lennon [Partecipante] 243 Inviato 26 Marzo 2015 Inviato 26 Marzo 2015 Ho preso una decisione. Avrei piacere di ricevere pareri, critiche, riflessioni a riguardo, specie da coloro che vivono e lavorano all'estero da anni. Non posso restare qui, lo dico con il rammarico di aver incontrato molti colleghi e persone, che umanamente mi hanno apprezzato, mostrandomi vicinanza e amicizia quando ne ho avuto bisogno. Alcuni di questi letteralmente straordinari, uno di loro si e' fatto 20 km d'auto e 40 km da casa sua per assicurarsi che fossi andato dal medico giusto e facendomi da interprete nella prima visita. Questi 2 mesi sono passati via rapidamente, e non ho imparato professionalmente nulla. Nulla che in qualche modo giustifichi la mia presenza in un altro Paese, se non la curiosita' e la voglia di vivere all'estero, accompagnato ad una crescita nella fiducia di se stessi. Non posso credere che la mia vita si racchiuda a questo, e il mio bagaglio culturale (magari modesto, chissa') sia tanto misero e limitato da non darmi altra prospettiva che premere tasti per copiare una fattura o peggio ancora prestarmi a giochi (perche' son tali) di una pseudo tutor che non ha un minuto per me, neanche per consegnarmi un file decente su cui mi chiede di lavorare. Me ne da uno pieno d'errori, e io questo non posso permetterglielo, io merito rispetto. Il rispetto non e' la mansione, non e' il posto di prestigio a cui tutti aspirerebbero, ma gente che sappia individuare e percepire il tuo valore, o magari scovarlo. Non e' possibile che in 2 mesi nessuno mi abbia mai chiesto questo. Meglio fare le fotocopie, se le fotocopie servono a qualcuno, meglio scrivere le fatture, finche' la tastiera diventa il prolungamento delle tue dite e disattivi ogni forma di pensiero. Meglio questo, almeno sei utile, anche se fai qualcosa che in fondo e' di una banalatia' colossale. Sono la persona piu' gentile del mondo, non sono un falso e se con gli altri puoi esserlo qualche volta, con te stesso no. Ti faresti del male. Non posso sentirmi vivo dopo le 17.00, quando per me un'altra giornata inutile e' finita e finalmente ti senti vivo, vedi gente e esci. Non posso pensare che parte delle persone che incontro, mi ferma, mi fa domande, a volte si affascina un po' alla storia di uno che prende tutto e riparte altrove, anche se ha un esame ancora da dare e una tesi (di ingegneria, non sull'Ovetto Kinder) e in piu' impara il tedesco. Devo valutare cosa fare, oggi forse inizia la sfida piu' difficile, perche' io ho voglia di rimanere in Germania e non solo per le belle donne. Guarda io dall'estero sono tornato e sono caduto in depressione e sono seguito da uno psichiatra per un crollo che ho avuto, vedi http://www.italianseduction.club/forum/t-49892-come-stato-possibile/ Detto questo, io ti consiglio di rimanere se stai bene di salute cioè se le tue frustrazioni non ti stanno comportando problemi pisco-fisici (hai parlato di una visita dal dottore). Pensaci bene: impari il tedesco, arricchisci il Cv e trombi le tedeschine... Lo stage farsa è ovunque al mondo. Ci sono due opzioni: 1)Gavetta e dopo qualche anno dimostri che meriti di meglio 2)Cominci ad approfondire qualcosa che possa darti un futuro da libero professionista o imprenditore comeback ha reagito a questo 1
