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alphabeta
Inviato

Credo che tu mi possa comprendere Alpha.

Io non disprezzo il posto in cui sono nato, ma dopo anni lontano non riuscirei piu' ad adattarmi. Tutto qui.

Ora ho aperto un cantiere altrove, tornare indietro a me sembrerebbe (al momento) piu' passi all'indietro.

Non nascondiamo che chi va lontano lo fa perche' di fondo e' un viaggiatore dentro, e' una persona che ha uno spirito per il cambiamento, la nostra emigrazione fosse anche temporanea e' una emigrazione diversa rispetto ai nostri predecessori.

Oltre l'orario lavorativo, faccio sport, ogni tanto corro con un amico (tedesco), frequento una palestra a 8 km dal mio villaggio, vado al corso (inutile o meno ma ci vado) 2 volte a settimana ed e' a 5 km dal villaggio, ho poi' in generale delle conoscenze a 15 km dal villaggio. Faccio la spesa a 4 km dal villaggio perche' i negozi vicini hanno prezzi triplicati.

Tutto questo spostandomi in pullman o treno.

E' vero che tutto non va per il meglio a lavoro, ma tuttavia la mattina la sveglia e' alle 6.30 e prendo i mezzi alle 8.

Di impegno ce ne sto mettendo e tanto.

ma fai bene , quello che ti dico oltre questo impegno è di svagarti !

ripeto , oltre lo stage puoi fare un'altro lavoro part time , guadagni anche qualcosa in più

per quanto riguarda il discorso di tornare indietro , lo conosciamo tutti il detto chi torna indietro a metà strada è comunque in un posto che non gli appartiene

ma questi sono concetti pesanti

vorrei che lo sostituissi con un concetto più leggero del tipo c'è sempre un'alternativa , qualcosa in stile mentalità dell'abbondanza

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comeback
Inviato

Ponendo da esterno rispetto a questa situazione direi o ragionerei in questo modo.

Vuoi avere meglio di quel che hai? Impegnati, cerca e accontentati anche di questo per il momento. Sono 8 settimane che sei li', non 8 anni.

Lasciare sarebbe la scelta del cuore, ma in alcuni casi bisogna fare come le nostre ex "lasciare un ramo solo dopo averne trovato un altro".

Poi penserei a divertirmi e a star bene, socializzare e quanto di piu' si possa fare.

Tenere tutta questa amarezza non serve al progetto.

Witcher
Inviato

appunto, é quello che ti ho detto! che vuoi che siano 8 settimane in confronto a quello che puoi ottenere in futuro? conta che io per 2 anni e mezzo ho vissuto in una casa coi caloriferi che nn funzionavano, la cappa che nn funzionava e qnd cucinavo dovevo aprire la finestra (con -10 gradi fuori), con l'acqua della doccia calcarosa, l'acqua del rubinetto del bagno e della cucina nn diventa mai calda, uno sgabuzzino ammuffito, ho avuto infestazioni di api, di moscerini, il parquet era vecchio e disastrato, i materassi vecchi di 20 anni, e altro ancora. nonostante ció io sono felice di averci vissuto perché se non fossi vissuto lí non sarei nella casa che sono ora e nella condizione che sono ora, ergo apprezza quello che hai perché ti servirá al tuo futuro

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^X^
Inviato

Tu pensi che io sia uno che si comporta cosi' perche' ha la pretesa?

Sono umile.

In ogni caso convengo con te, se il tuo messaggio e' prendersela alla leggera e fregarsene, ma con intelligenza.

Qui stamane hanno mangiato dolcetti per una pausa di 30 minuti, se fossero stato sommersi di lavoro...

Ma è normale, accidenti! È solo in Italia che ci si agita tutto il giorno come dei matti e si FINGE di superlavorare per darsi un tono.

E chissà come mai la produttività è più alta dove la gente è più tranquilla...

Anzi lo sapete vero che dati alla mano, l'inglese medio deve lavorare 44 ore per produrre la stessa quantità di output che un francese "pigrissimo" medio produce in 32?

E danno lezioni al mondo, sti idioti.

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  • 2 settimane dopo...
comeback
Inviato

Voglio lasciare una traccia della mia esperienza, stavolta definitiva.

Stamane a causa di alcune linee di febbre, e altri problemini, ho comunicato all'ufficio che non ci sarei andato. Per loro nessun problema : tanto non mi pagano la giornata, pranzo e quanto altro. Fosse stato un altro lavoro, avrei fatto l'impossibile per esserci.

