella serata: io adoro dire certe cose guardando l'altra persona negli occhi, eppure quella sera non ci potevamo vedere, e quando stavo per scriverle "Passare la vita con te sarà meraviglioso" fui interrotto da un suo messaggio: "Lo sai, questo mio compagno mi ha invitato per uno spettacolo al San Carlo. Ho rifiutato per imbarazzo, non voglio fargli spendere tutti quei soldi". Panico, paura. Una moltitudine di pensieri e sensazioni si arrovellano nel mio cervello e nel mio cuore: rabbia, delusione. Chiedo spiegazioni, chiedo come fosse stato possibile pensare solo ai soldi, evitando un cenno a me, a rendermi partecipe, o anche solo come fosse possibile non rifiutare proprio per rispetto nei miei confronti. Mi risponde chiedendomi perché non ci avessi pensato io prima, che non c'era nulla di male, che se fosse successo a me io l'avrei convinta che non c'era nulla di male. Nulla di più falso, semplicemente perché io avrei rifiutato a prescindere. Quella sera resto scioccato e lei solo il mattino successivo si "pente", si scusa e comprende il "male che ti ho fatto".

Io resto ancora attonito, le dico che con quel gesto ha tradito la mia fiducia e resto freddo. Nei giorni precedenti io l'avevo avvisata, scherzosamente, che questo tizio ci stava provando con lei. Scherzosamente perché, ad essere onesti, il tipo in questione è oggettivamente un cesso. Ha dalla sua una condizione economica molto migliore della mia, ma io l'avevo avvertito come una minaccia minima. Come poi mi fece leggere lei, nell'invitarla al San Carlo, lui le aveva detto "Staresti bene tra gli aristocratici" ed io, sempre con il mio fare superiore ed imperturbabile, le ho fatto notare che con quel messaggio l'aveva palesemente relegata ad una classe inferiore, ad una "plebea". Ride con me di questa cosa e mi fa "Ma tu sei un uomo, che c'entra, lui è un ragazzino". Resto positivamente colpito da questa sua osservazione.

Nel contempo accadono altri fatti. Circa una settimana dopo il fatto del San Carlo lei si presenta in treno con una penna di colore viola regalatagli da lui. L'anno prima, ad una sua richiesta scherzosa, io gliene avevo regalata una di un colore leggermente più chiaro. Sarà una stupidaggine, okay, ma nella rabbia che ancora provavo decido di buttargliela dal finestrino. Lei non se ne accorge, glielo dico solo in serata al telefono, e lei mi stacca la chiamata in faccia mandandomi un messaggio: "Non voglio sentirti più per oggi, buona notte". Ancora una volta resto sbigottito.

Sento che sta fuggendo via, che la sto perdendo, ma io non ho intenzione di fare alcun passo indietro e resto freddo, perché non ho fatto assolutamente nulla di male. Addirittura il mattino seguente, in stazione, le passo di fronte non degnandola di un saluto ed è solo lei che, avvicinandosi, tenta di far pace con me. Ma io la amo, e quando lei, in settimana, mi dice che le piacerebbe andare a mangiare cinese, io colgo la palla al balzo. Il sabato successivo mento ai miei genitori, vado a prenderla con l'auto e decido di andare a mangiare cinese non avvertendola neanche anticipatamente: è stata una decisione improvvisa che ho preso soprattutto per me stesso, per capire se, nonostante la rabbia, io sapessi chi fosse la persona che amavo. La serata passa tranquillamente, lei non ci poteva credere che l'avessi davvero portata là, tenta anche di darmi un bacio in macchina ma io mi tiro indietro. Prima di riaccompagnarla mi apposto con la macchina e mi fermo, non facendo assolutamente nulla. Lei nemmeno. Ad un certo punto, evidentemente stizzita, mi chiede di riaccompagnarla. Così faccio, lei scende e io non la saluto nemmeno. Mi arriva un suo messaggio poco dopo: "Ma tu sei sicuro di me?" "No, non posso esserlo" - la mia risposta.