comeback [Partecipante] 3069 Inviato 29 Marzo 2015 Autore Inviato 29 Marzo 2015 (modificato) Mi sono dato 2 mesi esatti a partire dalla settimana successiva a quella di Pasqua per cercare qualcos'altro. Ciò vuol dire che comunicherò un mese prima l'interruzione dello stage, che sarebbe dovuto finire nei primi giorni di Luglio. Terrò dentro la mia strategia, allo scopo di tenermi aperto un paracadute, poi quando avrò fatto tutti i miei calcoli andrò via. Grazie a loro sto vivendo una esperienza in Germania, è vero, ma ritengo di essere all'altezza di poter (imparare) a fare altro, che rimanere in un ambiente che silenziosamente mi sminuisce ogni giorno non è la miglior scelta per investire il proprio tempo. Continuo a dibattermi se il mio grosso problema sia questa laurea che arriva a "soli" 27 anni, ma mi considero in generale non inferiore o comunque non estremamente distante rispetto ad altri miei colleghi che oggi stanno iniziando a coltivare piccoli successi. Quello di non essere in tempo rispetto agli altri, è l'aspetto che più mi tiene poco sereno e forse mi limita nell'osare di più. Resto molto dibattuto, e questo potrebbe servire per il mio futuro, se la mancanza (assoluta) di un progetto formativo in quella azienda su di me, sia dovuta alla loro incapacità di gestire una risorsa, alla sonnolenza loro, al fatto che il mio ruolo sia il nulla del nulla o ad una mia generale incapacità. Nell'ultimo caso lo scenario mi imporrebbe di fare diverse valutazioni. Tuttavia non credo di essere io il problema, perchè in quella azienda nessuno ha mai provato a insegnarmi nulla, se non che fossero 2 operazioni banali di trascrizione, che per altro mi sono state spiegate in un modo che definirei barbaro. E' un ambiente troppo piccolo, sembra dal punto di vista lavorativo una piccola succursale delle Poste italiane in un paese che nessuno conosce, ma gli stipendi sono decisamente migliori. E' un momento in ogni caso sereno della mia vita, nonostante tutto rimango fiducioso in un cambiamento generale della mia situazione, alla luce anche del fatto che i miei progressi linguistici restano non trascurabili tenendo conto del tempo esiguo. E' proprio questa condizione di positività e di fiducia che io non voglio interrompere perchè sulla mia strada ho incrociato qualcuno che non crede assolutamente in me. E' come nella seduzione, a volte serve nextare. Modificato 29 Marzo 2015 da comeback
BillyTheCowboy [Partecipante] 891 Inviato 29 Marzo 2015 Inviato 29 Marzo 2015 Oppure.. la butto li eh..Finisci il tuo stage, con la consapevolezza che non ti insegneranno una mazza e che non ti valorizzeranno, ma nel mentre ti focalizzi sul perfezionare la lingua.A luglio avrai un tedesco "importante", un tirocinio fatto e finito senza alti ne bassi, ma svariati mesi in germania...Quindi ti presenterai al prossimo datore di lavoro con un background in terra germanica solido..Se però riesci a trovare qualcosa di DECISAMENTE meglio prima.. beh, viste le condizioni attuali, accettare è quasi un obbligo comeback ha reagito a questo 1
comeback [Partecipante] 3069 Inviato 29 Marzo 2015 Autore Inviato 29 Marzo 2015 Lo so Billy, il timore è di non aver nulla di concreto da presentare nel prossimo lavoro. Mi chiederanno che cosa hai fatto? Cosa hai imparato? Dire che ho fatto lo scrivano, non mi sembra una gran bella roba. Si può premiare, e spero che si premi la mia volontà e la mia dinamicità, che credo siano caratteristiche importanti. Riguardo la lingua, in verità studio il tedesco solo dopo ufficio e solo per 2/3 giorni a settimana. Nel mio corso ci sono persone con grandissime difficoltà, alcuni sono immigrati fuori zona UE, hanno sistemi linguistici totalmente diversi. In sintesi si rallenta l'apprendimento degli altri. Il mio corso credo sia servito 25% del mio apprendimento, il resto l'ho imparato da solo o uscendo con delle persone. Il fatto che riesca quasi sempre ad esprimermi, chiaramente limitando di molto verbi e quanto altro, è un segnale che credo sia positivo.