Provo a dare un tratto conclusivo alla vicenda, ormai ho una definizione generale per quello che potrei già dire "è stato" il mio stage.

Gli ultimi tempi in ufficio sono davvero un inferno, non parliamo di torture fisiche, ritmi frenetici, extra orari lavorativi, parliamo di una durissima prova più che altro di resistenza morale, psicologica, umana. A parte due o tre piccole attività (che mi prendono il 20% della giornata), sono buttato li' in un angolo, col mio computer, a non fare nulla. Sono li' tra la professionale indifferenza di tutti, del mio tutor, di quel che dovrebbe essere il mio vice-tutor, del resto dei colleghi, che pur vivendomi palmo a palmo, non si sono mai interessati alla mia vicenda. "Avresti potuto far di più" direbbe qualcuno, e in verità i primi tempi me ne andavo in giro con un block-note, cercando di capire, comprendere, imparare, scrivermi delle procedure che vedevo fare agli altri. Ho sempre ricevuto risposte vaghe, sempre poco chiare, nonostante non sia propriamente la mia materia (essendo un ingegnere) quando mi davano blocchi di fatture da registrare al computer chiedevo come venivano distribuiti i costi tra le diverse categorie, chiedevo procedure interne con cui loro chiamano qualcosa, chiedevo tutto quel che avrei dovuto sapere e loro avrebbero dovuto insegnarmi.

Sono stato trattato come un commesso che viene assunto dal proprietario, ma il proprietario si dimentica di consegnarli le chiavi del negozio, e se il commesso in più gli chiede l'orario di apertura, risponde che non lo sa.

Sono finito quindi a protocollare due cazzate ogni giorno e inviarle a clienti o banca, ma parliamo di cose decisamente banali, e la cosa più meschina è che queste attività ho dovuto richiederle io, impormi per averne sistematicamente, o dovrei dire sottrarle ad alcuni colleghi.

Sono poi finito a inserire dati ad un pc, per altro pochi, in quanto certe operazioni possono essere più noiose, ma non credo me le abbiano date neanche per questo ma perchè io ho forzato la mano per crearmi un obiettivo quando un obiettivo non c'è.

Non me ne vogliano coloro che definiscono stage come fotocopie e cose di questo tipo, perchè se per stage potrebbe anche intendersi un assorbimento di pratiche noiose di altri, mi potrebbe anche bastare, ma almeno al prezzo di imparare almeno qualcosa, dico qualcosa.

Inoltre un conto sarebbe fare presentazioni su power point, un conto è lasciarmi marcire solo in un angolo dell'ufficio.

Questo non è uno stage.

Mi rincresce perchè io avevo fiducia in loro, e ho prontamente contattato chi mi aveva presentato all'azienda per esprimere le mie idee al riguardo (comunque moderate, perchè cosi' sono), come mi rincresce che io formalmente avevo un progetto formativo quindi avrei dovuto imparare (anche vagamente, anche in modo non professionalizzante, anche molto alla buona) una serie di "punti" che in realtà non mi sono stati mai spiegati, presentati, proposti.

Il blocco linguistico credo non sia stato un problema, sicuramente lo è stato verso alcuni colleghi più anziani, ma nonostante tutto ho sempre compreso ciò che mi dicevano. Il blocco linguistico non è stato quindi penalizzante in quanto ogni tanto in ufficio arrivano per 1/2/3 giorni una persona dall'Olanda o dal Belgio (altre sedi) che parlano inglese. Ad una di queste ho dato informazioni sulla città in quanto un mio collega non riusciva ad essere chiaro, all'uscita dall'ufficio mi ferma e mi ringrazia ancora, chiedendomi se ero italiano (perchè in ufficio a volte a loro piace che hanno stagisti stranieri).

Per l'azienda sono stato buono per far parlare qualche suo dipendente con un inglese pessimo, appunto in inglese (il mio è un livello intermedio, ma sufficiente/buono sicuramente per parlare con tutti gli stranieri). Alcuni dipendenti tra l'altro sistematicamente per imparare hanno continuato a parlarmi in inglese, al che più volte ho chiesto di parlare in tedesco. Alcuni sono migliorati anche per effetto di inerzia, altri continuano a parlare in questo modo "Week..last..I go", e questo ha inciso profondamente anche sul peggioramento del mio inglese, e l'intenzione di fare qualche tandem nei prossimi tempi o ripassare alcune cose.

Il mio tedesco ha fatto tantissimi progressi in comprensione (oltre 2 mesi fa, nonostante un corso in Italia non capivo nulla), ora capisco abbastanza, ma ho difficoltà quando parlano tra di loro molto rapidamente o quando vedo film (qui capisco quasi nulla).