Passano ancora i giorni, si avvicina il compleanno di un'amica che sta nella nostra comitiva, così decidiamo, insieme ad altri 3 - 4 nostri amici di farle un regalo: un bellissimo paio di orecchini ed una collana abbinata in vetro di Murano. Il compleanno della mia ex era un paio di settimane dopo, motivo per cui io ovviamente attizzo le orecchie e prendo nota di ogni suo commento. Lei stravedeva per un paio di orecchini ed un bracciale. Arriva il compleanno della nostra amica, trascorre tutto bene, e poi due giorni dopo, domenica, per un banale litigio (palesemente usato come scusa), mi dice che non sa se può continuare la relazione con me a causa delle numerosi parole brutte che le ho detto in passato (vedi sopra, palesemente usate come scusa anche questa, a mio parere) che hanno minato la sua fiducia in me. Inizialmente rispondo con indifferenza, ma, vedendo che lei non torna, il lunedì inizio ad andare un po' nel panico, scopro che quel suo compagno di università le ha regalato un anello in oro e pietramarina e nel pomeriggio lei mi lascia definitivamente. Passo quel lunedì stesso e il martedì a mandarle brevi e fugaci messaggi, facendo ammenda, chiedendo perdono a lei e aiuto ad un'amica in comune. Il resto della settimana la passo a piangere tra me e me, scrivendole sempre meno e soffrendo come un dannato. Proprio da quest'amica arriva il colpo di grazia e il punto di rinascita: mi manda gli screenshot di una sua conversazione e leggo cose raccapriccianti: non solo lei vorrebbe già fidanzarsi con il nuovo tizio, ma addirittura lo definisce "folle", "una miniera d'oro", "nessuno mi ha fatto provare queste sensazioni se non Enzo" (ovvero io), aggiungendo che "sono molto più simili di quanto tu non creda, solo che i difetti di Enzo, in lui diventano un pregio!" e non capisce perché dovrebbe darsi un freno se la storia con me era già bella che chiusa. Parlando con questa mia amica, scopro una serie di bugie incredibili: una pausa di riflessioni richiestami due settimane prima che non mi è stata MAI chiesta, addirittura una menzogna sulla data della nostra rottura per giustificare l'anello ricevuto, anello che indossa continuamente all'anulare sinistro.

Insomma, per farla breve le mando un messaggio, le dico che va bene così, che è stato un bene lasciarci e le auguro ogni felicità. Lei torna a parlare normalmente con me ("Sei tornato te stesso finalmente!") ed io, nella mia ingenuità, inizio a pensare davvero che potremmo essere amici, come mi disse lei il giorno della rottura.

Inizio a guardarmi un po' intorno e nella palestra che frequento approccio una ragazza. Iniziamo a parlare un po' per un paio di giorni e ne faccio voce alla mia ex, chiedendo un incontro "per schiarirmi le idee, per capire se i dubbi che provo sono gli stessi che hai provato tu". Non l'avessi mai detto: inizia a fare un casino di storie sul fatto che lei è molto più matura di me, che io devo crescere tantissimo, che non è disposta a correggere i miei errori, che lei non mi viene a dire le sue cose, che io ho mancato di delicatezza. Ho soppresso l'istinto di risponderle a malo modo e, restando sempre calmo e pacato, a quell'accusa le dico che, per il comportamento tenuto, lei è l'ultima persona che potrebbe darmi delle lezioni di delicatezza. In seguito si scusa, mi dice che ovunque siamo stati insieme ha sempre desiderato la mia felicità: "Ed io la nostra, con te accanto come moglie" le rispondo io. In ogni caso, all'appuntamento datoci (che lei accetta "per sottolinerare il fatto che possiamo essere amici") io sono dovuto venire meno, la avviso e fissiamo "magari per la settimana prossima". Era il 15 Novembre. Lei non riceverà più alcun mio messaggio.