BillyTheCowboy [Partecipante] 891 Inviato 29 Marzo 2015 Inviato 29 Marzo 2015 Lo so Billy, il timore è di non aver nulla di concreto da presentare nel prossimo lavoro. Mi chiederanno che cosa hai fatto? Cosa hai imparato? Dire che ho fatto lo scrivano, non mi sembra una gran bella roba. Si può premiare, e spero che si premi la mia volontà e la mia dinamicità, che credo siano caratteristiche importanti. Riguardo la lingua, in verità studio il tedesco solo dopo ufficio e solo per 2/3 giorni a settimana. Nel mio corso ci sono persone con grandissime difficoltà, alcuni sono immigrati fuori zona UE, hanno sistemi linguistici totalmente diversi. In sintesi si rallenta l'apprendimento degli altri. Il mio corso credo sia servito 25% del mio apprendimento, il resto l'ho imparato da solo o uscendo con delle persone. Il fatto che riesca quasi sempre ad esprimermi, chiaramente limitando di molto verbi e quanto altro, è un segnale che credo sia positivo. Si, noi italiani abbiamo una vocalità e una gestualità, che ci semplifica parecchio il processo comunicativo... e lo sò perchè io abito in austria e ho a che fare col tedesco ogni minuto Riguardo il curriculum.. che dire.. sono scelte soggettive.. Tuttavia un neolaureato ha zero esperienza in ogni paese del mondo: nel tuo caso, se vuoi restare in germania, avresti un tirocinio concluso (che è il primo passo per tantissimi neolaureati, non c'è da vergognarsene..) e una lingua consolidata. E comunque, se molli il tirocinio, al prossimo colloquio, ti tocca dirgli che sei un MEZZO scrivano.. se invece chiudi il tirocinio, perlomeno sei Scrivano (si fà per ridere eh.. ) e non fai insorgere al futuro datore di lavoro il dubbio che il tirocinio si sia concluso perchè la dittà si è trovata male con te, oppure tu ti sei rotto le palle prematuramente.. Nel secondo caso, posso garantirtelo perchè lo vedo anche io qui in austria, la ditta non ti assume proprio volentieri perchè a seconda del settore, tendono ad investire molto nella preparazione del lavoratore, e vogliono essere sicuri che il candidato non solo abbia le giuste qualifiche, ma si senta adatto a tale posizione e non molli il tutto dopo pochi mesi.. Per quanto poco possa sembrare, mi sento di dirti che avere un tirocinio concluso in terra straniera, sia un discreto punto di partenza. comeback e mp3 ha reagito a questo 2
comeback [Partecipante] 3069 Inviato 29 Marzo 2015 Autore Inviato 29 Marzo 2015 (modificato) Devo essere sincero Billy, ti faccio una riflessione diversa. Andar all'estero e ambientarti non è facile. Tu lo saprai bene. Non sono partito, e nemmeno tu credo, con la combriccola dei sempre-insieme dell'Erasmus, troie e cazzeggio non erano all-inclusive e quindi in generale si lavora molto (e in solitaria) di più per creare un proprio network. O ci credi o diventi pazzo. Pochi cazzi. Tutto quel che ti guadagni qui, specie in termini di socialità, devi guadagnartelo mangiando come dice mio nonno "del pane duro". Mi accorgo che l'entusiasmo di questi 2 mesi, e il buon adattamento che ho avuto, mi hanno bendato quasi completamente rispetto ai problemi oggettivi di un trasferimento all'estero (su tutti io credo la socialità, specie i primi tempi hai molti momenti che passi da solo). I primi tempi li passi ad osservare ed assorbire un po' le leggi del luogo. Ricordo i primi giorni, a parlare ed ascoltare un'altra lingua, arrivavo alle 19.00 di sera a cenare e già steso nel letto, in posizione di svenimento. Oggi ho una vita molto molto regolare. Quindi proprio per queste difficoltà, una esperienza all'estero crea una certa dinamicità, e ""potrebbe"" far guadagnare