Per ciò che riguarda il parlato, ho ancora molte difficoltà, riesco a esprimermi ma in modo molto base, e noto che faccio molti meno progressi dei ragazzi/e universitari che ho conosciuto (il contesto è nettamente migliore dell'ufficio).

Dimenticavo, ho chiesto una settimana fa un colloquio alla responsabile della mia assunzione, a margine di questo incontro che sembra essere stato un congedo o un "tra un po' vai via!", ho compreso quel che dovevo comprendere. Il mio stage non ha senso, non serviva nessuno in ufficio, nessun progetto formativo è stato rispettato, probabilmente o sicuramente hanno beneficiato di incentivi per tenermi (altrimenti nessuno ti regala soldi), ma certamente non mi può dire "tu non hai le skills" se poi in sede di colloquio queste (come da progetto formativo) avrei dovuto apprenderle appunto con lo stage. L'azienda è piccola, relativamente piccola come personale, tende a preferire persone con profili già acquisiti, magari con famiglia e figli, ma non è a mio giudizio neanche lontanamente pronta a formare le persone.

C'è anche un altro stagista in azienda. Lui lavora nell'ufficio commerciale, è sotto al nostro. Ci vediamo raramente, ci salutiamo ma non è nato nessun rapporto, ma sfrutterò il tempo a venire per farmelo amico. La realtà è che quando finisco in ufficio, specie negli ultimi tempi, aspetto solo di andar via, quindi rimango in uno stato apatico (che poi svanisce non appena esco). A volte mi capita di andar giù, l' altro giorno l'ho beccato con fb aperto e poi youtube, ogni tanto sta con un file excel aperto, anche lui parecchio in isolamento ma considerando che l'ufficio commerciale ha il triplo del personale del mio ufficio considero che ha qualcosa in più da fare. Tuttavia lui va via sempre più presto di me, quindi non credo abbia molto poi da fare.

Cosa dire più? Mi sono dato tempo fino alla prima o seconda settimana di Maggio per decidere se chiudere prima o meno lo stage, vorrei valutare diversi aspetti. Sicuramente devo impiegare meglio il tempo : portare un libro, fare degli esercizi on line o cose di questo tipo. Tanto non ho altro da fare. Tanto se chiedo del lavoro al mio tutor finisce per inventarsi strani esercizi su excel che nemmeno sa spiegare (metti le colonne al posto delle righe, fai la somma (si ma di cosa?), controlla che è uguale a quella del file 12 che ha a sua volta 10 fogli excel, poi mi selezioni le cose più importanti (si ma di cosa?), hai capito?). PS : Una volta incaricò il vice tutor di spiegarmi questo lavoro, lui mi guarda "mah non capisco.."

lennon
Inviato

Domanda secca:

Tornassi indietro, rifaresti questa scelta di frequentare questo stage?

comeback
Inviato

Domanda secca:

Tornassi indietro, rifaresti questa scelta di frequentare questo stage?

Domanda retorica. Quale risposta dovrei darti?

E' un po' come se chiedessi a un uomo tradito dopo anni di un amore in ogni caso pieno di passione, se tornando indietro sceglierebbe di nuovo lei.

La vita ha un presente e un passato, ma nessun uomo ha strumenti che assicurino esattezza scientifica rispetto alle scelte future, o meglio al successo delle scelte future. Chiaro che se la vita potesse essere vissuta andando indietro saremmo tutti infallibili, ma ovvio che tutto questo non sia possibile.

Credo che tornando indietro partirei lo stesso per la Germania, ma non per quello stage, al quale nonostante tutto lego la mia permanenza qui e il mio sostentamento (sono totalmente indipendente).

Ogni esperienza porta con se qualcosa, anche la più brutta, possiamo decidere noi se ereditare da una esperienza non proprio positiva una frustrazione, o se trovare da questa gli strumenti per poter far bene nella prossima.

Pensa come se una donna ti lascia, puoi vivere nell'eterno sconforto o puoi essere un uomo migliore che cerca di migliorare la propria vita.

Cerco di incanalare tutto quel che posso in un frame (quindi una prospettiva vera e propria) più positiva che negativa, altrimenti diventa tutto svilente, soffri, ti fai i buchi dentro, e questo malessere a che ti serve? Non di certo a star meglio.