In ogni caso, pochi giorni dopo sarebbe stato il suo compleanno. Io ero ancora deciso di farle, da solo, quel paio di orecchini, il bracciale e un mazzo di viole (suo fiore preferito) e tuberosa con un bigliettino, come avevo intenzione di fare prima che ci lasciassimo. Senonché vengo a sapere, dall'amica a cui avevo chiesto aiuto, che lei non ha intenzione di invitarmi al compleanno. Sbigottito ancora una volta ed incredulo anche: a 5 giorni dal compleanno e non mi dice niente? Accantono l'idea del mio dono e, piuttosto, decido di farle il regalo in comitiva: gli orecchini che voleva erano finiti, il bracciale sforava il budget, decidiamo (io in primis) di prenderle un paio di orecchini della stessa collezione solo leggermente diversi ed una collana abbinata. I giorni passano, io continuo a non scriverle, lei in treno continua ad essere scherzosa con me, non posso davvero credere che non avrà le palle di dirmi in faccia che non mi vuole. Ma così sarà: non riceverò alcun invito né lei mi dirà nulla. I miei amici pensano bene di scrivere sul bigliettino di auguri il mio nome al primo posto tra coloro che hanno partecipato. Lei mi scrive quella sera stessa, dopo la festa, un messaggio di una violenza unica: "Ho trovato il tuo nome al primo posto davvero squallido, visto che oggi manco mi hai fatto gli auguri. Il regalo è bellissimo e mi piaciuto, ma non era quello che ti avevo chiesto, non so se l'hai fatto apposta oppure non ti curi dei dettagli, credo di più la seconda però. Grazie dei soldi spesi, ma potevi risparmiartela" - scritto probabilmente di fretta ed innervosita, perché conteneva diversi errori di battitura. Ancora una volta io resto davvero incredulo di ciò che leggo: ma cos'è tutta 'sta presunzione? Faccio leggere il messaggi ai nostri amici, i quali restano sbigottiti. L'ho fatto soprattutto perché loro sono estremamente fedeli a me e non a lei, quindi anche come motivazione per isolarla ulteriormente dal gruppo in cui IO l'ho introdotta. Per quanto riguarda le sue amiche (che sono amiche anche a me), quelle con cui esce, ho voluto farlo leggere anche a loro per farle capire che tipo di persona si ritrovano al loro fianco.

Da quel giorno, il 20 Novembre, taglio ogni rapporto, le ho dato giusto un saluto quand'è stata lei di mattina ad avvicinarmi, ma assolutamente nulla di più. Nel frattempo accadono fatti di minori importanza, vengo a sapere di altre bugie dette alle amiche e fraintendimenti vari. Mi ha scritto una volta sola da allora, esattamente due settimane fa: "Volevo dirti che non ti odio affatto. Per favore, non odiarmi neanche tu...". Stavo andando in palestra in quel momento e non la risposi. Al ritorno trovai altri messaggi: mi linkò il trailer de Il Piccolo Principe, libro a cui tengo particolarmente, con un "Guarda! :love: ". Ero indeciso se risponderle o meno, alla fine ho deciso di ignorarla.