punti rispetto a chi non l'ha fatta, fermo restando che la conoscenza delle lingue (fosse anche di un livello intermedio) non è certo una cosa ovvia. La crescita a livello umano di una esperienza "solitaria" in terra straniera è a mio modo di vedere, un qualcosa di estremamente formativo. Ripeto però che l'Erasmus per chi lo fa è una soluzione molto più blanda. Penso che soltanto 3 anni fa nel mio primissimo viaggio in assoluto in Olanda, non parlavo una parola in inglese, oggi potrei comunicare in 3 lingue, certo non tutte fluenti allo stesso modo. Penso poi che non avevo neanche il coraggio dell'opener in lingua italiana e in Italia, questo anche non troppo tempo fa, e oggi potrei aprire con chiunque anche con la farmacista. Resto per tutte queste cose quindi fiducioso, specie del mio percorso di crescita, ma allo stesso tempo razionalmente preoccupato. Avrei enorme piacere di rimanere qui e di costruire qualcosa, magari spostarmi totalmente a Colonia (che ti invito a visitare), tornare indietro sarebbe annullare d'un colpo il lavoro fatto in questi mesi. Modificato 29 Marzo 2015 da comeback BillyTheCowboy ha reagito a questo 1
BillyTheCowboy [Partecipante] 891 Inviato 29 Marzo 2015 Inviato 29 Marzo 2015 (modificato) Con me sfondi una porta aperta...Quel che dici, io lo sostengo su tutta la linea.L'erasmus, dove mamma, babbo, e l'università si prendono cura di te finanziandoti e organizzandoti i corsi, è un'esperienza che suggerisco a tutti, perchè viaggiare con la mente aperta non ha mai fatto male a nessuno; ma meglio sarebbe prenderla come palestra per un eventuale cambio di nazione, e non come semestre alcolico a barcellona in una combricola prevalentemente italiana.L'esperienza all'estero, quando parti, e ti fai strada da solo, è qualcosa di estremamente formativo.. ti forgia per la vita.Se sopravvivi da solo in una nazione straniera, creandoti un circolo sociale (seppur minimo), flirtando con donne e stringendo legami e relazioni, riuscendo persino a fare un lavoro che ti piace... beh.. poi non ti fermano neanche con le cannonate.In un certo qual modo è il percorso, rivisitato in chiave moderna, dei self-made man dei decenni passati; in cui un ragazzotto, già "tosto" di suo, a 18 anni prendeva una stanza in qualche città a centinaia di chilometri da casa per costruirsi un futuro.Và da se che molti di questi sono diventati gli uomini piu cazzuti, ottimisti, visionari e coraggiosi di sempre..Tu il primo passo l'hai fatto, sii ottimista, focalizza l'obiettivo.Ok, questo tirocinio, detto candidamente, è quasi una merda: nessuno ti insegna nulla, ti spiegano le cose ad cazzum, e dentro di te senti una belva che vorrebbe conquistare il mondo. Ci stò passando anche io: nella ditta in cui collaboro, potrei mangiarmeli tutti in un boccone.. ma tant'è.. devo aspettare la mia occasione.Il mio consiglio, al di là del restare ovviamente in Germania (forse non si capiva bene dai miei post precedenti) e vivertela al 110%, è quello di calmare la belva dentro di te qualche istante.Porta avanti questo tirocinio, e nel mentre cerca altre attività. Se capita l'occasione, coglila. Altrimenti, in estate, a bocce ferme, valuterai. Modificato 29 Marzo 2015 da BillyTheCowboy LorenzoVonMatterhorn e comeback ha reagito a questo 2