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BillyTheCowboy
Inviato

La vita ha un presente e un passato, ma nessun uomo ha strumenti che assicurino esattezza scientifica rispetto alle scelte future, o meglio al successo delle scelte future. Chiaro che se la vita potesse essere vissuta andando indietro saremmo tutti infallibili, ma ovvio che tutto questo non sia possibile.

Ogni esperienza porta con se qualcosa, anche la più brutta, possiamo decidere noi se ereditare da una esperienza non proprio positiva una frustrazione, o se trovare da questa gli strumenti per poter far bene nella prossima.

Pensa come se una donna ti lascia, puoi vivere nell'eterno sconforto o puoi essere un uomo migliore che cerca di migliorare la propria vita.

Mi permetto di quotarti e di pubblicare una citazione tratta da un film, che di "profondo" ha ben poco (Fast & Furious Tokyo Drift) ma che nella sua semplicità riassume perfettamente l'importante concetto da te espresso:

Lifes-Simple-You-Make-Choices-and-You-Do

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lennon
Inviato

Domanda retorica. Quale risposta dovrei darti?

E' un po' come se chiedessi a un uomo tradito dopo anni di un amore in ogni caso pieno di passione, se tornando indietro sceglierebbe di nuovo lei.

La vita ha un presente e un passato, ma nessun uomo ha strumenti che assicurino esattezza scientifica rispetto alle scelte future, o meglio al successo delle scelte future. Chiaro che se la vita potesse essere vissuta andando indietro saremmo tutti infallibili, ma ovvio che tutto questo non sia possibile.

Credo che tornando indietro partirei lo stesso per la Germania, ma non per quello stage, al quale nonostante tutto lego la mia permanenza qui e il mio sostentamento (sono totalmente indipendente).

Ogni esperienza porta con se qualcosa, anche la più brutta, possiamo decidere noi se ereditare da una esperienza non proprio positiva una frustrazione, o se trovare da questa gli strumenti per poter far bene nella prossima.

Pensa come se una donna ti lascia, puoi vivere nell'eterno sconforto o puoi essere un uomo migliore che cerca di migliorare la propria vita.

Cerco di incanalare tutto quel che posso in un frame (quindi una prospettiva vera e propria) più positiva che negativa, altrimenti diventa tutto svilente, soffri, ti fai i buchi dentro, e questo malessere a che ti serve? Non di certo a star meglio.

Farai sicuramente bene nella tua vita, uno stage poco entusiasmante on ti bloccherà...

comeback
Inviato

Grazie Billy e grazie Lennon.

Lennon mi ha fatto una domanda innocente, anche lui ha preso la valigia ed è andato via, può capire come ci si sente sia nel bene che nel male, e mi appare come un ragazzo intelligente. Il valore che credo abbia dato Lennon alla domanda è diverso, positivo, innocente appunto e non malizioso.

Tuttavia conosco moltissime persone, che pongono la stessa domanda quando ti vedono in odor di fallimento (o gliela metto al culo dicendo ...in odor di difficoltà). Quindi è sovente che questi illuminati a distanza di mesi ti chiedano "ma era il caso di partire? ti sei pentito della scelta? ma ci dovevi proprio andare li?", a volte aggiungendo frasi retoriche, o consigli che hanno appresi da amici di cugini a loro volta tramandati dagli zii.

Solitamente tutti questi illuminati quando ti va bene non ci sono mai, perchè in fondo hai avuto palle giganti rispetto a loro ....non di andare in un altro Paese ci mancherebbe, ma di aver fatto scelte, uscendo dalla zona confort, che loro si sono imposti come riferimento culturale della loro vita.

Quindi vederti in difficoltà per loro diventa persino appagante perchè tu, puoi essere anche il più grande fallito di questo mondo, ma per loro sei un vincente perchè hai fatto ciò che loro non fanno.

Chiudo parentesi.

Si fanno scelte, si va avanti, si inizia da qualcosa, e io credo che in ogni istante della vita sia sempre tutto troppo prematuro per dire che sei un grande, o un grande fallito, perchè la vita può ribaltarti e ingraziarti in qualsiasi istante. Io credo che averci provato sia sempre meglio che il pensiero di un rimorso, ma accettare una sfida non significa arrendersi ai primi ostacoli.

E' come nel sarge, se entri in un locale e punti o una donna, non perchè non ti calcola di striscio che tu automaticamente esci dal locale. Perchè mai? Allo stesso modo è la vita, si entra nel locale, si fa il proprio game, a volte una successione di NO, ti danno l'opportunità per essere il meglio che puoi essere con l'ultima che vedi nel locale, ed è già mezzanotte...ma c'è ancora tutta la notte.

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