Ora, come sto? Abbastanza bene. Io la amo ancora e ci tengo, ma non posso non ignorare la mia dignità calpestata e non riesco in alcun modo a perdonarla. Non riesco a perdonarla per le parole che mi ha detto, rivelatesi semplici bugie, e non riesco a perdonarla perché in meno di 12 giorni dalla rottura già si è rifidanzata e già ha detto di amare questo nuovo tizio. Non gliel'ho chiesto personalmente, l'ho solo visto dalle rispettive bacheche su facebook (che inizialmente controllavo come un matto, adesso non vedo da un mese circa). A volte mi viene malinconia, ma penso a che tipo di persona si è rivelata essere e mi riprendo. Eppure perché esistono persone in grado di trattare l'Amore così superficialmente? È come se mi sentissi derubato delle sensazioni genuine che ho provato con lei perché risultata immeritevole. È che non capisco come possa una persona crescere con te, dormire con te e poi puf, sparire, anzi, vendersi per così poco, come un cane tenuto in cattività a cui viene fatta assaporare la libertà. Questa fu una delle cose che mi ferì davvero tanto, leggere che "con lui mi sentivo inferiore, oppressa, sottomessa", eppure non mi sembra le abbia mai puntato una pistola in testa per farle accettare i miei regali o uscire con me. In alcuni momenti penso che lei sia stata gelosa di me come persona. Non perdeva occasione, effettivamente, di farmi complimenti per il fatto che sapevo sempre darle una risposta, perché so farmi apprezzare dalle persone, perché riesco a fare "tutto perfettamente" (a detta sua), poi penso alle bugie che ha raccontato, e non so fino a che punto crederle.

Mi fa star bene pensare che io e lei abitiamo nello stesso paese, a 3 minuti d'auto, mentre questo nuovo tizio abita a 40 KM da noi, quindi 35 - 40 minuti buoni di auto ogni volta.

Io vorrei solo giustizia, vorrei che anche lei soffra come ho sofferto io ma NON per il semplice gusto di soffrire, ma perché voglio che capisca cos'ha fatto, cos'ha perso e con cosa va in contro. Mi direte che forse un giorno capirà e le verranno dei rimorsi, ma io ogni giorno maturo la consapevolezza che non sarà così. Solo pochi giorni fa sono venuto a sapere dalla nostra amica in comune che lei era fino ad ora convinta che io davvero le avessi fatto il regalo di compleanno per dispetto, senza minimamente chiedersi se magari avesse sbagliato lei a non invitarmi o a non dirmi nulla. Questo vuol dire che il tempo non l'ha fatta assolutamente riflettere.

E voglio che torni, lo desidero perché un giorno vorrei davverlo parlarle vedendo il pentimento e la vergogna nei suoi occhi per poi lasciarla bussare alle porte del mio cuore senza ricevere risposta alcuna.

Volevo ringraziare tutti coloro che sono arrivat fin qua e che risponderanno. È servito certamente per sfogarmi scrivere!

Modificato da Foxv
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distrazione

Meno male che sei maturo! E vuoi che soffra come hai sofferto tu? Ma dai. Poi ti ha lasciato per uno con più cash. Di queste tremila righe meritava solo una parola: NEXT

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Effettivamente hahahahaha! Ma ripeto, è servito come sfogo, quindi ringrazio indipendentemente tutti. :)

Meno male che sei maturo! E vuoi che soffra come hai sofferto tu? Ma dai. Poi ti ha lasciato per uno con più cash. Di queste tremila righe meritava solo una parola: NEXT

Io sono sempre cresciuto con la convinzione che le cose s'imparano solo dopo che si resta con la testa spaccata. Con me almeno ha funzionato così per molte cose. Non auguro a nessuna una sofferenza fine a sé stessa, come ho evidenziato nel messaggio. Non sono in cerca di vendetta.

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Grazie Foxv per aver condiviso questo lungo e dettagliato racconto.

Ci ritrovo così tanto di quello che ho vissuto anch'io qualche anno fa, mi riconosco nelle parole, negli stati d'animo, persino in piccoli dettagli apparentemente insignificanti.
Chi non ci è passato non può capire. Lascia stare chi dà risposte facili e pensando di conoscere queste situazioni solo perché l'ha letto su qualche manuale. Sono cose che non si possono capire finché non ti fai male.
Mi astengo qui dal fare considerazioni più dettagliate perché dovrei scendere troppo sul personale.
Se ti va di parlarne possiamo farlo in privato appena raggiungi i 30 messaggi ;)

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nothingchange

Foxv, siamo nella stessa barca. Non cercarla, non adesso. Prenditi del tempo, pensa a te stesso.

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CarlGustav

Fox la vita insegna in maniera negativa, ovvero ci aiuta a crescere nel passaggio attraverso brutte esperienze. Metabolizza questa storia e vedrai che ti lascerà qualcosa di molto positivo. Detto tra noi questa ha l'onestà intellettuale di una usuraia, la professionista da strada ha l'onestà del mestiere, e non scambierebbe mai l'amore per il denaro offertogli, se vero ciò che dici hai fatto un affare a perderla questa ragazza.

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Grazie Foxv per aver condiviso questo lungo e dettagliato racconto.

Ci ritrovo così tanto di quello che ho vissuto anch'io qualche anno fa, mi riconosco nelle parole, negli stati d'animo, persino in piccoli dettagli apparentemente insignificanti.

Chi non ci è passato non può capire. Lascia stare chi dà risposte facili e pensando di conoscere queste situazioni solo perché l'ha letto su qualche manuale. Sono cose che non si possono capire finché non ti fai male.

Mi astengo qui dal fare considerazioni più dettagliate perché dovrei scendere troppo sul personale.

Se ti va di parlarne possiamo farlo in privato appena raggiungi i 30 messaggi ;)

Ti ringrazio davvero! E sì, sarebbe bello parlarne anche in privato, credo che il confronto sia un ottimo mezzo per una crescita a livello personale.

Nothing, sì, naturalmente io non la cerco, ma questo da circa una settimana dopo la nostra rottura. Mi sono chiesto parecchie volte se in due anni non sia stato capace io di trasmetterle qualcosa, ma poi ragiono razionalmente e no, trovo conferma soprattutto nella lettura di altri topic di esser stato sempre "alpha", di non essermi inzerbinato mai e, forse, proprio perché lei non è stata mai capace di piegarmi, trovato il primo fessacchiotto con un portafoglio gonfio, ha deciso di scappare via da una sfida che non riusciva a reggere. È l'unica spiegazione logica che riesco a darmi.

Fox la vita insegna in maniera negativa, ovvero ci aiuta a crescere nel passaggio attraverso brutte esperienze. Metabolizza questa storia e vedrai che ti lascerà qualcosa di molto positivo. Detto tra noi questa ha l'onestà intellettuale di una usuraia, la professionista da strada ha l'onestà del mestiere, e non scambierebbe mai l'amore per il denaro offertogli, se vero ciò che dici hai fatto un affare a perderla questa ragazza.

Incredibili le ultime righe: le stesse, IDENTICHE parole che mi sono state dette dalla persona che stimo di più a questo mondo a cui ho raccontato la mia storia! Ti ringrazio davvero tanto.

Ai pochi con cui mi sono confidato ho sempre premesso che questa è la mia verità, per amore dell'oggettività, ed è proprio questo l'assurdo che mi tortura: rileggo quanto scritto e trovo conferma di non aver espresso alcun concetto malamente, per cui così come è cristallina a me (ma anche agli altri) la mancanza di onestà, di rispetto, il comportamento squallido ed infantile tenuto da lei, com'è possibile che lei stessa, fermandosi a riflettere, non sia giunta alle stesse conclusioni? ...certo, poi mi viene in mente che ha saputo mentire riguardo me guardando negli occhi la sua più cara amica, la MIA più cara amica, e realizzo che c'è un problema di fondo proprio, e questo mi causa un po' di tristezza mista a pietà.

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Foxv in attesa di poter fare due chiacchiere in privato vorrei consigliarti intanto di sfogliare qualche pagina di questo topic, che è uno dei più famosi del forum:

http://www.italianseduction.club/forum/t-26833-lorrorelorrore/

Magari può aiutarti a riflettere ;)

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Rev

La giusta interpetazione?

Un buon equilibrio di coppia resta tale finchè non cambiano le variabili.

I soldi sono più forti dell'amore, molte volte.

Mai credere ad una donna al 100%, mai. MAI.

Modificato da Rev
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