comeback [Partecipante] 3069 Inviato 29 Marzo 2015 Autore Inviato 29 Marzo 2015 Il tuo post mi ha spalancato la bocca come una scollatura pesante. Credo che i nostri post possano essere letti da molti che inizieranno o intendono iniziare una esperienza del genere, io almeno sono un beginner e non ho l'esperienza di altri utenti che da anni e anni vivono altrove. Tra Erasmus e partenza solitaria c'è un solco. Quando sei Erasmus hai decine di paracaduti sociali, ecco perchè la % di ritorni a casa anticipata è quasi nulla, mentre esperienze vedono molti ritorni con un "non ce la facevo più!". Quando sei Erasmus se un giorno sei scoglionato e ti manca il pranzo di mamma e la troietta che ti ficcavi sul suolo italico, basta che vai ai corsi, vedi gente e ti svaghi. Diverso è se vai a lavoro e ti becchi la signora 55enne che ti può essere mamma e ti parla che il figlio ha avuto un bambino, o ti trovi la mamma di 38 anni che ti racconta che la figlioletta bene o male di 7 anni parla il tedesco come te. Oppure ti trovi l'invito a bere una birra del collega 40enne che si è rotto il cazzo di rientrare tutte le sere allo stesso orario e chiama la moglie dicendo che berrà qualcosa con un amico. Certo, un Erasmus si becca feste facili, a cui tu puoi anche andare, nulla lo vieta, ma lui troverà opportunità per inerzia mentre tu dovrai cercartele. Una cosa però è certa, queste esperienze ti cambiano ed è come se fossi in preda ad una droga, non ne sai più far a meno.
BillyTheCowboy [Partecipante] 891 Inviato 29 Marzo 2015 Inviato 29 Marzo 2015 (modificato) Ti voglio raccontare la mia esperienza. L'estate scorsa decisi di farmi un corso di tedesco intensivo di due mesi in una città universitaria... Ho conosciuto centinaia di persone, da decine di nazioni diverse, andavo a lezione leggero come una piuma, dormivo 4 ore per notte dal mercoledi al sabato.. in pratica mi stavo godendo una sorta di erasmus all'ennesima potenza, senza dovermi preoccupare degli esami.."Il futuro? Macchissenefotte del futuro.." pensavo, "ora vado a ubriacarmi con un paio di russi e israeliani, poi mi bombo una bella croata, mi limono un paio di austriache fuori sede e domani si vedrà..." Sapevo che a fine corso, volendo, sarei tornato in italia e avrei potuto lavorare in uno studio in cui avevo avuto la fortuna di trovare impiego, prima ancora della laurea.. dovevo solo prendere il diploma di laurea.. poi avevo i miei amici, le mie girate in moto, il mio cane che mi ama come nessuno mai ha fatto..Futuro non d'oro.. ma roseo. Poi sono partito. E quando parti, l'eccitazione dura 10 giorni. Poi serve la fibra, la fibra d'acciaio, quella dentro che ti spinge ostinatamente in avanti, a masticare "il pane duro" di cui tu parlavi.. Perchè quando devi cercare lavoro, all'estero, per giunta in una cittadina molto piccola..quando hai le qualifiche ma nessuno che ti "sponsorizzi".. quando non sai se, quadndo e dove troverai lavoro..quando non sai se i soldi che hai risparmiato ti basteranno per il periodo di ricerca dell'impiego..quando il tuo cane, i tuoi genitori, i tuoi migliori amici, le tue abitudini sono migliaia di chilometri..quando devi adattarti alle nuove regole sociali e della seduzione a quasi 30 anni..quando passi il tuo primo inverno da solo all'estero, col sole che tramonta alle 3 perchè stai in una vallata lontano da tutto e tutti..quando non capisci il 30-50-70% di quello che leggi o ti viene detto.. quando il tuo circolo sociale è probabilmente limitato a qualche coinquilino o dirimpettaio.. quando mandi decine di curriculum e nessuno ti chiama a colloquio.. beh.. quando tutte queste cose si presentano assieme... è dura.. ti senti Incompleto, ti senti ingabbiato, svalutato... ma se ne esci.. diventi invunerabile. Una cosa però è certa, queste esperienze ti cambiano ed è come se fossi in preda ad una droga, non ne sai più far a meno. Ah... non ne hai idea. Io mi sto riprendendo tutte quelle piccole/grandi soddisfazioni che mi sono mancate, sto imparando a bastarmi da solo, mai come prima mi stò godendo la stima reciproca che le persone cominciano a darmi (che di solito diamo per scontata), oso come non mai con le donne, pianifico in modo sempre piu audace e coraggioso, vedo possibilità ovunque, ho imparato cos'è il rischio, cos'è la solitudine... E ti dirò, anche io comincio a percepire questa sensazione... e mi piace. Modificato 29 Marzo 2015 da BillyTheCowboy comeback ha reagito a questo 1
The President [Partecipante] 2320 Inviato 29 Marzo 2015 Inviato 29 Marzo 2015 Devo essere sincero Billy, ti faccio una riflessione diversa. Andar all'estero e ambientarti non è facile. Tu lo saprai bene. Non sono partito, e nemmeno tu credo, con la combriccola dei sempre-insieme dell'Erasmus, troie e cazzeggio non erano all-inclusive e quindi in generale si lavora molto (e in solitaria) di più per creare un proprio network. O ci credi o diventi pazzo. Pochi cazzi. Tutto quel che ti guadagni qui, specie in termini di socialità, devi guadagnartelo mangiando come dice mio nonno "del pane duro". Mi accorgo che l'entusiasmo di questi 2 mesi, e il buon adattamento che ho avuto, mi hanno bendato quasi completamente rispetto ai problemi oggettivi di un trasferimento all'estero (su tutti io credo la socialità, specie i primi tempi hai molti momenti che passi da solo). I primi tempi li passi ad osservare ed assorbire un po' le leggi del luogo. Ricordo i primi giorni, a parlare ed ascoltare un'altra lingua, arrivavo alle 19.00 di sera a cenare e già steso nel letto, in posizione di svenimento. Oggi ho una vita molto molto regolare. Quindi proprio per queste difficoltà, una esperienza all'estero crea una certa dinamicità, e ""potrebbe"" far guadagnare punti rispetto a chi non l'ha fatta, fermo restando che la conoscenza delle lingue (fosse anche di un livello intermedio) non è certo una cosa ovvia. La crescita a livello umano di una esperienza "solitaria" in terra straniera è a mio modo di vedere, un qualcosa di estremamente formativo. Ripeto però che l'Erasmus per chi lo fa è una soluzione molto più blanda. Penso che soltanto 3 anni fa nel mio primissimo viaggio in assoluto in Olanda, non parlavo una parola in inglese, oggi potrei comunicare in 3 lingue, certo non tutte fluenti allo stesso modo. Penso poi che non avevo neanche il coraggio dell'opener in lingua italiana e in Italia, questo anche non troppo tempo fa, e oggi potrei aprire con chiunque anche con la farmacista. Resto per tutte queste cose quindi fiducioso, specie del mio percorso di crescita, ma allo stesso tempo razionalmente preoccupato. Avrei enorme piacere di rimanere qui e di costruire qualcosa, magari spostarmi totalmente a Colonia (che ti invito a visitare), tornare indietro sarebbe annullare d'un colpo il lavoro fatto in questi mesi. Ma non è del tutto vero, molto dipende dal contesto in cui vai a vivere. E' arcioto che la Germania non sia propriamente un Paese che possiamo definire come la patria della socialità, e la questione del vivere in un paesello e lavorare con persone anziane non aiuta. Come sempre il consiglio è di scegliersi bene la meta (nel mio caso la scelta della Polonia è stata la migliore che potessi fare), altrimenti si ha una vita grama che va ad incidere anche dell'entusiasmo sul lavoro. Però fossi in te concluderei almeno lo stage per sei mesi di tempo, onde evitare come ha detto billy di creare dei dubbi nel tuo datore di lavoro (perchè ha concluso lo stage in anticipo? perché soltato 3-4 mesi?). Ellend, BillyTheCowboy, comeback e 1 altro ha reagito a questo 4
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora